MANITAL
TORINO voto 10: doveroso visto il ritorno alla vittoria
dopo 4 sconfitte consecutive (7 nelle ultime 8 partite).
Un successo tutto cuore e grinta, che permette ai piemontesi di continuare a sperare nella salvezza a 6 giornate dal termine della stagione regolare.
Cuore e grinta, fattori che, nell’ultimo mese, e non solo, sono spesso mancati ai ragazzi di Frank Vitucci, che però, trascinati da un monumentale Ebi (24 punti, 10 rimbalzi e 4 stoppate) ed un redivivo Eyenga, tengono prima testa a Trento e poi la battono nell’arroventato finale.
Se il vento è cambiato lo scopriremo prossimamente, intanto restano a galla. SPERANZOSI.
Un successo tutto cuore e grinta, che permette ai piemontesi di continuare a sperare nella salvezza a 6 giornate dal termine della stagione regolare.
Cuore e grinta, fattori che, nell’ultimo mese, e non solo, sono spesso mancati ai ragazzi di Frank Vitucci, che però, trascinati da un monumentale Ebi (24 punti, 10 rimbalzi e 4 stoppate) ed un redivivo Eyenga, tengono prima testa a Trento e poi la battono nell’arroventato finale.
Se il vento è cambiato lo scopriremo prossimamente, intanto restano a galla. SPERANZOSI.
PIETRO
ARADORI voto 9: Reggio Emilia vince la 12° partita
consecutiva in casa, rendendo il Pala Bigi un fortino inviolabile da circa 3
mesi a questa parte, oltre ad inanellare la 4° vittoria consecutiva (la 6°
nelle ultime 7 partite), che significa sempre secondo posto in classifica.
Il bresciano sembra essersi perfettamente ristabilito dopo l’infortunio di inizio Febbraio, sciorinando la seconda prestazione monstre nel giro di 2 settimane.
29 punti (8/16 al tiro e 8/8 dalla lunetta), 6 rimbalzi, 4 assist, 3 recuperi, 5 falli subìti, 36 di valutazione e un buon caffè offerto nel matineè di questa 24° giornata, scollinando quota 20 per le terza volta in questo florido mese di Marzo.
In estate era stato definito il fiore all’occhiello della campagna acquisti reggiana, direi che sta rispettando serenamente le attese. SHARK ATTACK.
Il bresciano sembra essersi perfettamente ristabilito dopo l’infortunio di inizio Febbraio, sciorinando la seconda prestazione monstre nel giro di 2 settimane.
29 punti (8/16 al tiro e 8/8 dalla lunetta), 6 rimbalzi, 4 assist, 3 recuperi, 5 falli subìti, 36 di valutazione e un buon caffè offerto nel matineè di questa 24° giornata, scollinando quota 20 per le terza volta in questo florido mese di Marzo.
In estate era stato definito il fiore all’occhiello della campagna acquisti reggiana, direi che sta rispettando serenamente le attese. SHARK ATTACK.
STEFANO
SACRIPANTI voto 8: Avellino vince sempre (11° vittoria
consecutiva in campionato, eguagliato il record di Siena 2007/2008, 13° nelle
ultime 14 partite), e questo non fa quasi più notizia.
Ho spesso parlato della squadra e dei singoli giocatori (come un Ragland ancora mostruoso e un Leunen sempre più leader silenzioso), ma mai ho menzionato l’allenatore, che una menziona la merita eccome.
Sacripanti ha avuto (e sta avendo) il gran merito di aver sempre creduto in questi ragazzi, anche quando tutto girava storto, di aver valorizzato un giocatore come Cervi riconsegnandolo al movimento cestistico italiano, oltre, e non è una novità, ad essersi saputo muovere sul mercato, pescando un fenomeno vero e proprio come James Nunnally.
E quelle 11 vittorie consecutive, assieme al 4° posto in classifica sempre più consolidato e ad una finale di Coppa Italia persa comunque senza demeritare, portano la sua inconfondibile firma. (IR) PINO.
Ho spesso parlato della squadra e dei singoli giocatori (come un Ragland ancora mostruoso e un Leunen sempre più leader silenzioso), ma mai ho menzionato l’allenatore, che una menziona la merita eccome.
Sacripanti ha avuto (e sta avendo) il gran merito di aver sempre creduto in questi ragazzi, anche quando tutto girava storto, di aver valorizzato un giocatore come Cervi riconsegnandolo al movimento cestistico italiano, oltre, e non è una novità, ad essersi saputo muovere sul mercato, pescando un fenomeno vero e proprio come James Nunnally.
E quelle 11 vittorie consecutive, assieme al 4° posto in classifica sempre più consolidato e ad una finale di Coppa Italia persa comunque senza demeritare, portano la sua inconfondibile firma. (IR) PINO.
ESTEBAN
BATISTA voto 7: settimana scorsa avevo elogiato un
giocatore come Fesenko, centro classico per struttura, tonnellaggio e “modus
operandi”, e mi sfregavo le mani al pensiero di vederlo duellare, all’interno
del sempre “focoso” derby Milano-Cantù, proprio con Batista.
Lo scontro tra titani non c’è stato causa improvvisa defezione dell’ucraino, ma l’uruguayano, arrivato a Milano lo scorso 9 Febbraio direttamente da Chongqing, ridente località di circa 7/8 milioni di abitanti situata a non so quanti km da Pechino, rappresenta, in egual modo, quello che dicevo di Fesenko 7 giorni fa.
Presenza, sostanza, rimbalzi, intimorimento, pick & roll, post basso, un mix letale che produce i 16 punti, con 13 rimbalzi e 2 stoppate, che gli regalano la palma di MVP del derby.
Merce rara centri del genere, teniamoceli stretti…capirai, 125 kg, stretto è una parola grossa, ma il senso è quello. MASTODONTICO.
Lo scontro tra titani non c’è stato causa improvvisa defezione dell’ucraino, ma l’uruguayano, arrivato a Milano lo scorso 9 Febbraio direttamente da Chongqing, ridente località di circa 7/8 milioni di abitanti situata a non so quanti km da Pechino, rappresenta, in egual modo, quello che dicevo di Fesenko 7 giorni fa.
Presenza, sostanza, rimbalzi, intimorimento, pick & roll, post basso, un mix letale che produce i 16 punti, con 13 rimbalzi e 2 stoppate, che gli regalano la palma di MVP del derby.
Merce rara centri del genere, teniamoceli stretti…capirai, 125 kg, stretto è una parola grossa, ma il senso è quello. MASTODONTICO.
DAVID LOGAN/JOE ALEXANDER voto 6: diceva John Madden, prima grande allenatore e poi
grande commentatore di football americano, che “vincere è il miglior deodorante
che esista”.
E la spruzzata di aria fresca sul Pala Serradimigni, all’interno di una domenica finalmente tranquilla dopo settimane turbolente (eufemismo), la danno questi due, che in coppia chiudono una prestazione da 43 punti, 8 assist, 6 rimbalzi, 4 recuperi e 51 di valutazione.
Un brodino, che sicuramente non cambia le cose, ma che almeno ha un sapore decisamente diverso dei rospi ingoiati fin qui. FRESH AND (PIU’ O MENO) CLEAN.
E la spruzzata di aria fresca sul Pala Serradimigni, all’interno di una domenica finalmente tranquilla dopo settimane turbolente (eufemismo), la danno questi due, che in coppia chiudono una prestazione da 43 punti, 8 assist, 6 rimbalzi, 4 recuperi e 51 di valutazione.
Un brodino, che sicuramente non cambia le cose, ma che almeno ha un sapore decisamente diverso dei rospi ingoiati fin qui. FRESH AND (PIU’ O MENO) CLEAN.
GLI ITALIANI DI PESARO voto 5: Nicolò Basile, Marco Ceron, Giulio Gazzotti e
Francesco Candussi nel dettaglio.
Si dice sempre che in Italia i giovani non hanno spazio e che si “utilizzano” per portare le borse e per far “coincidere” le norme di giocatori da portare a referto.
A Pesaro i ragazzi in questione hanno spazio, ma lo utilizzano male: come a Cremona (a sto giro fuori dal top ma sempre al top con la 17° vittoria in campionato e il terzo posto consolidato), dove in 4 realizzano la miseria di soli 3 punti con 1/8 al tiro (da 3, nessuno di loro ha tirato all’interno dell’area). Ok che giocare con gente come Christon, Daye e Lacey non è facile perché hanno le calamite al posto dei polpastrelli, però quando si va in campo si fa di tutto per emergere, per farsi vedere, per mettersi in mostra, quale ambiente migliore di una squadra di medio/bassa classifica, che per esigenze di budget sugli italiani deve puntarci per forza? Quando crescete? PORTABORSE.
Si dice sempre che in Italia i giovani non hanno spazio e che si “utilizzano” per portare le borse e per far “coincidere” le norme di giocatori da portare a referto.
A Pesaro i ragazzi in questione hanno spazio, ma lo utilizzano male: come a Cremona (a sto giro fuori dal top ma sempre al top con la 17° vittoria in campionato e il terzo posto consolidato), dove in 4 realizzano la miseria di soli 3 punti con 1/8 al tiro (da 3, nessuno di loro ha tirato all’interno dell’area). Ok che giocare con gente come Christon, Daye e Lacey non è facile perché hanno le calamite al posto dei polpastrelli, però quando si va in campo si fa di tutto per emergere, per farsi vedere, per mettersi in mostra, quale ambiente migliore di una squadra di medio/bassa classifica, che per esigenze di budget sugli italiani deve puntarci per forza? Quando crescete? PORTABORSE.
ABDUL GADDY voto 4: sarà l’arrivo di Collins, sarà quello che volete
voi, ma ad Avellino l’ex Huskie incappa in un’altra prestazione ampiamente
rivedibile.
25 minuti nei quali si limita a segnare 2 punti (1/4 al tiro) e, soprattutto, a commettere 5 falli perché Ragland sarà un incubo ricorrente nelle sue notti.
Prestazione che completa un periodo non proprio semplice per il nativo di Tacoma, che non sta offrendo più il contributo sperato a Valli. Insufficienza (lieve) di stima per quanto fatto fin qui e per essere stato uno dei pochi ad averle giocate tutte, ma occorre inversione di tendenza. RELOAD.
25 minuti nei quali si limita a segnare 2 punti (1/4 al tiro) e, soprattutto, a commettere 5 falli perché Ragland sarà un incubo ricorrente nelle sue notti.
Prestazione che completa un periodo non proprio semplice per il nativo di Tacoma, che non sta offrendo più il contributo sperato a Valli. Insufficienza (lieve) di stima per quanto fatto fin qui e per essere stato uno dei pochi ad averle giocate tutte, ma occorre inversione di tendenza. RELOAD.
VOJSLAV STOJANOVIC/ZOLTAN PERL voto 3: il primo sta vivendo i suoi dolori del giovane
Werther, alla continua ricerca di sé stesso e di una “reputazione” da
rispettare visto quanto si dice sul suo conto.
Il secondo rientrava a referto dopo quasi 2 mesi di assenza e Di Carlo, magari, sperava volesse spaccare il mondo per dimostrare di poterci stare anche più spesso, e non perché qualcuno marca visita.
Risultato? 0 punti, 0/6 al tiro, 3 palle perse e -8 di valutazione complessivo, che con le temperature di domenica conveniva più un tuffo a Porto Palmas che passare una quindicina di minuti a far danni su un parquet. CONFUSIONARI.
Il secondo rientrava a referto dopo quasi 2 mesi di assenza e Di Carlo, magari, sperava volesse spaccare il mondo per dimostrare di poterci stare anche più spesso, e non perché qualcuno marca visita.
Risultato? 0 punti, 0/6 al tiro, 3 palle perse e -8 di valutazione complessivo, che con le temperature di domenica conveniva più un tuffo a Porto Palmas che passare una quindicina di minuti a far danni su un parquet. CONFUSIONARI.
GIORGIO TESI GROUP PISTOIA voto 2: la benzina è finita, e proprio sul più bello. Il
dazio di aver giocato in 7 per 6 mesi abbondanti si sta pagando, e anche
pesantemente: 6° sconfitta nelle ultime 7 partite, crollati dal 2° al 5° posto
e in totale difficoltà, e la colpa è sicuramente di tutti. Di non aver
allungato la coperta prima perché impegnati a pagare multe su multe, di un
allenatore che non ha pensato di provare anche un tipo di gioco alternativo a
quello, decisamente dispendioso, proposto fin da inizio campionato. Il tutto
completato dalla velenosa polemica tra società e amministrazione per la vicenda
Pala Carrara. Peccato perché si rischia di sprecare tutto, e ripeto, proprio
sul più bello. SVUOTATI.
DOLOMITI ENERGIA TRENTO voto 1: altro giro altra sconfitta per i ragazzi di Buscaglia,
che in Eurocup vanno forte e, domani sera, possono continuare a sognare, ma
questo non giustifica il totale abbandono avuto in campionato.
Fanno resuscitare una Torino alla canna del gas con un finale di partita da codice penale, sconfitta (la 6° consecutiva, l’ottava nelle ultime 9 partite) che mette seriamente a rischio i posti nobili della classifica.
Difficile, quando non hai un budget di un certo tipo, riuscire a reggere due competizioni onorandole al 100%, ma non mi sembra neanche normale sceglierne, palesemente, una come hanno fatto loro, mollando totalmente gli ormeggi in campionato e rischiando di gettare a mare (anzi, dal monte) quanto di buono fatto vedere fin qui. WAKE UP BOYS.
Fanno resuscitare una Torino alla canna del gas con un finale di partita da codice penale, sconfitta (la 6° consecutiva, l’ottava nelle ultime 9 partite) che mette seriamente a rischio i posti nobili della classifica.
Difficile, quando non hai un budget di un certo tipo, riuscire a reggere due competizioni onorandole al 100%, ma non mi sembra neanche normale sceglierne, palesemente, una come hanno fatto loro, mollando totalmente gli ormeggi in campionato e rischiando di gettare a mare (anzi, dal monte) quanto di buono fatto vedere fin qui. WAKE UP BOYS.
PEYTON SIVA voto 0: sembra assurdo ma è così, perché la serataccia contro Venezia (2 punti con 1/10 al tiro e 4 falli commessi), che significa 5° sconfitta consecutiva per la Juve Caserta (in crisi nerissima), è solo la punta di un iceberg, la classica goccia che fa traboccare il vaso.
Cosa sta succedendo all’ex Louisville? E’ un mese abbondante che in campo sembra andarci proprio perché pagato, ma l’atteggiamento, il linguaggio del corpo e la voglia sono davvero imbarazzanti, senza voler essere offensivi.
Per ampi tratti il samoano ha dimostrato di essere uno dei migliori giocatori del campionato ed uno dei migliori play maker della storia recente del nostro campionato, ma, forse complici anche le insistenti voci di mercato, complice un calo psicologico generale, ma lui è totalmente avulso dal gioco, e il problema grave è che se non gira lui non gira la squadra e va tutto a farsi benedire, considerando che la squadra stessa è stata costruita attorno a lui e non essendo composta da giocatori capaci di creare al di fuori degli schemi di Siva necessita.
Che qualcuno gli faccia capire che 6 giornate sono tante e che qui funziona che l’ultima retrocede, prima lo capisce e meglio è. CORPO ESTRANEO.
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