SIDIGAS
AVELLINO voto 10: quanto può essere bello questo sport?
Meno di una settimana fa prendi uno zero spaccato perché perdi un derby, in
casa, facendoti rimontare 21 punti di vantaggio.
A distanza di 6 giorni ti becchi un 10 (e lode) pieno, perché Avellino sbanca Capo d’Orlando e dimostra che la lezione inferta dalla Juve Caserta è servita a qualcosa, assieme all’allenamento punitivo la mattina di Natale alle 8.
Reazione di cuore e d’orgoglio, di un gruppo valido nonostante budget decisamente ribassato e tanti problemi fisici, che ha dimostrato di esserci e di non aver accusato il colpo, che avrebbe potuto uccidere un elefante. LUPI MANNARI.
A distanza di 6 giorni ti becchi un 10 (e lode) pieno, perché Avellino sbanca Capo d’Orlando e dimostra che la lezione inferta dalla Juve Caserta è servita a qualcosa, assieme all’allenamento punitivo la mattina di Natale alle 8.
Reazione di cuore e d’orgoglio, di un gruppo valido nonostante budget decisamente ribassato e tanti problemi fisici, che ha dimostrato di esserci e di non aver accusato il colpo, che avrebbe potuto uccidere un elefante. LUPI MANNARI.
PEYTON
SIVA voto 9: perché era dai tempi di Terrell McIntyre
che il campionato italiano non si fregiava di un play maker di questo livello.
La fantasia al potere diceva qualcuno, e il samoano, di fantasia, ne ha davvero tanta. Tratta la palla come il Dottor Gang (nemico giurato dell’ispettore Gadget) tratta il suo amato gatto, spesso vede cose che noi umani non siamo capaci di vedere, ha leadership innata, mette in ritmo anche me (7.3 assist di media, con un high di 13 cioccolatini consegnati nell’ultima giornata contro Brindisi) e, quando lui gioca, Caserta vince sempre, o quasi (6 partite giocate dall’ex Louisville fin qui, 3 vittorie della Juve).
Un play maker così, secondo il mio modestissimo parere, dovrebbe diventare patrimonio dell’Unesco. SO SWEET.
La fantasia al potere diceva qualcuno, e il samoano, di fantasia, ne ha davvero tanta. Tratta la palla come il Dottor Gang (nemico giurato dell’ispettore Gadget) tratta il suo amato gatto, spesso vede cose che noi umani non siamo capaci di vedere, ha leadership innata, mette in ritmo anche me (7.3 assist di media, con un high di 13 cioccolatini consegnati nell’ultima giornata contro Brindisi) e, quando lui gioca, Caserta vince sempre, o quasi (6 partite giocate dall’ex Louisville fin qui, 3 vittorie della Juve).
Un play maker così, secondo il mio modestissimo parere, dovrebbe diventare patrimonio dell’Unesco. SO SWEET.
JAJUAN
JOHNSON voto 8: in queste ultime settimane si è parlato
di Cantù più per questioni extracestistiche (per colpa del suo patron, che per
me prenderà sempre zero, sia chiaro) che per questioni di campo, ma a me di
campo piace parlare, e il ragazzo in questione, a basket, ci sa giocare, e
bene.
Contro Pesaro segna 23 punti (9/13 da 2, 1/4 da 3, 2/3 ai liberi), cattura 8 rimbalzi, dà via 3 assist e piazza 2 stoppate, per un bel 28 di valutazione.
Il suo ritorno in serie A è stato piuttosto sfavillante (18.7 punti, 9 rimbalzi e 1.2 assist di media, Cantù ha vinto 3 partite su 6 con lui sul parquet), si sarà creato anche un grosso vociare sul suo caso, ma se poi il risultato è questo allora, cestisticamente parlando, ne traiamo tutti giovamento. WELCOME BACK.
Contro Pesaro segna 23 punti (9/13 da 2, 1/4 da 3, 2/3 ai liberi), cattura 8 rimbalzi, dà via 3 assist e piazza 2 stoppate, per un bel 28 di valutazione.
Il suo ritorno in serie A è stato piuttosto sfavillante (18.7 punti, 9 rimbalzi e 1.2 assist di media, Cantù ha vinto 3 partite su 6 con lui sul parquet), si sarà creato anche un grosso vociare sul suo caso, ma se poi il risultato è questo allora, cestisticamente parlando, ne traiamo tutti giovamento. WELCOME BACK.
FRANK
VITUCCI voto 7: terza partita sulla panchina di Torino,
seconda vittoria (consecutiva). Aggiungiamo, ovviamente, che con Dyson e questo
D. J. White (19 punti, 9.2 rimbalzi, 2.2 assist e 1.5 stoppate di media) è
tutta un’altra storia, ma è anche vero che i piemontesi sembravano una squadra
senz’anima, pur con indiscussi valori tecnici.
E il buon Frank, che in oltre 20 anni di pallacanestro ne ha viste tante, non ha fatto altro che tirarla fuori quest’anima a questi ragazzi, che ora giocano senza paura, con una rabbia difficilmente vista nelle prime 11 giornate, e quando vanno sotto, come avvenuto domenica, si riordinano e non hanno paura. C’è anche Torino, ora si che possiamo dirlo. E c’è anche Frank. CONDOTTIERO.
E il buon Frank, che in oltre 20 anni di pallacanestro ne ha viste tante, non ha fatto altro che tirarla fuori quest’anima a questi ragazzi, che ora giocano senza paura, con una rabbia difficilmente vista nelle prime 11 giornate, e quando vanno sotto, come avvenuto domenica, si riordinano e non hanno paura. C’è anche Torino, ora si che possiamo dirlo. E c’è anche Frank. CONDOTTIERO.
OLIVER
LAFAYETTE voto 6: “Milano alla ricerca di un play maker”,
“l’Olimpia punta a cambiare in regia”, “Huertas o Kalnietis i nomi caldi”. Ma
perché non la smettiamo? Perché non abbiamo la pazienza di saper aspettare?
Questo ragazzo sta con una spada di Damocle sulla nuca da 4 mesi, ma nessuno
ricorda che non ha praticamente svolto la preparazione visto che si è rotto il
menisco in Nazionale, infortunio che gli ha anche precluso la partecipazioni
agli ultimi Europei.
Voci continue, incontrollate, intanto il signor Oliver, a Cremona, rialza Milano con una prova da 24 punti (8/10 al tiro, 7/9 da 3) ed una regia ordinata e precisa, sempre sul pezzo. Però magari prendono Steve Nash, chi lo sa. SALVATE IL SOLDATO OLIVER.
Voci continue, incontrollate, intanto il signor Oliver, a Cremona, rialza Milano con una prova da 24 punti (8/10 al tiro, 7/9 da 3) ed una regia ordinata e precisa, sempre sul pezzo. Però magari prendono Steve Nash, chi lo sa. SALVATE IL SOLDATO OLIVER.
JAMARR
SANDERS voto 5: la nave trentina affonda nelle acque
torbide della Laguna, lui (6 punti con 3/9 al tiro e 4 palle perse) ci mette
del suo a dare il colpo di grazia.
Prosegue la sua stagione di alti e bassi, gli diamo comunque il beneficio del dubbio visto le non semplici situazioni private che sta vivendo, però, per il bene della sua squadra, considerando le continue altalene di Lockett e Sutton ed un Wright leggermente involuto, serve che torni ad essere quello ammirato nella passata stagione. THE RETURN.
Prosegue la sua stagione di alti e bassi, gli diamo comunque il beneficio del dubbio visto le non semplici situazioni private che sta vivendo, però, per il bene della sua squadra, considerando le continue altalene di Lockett e Sutton ed un Wright leggermente involuto, serve che torni ad essere quello ammirato nella passata stagione. THE RETURN.
CONSULTINVEST
PESARO voto 4: come svegliarsi, in maniera anche
brusca, da un bel sogno, spiega la Vuelle Pesaro. I marchigiani, che erano
reduci da 3 vittorie consecutive, con scalpi di lusso quali Venezia e Milano,
tornano sulla Terra, e ce li rispedisce Cantù, in una partita che ha visto i
biancorossi resistere appena 10 minuti, prima di finire sommersi sotto i colpi
di JaJuan Johnson e compagni, per l’eloquente 90-65 finale.
Non è certamente il Pianella un campo dove Pesaro può andare a far punti (sempre quando si parla “sulla carta”), ma uscirne con le ossa rotte non è neanche così piacevole. VOLI PINDARICI.
Non è certamente il Pianella un campo dove Pesaro può andare a far punti (sempre quando si parla “sulla carta”), ma uscirne con le ossa rotte non è neanche così piacevole. VOLI PINDARICI.
COURTNEY
FELLS voto 3: definire l’andamento stagionale dell’ex NC
State un ottovolante sarebbe davvero riduttivo, ma rende molto l’idea. Le
montagne russe di Mirabilandia sono meno imprevedibili di questo ragazzo, che
con spaventosa e puntuale precisione riesce ad alternare prestazioni buone a
debacle clamorose, vedi domenica a Torino: 8 punti in 31 minuti, ma 3/15 al
tiro e 4 palle perse a completare una serata da trash horror movie. Se continua
così i tifosi di Reggio Emilia (prossima avversaria della Virtus Bologna)
inizino a fare gli scongiuri, ma per oggi, come suggeritomi dall’amico e
collega Mario Della Peruta nel suo recap, il premio SDENG è il suo, senza alcun
dubbio.
MAALIK
WAYNS voto 2: lapalissiano asserire che dal prodotto
di Villanova University ci si aspettava molto molto di più. Vero è che la sua
carriera è da sempre costellata di infortuni di vario genere (in ultimo quello
al ginocchio all’inizio della stagione in corso), senza i quali non starebbe
giocando certo in Europa, ma è anche vero che la (non) prestazione di Reggio
Emilia (4 punti, 2/11 al tiro, 2 palle perse, 4 falli commessi e -3 di
valutazione) è solo l’ultima di una serie abbastanza lunga di attentati al
basket a cui stiamo assistendo da un po’ di settimane. Non sta rendendo onore
alla gloriosa casacca che indossa, decisamente. WAKE UP
BETALAND
CAPO D’ORLANDO voto 1: “Houston abbiamo un problema” resta
una delle fasi più celebri nella storia dell’umanità, almeno quella del secondo
novecento.
La prendiamo in prestito e sostituiamo la famosa città texana con Capo d’Orlando, perché il problema, in casa Betaland, inizia a diventare molto serio. Contro Avellino i paladini incappano nella 9° sconfitta nelle ultime 10 partite, la sesta consecutiva, un crollo verticale, che ha visto la squadra piombare al penultimo posto in classifica, oltre ad una crisi di gioco ed identità parecchio marcata, culminata con l’ultima sconfitta, quando la squadra, sotto di un punto a fine terzo periodo, si è fatta assaltare subendo un parziale di 9-26 negli ultimi 10 minuti.
Crisi totale, problemi fisici continui che non hanno mai lasciato in pace i siciliani, però ora si rischia davvero, e chissà se l’esonero di Griccioli, con promozione di Di Carlo come head coach, non sortirà gli effetti sperati. THE BLACK HOLE.
La prendiamo in prestito e sostituiamo la famosa città texana con Capo d’Orlando, perché il problema, in casa Betaland, inizia a diventare molto serio. Contro Avellino i paladini incappano nella 9° sconfitta nelle ultime 10 partite, la sesta consecutiva, un crollo verticale, che ha visto la squadra piombare al penultimo posto in classifica, oltre ad una crisi di gioco ed identità parecchio marcata, culminata con l’ultima sconfitta, quando la squadra, sotto di un punto a fine terzo periodo, si è fatta assaltare subendo un parziale di 9-26 negli ultimi 10 minuti.
Crisi totale, problemi fisici continui che non hanno mai lasciato in pace i siciliani, però ora si rischia davvero, e chissà se l’esonero di Griccioli, con promozione di Di Carlo come head coach, non sortirà gli effetti sperati. THE BLACK HOLE.
STEFANO MANCINELLI voto 0: ok festeggiare una vittoria importante, ok avere la squadra dove sei cresciuto nel cuore, ma sei un professionista e non devi MAI trascendere in beghe e slang da tifosotto da bar.
Mi riferisco al tweet che il “Mancio” ha inviato dopo la vittoria di Torino sulla Virtus Bologna: una foto che ritrae la Fossa dei Leoni (cuore del tifo fortitudino) intenta a “scimmiottare” (eufemismo) la “V” di Virtus con un bel po’ di tifosi biancoblù che, di spalle, espongono le natiche ai supporters rivali formando, appunto, la suddetta “V”, nell’indimenticato derby, del Pala Dozza, datato 4 Dicembre 1999.
Ok la goliardia, ma Mancinelli, che non è nuovo ad usare i social network in un modo oserei dire “forzato” (come dimenticare, sul finire del 2012, un suo post su Facebook che recitava “per meno di 300.000 euro non mi alzo neanche dal letto”, in riferimento ai rumors di mercato che lo vedevano protagonista mentre era free agent), dovrebbe avere la maturità (a quasi 33 anni) di comprendere che un comportamento del genere esaspera i toni, oltre ad essere una caduta di stile abbastanza rumorosa. INCORREGGIBILE.

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