DANIELE
CAVALIERO voto 10: i maligni lo davano per finito, il
classico rincalzo che gioca in serie A per la regola dei 5 italiani. Leggere e
sentire queste cose, a 31 anni, è degradante, ti punge nell’orgoglio, orgoglio
che il ragazzo da Trieste ha sempre avuto, assieme a due cose granitiche in
zona intima. Contro Torino replica lo show balistico di Capo d’Orlando: 21
punti (3/3 da 2, 5/7 da 3), 4 rimbalzi, 2 assist e 28 di valutazione in 25
minuti di onnipotenza cestistica, Varese vince, lui se la ride. NON E’ UN PAESE
PER VECCHI.
GIORGIO
TESI GROUP PISTOIA voto 9: “questa sconfitta ci farà bene”
aveva ammesso Enzo Esposito dopo la caduta di Milano. Così è stato, i suoi
ragazzi reagiscono immediatamente, vincono il “lunch match” contro Cantù e
tornano a volare, per la gioia dei propri supporters. A parte l’ormai solito
Alex Kirk (altri 22 punti, dopo 6 giornate parliamo di 17 punti, 8.3 rimbalzi e
2 stoppate di media), “El Diablo” ha pescato due esterni coi fiocchi, ovvero
Preston Knowles e Wayne Blackshear, ha perso Thornton ma ha rivitalizzato un
Olek Czyz quasi fuori dal giro che conta, il tutto sotto la regia del pupillo
Ron Moore. E questi ragazzi lo seguono, e lui si sta levando parecchie
soddisfazioni, in barba già a chi era pronto a definire questa squadra il
classico fuoco di paglia. SALUTATE LA CAPOLISTA.
BRIAN
SACCHETTI voto 8: vedi Cavaliero. Questo è un altro che,
silenziosamente, è riuscito a ritagliarsi uno spazio notevole in una squadra
zeppa di forestieri. Il suo score ad Avellino recita: 9 punti (3/7 al tiro) e 2
rimbalzi in 22 minuti. Niente di trascendentale direte voi, il problema (per
Avellino) è che sta in campo nel momento caldissimo della partita (ultimo
minuto) e, di quei 9 punti che leggete, 4 arrivano proprio in quel momento
caldissimo, la tripla del controsorpasso e il tiro libero della staffa,
sinonimo che, per avere gli attributi, non bisogna per forza avere il nome
carino o la pelle scura, ci nasci, da qualunque latitudine provieni. MADE IN
ITALY.
MICAH
DOWNS voto 7: nel plebiscito di consensi (giustissimi)
per Peyton Siva e il suo ottimo esordio, mi sento di fare un po’ la voce fuori
dal coro premiando, invece, il ragazzo di Kirkland. Un Settembre passato a
curarsi da una lesione alla fascia plantare, un Ottobre passato a recuperare la
miglior condizione fisica, con le solite voci che lo volevano tagliato a farla
da padrone. Bisognava avere pazienza, le prestazioni sarebbero arrivate,
soprattutto all’interno del contesto giusto e accanto alla gente giusta. Contro
Capo d’Orlando chiude con 16 punti (7/12 al tiro), 3 rimbalzi, 3 assist e 3
voli sopra il ferro che fanno strabuzzare gli occhi degli oltre 4.000 del
Palamaggiò. La pazienza è la virtù dei forti, anche se a Caserta non lo
capiranno mai. WELCOME (BACK).
KRUNOSLAV
SIMON voto 6: in estate ci siamo sbilanciati parecchio
definendolo uno dei migliori colpi del mercato, non solo meneghino. L’esterno
croato è il vero valore aggiunto di Milano, giocatore con attributi e carattere
da vendere, che sul parquet fa sempre la cosa giusta al momento giusto. Contro
la Virtus Bologna esce dalla panchina, segna 25 punti in 29 minuti prendendosi
11 tiri in tutto, game, set & match direbbero nel tennis, il tutto senza
quasi fare rumore. KILLER SILENZIOSO.
BETALAND
CAPO D’ORLANDO voto 5: l’assenza di Ilievski è
un’attenuante molto seria, perché giocare senza play maker è difficile (molto)
per chiunque, ma a Caserta, nonostante le difficoltà, un attacco poco ragionato
(44% al tiro, 33% da 3, 26 palle perse complessive), fatto di soluzioni estemporanee
e parecchio affrettate, stava per arrivare un autentico colpaccio, visto il
vantaggio di 7 punti a 5 minuti dalla fine. Niente di tutto ciò, la benzina è
finita, il Palamaggiò ha ruggito ed arriva una sconfitta che può far pensare,
soprattutto in chiave futura. NO VLADO NO PARTY.
CONSULTINVEST
PESARO voto 4: un po’ come Capo d’Orlando, anche se la
resa è forse arrivata prima, e senza l’attenuante di qualche assenza di rilievo.
Purtroppo Pesaro continua ad avere un problema, cioè giocare le partite in 3,
massimo 4 effettivi, perché non tutti (soprattutto Shelton e Walker, autentica
delusione dei marchigiani in questo primo mese e mezzo di stagione) stanno
dando l’apporto richiesto. La storia del budget risicato è sempre attuale, ma
non possiamo neanche pensare che Paolini si vesta da novello Silvan e faccia i
miracoli. WAKE UP.
PHIL
GOSS voto 3: la stagione della guardia di Washington
sembra proprio non voler spiccare il volo. A Brindisi va nuovamente dietro la
lavagna, nei 28 minuti che gioca al Pala Pentassuglia produce 10 punti, ma
commette 4 falli, tira 4/11 e completa il tutto con 3 palle perse sanguinose,
che non si addicono ad un giocatore della sua esperienza. Venezia ci rimette le
penne, lui continua ad essere il grande assente degli oro/granata. CHI L’HA
VISTO?
SIMONE
FONTECCHIO/VALERIO MAZZOLA voto 2: a scuola qualche
professore avrebbe detto “i soliti due a caso”, facendo riferimento a una
coppia di ragazzi indisciplinati da richiamare. Nel podio contrario ritroviamo
i due compagni di merende (cattivo gusto? Vabbè), che a Milano tornano,
amabilmente, a far danni: segnano, non si sa come, 10 punti in due, ma non ci
prendono mai (2/12 al tiro), non aiutano la squadra, non combattono e non
sembrano neanche avere voglia. Però gli italiani devono giocare, non fare i
“portaborse”, ma se giocano così ci vuole stomaco a lasciarli sul parquet.
HALLOWEEN…POSTUMO.
OJARS
SILINS/VLADIMIR VEREMEENKO voto 1: io sono il primo a
battermi per far giocare i lunghi e per non vederli utilizzati solo come “porta
blocchi” o “prendi rimbalzi”. Però ragazzi, se la palla vi arriva la dovete
mettere nel canestro, obiettivo primario di questo gioco che tanto ci piace e
ci appassiona. 4 punti (in due, non sto scherzando), 2/7 al tiro, 7 falli
commessi, 4 palle perse, -8 di valutazione e, in più, appena 3 rimbalzi totali,
due che sono alti, rispettivamente, 203 e 208 cm. Mi dispiace, ma oggi non
siete difendibili. MORBIDI…ECCESSIVAMENTE.

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