JAJUAN JOHNSON voto 10: è proprio vero quello che dicono certi allenatori e certi tecnici, non bisogna mai dimenticare l'aspetto ludico dello sport, il sano divertimento, perchè se manca quello manca, praticamente, tutto.
E sentendo le parole del signore in questione , a margine dell'esonero/dimissioni di Rimas Kurtinaitis ("con lui non ci divertivamo più"), il tutto è assolutamente confermato.
Dopo il derby Cantù vince, in volata, contro Avellino ed ora guarda con cauto ottimismo all'immediato futuro.
Lui, parafrasando il duo Buffa/Tranquillo, è completamente e letteralmente da solo sull'isola.
35 punti (10/15 da 2, 3/4 da 3, 6/6 ai liberi), 14 rimbalzi, 1 recupero, 1 stoppata, 46 di valutazione, il doveroso premio di MVP di giornata, svariati record inceneriti, aspettando i rinforzi promessi da Gerassimenko lui si è, decisamente, messo in moto, ed ora, come avrebbe detto qualcuno, sono volatili per diabetici. CAST AWAY.
LUCA VITALI voto 9: qualche sassolino nella scarpa se lo voleva proprio togliere, e direi che ci è riuscito benissimo.
Di fronte aveva la sua ex squadra che, in estate, con un anno di contratto ancora da onorare, ha deciso che non era più il caso di proseguire il rapporto.
Lui ha atteso, ha pazientato, ed è arrivata Brescia, con la quale si sta togliendo una marea di soddisfazioni, anche personali.
Nel derby illumina il Pala George con una prestazione da 12 punti e, udite udite (o meglio, leggete leggete), 18 assist, che con i canoni non americani sono maledettamente tanti!
E', probabilmente, uno dei pochi, se non l'unico, play maker vecchio stampo rimasto nel nostro campionato, di quelli che prima di "mettersi in proprio" pensano a creare e costruire per la squadra, e lui ci riesce benissimo, per la felicità di allenatore, compagni e tifosi e, perchè no, di qualcuno che, interessato, osserva dall'altra dell'Oceano. METTI IN RITMO ANCHE ME.
REYER VENEZIA voto 8: la vittoria nel "lunch match" contro Milano non è solo, in un certo senso, storica, visto e considerato che è la prima sconfitta dell'EA7 in Italia, ma è il completamento di un magic moment che, se queste sono le premesse, è destinato a proseguire.
Quella contro l'Olimpia è, infatti, la 10° vittoria consecutiva tra campionato e Champions League, un ruolino di marcia impressionante che ha completamente rilanciato le ambizioni dei lagunari, partiti in sordina ma ora vera e principale antagonista dei lombardi.
Ottimo lavoro di coach De Raffaele e del suo staff. PROVATE A FERMARCI.
MIRZA ALIBEGOVIC voto 7: non mi dite niente, ma io sono letteralmente innamorato, cestisticamente, di questo ragazzo.
Faccia tosta, sfrontatezza, attributi, uno di quelli che vorresti sempre allenare, anche se magari ci devi litigare, ma sei sicuro che saranno più le volte che ti farà sorridere che quelle che ti farà disperare.
Torino batte Caserta, più degli americani, più di Poeta e Mazzola, la partita la vince lui, col suo impatto dalla panchina (17 punti, 3/4 da 2, 3/3 da 3, 2/2 ai liberi, con 4 rimbalzi e 18 di valutazione in 23 minuti), con la sua capacità di spendersi in difesa su 3 ruoli, con la sua grinta e il suo animo, un colpaccio dei piemontesi, senza alcun dubbio. TRASCINANTE.
OPENJOBMETIS VARESE voto 6: quando tutto sembra perduto ecco che la banda Moretti riemerge dalle tenebre trovando una vittoria fondamentale dopo un Novembre preso ad incassare ceffoni a destra e a manca.
Una rondine non fa primavera (e vorrei anche vedere visto il freddo di questi giorni), il lungo periodo ci saprà dire se questa vittoria è un caso sporadico o può avere un seguito, però un primo passo verso la risalita è stato fatto, in attesa di continuità ulteriore. MATTONCINO.
SIDIGAS AVELLINO voto 5: sltro giro altra occasione sprecata per gli irpini, alla seconda sconfitta consecutiva e con un'altra possibilità di aggancio al secondo posto gettata al vento.
Al momento sembra che ai ragazzi di Sacripanti manchi qualcosa per essere una squadra che può competere a certi livelli.
Troppa la dipendenza dall'asse Ragland/Fesenko, troppo scarso, soprattutto nelle ultime due settimane, l'apporto del resto della squadra, che dovrebbe decisamente supportare di più, anche perchè, a meno di clamorosi sviluppi, vincere in due è davvero complicato. SPELACCHIATI.
PASTA REGGIA CASERTA voto 4: ok le assenze a Torino, ok i problemi, ma 7 vittorie e un pò di alta classifica non devono far montare la testa, soprattutto quando, negli ultimi due anni, vieni da una retrocessione e da una salvezza all'ultima giornata soffrendo come cani.
Al Pala Ruffini, così come contro Brescia la settimana prima (almeno per un tempo abbondante), si è vista una squadra imborghesita, che ha difeso poco e male, che non ha lottato, con giocatori che non si sono buttati sui palloni vaganti, tutti fattori che erano stati alla base del folgorante avvio di stagione della banda di Sandrokan.
Se si vogliono centrare determinati obiettivi occorre redimersi subito, e tornare a rimboccarsi le maniche. GIU' LA CRESTA.
ANDREA CROSARIOL voto 3: era troppo bello per essere vero! Giuro che non lo stavo aspettando al varco, ma se la settimana prima mi fai l'MVP e quella dopo, quasi senza opposizione (Capo d'Orlando col solo Iannuzzi centro di ruolo, e rivedrei la parola centro), duri 9 minuti (1 punt0, 4 falli commessi, -1 di valutazione, 0 di plus/minus e una sofferenza contro il suddetto Iannuzzi che neanche contro lo Shaquille O'Neal di californiani tempi), devi per forza finire dietro la lavagna, ammesso che ci entri, viste le dimensioni. GIANO BIFRONTE.
DOLOMITI ENERGIA TRENTO voto 2: altro giro altra sconfitta per Trento, che a sassari incappa nel secondo stop consecutivo, il sesto nelle ultime 7 partite.
Un crollo abbastanza netto se consideriamo che i ragazzi di Buscaglia avevano iniziato davvero forte, con 3 vittorie nelle prime 4 giornate, poi l'andamento è iniziato a diventare lento, ma non come intendeva il grande Tullio De Piscopo.
La cantilena della squadra nuova sta diventando stonata, urge cambiare rotta e al più presto se si vuole uscire da questa situazione. INTRISTITI.
ANDREA CINCIARINI/SIMONE FONTECCHIO voto 1: Milano perde a Venezia al termine di una settimana turbolenta per usare un eufemismo, deludono quelli che, dopo l'addio di Gentile, dovrebbero ergersi a trascinatori, quanto meno morali, di un gruppo che sembra essere andato un pò fuori strada.
Non sono tanto gli zero punti in combinata, quanto l'essere totalmente evanescenti, delle presenze su e giù per il campo quasi senza nè arte nè parte, costretti alla panchina senza più rivedere il campo.
Se a questo ci aggiungiamo i 5 minuti terribili di Davide Pascolo (0 punti, una persa e una stoppata subìta) il quadro è completo, poi ci lamentiamo che gli italiani non giocano. MILANO DA BERE...FORSE ANCHE TROPPO.
VANOLI CREMONA voto 0: perchè a Brescia speriamo (e lo sperano gli amici lombardi) che si sia toccato il fondo, quello dal quale si può solo risalire.
L'ultimo quarto del Pala George (35-13 il parziale, da -7 a -29) è lo specchio di questo disastroso avvio stagionale della Vanoli, senza idee, senza anima, senza grinta, con evidenti errori in fase di costruzione che i "rattoppi" non sembrano aver risolto.
Paga Pancotto per tutti, vediamo se il buon Lepore riuscirà a portare a riva una barca in balìa delle onde. ALLA DERIVA.
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