AWUDU
ABASS voto 10: è decisamente l’uomo in più di Cantù,
colui attorno al quale ruota tutto e un’intera città si sta appoggiando.
L’impatto su questa stagione, fin qui, è devastante (15.1 punti, 6.5 rimbalzi,
1.7 recuperi e 1.3 assist di media), contro Avellino regala un dispiacere al
suo ex allenatore e mentore, sfoderando una prestazione da 29 punti (8/9 da 2,
4/8 da 3 e 1/2 ai tiri liberi), 4 rimbalzi, 4 recuperi, 6 falli subìti e 34 di
valutazione. Il Pianella è letteralmente ai suoi piedi, se continua così non è
da escludere che il neo cittì Messina ci faccia un pensierino in chiave
Preolimpico. Lo ripetiamo senza problemi: OH CAPITANO MIO CAPITANO.
MANITAL
TORINO voto 9: quando meno te l’aspetti, dopo un mese
amaro più del Montenegro (giuro non è preparata), arriva una vittoria
clamorosa, a dir poco eroica, contro Milano. Una vittoria che vale doppio,
perché arriva al termine di una partita gagliarda, grintosa e, soprattutto,
giocata con appena 7 effettivi, viste le assenze di Rosselli, Ebi e quella annosa
di White. Non era facile, ma c’è stata una grande reazione, soprattutto dal
tanto contestato duo Miller/Dawkins, che da settimane vive con la spada di
Damocle sul capo, ma che domenica ha chiuso con 43 punti e 6 assist in
combinata. Un leonino Ivanov e una prova tutto cuore dei gregari ha fatto il
resto, cancellando un periodo più che buio. WE CAN BE HEROES? JUST FOR ONE DAY (speriamo di no).
CONSULTINVEST
PESARO voto 8: come Torino, il cuore, stavolta, non è
rimasto chiuso in soffitta. Dopo 30 minuti sembrava la solita Pesaro, quella
alla quale sembrava mancare sempre quel qualcosa per poter fare il passo
decisivo, con le solite giustificazioni (“siamo questi e più di questo non
possiamo fare”) già pronte per essere servite nel post partita. Niente di tutto
ciò, nell’ultimo periodo arriva un parziale di 24-14 che gira inerzia e
partita, un rullo compressore che si abbatte su Brindisi senza pietà, il tutto
sempre col trio Christon-Lacey-McKissic (56 punti in tre, di un’altra
categoria, decisamente) al volante, ma stavolta il resto ha seguito per bene. CI
SIAMO ANCHE NOI.
STEFANO TONUT voto 7: nell’ampia rotazione della Reyer lui sarebbe l’11° uomo, quello che deve davvero sgomitare per ritagliarsi un po’ di spazio. Stavolta l’ex Trieste lo spazio se lo guadagna per davvero, perché quando Recalcati vede che gli esterni hanno la mano fredda e i lunghi soffrono decide di buttarlo nella mischia, e lui risponde con 12 punti (4/4 da 2, 1/4 da 3, 1/1 ai liberi) in 17 minuti, 7 dei quali nel momento più caldo e importante della partita, risultando decisivo nella zampata che Venezia piazza per battere Reggio Emilia. UNDICESIMO A CHI?
DOMINIQUE SUTTON voto 6: e finalmente aggiungiamo noi! In questo avvio di stagione qualcuno, a Trento, pensava o di avere a che fare con un fantasma o, addirittura, di chiamare “Chi l’ha visto?”, considerando la quasi totale inconsistenza dell’esterno di Durham. L’eredità è pesante, perché sostituire in campo, e nel cuore dei trentini, Tony Mitchell non è cosa da niente, ma almeno provarci. E contro Varese, finalmente, dà segni di vita: 18 punti (7/13 al tiro) e 8 rimbalzi, spacca in due la partita e fa capire a Buscaglia che può contare anche su di lui. HEY, I’M HERE.
SIDIGAS AVELLINO voto 5: altro giro, altro finale arroventato, altra sconfitta, tutto nel giro di 6 giorni. Così come contro Sassari anche a Cantù gli irpini dilapidano un vantaggio importante sprecando tantissimo, gestendo male i possessi e facendosi prendere da una fretta/ansia inspiegabile. Sinonimo quasi di paura di vincere, oltre ad una crescita mentale che pare ancora non esserci. Caro Pino, ti sei preso un bel lupo da pelare. SPELACCHIATI.
ENEL BRINDISI voto 4: terza sconfitta in campionato per i ragazzi di Piero Bucchi, l’ottava stagionale considerando lo 0/5 in Eurocup. Attualmente è, senza dubbio, una delle delusioni, del nostro campionato, una squadra partita con ben altre velleità che si trova a far fronte a dei problemi che, ad oggi, non sembrano risolvibili. A Pesaro si dimenticano che le partite non durano 30 minuti, e nell’ultimo periodo si lasciano investire da uno tsunami “black version”, ovviamente senza colpo ferire. L’andazzo va corretto quanto prima, se si vuole evitare un flop che sarebbe alquanto rumoroso. LUCI SOFFUSE.
MYCHEL THOMPSON/RIHARD KUKSIKS voto 3: nel crollo verticale di Varese a Trento fa specie la (non) prova di questi due, che dovrebbero portare punti alla causa, invece dimenticano il fucile in faretra e riescono a produrre la “bellezza” di 0 punti (in due, non sto scherzando) con 0/5 al tiro. Ok che la giornata storta può capitare, ma almeno dare segnali di vita sarebbe cosa buona giusta. E se chi deve portarti punti dall’ arco (non) gioca così allora, caro Paolino, mi sa che ne hai di capelli da strapparti. SUB ZERO.
MARCO GIURI/DANIELE CINCIARINI voto 2: serata che definire da dimenticare è un eufemismo. Il primo gestisce l’attacco in maniera quasi dilettantistica, facendo inveire i poveri supporters casertani che sono costretti a sperare che Siva non commetta falli o non accusi stanchezza. Il secondo tira al piattello (4/16 dal campo, 1/8 da 3) e, non contento, con già un bell’1/7 nello score, decide, sul 79-79, a 10” dalla sirena finale, di tirare, ovviamente, da 3 punti, come se, in precedenza, c’avesse preso. Il risultato è una mattonata che a momenti distrugge il tabellone del Pala Carrara, vittoria sfumata ed over time, dove Pistoia scappa e festeggia la 6° vittoria e il primato solitario in classifica. E Caserta si mangia le mani, ancora una volta. SUPER SDENG.
BRENT PETWAY voto 1: come questi suoi 2 mesi di stagione, assolutamente insufficienti. Anche a Bologna “The Arrow” non scocca alcuna freccia (0 punti e 0/2 al tiro), anzi, nei 10 minuti che sta sul parquet fa più danni di Carlo in Francia (4 falli commessi e una palla persa), chiudendo un Monday Night da -6 di valutazione e da ottimo trash horror movie. Inutile parlare di delusione, è lapalissiano, ci si aspettava troppo di più da un giocatore col suo pedigree, e le ultime voci di mercato, che lo vorrebbero vicino a Cantù, di sicuro non hanno migliorato la situazione. BUCO NELL’ ACQUA.
EA7 MILANO voto 0: sta diventando una minestra riscaldata, un disco rotto, o chiamatelo un po’ come vi pare. Guardando a Milano sembra di vedere un film di cui già si conosce il finale, e che quindi segui perché magari ti piace, ma senza quell’ attenzione che meriterebbe. Quella di Torino è la 6° sconfitta stagionale , ma non è tanto il numero, è il modo che lascia pensare: possiamo capire un inizio stentato visto che la squadra ha iniziato a lavorare al completo solo a fine Settembre, ma ora, a Novembre inoltrato, non lo capiamo più. Errori pacchiani, squadra sconnessa, giocatori che non comunicano, “stelle” (o presunte tali) che non si fidano dei compagni, la piazza mugugna e si ricomincia con la solita storia, fatta di nuovi interventi sul mercato ed allenatori che rischiano il posto. Un film già visto, ahimè, come sempre. REWIND.

Nessun commento:
Posta un commento