venerdì 17 luglio 2015

La missione milanese del “Cincia”


da sito ufficiale Olimpia Milano:

La missione milanese del “Cincia”

Andrea Cinciarini ha trascorso il suo primo giorno da giocatore dell’Olimpia sostenendo visite mediche e test fisici in attesa di un’estate per lui rivoluzionaria: domenica sera risponderà alla convocazione della Nazionale in vista degli Europei e tra meno di un mese nascerà il suo primo figlio. “Ho già chiarito che per un paio di giorni lascerò il ritiro…”. Ecco le sue impressioni appena arrivato a Milano.
MILANO - “E’ motivo di orgoglio far parte di una grande società, di un club storico. Far parte di un progetto è molto importante per la mia carriera. A 29 anni mi sono messo in gioco in una grande piazza, dove c’è tanta pressione ma sono anche convinto che se daremo tutti il 100% e formeremo subito un buon gruppo faremo veramente molto bene grazie anche alla solidità del club che abbiamo alle spalle”.
LE ORIGINI - “Diciamo che non potevo non giocare a basket. Vengo da Pesaro, città di basket, i miei genitori erano giocatori, mio fratello è un giocatore. Per me il basket rappresenta la vita, è una passione grandissima, gioco da quando avevo 4 anni quindi praticamente sono 25 anni che lo pratico. Ma adesso sono a Milano ed è importante trovarmi in un club come questo che ha vinto tanto, che grazie al Signor Armani ha investito tanto e vuole fare bella figura in Italia e in Europa. Un progetto importante: è bello essere stato scelto, darò tutto me stesso per fare in modo che sia una grande avventura”.
EUROLEGA - “Quando sono andato via da Cantù avevo come obiettivo quello di tornare a giocare l’Eurolega. A Reggio Emilia se avessimo vinto lo scudetto ci saremmo anche qualificati per l’Eurolega, ma sono stato fortunato e ho ricevuto questa proposta di venire a Milano e ritrovarmi di nuovo in Eurolega. Ho dentro una carico pazzesca, lo sono di mio per essere qui, ma l’Eurolega è uno stimolo in più. Giocarla per farla bene è il massimo”.
IL RUOLO - “Sono preparato. In Nazionale ci sono abituato: due anni fa avevo come compagno di reparto Travis Diener, quest’anno avrò Daniel Hackett, senza dimenticare i vari Peppe Poeta e Luca Vitali. Quando arrivi in grandi club, hai squadre da 12 giocatori e gli impegni sono pesanti sai che non puoi giocare 30-35 minuti perché andresti in debito di ossigeno. E’ un nuovo inizio, una nuova esperienza ma il coach mi ha parlato e mi ha spiegato che guarderà gli allenamenti e in base a quelli deciderà chi starà in campo e quanto. Per me un allenatore che non guarda a età, nome e passaporto è il massimo perché io sono un lavoratore. Servirà un po’ di tempo per adattarsi anche perché avrò un coach nuovo e compagni nuovo ma non sono preoccupato”.
LA RIVINCITA - “Sì perdere lo scudetto mi ha fatto male: io e Reggio Emilia siamo cresciuti insieme e ci siamo fermati sul più bello. Avrei voluto il titolo più di ogni altra cosa perché ce lo meritavamo tutti. Sassari ha avuto il merito di vincere. Io devo ringraziare Reggio Emilia per tutto quello che ha fatto ma a 29 anni ho questa possibilità di cominciare una nuova parte della mia carriera in una società come l’Olimpia e sono determinatissimo”.
REPESA E GENTILE - “Mi hanno trasmesso una grande voglia di vincere, una grande determinazione. Repesa non lo scopro io ma so che ama lavorare duro, che è tosto, che farà una rotazione ampia e darà a tutti la possiiblità di giocare. Io e Gentile abbiamo voglia di rinvincita, abbiamo in comune la sconfitta con Sassari in gara 7, io voglio la rivincita, lui è rimasto per questo, perché è attaccatissimo all’Olimpia e sente il ruolo di Capitano. Insieme ce la metteremo tutta per produrre una grande stagione”.

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