da sito ufficiale Virtus Bologna:
Allan Ray si racconta: "sono pronto per il mio primo All Star Game"
Mancano
48 ore al Beko All Star Game di Verona. Per la Granarolo Bologna ci
saranno Okaro White e Allan Ray. Il capitano bianconero tiene
particolarmente a qusto momento del campionato. Durante la pausa fra
primo e secondo quarto, inoltre, parteciperà alla gara del tiro da 3
punti, dove affronterà il campione in carica Drake Diener, Andy Rautins e
Marco Spanghero. Intervistato oggi da Massimo Selleri sulle pagine del
Resto del Carlino, Ray si racconta senza nascondere il desiderio di
vincere questa sfida. E' l'occasione per parlare anche della Virtus,
dove allenato da Giorgio Valli è tornato ad esprimere tutto il suo
talento.
«Da quando sono un giocatore professionista, questo è il mio primo
All Star Game». Parla Allan Ray che sabato scenderà in campo a Verona
nella formazione allenata da Gianmarco Pozzecco, nella partita che vedrà
di fronte i migliori giocatori del campionato. Nell'intervallo, poi, il
capitano della Virtus parteciperà alla gara nel tiro da tre, un
riconoscimento alla sua costante precisione dall'arco nel girone
d'andata. «Il basket italiano mi piace perché è molto competitivo. Ogni
domenica giochi contro avversari che sono veramente buoni e per questo
motivo non poi dare nulla per scontato».
Qual era il suo sogno da bambino?
«Avevo un solo obiettivo: giocare nella Nba. Volevo poter dire ai
miei genitori: guardate un giorno vostro figlio giocherà lì, nella Nba.
Non ho mai voluto fare altro che dare a loro questa soddisfazione».
Qual è stato il momento più difficile in carriera?
«Sicuramente nel 2010 quando ho subito un intervento chirurgico al
ginocchio. Per me non è stato facile tornare a giocare al più alto
livello e ancora più difficile provare a vestire la maglia delle
migliori squadre. Ho avuto l'impressione che le persone avessero
dimenticato che ero un atleta che aveva tante qualità e che sapeva
esprimerle. Così, da allora, per cinque anni ho cercato di dimostrare a
tutti che io sono solo un buon giocatore, ma sono un grande giocatore».
Quale, invece, quello che le ha dato più soddisfazione?
«L'aver recuperato da quell'intervento chirurgico è stata la cosa che
più mi ha riempito di orgoglio. La maggior parte dei giocatori non
riescono a superare questo tipo di infortunio e non riescono a tornare a
essere quelli di prima, per cui talvolta devono smettere di giocare a
pallacanestro».
Come occupa il tempo libero?
«Divertendomi, perché penso che il sorriso e lo star bene aiutino a
vivere meglio anche le situazioni di difficoltà. Mi piace guardare film,
ascoltare musica, ridere e scherzare. Anche guardare il basket mi
diverte perché ho la fortuna di fare quello che mi piace».
C'è una persona alla quale si sente particolarmente legata?
«Sì mio padre, che mi vuole molto bene e al quale io ne voglio
altrettanto. Se non ci fosse stato lui a sostenermi e a incoraggiarmi,
non sarei mai diventato un professionista».
Che cosa farà Allan Ray una volta appese le scarpe al chiodo?
«Vorrei avere una mia attività per essere libero e poter fare sempre
di testa mia. La cosa che più mi piacerebbe fare è formare i giovani
ragazzi che crescono nel mio vecchio quartiere e che amano il basket. A
loro serve sia qualcuno che gli insegni la tecnica sia qualcuno che li
aiuti a superare gli ostacoli e a non scoraggiarsi»
Che cosa più l'ha sorpreso della Virtus?
«Nulla. Avevo già giocato in Italia, per cui sapevo già tante cose
sulla maglia che avrei vestito e sui suoi tifosi. Anche i risultati
della squadra non mi stanno sorprendendo perché abbiamo buoni giocatori.
Anzi, penso che possano dare di più e che non abbiano mostrato tutto
quello che possono fare. Abbiamo margini di miglioramento e abbiamo
voglia di dimo- strarlo in campo».
Dove giocherà l'anno prossimo?
«Non posso prevedere il futuro quindi non ne ho idea. Però mi piacerebbe tornare a giocare per Giorgio Valli».

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