sabato 10 dicembre 2016
Eurolega, 11° giornata: Milano nel baratro. Rinascita Bamberg!
Difficile capire cosa sia successo a Milano in quest'undicesima giornata di Eurolega.
L'occasione, nonostante l'indiscusso valore dell'avversario, era ghiotta: affrontare il Cska orfano della sua combo micidiale, quella composta da Milso Teodosic e Nando De Colo, entrambi ai box per problemi fisici.
E il primo tempo del Forum (ancora una volta gremito in ogni ordine di posto) lasciava ben sperare, con le "Scarpette Rosse" che riuscivano addirittura a chiudere in vantaggio giocando una buona pallacanestro, con un Miroslav Raduljica presente ed un Ricky Hickman ritrovato.
Poi l'inspiegabile black out. Terzo quarto orribile dei lombardi, l'Armata Rossa, pur spuntata e priva dei suoi fari, piazza il parziale di 16-30 che fa piombare l'EA7 a -12, game, set & match si direbbe nel tennis, perchè l'attesa riscossa nell'ultimo periodo non arriva, Milano trova il primo canestro dal campo a 3 minuti dalla sirena, mentre Aaron Jackson (14 punti, 5 assist, 5 rimbalzi e 3 recuperi) si gode l'ampio minutaggio viste le assenze e con lui un Dimitry Kulagin (14 punti e 5 rimbalzi) che non ti aspetti.
Per Milano 4° sconfitta consecutiva in Eurolega ed altra occasione sprecata, il Cska, nonostante le assenze, si conferma battistrada dell'Eurolega.
La giornata si è aperta con l'anomalo anticipo del mercoledì, quello tra Maccabi e Bamberg, coi tedeschi che sbancano lo Yad Elyahu tornando a sorridere dopo 5 sconfitte consecutive in Europa.
Lo fanno grazie ad un Nicolò Melli (27 punti, 14 rimbalzi e 10/16 al tiro) ancora determinante, ormai autentico uomo guida del Brose, e tanto basta contro un Maccabi confuso, che perde 13 palle e tira col 30% da 3, seconda sconfitta consecutiva per gli "Yellows", nuovamente tra le mura amiche.
Tutto facile per il Fenerbahce, che va sul velluto contro quel che resta della Stella Rossa, volata a Istanbul scon molte assenze.
Decisivo il parziale di 23-4 che apre il terzo periodo, col quale il Fenerbahce scappa via per poi controllare, in scioltezza, fino alla sirena finale.
Ai serbi non basta il solito Marko Simonovic (14 punti e 6 rimbalzi), i turchi rispondono con un ottimo Ekpe Udoh (15 punti, 9 rimbalzi, 5 stoppate e 5 assist) e col resto della fanteria pesante, ovvero Pero Antic (13 punti e un solo errore al tiro) e Jan Vesely (14 punti, 5 rimbalzi e 3 assist).
Chi pensava ad un Real versione passeggiata di salute deve rivedere le proprie idee, perchè lo Zalgiris ha fatto sudare le proverbiali sette camice alle "merengues", che solo nel finale riescono a scrollarsi di dosso i coriacei lituani, che hanno assaporato, per ampi tratti, il colpo della vita.
Assente Sergio Llull per un risentimento muscolare, ci pensa il baby fenomeno (conclamato) Luka Doncic (17 punti, 4 rimbalzi, 4 assist e le due triple siderali che hanno spaccato la partita, giusto per ricordarlo, parliamo sempre di un classe '99) a trascinare il club de Chamartin al successo, col prezioso aiuto di Gustavo Ayon (14 punti, 7 rimbalzi, 3 recuperi e 3 assist) e Felipe Reyes (12 punti, 6 rimbalzi e 2 assist).
Buonissime le prove, in casa lituana, di Kevin Pangos (19 punti, 4 rimbalzi e 4 assist), Brock Motum (17 punti) ed Edgaras Ulanovas (12 punti e 6 rimbalzi), ma vince il Real, pur soffrendo.
Buona affermazione dell'Efes Pilsen, che pur con qualche patema di troppo riesce a battere il Barcellona.
Thomas Heurtel (14 punti) e Jayson Granger (16 punti e 5 assist) sono decisivi per i padroni di casa, mentre i catalani sono sempre e solo Tyrese Rice (22 punti e 7 assist), il resto non accompagna e per i catalani è nuovamente notte fonda.
Reazione rabbiosa del Panathinaikos, che ne rifila 27 al malcapitato Galatasaray vendicando la debacle di Barcellona.
Il secondo tempo dei "Greens" (46-27 il parziale) è un bel vedere, Nick Calathes (14 punti, 4 assist e 4 rimbalzi) e Chris Singleton (13 punti, 7 rimbalzi e 3 recuperi) trascinano come al solito, seguono Kenny Gabriel (14 punti e 5 rimbalzi) e K.C. Rivers (14 punti), ospiti che tirano col un imbarazzante 32% dal campo, al quale aggiungono 14 palle perse complessive e una totale sottomissione a rimbalzo, impensabile anche giocarsela.
Serata tranquilla anche per l'Olympiacos, che schianta l'Unics Kazan confermandosi nel gruppo delle inseguitrici al trio di testa.
Gara mai in discussione al Peace & Friendship Stadium, è la panchina dei "Reds" a fare la differenza, con Erick Green (15 punti e 5 rimbalzi) e Matt Lojeski (15 punti e 6 rimbalzi) quanto mai determinanti.
Nelle fila russe c'è il solo, e solito, Keith Langford (25 punti) ad opporsi, il resto è spettatore non pagante.
Disfatta totale anche per il Darassufaka, che crolla in quel di Vitoria contro un solido Laboral Kutxa.
Nuovamente orfani di Andrea Bargnani, in attesa di Pablo Prigioni, i baschi affidano armi e bagagli a Rodrigue Beaubois (12 punti e 4 rimbalzi) e Johannes Voigtmann (10 punti e 9 rimbalzi), con i viaggianti che sono veramente uno spettacolo pessimo da osservare, col solo James Anderson in doppia cifra (11 punti) ed un 29% dal campo che si commenta da solo.
Classifica:
Cska 20 (10-1)
Real Madrid 16 (8-3)
Fenerbahce 16 (8-3)
Olympiacos 14 (7-4)
Laboral Kutxa 14 (7-4)
Panathinaikos 12 (6-5)
Efes Pilsen 12 (6-5)
Maccabi 10 (5-6)
Darussafaka 10 (5-6)
Barcellona 10 (5-6)
Zalgiris Kaunas 8 (4-7)
Stella Rossa 8 (4-7)
Milano 8 (4-7)
Bamberg 6 (3-8)
Unics Kazan 6 (3-8)
Galatasaray 6 (3-8)
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