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martedì 26 giugno 2018
NBA: tutti i premi e i riconoscimenti per la stagione 2017/2018
Benvenuto nell’Olimpo Nba, James Harden. Il Barba entra definitivamente nel gotha delle stelle della Association conquistando per la prima volta in carriera il premio di mvp, consegnatogli direttamente dal commissioner Adam Silver nella notte degli Nba Awards di Los Angeles. Harden precede nettamente LeBron James (unico altro a ricevere voti al primo posto, 15) e Anthony Davis e corona col trofeo assegnatogli da un panel di 101 giornalisti internazionali una regular season stellare: 30,4 punti (più di tutti) e 8,8 assist in 72 partite, trascinando la sua Houston al miglior record nella Association. Mvp sul campo, probabilmente non nello stile (il completo e gli occhiali scuri con cui si presenta alla cerimonia che chiude il 2017-18 sono per lo meno rivedibili), Harden sale sul palco tenendo per mano la madre, definendola la sua "spina dorsale".
Il premio di miglior matricola va a Ben Simmons, prima scelta assoluta al draft 2016 e rivelazione con Philadelphia dopo un anno passato ad imparare in palestra e guardare dalla panchina. L’australiano dei Sixers ha preceduto Donovan Mitchell (Jazz) e Jayson Tatum (Celtics) incassando 90 voti al primo posto su 101, poi in sala stampa ha aperto ufficialmente la free agency mandando un messaggio a LeBron James: “Ci servirebbe davvero prendere un grande free agent da cui imparare. Non abbiamo un veterano che sia anche una star", ricevuto LBJ?
Sul palco, col trofeo tra le mani, Rudy Gobert è probabilmente il più commosso tra i premiati quando riceve il riconoscimento di miglior difensore del 2017-18. E’ il primo giocatore dei Jazz a vincere il premio dopo Mark Eaton nel 1989: il suo primo grazie è per la mamma, rimasta in Francia anche perché “non parla una parola d’inglese”; quello più sentito è per Quin Snyder, il coach che ha trasformato i Jazz in una squadra da playoff. Gobert precede Joel Embiid (Sixers) e Anthony Davis (Pelicans).
“Ringrazio i Pacers per aver creduto in me: siamo solo all’inizio”. Dopo quello che ha fatto nel 2017-18, con Indiana trascinata al quinto posto della Eastern Conference in quella che doveva essere una stagione di transizione chiusa portando Cleveland in gara-7 al primo turno, quella di Victor Oladipo suona tanto come una minaccia. La star dei Pacers è il “più migliorato” per 99 dei 101 votanti: precede Clint Capela (Rockets) e Spencer Dinwiddie (Nets).
Un grazie agli altri finalisti, uno ai Clippers “che mi hanno permesso di essere me stesso”. Lou Williams si prende così il premio di 6° uomo dell’anno (scelto da 97 votanti su 101) per la seconda volta in carriera, dopo il successo del 2015. Precede Eric Gordon (Rockets), vincitore dello scorso anno, e Freddy VanVleet (Raptors).
Il premio più incerto va a Dwane Casey, coach dell’anno per aver regalato a Toronto la miglior regular season della sua storia e nel frattempo esonerato dopo il fallimento ai playoff. Precede Quin Snyder (Jazz) e Brad Stevens (Celtics).
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