PallacanestroPro
domenica 7 giugno 2026
UFFICIALE: Udine firma Nick McGlynn
Nato a Stoughton (Wisconsin) il 6 Ottobre 1996, è un centro americano di 206 cm per 106 kg.
Prodotto di Drake University (127 partite dal 2015 al 2019, 8.7 punti, 5.1 rimbalzi, 1.1 stoppate e 1 assist di media), divide la sua prima stagione da professionista tra Lussemburgo e Austria.
Ancora Austria, poi Belgio e Polonia anticipano il 2024/2025: ha iniziato nuovamente in Polonia, al Dziki Varsavia, per poi chiudere in Grecia, nel Kolossos Rodi, mentre nella scorsa stagione ha giocato a Sassari, dove ha messo assieme 10.1 punti, 7 rimbalzi, 1.7 assist e 1 recupero di media in Europe Cup e 11.2 punti e 5.3 rimbalzi di media in Serie A.
LBA Play Off, Semifinali: Milano non sbaglia! Venezia da sballo!
Olimpia Milano - Germani Brescia 91-86 (3-1)
Milano torna in finale scudetto. Sarà il 23° atto finale della sua
storia. Al Forum, in gara 4 finisce 91-86. Decisivo il 29/39 da 2 dell’Olimpia
da 2 e il solito Brooks, autore di 18 punti (6/6 da 2). Non bastano 14 punti e
12 rimbalzi di Bilan alla Germani, che esce a testa altissima, avendo provato
fino alla fine a lottare.
Appuntamento a giovedì 11 per la prima delle gare che assegnano il titolo.
Milano dopo aver vinto Coppa Italia e Supercoppa in stagione potrebbe
completare la prima tripletta della sua storia.
Milano prende subito in mano le redini della gara. Gli uomini di Poeta sfruttano
tutte le armi a loro disposizione, innescando LeDay in area e Shields, che
punge in transizione, in uscita dai blocchi e favorendo i contropiedi di Ellis
e Nebo. I padroni di casa toccano anche il +10 nel primo quarto. L’Olimpia
trova continuità in area (14/18 da 2 a 20’) e, dopo un paio di fiammate di
talento di Guduric, va anche a +12. Brescia non molla, nonostante le difficoltà
dall’arco (1/10 al 20’) e le 6 palle perse. Con 11 punti di Bilan e l’11/11 in
lunetta riesce a restare in scia (46-38 in favore dell’EA7
all’intervallo).
Le transizioni di Milano, nate da una difesa molto aggressiva e da due palle
perse di Ivanovic e Della Valle e da alcuni tiri sbagliati, stoppano sul
nascere i tentativi di rimonta della Germani. I padroni di casa ritornano in
doppia cifra di vantaggio. L’EA7 resta in controllo, pur sbagliando qualche
tiro a cronometro fermo, che avrebbe potuto indirizzare il discorso già nel
terzo periodo. In avvio di quarto periodo un paio di canestri di Brooks mettono
definitivamente la partita nelle mani dell’Olimpia (73-59 al 32’). La squadra
di Cotelli paga la differenza fisica con gli avversari e non riesce a creare
vantaggi. Una penetrazione del solito Brooks regala a Milano il gioco da 3
punti che vale il +17. Nonostante qualche sussulto d’orgoglio della Leonessa,
l’EA7 gestisce il vantaggio accumulato. Milano vince la partita e la serie e
tornerà a giocarsi la finale scudetto.
Reyer Venezia - Virtus Bologna 90-83 (3-1)
Bowman si accende subito coinvolgendo anche Tessitori
nel pitturato, Hackett ed Edwards ribattono però realizzando delle importanti
triple e un taglio di Niang annulla gli effetti di una tripla di Cole (8-8).
Successivamente, Edwards si infiamma con altre due bombe a bersaglio, Venezia
però è sul pezzo e realizza in area con Cole e soprattutto Parks, grande
protagonista dall’angolo e in taglio, arginando così una sgasata di Niang in
contropiede (19-18). Al termine del quarto, Morgan si iscrive al match con assist
per Niang e tripla a bersaglio ma Candi con uno step-back e un recupero
convertito in schiacciata di Wheatle chiudono gli equilibrati 10’ iniziali sul
24-23.
Successivamente, Morgan si carica l’Olidata sulle spalle con due super triple,
un gioco da tre punti vincente e un assist per Diarra, facendo volare via i
suoi sul 28-36. A seguito di un tap-in di Edwards per il +10 bianconero,
Tessitori in area e una tripla di Cole dimezzano lo svantaggio per i lagunari
ma Edwards e Diouf di potenza al ferro lasciano l’Olidata in controllo, prima
che Tessitori e Cole dalla lunetta chiudano i 20’ iniziali sul 37-42.
Dopo una combinazione vincente tra Cole e Tessitori per il -3 locale, Niang si
prende il proscenio con delle accelerazioni letali in combinata con Diouf,
riallungando sul 41-51. Tessitori nel pitturato e un super alley-oop chiuso da
Bowman lasciano comunque l’Umana sul pezzo e poi Niang continua nel suo show
con il gioco da tre punti del 48-57. Con un ottimo Tessitori a rimbalzo,
Venezia si riavvicina sul -4, l’asse Dos Santos-Diarra però ridà ossigeno ai
bianconeri e poi lo scatenato Niang annulla gli effetti di un tap-in di Horton
con la tripla del 57-66. Al termine del quarto, anche Smailagic si fa sentire
con una tripla e i 30’ iniziali si chiudono sul massimo vantaggio Olidata
(57-69).
Cole e Tessitori non fanno però mollare l’Umana con due bombe importanti ma
Venezia fallisce alcuni tiri importanti e Hackett ne approfitta appoggiando in
contropiede il 65-73 a poco più di 6’ dal termine. Con dei liberi e un gran
gioco da tre punti di Diouf, successivamente, l’Olidata tiene a distanza sul
+9, prima che una super penetrazione di Cole e un gran recupero di Tessitori
riportino ancora l’Umana vicina, con Parks autore della bomba del 76-80 a meno
di 3’ dal termine. Nonostante il 5° fallo fischiato a Tessitori lo costringa
fuori dalla partita, Parks è ancora protagonista con la seconda bomba
consecutiva e Bowman punisce l’errore di Hackett con l’appoggio dell’81-81 con
100” sul cronometro. A seguito di un timeout dell’Olidata, Edwards sbaglia un
tiro, Parks è ancora protagonista con il tap-in del sorpasso, Morgan dalla
lunetta pareggia ancora i conti ma Cole dall’arco sigla la super bomba
dell’86-83 con 43” da giocare. Successivamente, Diarra commette un fallo in
attacco, Parks allora dall’altra parte corregge un errore di Cole per il +5
locale e poi un errore di Edwards costringe l’Olidata alla resa. Finisce 90-83.
sabato 6 giugno 2026
NBA Play Off, The Finals: New York resiste e vola sul 2-0!
San Antonio Spurs - New York Knicks 104-105 (0-2)
Un finale assolutamente incredibile premia il coraggio
dei Knicks, che oramai sanno solo vincere. Brunson come al solito si fa trovare
pronto, Wemby, invece, nell’ultimo minuto va in tilt e New York vince anche
Gara 2 105-104, trovando così la 13ª vittoria consecutiva. Il primo titolo da
53 anni a questa parte adesso è davvero ad un passo.
Ci sono diversi tifosi newyorchesi sulle tribune del
Frost Bank Centre (senza dubbio di più rispetto a gara 1) e si fanno sentire,
gli Spurs però iniziano con grande energia. Pressione a tutto campo su Brunson
e tanta aggressività. In attacco arrivano le triple di Champagnie a dare
entusiasmo ai fan degli Spurs. Wemby non forza e San Antonio in attacco muove
bene il pallone, Brunson però con un paio di magie tiene in partita i Knicks,
almeno fino a quando non entra Harper, che anche in questo primo quarto lascia
il segno sui due lati del campo. Con Wemby a prendere fiato in panchina e
Robinson in campo, coach Johnson decide di giocarsi la carta del
“Hack-a-Mitch”. Il lungo dei Knicks comunque limita i danni facendo 3/6 dalla
lunetta. Nel finale però Fox si scrolla di dosso i troppi errori di gara-1 e
con un paio di penetrazioni porta la squadra di casa al vantaggio in doppia
cifra. Con Brunson in panchina all’inizio del secondo quarto a prendere per
mano l’attacco dei Knicks ci pensa un ottimo Towns, che segna dal perimetro e
poi va a lottare nella zona pitturata. La produzione di KAT è una manna per New
York, che rimane in scia. A dare una mano ci si mette anche Castle che rimedia
una evitabilissimo terzo fallo, sulla conclusione impossibile dalla lunga
distanza di Alvarado, ed è costretto a tornare in panchina a otto minuti
dall’intervallo.
Brunson così rientra sul -3, una gran bella notizia
per i Knicks. Bridges dall’angolo è una sentenza, New York così passa a
condurre giocando peraltro a tratti anche una gran bella pallacanestro. Due
brutti turnover di Wemby nel finale di tempo non aiutano la causa di San
Antonio, Towns dalla lunga distanza punisce le distrazioni degli Spurs e così
New York va negli spogliatoi all’intervallo avanti di quattro lunghezze. I
Knicks vedono l’avversario traballare e partono con il miglior atteggiamento
possibile nella ripresa. Grandissima difesa, poi le triple di Anunoby e Brunson
regalano alla squadra ospite al vantaggio in doppia cifra. New York viaggia
spedita ma due rapidi falli di un Towns devastante costringono Mike Brown a
sostituire il suo lungo, che va in panchina con quattro falli a referto. Niente
sembra scalfire questi Knicks, che accusano il colpo per un paio di minuti poi
si rimettono a marciare con i canestri di un Bridges fondamentale il questa
postseason. La squadra ospite tiene in mano il match e chiude il terzo quarto
avanti 84-75.
Diventa ora o mai più per gli Spurs, ma i Knicks non
hanno nessuna intenzione di collaborare. La difesa resta devastante e in
attacco New York trova punti fondamentali da parte dei suoi due panchinari
Shamet e McBride. Nemmeno il quinto fallo di Hart a 7’45’’ dalla sirena
scombussola i piani di coach Brown, gli ospiti giocano una pallacanestro
spaziale, prendono anche parecchi rimbalzi in attacco e scappano al +14 a metà
frazione. Gli Spurs sembrano sottoterra, ma contro tutti i pronostici
risorgono. Fox prova a spingere i suoi, Wemby lo segue e di colpo San Antonio
si mette a segnare con continuità. Ne viene fuori un incredibile parziale di
14-0 che pareggia il punteggio. I conti nel finale bisogna farli con Brunson,
che anche stavolta si prende le luci della ribalta. Nei secondi finali succede
di tutto. Il gioco da tre di Wemby riporta San Antonio al +2, ma Brunson con
una magia pareggia i conti a 39’’ dalla fine. Palla a Wembanyama che, difeso da
Robinson, decide di accontentarsi di un complicatissimo tiro dal perimetro che
trova solo il ferro. Si va e arriva la giocata che decide il match.
A produrla non sono i Knicks, ma Wemby: dopo aver catturato il rimbalzo difensivo a 13’’ dalla fine, invece di chiamare timeout porta palla e poi la serve a Castle che gli sta dando la schiena, Brunson la recupera e il francese completa la follia mandandolo in lunetta con un evitabile fallo. Il leader dei Knicks fa solo 1/2 ai liberi, San Antonio quindi ha un ultima possibilità per rientrare in una serie che altrimenti sarebbe segnata. Fox cerca il pertugio, poi serve Wemby sul perimetro: difeso da Robinson, prova a vincere con un tiro dalla media distanza, ma nemmeno stavolta la sua conclusione trova la retina. Niente da fare, i Knicks vincono anche questa e prendono pieno possesso di una serie che incredibilmente potrebbe anche concludersi a gara 4 al Garden. Gara 3 si gioca martedì alle 2.
giovedì 4 giugno 2026
UFFICIALE: Luca Vitali è il nuovo allenatore di Sassari
Luca Vitali è il nuovo allenatore della Dinamo Sassari.
Nato a San Giorgio di Piano il 9 Maggio 1986, dopo una carriera da giocatore durata 22 anni inizia ad allenare, e lo fa a Cremona, nella passata stagione, dove è assistente di Pierluigi Brotto sulla panchina della Vanoli, con la squadra che chiude all'11° posto in Serie A centrando la salvezza.
LBA Play Off, Semifinali: Devastante Milano! Virtus spalle al muro!
Olimpia Milano - Germani Brescia 93-68 (2-1)
Terzo quarto senza storia e Milano si porta sul 2-1 contro Brescia,
battuta 93-68 e si replica, in gara 4 sempre al Forum tra 48 ore, in palio c'è
la quinta finale Lba negli ultimi sei anni. Un parziale che non lascia scampo
alla Leonessa: 23-10, ma è decisivo il break Olimpia 17-3 tra il 24’ e la
sirena di fine periodo con protagonisti Ellis-Brooks-Shields-Leday-Nebo.
L’equilibrio aveva regnato nel primo tempo: 44-43 all’intervallo (e per Brescia
oltre il danno la beffa, con l'infortunio occorso a Burnell nel primo tempo e
mai più visto in campo), poi il quintetto scelto da coach Poeta accende il
turbo non solo sul fronte offensivo (Milano chiuderà con il 59% da due), ma
dominando anche a rimbalzo e alzando l'intensità in difesa. Il risultato è +14
dopo 30', massimo vantaggio che diventa +25 nell'ultimo quarto grazie anche
all'energia di Bolmaro, che si prende la scena dopo esser rimasto a lungo in
panchina.
In attacco on fire Shields sin dalla palla a due (i primi 8 punti dell’Ea7
portano la sua firma), con lui Mannion, 10 a referto di cui 8 di fila nel
secondo quarto. Bene Nebo, 12 rimbalzi e come in gara 1 difesa forte su Bilan:
il croato trova il primo canestro a inizio secondo tempo e chiude con 1/10 al
tiro e solo 3 rimbalzi. Brescia, con Massinburg al posto di Nunn, tiene per 24’
grazie a un buon Della Valle (9/9 dalla lunetta) e alla solidità di Ndour (5/9
al tiro, 5 rimbalzi e 3 stoppate). Poi, come detto, il crollo negli ultimi 16’
per un parziale che dice tutto: 40-18.
Reyer Venezia - Virtus Bologna 89-85 (2-1)
Non bastano 30’ minuti in vantaggio e un Edwards da 31
punti (8/13 da 3) alla Virtus per battere Venezia, che vince 89-85. Trascinata
da Tessitori, che chiude in doppia doppia, 22 punti (massimo in carriera in
Serie A) e 10 rimbalzi, la Reyer si procura il match point per la finale
scudetto. Decisivo il quarto periodo da 30 punti 4/6 da 3) che indirizza la
gara. Ottime anche le prove di Bowman (7 punti) e Parks (15). Sabato sera gli
orogranata potranno provare a chiudere in casa la serie.
La Virtus parte fortissimo al Taliercio, facendo subito capire di volersi
guadagnare il match point per andare a difendere il titolo vinto lo scorso
anno. Edwards è ancora caldissimo da gara 2 e firma un primo tempo pazzesco (19
punti, 5/6 da 3 al 20’). Bologna chiude il primo quarto a quota 28 punti,
toccando il +12 al 10’ dopo i canestri di Ferrari, Smailagic e del solito
Edwards. Nel secondo periodo, la Reyer reagisce, sfruttando l’energia di
capitan Tessitori (14 punti e 9 rimbalzi all’intervallo) e qualche accorgimento
di Spahija, che, sfruttando il pick and roll, consente ai suoi di avvicinarsi a
canestro. Gli orogranata hanno però un problema dall’arco (2/12 al 20’). Le
triple di Bowman e Wiltjer sbloccano i padroni di casa dai 6,75 e valgono la
parità quota 40, prima che, in una manciata di secondi, la Virtus confezioni un
5-0, grazie ai canestri di Edwards e Dos Santos (40-45 all’intervallo
lungo).
I lagunari approfittano di qualche palla persa degli avversari (6 nel terzo
periodo) per distendersi in transizione e piazzare un 7-0 che regala loro il
vantaggio. Bologna però si riassesta, segnando con Niang ed Edwards e il match
resta punto a punto. Il doppio play di Venezia, continua a funzionare, come già
successo nel primo tempo. Candi mette pressione sulla palla, Cole crea con la
palla in mano. La Reyer piazza un break di 8-0, sublimato dalla schiacciata di
Tessitori (69-63 al 32’). Nel quarto quarto, dopo una review, Hackett viene
espulso per una testata a Candi, che dalla lunetta firma il +10. La Virtus
però, in transizione e sfruttando le triple dei soliti Edwards e Niang e i
canestri interni di Diouf, risale fino al -3 (81-78 al 36’). Nell’ultimo minuto
un paio di canestri in penetrazione di Bowman decidono la gara. Bologna sbaglia
più volte il tiro del -1 ma non basta. Il match point è nelle mani di Venezia.
UFFICIALE: Franco Ciani è il nuovo allenatore di Pistoia
Franco Ciani è il nuovo allenatore della Estra Pistoia.
Nato a Udine il 24 Marzo 1961, dopo un periodo di formazione nella città natale ottiene subito il primo incarico in una squadra senior, a Cividale del Friuli, dove allena dal 1987 al 1990 ottenendo una promozione in serie C.
Nel 1990/1991 è assistente ad Avellino, idem la stagione successiva a Padova, con un anno da capo allenatore a Fidenza ad intervallare altre due esperienze da assistente, a Firenze e Vicenza.
Nell’estate del 1996 Fabrizio Frates lo vuole come suo assistente diretto a Gorizia, esperienza che dura fino al 1999 con tanto di promozione in serie A nel 1998.
Nel 1999/2000 vive la sua prima avventura da capo allenatore in serie A, ottenendo una buona salvezza a Cantù, esperienza che terminerà all’inizio della stagione successiva, quando viene esonerato dopo un iniziale record di una vittoria e 10 sconfitte.
Nel 2001/2002 inizia in A2, a Rimini, ma anche qui viene esonerato, quindi accetta la panchina di Sassari, dove resta dal 2002 al 2004 ottenendo la promozione in A2 al primo colpo.
Nel 2004/2005 è ancora B1, a Casale Monferrato, ed è ancora promozione in A2 al primo colpo.
Torna, quindi, in serie A nel 2006/2007, a Livorno, ma viene esonerato dopo 15 partite (4 vinte e 11 perse).
Dal 2007 al 2009 torna ad allenare in serie B, ad Osimo, nel 2009/2010 scende addirittura in B2, a Massafra, dove centra la promozione in B1.
Nell’estate del 2011 è Agrigento ad affidargli la panchina, e questa sarà l’esperienza della sua vita, visto che durerà ben 8 anni.
Al primo colpo è subito promozione in B1 e vittoria della Coppa Italia LNP, nel 2013/2014 ottiene la storica promozione in A2 e, nella stagione successiva, da neopromossa, la squadra arriva fino alla finale Play Off, persa solo a gara 5 contro Torino. Dopo altri tre campionati, con i siculi sempre ai Play Off, nel 2018/2019 la squadra non è riuscita a disputare la post season, accontentandosi della salvezza.
Nel Giugno del 2019 accetta la chiamata di Montegranaro, ma viene esonerato a Dicembre causa 11 sconfitte nelle prime 18 partite.
Nel 2020/2021 approda a Trieste, dove è primo assistente di Eugenio Dalmasson: la squadra si classifica al 7° posto in Regular Season e viene eliminata al primo turno dei Play Off.
Nel 2021/2022 prende il testimone di Dalmasson alla guida della prima squadra, portandola ad un passo dai Play Off, persi solo all'ultima giornata (9° posto finale in classifica).
Dal 2022 al 2024 ha allenato la Reale Mutua Torino, sfiorando la promozione in Serie A nel 2023 (perde la finale Play Off contro Pistoia) e venendo eliminato ai quarti di finale nel 2024.
Nel Maggio del 2024 accetta la chiamata di Orzinuovi: viene inizialmente esonerato il 18 Dicembre 2024, nonostante un record di 8 vittorie e 8 sconfitte, per poi essere richiamato il 27 Gennaio 2025, conducendo la squadra ad una salvezza tranquilla.
Ritorna in sella nella scorsa stagione, alla Sebastiani Rieti, in A2: viene esonerato lo scorso 9 Aprile in seguito alla sconfitta a Livorno.
Nella sua lunga carriera Ciani è anche stato assistente prima di Maurizio Buscaglia e poi di Eugenio Dalmasson nella Nazionale Under 20, con un 13° posto (Grecia 2017) e un 8° posto (Germania 2018) ai due Europei di categoria.
NBA Play Off, The Finals: Brunson Eroico e 1-0 Knicks!
San Antonio Spurs - New York Knicks 95-105 (0-1)
I Knicks non vogliono saperne di perdere. Anche sotto
di 14 lunghezze nel terzo quarto a San Antonio, New York non si scompone, si
affida alle giocate del solito Brunson che con le sua magie nel finale regala
alla truppa di coach Brown il successo nel primo match di una serie che si
annuncia davvero divertente. I Knicks così bagnano il loro ritorno alla Finals
dal lontano 1999 con l’ennesimo successo, 105-95 il punteggio, e si prendono
quindi il vantaggio del fattore campo nella serie. L’ultima sconfitta dei
Knicks risale a ben 41 giorni or sono, una striscia davvero surreale per una
postseason assolutamente incredibile. Luci e ombre, invece, per l’attesissimo
Wembanyama che chiude con 26 punti e 12 rimbalzi, ma forza troppo dal perimetro
e alla fine mette a referto un brutto 6/21 dal campo condito anche da sei palle
perse.
Si parte con la Nba che torna all’antica. Il logo del
Larry O’Brien Trophy ricompare, finalmente, sul parquet, non succedeva dal
lontano 2009 e a bordo campo ci sono parecchie leggende che hanno vestito le
maglie delle due finaliste. La buona, e attesa, notizia per i Knicks del
prepartita è la disponibilità di Robinson reduce dall’intervento chirurgico al
mignolo della mano destra. I Knicks provano subito a lanciare un segnale alla
serie. Nei primi minuti la squadra ospite attacca senza paura Wemby, dall’altra
parte San Antonio prende triple anche comode ma non riesce a trovare la retina.
Così l’aggressività paga e New York arriva al +7 che costringe Mitch Johnson al
timeout. Con l’ingresso di Harper però cambia tutto. Il rookie accende
l’attacco di San Antonio che con 12 punti consecutivi cambia la direzione del
match. Le triple dall’angolo iniziano a entrare e gli Spurs arrivano così al
vantaggio in doppia cifra prima di chiudere il quarto di apertura avanti 27-19.
Brunson, intanto, si fa male al ginocchio destro ed è costretto a tornare negli
spogliatoi. Un bello spavento per i tifosi newyorchesi che si tranquillizzano
però quando pochi minuti dopo il leader dei Knicks si ripresenta in panchina.
Intanto il suo sostituto Alvarado regala alla squadra ospite non solo la solita
energia, ma anche una sorprendente produzione offensiva. Wemby, invece, in
attacco balbetta, Fox fa altrettanto e New York riprende i texani. Brunson
rientra in campo e con sei punti consecutivi esalta lo spicchio di pubblico,
anche parecchio rumoroso, di fede Knicks. Il newyorkese Champagnie però diventa
infallibile dalla lunga distanza e scambia anche qualche parolina con Alvarado,
il quale risponde per le rime. Il finale di secondo quarto è tutto di marca
Spurs con il solito Champagnie che lo chiude con un’altra tripla dall’angolo.
San Antonio così va negli spogliatoi avanti 55-48 nonostante un brutto 2/8 dal
campo sia per Wemby che per Fox, i 15 punti di Champagnie (5/6 dalla lunga
distanza) però pesano come un macigno.
Gli Spurs provano subito ad alzare il ritmo inizio
ripresa e scappano subito a +14 con New York che in attacco gira alla larga da
Wemby. Il francese continua a faticare al tiro, prendendo anche conclusioni
affrettate ma il modo con cui difende dall’altro lato del campo è spaziale.
Appena Wembanyama però va a prendere fiato in panchina Towns diventa padrone
del campo. New York torna subito sotto segnando sette punti consecutivi e
nemmeno il rientro del francese lo rallenta. Le triple di un ottimo Shamet poi
completano l’opera, New York prende fiducia e zittisce il Frost Bank Center con
il parziale di 17-4 che la riporta davanti. Harper prova a riaccendere
l’attacco degli Spurs ma adesso è tutta un’altra partita. Anunoby all’inizio
del quarto periodo con due triple consecutive porta i Knicks a +5. Castle
risponde ma Brunson con le sue penetrazioni fa capire ai tifosi di San Antonio
che il quarto periodo è affar suo. I Knicks così scappano a +8 a cinque minuti
dalla sirena. Wemby decide di attaccare a testa bassa e in un attimo arriva il
parziale di 9-0 che fa esplodere il Frost Bank Center e riporta avanti i
padroni di casa. Dall’altra parte pero c’è il giocatore più affidabile e
devastante della Lega nelle battute finali. Brunson risponde presente con una
tripla dall’angolo che è un colpo al cuore per gli Spurs. Un Fox davvero
deludente (3/13 dal campo) ne combina un’altra con un fallo evitabilissimo su
Bridges che mette gli Spurs con le spalle al muro al -4. Un altro turnover di
Wemby diventa una sentenza quando a 37" dalla sirena arriva il canestro da
cinema del solito Brunson. I Knicks così espugnano San Antonio e mantengono
viva l’incredibile striscia di 12 successi consecutivi, conquistando quindi il
vantaggio del fattore campo di queste Finals. Gara 2 sempre in Texas alle
2.30 nella notte tra venerdì e sabato.
lunedì 1 giugno 2026
LBA Play Off, Semifinali: ADV-Ivanovic Show e Brescia pareggia! Reazione Virtus!
Germani Brescia - Olimpia Milano 85-79 (1-1)
Si pareggiano i conti al Pala Leonessa: Brescia si
prende gara 2 battendo l’Olimpia 85-79 grazie al duo Della Valle-Ivanovic, che
combina per 49 punti. A Milano è mancato l’apporto dei suoi leader offensivi
(28 tiri segnati su 70 tentativi dal campo) e nel finale paga un eccessivo
nervosismo, che consente alla Germani di imprimere lo scossone decisivo.
Mercoledì sera, ore 20, la serie si sposta al Forum di Assago per gara 3.
Brescia parte bene con Ivanovic e Della Valle, mentre lo stesso non si può dire
di Milano, che costruisce buoni tiri dall’arco ma non trova il fondo della
retina fino alla tripla di Ricci all’8’. La Leonessa si fa valere anche nella
lotta a rimbalzo: 16 catturati contro i 9 dell’Olimpia, che a fine primo quarto
è già sotto di 8 lunghezze (23-15). Nella seconda frazione la Germani abbassa i
ritmi e soffre un Diop straripante in uscita dalla panchina. Un paio di giocate
d’astuzia di Della Valle – un’azione da 3+1 ed un altro fallo pescato dal
perimetro – mantengono in ogni caso l’inerzia dalla parte dei padroni di casa,
che all’intervallo restano avanti 42-36.
Nella ripresa la difesa di Poeta forza 3 turnover nel giro di 3’, Shields entra
in partita e al 26’ il suo assist per l’appoggio di Ellis vale il sorpasso EA7
(49-50). Gli ospiti prendono il comando, ma Adv non ci sta e con 2 triple
consecutive riporta il tabellino in parità (60-60) a fine terzo quarto. Al 34’
la gara s’innervosisce, partono scintille tra Della Valle e Diop e arriva pure
una testata da parte del lungo milanese: pur chiarendosi poco dopo, il primo
viene sanzionato con un tecnico, mentre il secondo viene espulso. Poco dopo
Brescia prende il largo con due squilli dall’arco di Ivanovic e Della Valle,
mentre rimane del nervosismo tra gli uomini di Poeta, tanto che anche a Guduric
viene fischiato un fallo antisportivo. La Germani ne approfitta, vola a +8
(80-72) a 2’ dal termine del match con i liberi di Ivanovic e resiste fino alla
fine: la serie torna in parità.
Virtus Bologna - Reyer Venezia 98-79 (1-1)
In Laguna si va con la serie in parità. Di fronte al
burrone rappresentato da un secondo k.o., in gara 2 la Virtus Bologna sterza
fin dal primo istante e domina la Reyer Venezia sul 98-79. In Fiera per la
squadra di Jakovljevic va tutto a gonfie vele. Cinica, compatta, letale sotto
canestro e con un Carsen Edwards in versione demone, con 25 punti e percentuali
altissime come il 6/8 da tre, mentre Paris si ferma a 6 punti. Un mix letale
che procura 20 punti di vantaggio già prima della pausa lunga, sfiorando il
trentello nel finale dopo i soli 12 punti subiti nel terzo periodo.
Fondamentale Diouf, il migliore per valutazione (29) frutto della doppia doppia
da 18 punti e 11 rimbalzi. Nel pitturato il verdetto è severo: 46-23 per i
padroni di casa. Gara 3 giovedì al Taliercio.
La tripla istantanea di Wiltjer potrebbe far pensare al remake di gara 1 invece
Bologna scappa subito con Jallow e il lavoro dei suoi lunghi, che nel primo
quarto tirano giù 11 rimbalzi contro i 3 degli avversari. Le accelerazioni di
Morgan spianano la strada verso la doppia cifra di vantaggio che si fa voragine
(+15) quando Edwards entra in moto con 8 punti segnati già alla prima pausa
nonostante la partenza dalla panchina. Un vantaggio prezioso perché Vildoza
alza bandiera bianca per un problema al fianco e alla Vu Nere serve qualche
minuto di assestamento. Valentine però s’incaponisce e non incide, sedendosi in
panchina, così basta un canestrone di Hackett per lanciare la fuga definitiva
fino al +22 (59-37) frutto di una gran difesa e di tre canestri quasi fotocopia
di Diarra contro una retroguardia che invece fa acqua.
Diouf e Niang continuano a volare, Tessitori sbaglia un libero. Parks e Wiltjer
steccano concedendo alla Virtus le ripartenze del +27 (74-47) proprio nel
momento in cui servirebbe una reazione. Bologna si adagia, Diouf fallisce due
liberi e Diarra viene buttato fuori per il secondo tecnico, ma la difesa di
Niang e la sesta tripla di Edwards tengono il punteggio quasi invariato al 29’,
sul 79-54. Sempre lui, sei minuti più tardi, scrive 29 punti di distacco tra le
due squadre, sull’88-59. Nel timeout Spahija chiede ai suoi di chiudere al
meglio e lo ascoltano, vincendo l’ultimo periodo 25-16. La testa, però, è ormai
a gara 3.
UFFICIALE: il Real Madrid firma Mady Sissoko
Nato a Tangafoya il 20 Dicembre 2000, è un centro maliano di 210 cm per 113 kg.
Prodotto di University of California at Berkeley (32 partite nel 2024/2025, 8.3 punti, 8.2 rimbalzi e 1.1 stoppate di media), ha iniziato la stagione in corso a Trieste, dove stava viaggiando a 13 punti, 8.7 rimbalzi e 1.4 stoppate di media in Champions League e a 10.1 punti e 7.2 rimbalzi di media in Serie A.
UFFICIALE: Napoli firma John Petrucelli
Nato ad Hicksville (New York) il 27 Ottobre 1992, è una guardia/ala americana, in possesso di passaporto italiano, di 193 cm per 86 kg.
Prodotto di Molloy College (85 partite dal 2011 al 2014, 18.7 punti, 7.3 rimbalzi, 3.2 assist e 3.2 recuperi di media), da professionista esordisce in Slovacchia.
Dal 2016 al 2019 gioca in D-League, nel 2019/2020 torna in Europa, in Israele, quindi, nel 2020/2021, ha giocato in Germania, nel Ratiopharm Ulm.
Nel Luglio del 2021 approda in Italia, a Brescia, dove ha giocato fino al 2024, vincendo una Coppa Italia, nell'estate del 2024 si trasferisce a Trapani, dove gioca nel 2024/2025 e inizia la scorsa stagione (6.2 punti, 3.4 rimbalzi, 2.4 assist e 2 recuperi di media in Champions League e 10 punti, 3 assist e 2 rimbalzi di media in Serie A), poi chiusa in Turchia, al Galatasaray, dove ha messo assieme 2.2 punti, 1.4 rimbalzi e 1 recupero di media in Champions League e 5 punti, 2 rimbalzi, 1.4 recuperi e 1 assist di media in T-BSL.
Dal 2022 Petrucelli è nel giro della Nazionale Italiana, con la quale ha disputato le qualificazioni ai Mondiali del 2023, le qualificazioni ad Eurobasket 2025, il Pre Olimpico di San Juan 2024 e sta disputando le qualificazioni ai Mondiali del 2027 (8 punti, 3 rimbalzi, 1.5 recuperi e 1 assist di media fin qui).
UFFICIALE: Trento firma Alessandro Bertini
Nato a Brescia il 26 Dicembre 2002, è una guardia/ala di 197 cm per 90 kg.
Cresciuto nelle giovanili della Germani, dopo un'esperienza a San Severo e una a Brianza si trasferisce a Orzinuovi, dove ha giocato dal 2023 al 2025.
Nella scorsa stagione ha giocato a Pesaro, dove ha prodotto 10 punti, 3.2 rimbalzi, 1.1 assist e 1.1 recuperi di media in A2.
domenica 31 maggio 2026
NBA Play Off, Western Final Conference: Capolavoro Spurs e ritorno alle Finals dopo 12 anni!
Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 103-111 (3-4)
I San Antonio Spurs tornano alle Finals Nba dopo
dodici anni. Vincono Gara 7 della finale playoff dell’Ovest a Oklahoma City
battendo i Thunder 111-103, chiudono la serie 4-3, eliminano i campioni in
carica superandoli a casa loro. Non hanno neppure bisogno di un Victor
Wembanyama versione Superman per imporsi, il francese chiude con 22 punti e 7
rimbalzi, ma sono sette i neroargento in doppia cifra di punti al Paycom
Center. Julian Champaigne è il jolly tirato fuori a sorpresa dal mazzo delle
risorse dei texani, ma i giovanissimi Dylan Harper e Stephon Castle esibiscono
l’ennesimo partitone con la stagione in bilico, Devin Vassell non tradisce mai
e i veterani, De’Aaron Fox e soprattutto il sesto uomo dell’anno stagionale,
Keldon Johnson, aggiungono il carico d’esperienza decisivo. Guadagna la finale
- la prima per la franchigia dal 2014, dall’era Duncan - la squadra più forte,
quella con più talento nei primi sette giocatori di rotazione. Questa è già
l’era Wembanyama, premiato come miglior giocatore della serie. A 22 anni, alla
prima partecipazione ai playoff, s’è già preso la scena. S’è già preso quasi
tutto…Per aggiungere la ciliegina sulla torta gli Spurs dovranno superare i New
York Knicks, i vincitori dell’Est, Che arriveranno riposati, dopo il 4-0 su Cleveland,
a Gara 1 delle Finals, in programma a San Antonio dalle 2.30 di giovedì, ora
italiana.
Oklahoma City non era lo squadrone epocale che era
stato raccontato a torto, spesso, durante la stagione regolare. Ma è una
signora squadra, campione uscente non per caso. Esce dai playoff dopo aver
lottato sino agli ultimi secondi. Shai Gilgeous-Alexander, l’Mvp 2026, che
aveva giocato male, per i suoi standard, per gran parte della serie, stavolta
non tradisce: 35 punti, 9 assist, fa il possibile, chiude esausto. Ai Thunder
mancano i punti degli assenti, gli infortunati Jalen Williams e Ajay Mitchell,
anche perché Chet Holmgren incappa in una controprestazione sconsiderata,
specie per poca personalità: prende due tiri in tutta la gara. Il coraggio di
Alex Caruso e di uno strepitoso Cason Wallace non basta, gli Spurs avevano più
talento da mettere sull’altro piatto della bilancia.
C’è Wallace nel quintetto base Thunder. Subito 27-13 Spurs sulla tripla di Champagnie. Caruso e Jaden McCain riportano sotto OKC appena entra Luke Kornet, sciagurato cambio di Wemby che poi si riscatterà in parte con una stoppata cruciale su Hartenstein nel 4° periodo. 32-25 San Antonio a fine 1° quarto, 9 punti di Castle. Uno strappo offensivo di Shai riporta i Thunder sul 46-47 e Jaylin Williams griffa il canestro del sorpasso, quello del 51-49 OKC, ma un 7-0 di controparziale permette ai texani di chiudere il primo tempo avanti 56-53. 26 rimbalzi a 14 per Oklahoma City, 9 offensivi, così sono tornati sotto. 19 punti per Gilgeous-Alexander, 13 nel 2° quarto. Caruso e Williams partono in quintetto al posto di Dort, pessimo, e Hartenstein alla ripartenza. Le triple di Champagnie, saranno sei alla fine, issano gli Spurs sul 76-65, ma Castle commette il 4° fallo con 5’ da giocare nel 3° periodo e esce. 80-77 Spurs dopo 36’. Un paio di tiri da 3 di Johnson ispirano il 97-86 San Antonio a 8’ dalla fine, però poco dopo arriva il 5° fallo di Wemby. 104-93 sull’appoggio a canestro di Harper con 4’26” rimasti sul cronometro, ma Wallace non si arrende e riporta OKC in scia. 109-103 e palla Thunder, ma Shai è stremato e così la schiacciata di Darius Vassell diventa il punto esclamativo sull’impresa degli Spurs. Ci sarà una diversa squadra campione Nba per l’ottavo anno di fila, confermarsi è diventato tabù.
sabato 30 maggio 2026
LBA Play Off, Semifinali: Dominio Milano! Super Wiltjer e sorpesa Reyer!
Germani Brescia - Olimpia Milano 72-88 (0-1)
L’EA7 Milano usa la frusta già nel secondo quarto, recupera un passivo di 10 punti, chiude avanti sulla sirena all’intervallo e poi mette il turbo nella ripresa trascinata da Brooks in attacco e la coppia Ellis-Nebo in difesa, in grado di annullare l’asse portante dei padroni di casa Della Valle-Bilan. Così l’Olimpia vince gara 1 della prima semifinale Lba con grande autorevolezza: 88-72 il punteggio finale.
Milano più fresca dopo il 3-0 su Reggio ai quarti di finale, Brescia è apparsa più stanca reduce dal 3-2 sofferto contro Trieste. Il primo quarto della Germani è buono (6 palle perse per Milano e parziale 24-16), in seguito per i restanti 30' in campo si è vista solo e soltanto l'Ea7. Bolmaro la prende per mano nel recupero del passivo con una prestazione a tutto campo (8/13 al tiro, 7 rimbalzi e 22 di valutazione). Il primo tempo si chiude con gli ospiti avanti 42-39, parziale firmato da una tripla allo scadere di Brooks. Milano scappa nella ripresa, break 10-0 e 6 palle perse forzate agli avversari, la cui reazione sta tutta in Della Valle (7/11 al tiro e 4/6 da tre), che però è solo, a fronte della partita abulica di Burnell (3/8 al tiro), Ndour (2 punti e 1/5 dal campo) e Bilan (4 palle perse). Milano tocca il +16 nel terzo quarto con Ricci (3/4 dall’arco), massimo vantaggio che diventa +26 a 3’ dalla fine. Dura lezione di coach Poeta a coach Cotelli, suo secondo un anno fa proprio a Brescia.
Virtus Bologna - Reyer Venezia 83-91 (0-1)
Nella parte sinistra del tabellone playoff di Serie A,
gara-1 delle semifinali va alla Reyer, che ribalta subito il fattore campo
battendo la Virtus 91-83. Merito della miglior versione di Wiltjer, tutt’altra
cosa rispetto all’opaca controfigura da 6,2 punti di media vista nella serie
contro Tortona. Stasera, l’ala canadese ha raccolto 26 punti, di cui 19 nel
solo primo tempo. C’è anche del demerito da parte delle Vu Nere, che
nell’ultima frazione di gara hanno sciupato con le palle perse le occasioni che
facevano sperare nella rimonta. Lunedì sera, ore 20, si torna alla Virtus Arena
per gara 2.
Buon avvio della Virtus, sotto il segno di Niang e Diouf: il primo si spende
bene a rimbalzo, il secondo domina nel pitturato della Reyer. Wiltjer e Parks
si sbloccano dall’arco, ma Bologna resta in controllo con le accelerazioni di
Edwards, spesso fermate fallosamente dalla difesa avversaria: è 23-18 dopo 10’.
L’allungo Virtus nel secondo quarto prodotto dalle triple di Morgan ed Edwards
dura poco: Wiltjer si sblocca dopo le difficoltà viste contro Tortona, al 20’ è
già a quota 19 punti. Buono anche l’impatto di Horton dalla panchina,
all’intervallo il tabellino è in equilibrio (46-45).
Al ritorno dagli spogliatoi i ritmi offensivi calano da entrambe le parti, lo
stallo prosegue. Edwards prova a romperlo mettendosi in proprio ed attaccando
il ferro avversario, ma Valentine e Nikolic ricuciono: Bologna è ancora a +1
(65-64) alla fine del terzo periodo. Dopo una lunga serie di sorpassi e
contro-sorpassi, al 38’ arriva il primo mini-allungo della Reyer, con buona
penetrazione di Bowman e due liberi di Cole la squadra di Spahija si porta a +6
(81-87). Le responsabilità offensive bianconere ricadono ancora una volta su
Edwards, che accorcia le distanze, nei successivi possessi la guardia Usa e
Niang perdono un paio di palloni sanguinosi, che frenano le speranze di
rimonta: negli ultimi secondi la Virtus non spende nemmeno il fallo sistematico,
Venezia scippa gara 1.
venerdì 29 maggio 2026
UFFICIALE: Alessandro Rossi è il nuovo allenatore di Trento
Nato a Napoli il 22 Agosto 1983, Rossi si forma nelle giovanili del Basket Napoli, dove resta fino al 2012.
Nell'estate del 2013 si trasferisce a Rieti dove, fino al 2017, è assistente in prima squadra e nel 2014/2015 centra la promozione in A2.
Nel 2017, in seguito all'esonero di Luciano Nunzi, gli viene affidata la prima squadra, che allenerà fino al 2021 raggiungendo, come massimo risultato, i quarti di finale Play Off in A2 nel 2019.
Nel 2021/2022 accetta la chiamata di Scafati, che conduce alla promozione in Serie A, per poi venire esonerato, dopo sole 6 partite, all'inizio del 2022/2023.
Nell'estate del 2023 fa ritorno a Rieti, alla Sebastiani, con la squadra che, il primo anno, arriva fino in semifinale Play Off di A2, persa contro la Fortitudo Bologna, cosa che avviene anche nel 2024/2025, con l'eliminazione che però avviene per mano di Cantù.
La scorsa stagione diventa capo allenatore della Nutribullet Treviso: viene esonerato il 29 Dicembre 2025 dopo un iniziale score di 2 vittorie e 9 sconfitte in 11 partite.
Rossi è stato prima assistente di Alessandro Magro nella Nazionale Under 20 che, nel 2023, si è classificata 9° agli Europei di categoria in Grecia, per poi diventarne il Commissario Tecnico, conducendo la suddetta selezione alla vittoria degli Europei di categoria, sempre in Grecia, nel 2025.
NBA Play Off, Western Final Conference: Gli Spurs non mollano e pareggiano! Sarà Gara 7!
San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder 118-91 (3-3)
Impressionanti. I giovani Spurs stravincono Gara 6 a
San Antonio, spazzano via i Thunder 118-91 e forzano la decisiva Gara 7 della
serie playoff di finale della Western Conference. Victor Wembanyama, il gigante
francese, imperversa, ritrova energie dirompenti e così i superpoteri
cestistici, Stephon Castle e Dylan Harper, le guardie al secondo e primo anno,
dominano sul perimetro su entrambi i lati del campo. I texani in 48’ di
partita, al Frost Bank Center, non vanno mai sotto nel punteggio. Sembrano loro
i campioni in carica, la squadra che vanta la sicurezza di chi ha già
dimostrato tutto, quella più lucida con la stagione in bilico. La difesa
neroargento, la bussola della serie, torna a brillare, limita Oklahoma City ad
appena 91 punti, al 37% dal campo, al 25% da 3.
Gli ospiti fanno tilt. Shai Gilgeous-Alexander litiga
col canestro una volta di più in questa serie. Si inceppa al tiro, 6/18, e
stavolta non può aggrapparsi al salvagente liberi: il 3/3 dalla lunetta non fa
neppure il solletico agli Spurs che lo raddoppiano sistematicamente. Chiude -28
di plus/minus. I Thunder, che hanno ritrovato Jalen Williams, pur arrugginito
dalla lunga assenza e che ha inciso zero stavolta, giocheranno in casa Gara 7,
al Paycom Center. Un’arena difficile da espugnare dove hanno vinto Gara 7 di
fronte ai loro tifosi ai playoff 2025 contro Denver prima e Indiana poi, alle
Finals. Però allora Nuggets e Pacers furono condizionati da infortuni pesanti,
gli Spurs adesso sono sani, giovani e frizzanti. Sarà dunque più difficile.
Gara 7 è in programma dalle 2 di domenica, ora italiana.
Jared McCain ancora in quintetto pur con Jalen
Williams disponibile, ma a mezzo servizio. 9-2 San Antonio al primo time out,
Wemby subito scatenato, sarà il taglio di capelli, rasati a zero, chissà…Jalen
Williams ritorna con 4’13” da giocare nel 1° quarto, si era rifatto male nel 1°
di Gara 2. Segnerà appena un punto. 35-22 Spurs dopo 12’. I texani tirano 8/14
da 3. Wemby 11 punti e 5 rimbalzi, dominante. L’allungo tocca il 37-22, poi
Chet Holmgren e Cason Wallace riportano i Thunder a -6, in questa serie ogni
volta che entra Luke Kornet gli Spurs vanno a picco e Coach Johnson si ostina a
riproporlo. Harper invece incanta, in uscita da quella panchina. La schiacciata
col tuono di Carter Bryant vale il 55-43, ma è solo 60-53 a metà gara. 22 punti
per Wemby, 12 per Harper, 10 per Gilgeous-Alexander, ma tirando 4/11 e con -14
di plus/minus, Alex Caruso è +7, invece. De’Aaron Fox con zero punti. Poi gli
Spurs esondano. 92-64 a 1’ dalla fine del 3° quarto con Castle e Harper che
imperversano e Shai che pasticcia parecchio, troppo per lo status da Mvp. Sono
addirittura 14 gli errori di fila dei Thunder che generano un 20-0 di parziale
per i texani. 92-66 dopo 36’, solo 13 punti nel periodo per i campioni uscenti.
Già finita, serie pareggiata sul 3-3. Il 4° quarto lo giocano le riserve,
nessuno vuole rischiare acciacchi, tra 48 ore ci vogliono essere tutti, nessuno
può perdersi la “bella”. Ci aspetta una Gara 7 incerta e imperdibile, chi la
vince giocherà le Finals 2026 da favorita contro i New York Knicks.









