martedì 28 luglio 2015

Enel Brindisi, una squadra di talento


da sito ufficiale New Basket Brindisi:

ENEL UNA SQUADRA DI TALENTO
Di Franco De Simone

Sarà quasi Natale (16 dicembre) quando coach Piero Bucchi e la sua Enel vedrà il cielo sopra Berlino. Sarà molto diverso da quello arroventato, ma comunque bellissimo, che sta trovando in questi giorni ad Ischia dove trascorre qualche giorno in tutto relax una vacanza al mare. Al raduno, per l’avvio della quarta stagione in A, durante la quale Brindisi parteciperà anche alla grande caccia dell’Eurocup, mancano tre settimane. Poi, (dal 17 agosto) si apriranno le danze. Il gusto della nuova avventura carica il coach bolognese. È stata allestita una squadra che ispira «Sono contento. Ma, aspettiamo ancora un po’. Dobbiamo completare l’organico. Dobbiamo inserire il pivot, ma anche un altro “sesto”; dovrebbe essere un esterno, un atleta che sappia star bene sul perimetro». Parla con quel pizzico di entusiasmo proprio di chi sa di aver fatto qualcosa di importante. «Nel complesso, non posso negare di essere più che soddisfatto. Sono convinto che abbiamo fatto il massimo. Abbiamo innestato nel nuovo organico atleti che man mano scopriremo, altri che certamente non ci faranno annoiare. Con Alessandro Giuliani (general manager del sodalizio) e con la supervisione del presidente Marino abbiamo compiuto scelte condivise. Abbiamo puntato i nostri obiettivi su giocatori sui quali ci siamo trovati tutti e tre perfettamente d’accordo». La prossima scelta, quella inerente il centro, non è meno importante di quelle effettuate. «L’ingaggio di Adrian Banks ci porta assolutamente a puntare i nostri obiettivi su un giocatore Cotonou». Già scelto? «Abbiamo un po’ di nomi. Tre, quattro. Vediamo cosa viene fuori». Si tratta di tirare la rete e vedere chi è che resta intrappolato. È così? «Trattandosi di una scelta che, converrete, è molto importante, risulterà decisiva compiere una prima scrematura che faremo subito. Resteranno un paio di nomi. Vedremo. Una cosa è certa stiamo lavorando. Contiamo, ad ogni modo, di definire tutto entro la settimana appena iniziata». È stata una campagna trasferimenti complicata? «Come tutte. La differenza, quest’anno, l’ha fatta la condivisione. Di ciò sono estremamente contento. Sei occhi vedono meglio di due. Mi piace sottolineare un dato: quando abbiamo trattato un qualsiasi giocatore non abbiamo dovuto aspettare a lungo la risposta. Tutti hanno impiegato il tempo ragionevole prima di accettare. È stato così con Scottie Reynolds, che mi è parso molto motivato; ma lo è stato anche con Durand Scott ed infine con Adrian Banks. Traducendo, avere risposte quasi immediate significa condivisione del progetto presentato e questo non può che essere interpretato nel migliore dei modi». Nemanja Milosevic, Kenny Kadji sono stati i primi colpi messi a segno. «Anche loro, come gli altri, hanno ben presto accettato la nostra proposta. Ognuno porterà in dote il suo bagaglio di tecnica, di esperienza, di qualità. Poi, inizia il tempo del lavoro, quello di dare un volto ben definito alla squadra che, in definitiva, è anche l’impegno maggiore». La qual cosa avviene ormai puntualmente ogni anno visto che della squadra dello scorso anno sono rimasti solo Zerini e Cournooh. «Mi ha fatto enorme piacere che “Zero” alla fine abbia deciso di restare ancora con noi. È un ragazzo di grande serietà e di altrettanto grande attaccamento alla maglia. Ci stava che avesse potuto scegliere un’altra destinazione. Se è rimasto vorrà pure dire qualcosa. Cournooh, invece, dopo un normale periodo di ambientamento è cresciuto nella parte finale della stagione, meritandosi un maggior minutaggio. Ciò che potrebbe avvenire sin da subito quest’anno». Quinta stagione a Brindisi. Quelle voci di un possibile addio… «Nello stesso istante in cui ho ricevuto altro tipo di proposte, ne ho dato subito comunicazione al presidente Marino. Con lui ho parlato chiaro, informandolo sempre su tutto. Ho avuto qualche chiacchierata con un’altra società. Ma tutto è rimasto a livello di scambio di idee. Ora posso dire con grande sincerità di essere orgoglioso di questo mio quinto anno a Brindisi. Di essere il tecnico che può andare felice per aver raggiunto già un record di presenze. Sì, lo ammetto, sono davvero felice della mia decisione di restare ancora a Brindisi».

Per gentile concessione di LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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