martedì 26 maggio 2015

NBA, Final Conference: immenso Harden! Rockets ancora vivi

nba.com
Spalle al muro, i Rockets rispondono presente ancora una volta. Ad annullare il primo match point dei Warriors per le Finals è uno stratosferico James Harden, che segna 33 dei sui 45 punti (suo career high in post season, con 7/11 da 3) nella ripresa, mettendo al sicuro il punto del 3-1 nella serie e la 4a vittoria consecutiva in gare da dentro-fuori.
Cadono i Warriors, ma verso gara 5 possono tirare un sospiro di sollievo dopo lo spavento per Curry, che nel 2° quarto batte la testa sul parquet e resta a lungo in spogliatoio per gli accertamenti. Rientrerà per portare i Dubs fino al -6, ma non sarà sufficiente.
45 punti con il 77% dal campo di Houston sono il massimo in un quarto di playoff dal 2001, in un 1° quarto dal 1986, e mai Golden State aveva concesso così tanto quest'anno. In una partita che assumerà i connotati della “sparatoria”, con un record playoff di 37 triple a segno, Houston è padrona del ritmo perché Bogut e Green non sono un fattore difensivamente. L'australiano soffre la mobilità di Howard, ma soprattutto l'ex Spartan perde Josh Smith in transizione, e l'ala di Houston punisce con 13 punti e 3/3 da 3, griffando un 1° quarto che i Rockets chiudono a +23 con lo step back di Harden sulla sirena e 8/9 da 3. Houston tira con il 72% al ferro, ed entro la fine del 1° tempo manda in doppia cifra tutto il quintetto, con 18 punti in contropiede. Harden segna anche dal suo canestro, ma dopo la sirena.
Golden State, invece, deve forzare la ricerca del proprio flow (vedi il 20/46 da 3), e con risultati alterni. Quando Curry cade male dopo un “ponte” involontario di Ariza e batte il capo restando a terra per qualche minuto, l'apprensione è altissima.
Fuori lui, Thompson (16 nel 2° quarto) e Green (21 tutti nei quarti centrali) si caricano la squadra in spalla in un break di 23-9 che riporta i californiani a -7. Curry torna dopo quasi un'ora, ma con un po' di ruggine, come mostrano un airball e 3 stoppate subite. Il suo antagonista, invece, è più concentrato che mai nel suo “one man show” di pennellate mancine che riscatta l'opaca gara 3. Immarcabile per Barnes, Iguodala e Thompson, Harden firma tutti i controbreak dei Rockets nella ripresa, ovviando anche all'hack-a-Smith, 3/12 nel 4° quarto. Prima con 9 punti il 15-2 che riporta Houston a +22, poi il 7-0 con i Warriors quasi a contatto dopo un break di 14-5 per iniziare il 4° periodo, sul 98-104, infine i 5 punti che evitano sorprese negli ultimi 2', quando l'ultima tripla di Curry aveva accorciato ancora a 10 lunghezze il divario. Stavolta cucina Harden, Houston è ancora viva.

Houston Rockets - Golden State Warriors 128-115 (1-3)

Rockets: Harden 45 punti, J. Smith 20 punti
Warriors: Thompson 24 punti, Curry 23 punti

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