domenica 14 giugno 2026

UFFICIALE: Jeff Brooks torna a Sassari

Jeff Brooks
torna alla Dinamo Sassari.
Nato a Louisville (Kentucky) il 12 Giugno 1989, è un’ala americana, in possesso di passaporto italiano, di 203 cm per 95 kg.

Prodotto di Penn State University (132 partite dal 2007 al 2011, 6.7 punti, 4 rimbalzi e 1.2 assist di media), da professionista esordisce in Italia, a Jesi, dove viaggia a 17 punti e 7 rimbalzi nell’allora campionato di Legadue.
L’esordio in serie A arriva nella stagione successiva, quando lo ingaggia Cantù (vince la Supercoppa Italiana nel 2012), preludio all’approdo a Caserta, nell’estate del 2013.
All’ombra della Reggia l’esplosione: chiude la stagione 2013/2014 a 14.4 punti, 6.3 rimbalzi, 1.5 assist e 1.5 recuperi di media, con la squadra che sfiora l’accesso ai Play Off.
Le ottime cose fatte vedere in bianconero gli valgono la chiamata di Sassari: con la Dinamo vince Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa Italiana.
Una parentesi in Russia, all’Avtodor Saratov, anticipa lo sbarco in Spagna, all’Unicaja Malaga, dove ha giocato dal 2016 al 2018, vincendo l’Eurocup nel 2017.
Nel Giugno del 2018 il ritorno in Italia, a Milano, dove ha giocato fino al 2021 (ha vinto una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane, oltre ad aver centrato il terzo posto nell'Eurolega 2020/2021), dal 2021 al 2024 ha giocato a Venezia, mentre nelle ultime due stagioni si è speso a Trieste, e in quella scorsa ha messo assieme 8.2 punti, 5.6 rimbalzi e 1.4 assist di media in Champions League e 5.1 punti, 5.6 rimbalzi e 1.2 assist di media in Serie A.
Dal 2018 Brooks è nel giro della Nazionale Italiana, con la quale ha disputato le qualificazioni ai Mondiali di Cina 2019 e gli stessi Mondiali di Cina 2019 (4.4 punti, 4.2 rimbalzi, 1.6 recuperi, 1.2 stoppate e 1 assist di media).  

NBA Play Off, The Finals: i New York Knicks sono Campioni NBA!

San Antonio Spurs - New York Knicks 90-94 (1-4)

La Nba si inchina davanti ai New York Knicks. La squadra di coach Brown regala a una tifoseria abbonata alle delusioni negli ultimi 27 anni il titolo che mancava dal lontano 1973. I Knicks producono un’altra prestazione di grandissima personalità, vanno sotto anche di 15 punti nel terzo quarto e di 10 nell’ultimo, ma si aggrappano a un Brunson assolutamente spaziale (45 punti) e piazzano l’ennesima clamorosa rimonta di questa magica postseason. New York vince 94-90 gara 5 a San Antonio e si regala così il titolo Nba.

Il Garden sembra essersi trasferito in Texas tanti sono i tifosi dei Knicks che colorano di blu le tribune del Frost Bank Center. Il copione del primo quarto di queste Finals e’ sempre lo stesso, New York parte al rallentatore e gli Spurs ringraziano. Wemby in difesa e’ dappertutto e non solo piazza tre stoppate nei primi tre minuti, ma costringe i Knicks a prendere tiri affrettati. In attacco San Antonio ne approfitta solo in parte ma con il solito impatto dalla panchina di Harper la squadra di casa, come ha puntualmente fatto in tutti i primi quarti di queste cinque gare, arriva al vantaggio in doppia cifra. Brunson e Anunoby sono gli unici ospiti a segnare, i Knicks così chiudono la prima frazione sotto 23-13 dopo aver tirato con 4/22 dal campo e aver prodotto più turnover, sei, che canestri, quattro appunto. I padroni di casa tengono il piede sull’acceleratore anche all’inizio del secondo quarto, arrivano al +16 ma appena Wemby va in panchina prendere fiato l’attacco va in tilt. Kornet e’ un disastro e Fox continua a fare una fatica incredibile e a piazzare giocate davvero cervellotiche. Brunson prende ritmo e le triple iniziano ad entrare, pian piano così i Knicks rientrano nel match. Lo 0/7 di Castle nel primo tempo di certo non aiuta, anche Wemby in attacco va in affanno, un paio di triple di Bridges così avvicinano New York che oramai ha ripreso San Antonio. Il canestro allo scadere di Vassell chiude un primo tempo che vede gli Spurs con l’acqua alla gola andare negli spogliatoi avanti di cinque lunghezze. Va di lusso a New York che nei primi due quarti tira con il 34% dal campo e il 29% da tre.

San Antonio parte meglio anche nella ripresa con Wemby decisamente aggressivo, la squadra texana riprende a far girare bene il pallone in attacco e a difendere con ordine e torna al vantaggio in doppia cifra, a 5’30’’ dalla fine della frazione però il francese rischia tantissimo. Sulla tripla di Brunson Wemby allunga il piede andando a prendere lo spazio di ricaduta del giocatore dei Knicks il quale si lamenta tantissimo. Gli arbitri non fischiano e non vanno a rivederlo per un possibile Flagrant, facendo arrabbiare non poco i Knicks. San Antonio riprende il controllo delle operazioni e torna al +15 a tre minuti dalla terza frazione ma ancora una volta la squadra ospite, chiude bene il terzo periodo, con un super Brunson, e arriva al -7 all’inizio dell’ultimo quarto.

Il leader dei Knicks va a prendere fiato in panchina per un paio di minuti, gli Spurs tornano al vantaggio in doppia cifra ma appena rientra Brunson le cose cambiano. 10 punti di svantaggio non sono nulla per questi Knicks, gli Spurs lo sanno bene e iniziano a giocare contratti. Un incandescente Brunson quindi da il la’ al parziale di 15-2 che riporta avanti gli ospiti fa andare in estasi i tantissimi tifosi newyorchesi sulle tribune. Castle e Fox sono un disastro e gli Spurs non segnano più, Wemby si mette anche a sbagliare liberi pesantissimi, Brunson ringrazia e tiene davanti la squadra newyorchese, Hart e Anonuby poi dalla lunetta regalano il +4 a 21’’ che avvicina tantissimo il traguardo. Castle trova il suo primo canestro della partita e Bridges facendo 1/2 dalla lunetta a otto secondi dalla sirena non chiude definitivamente i conti. Harper dall’altra parte fa addirittura 0/2, stavolta è veramente finita perché il libero di Anunoby chiude ogni discorso.

I Knicks sono campioni Nba. 

LBA Play Off, Finale Gara 2: Ancora "No Game" al Forum! Match Point Milano!

Olimpia Milano - Reyer Venezia 92-79 (2-0) 

Dopo un paio di liberi realizzati da Cole in apertura, l’Olimpia spinge subito sul pedale dell’acceleratore con i super LeDay, Shields e Brooks a convertire in contropiede delle ottime difese biancorosse (13-2). Con un gioco da tre punti e un assist per Wiltjer, la Reyer ritrova però ritmo e assieme a un ottimo Tessitori in area ricuce subito il gap sul 18-14. Le accelerazioni di Bolmaro e Guduric e un’altra tripla di LeDay, comunque sia, ristabiliscono subito il +10 contro Valentine e compagni, con Mannion e Diop che combinano a fil di sirena del quarto, annullando gli effetti di una tripla di Candi per il 31-22 dopo 10’.
A seguito di un’altra tripla di Bolmaro per il nuovo +11 meneghino, Valentine insacca due bombe importanti replicando a delle giocate di Mannion e un paio di recuperi di Mannion riavvicinano gli orogranata sul 38-33. Coinvolgendo però Diop in area e con un’altra tripla di LeDay, l’Olimpia però riprende il largo e tocca il +12, Wiltjer e Bowman cercano di tenere lì Venezia ma Shields e un super Brooks (autore di un paio di bombe e di un tris di liberi) spingono ulteriormente via l’EA7 Emporio Armani sul 62-39 dopo 20’.
Coinvolgendo Nebo in area, l’Olimpia si porta anche sul +27 a inizio ripresa, Cole dall’arco e un concreto Candi riavvicinano poi Venezia sotto i 20 punti di svantaggio ma due triple consecutive di Brooks fanno volare di nuovo Milano sul 72-48. Successivamente, Wiltjer e Wheatle di carattere e una bomba di Candi ribattono alle accelerazioni di Bolmaro e poi una tripla di Wheatle batte la sirena e chiude il terzo periodo sull’80-64.
Nell’ultimo periodo, l’Olimpia resta ampiamente in controllo del match, cavalcando anche il cecchino Ricci e un super Bolmaro, arginando le ultime sgasate di Candi, Bowman e Cole, chiudendo in controllo sino al 92-79 conclusivo.


sabato 13 giugno 2026

UFFICIALE: Joseph Mobio torna a Udine

La Apu Udine ha ingaggiato Joseph Mobio.
Nato a Guidonia il 26 Maggio 1998, è un'ala italiana, in possesso di passaporto ivoriano, di 200 cm per 94 kg.
Cresciuto nelle giovanili della Leonessa Brescia, con la quale esordisce anche in prima squadra e centra la promozione in Serie A nel 2016, dopo un anno alla Stella Azzurra e un anno a Perugia si trasferisce a Capo d'Orlando, dove gioca dal 2018 al 2020.
Nel 2020/2021 prima esperienza a Udine, nel 2021/2022 è a Scafati (promosso in Serie A), nel 2022/2023 si spende a Cremona (promozione in Serie A e Coppa Italia e Supercoppa LNP in bacheca), mentre nel 2023/2024 ha giocato a Trapani, dove centra la sua quarta promozione in Serie A oltre a vincere la Supercoppa LNP.
Nelle ultime due stagioni ha giocato a Brescia, e in quella scorsa ha prodotto 3.6 punti e 2.1 rimbalzi di media in Serie A.
Dal 2022 Mobio è nel giro della Nazionale Ivoriana, con la quale ha disputato le qualificazioni ai Mondiali del 2023 e le qualificazioni ai Fiba Afrobasket 2025. 

venerdì 12 giugno 2026

UFFICIALE: Ibon Navarro è il nuovo allenatore della Stella Rossa

Ibon Navarro è il nuovo allenatore della Stella Rossa.
Nato ad Alava il 30 Aprile 1976, inizia ad allenare a 24 anni, nelle giovanili del Baskonia Vitoria.
Dopo tanta esperienza come assistente il Baskonia gli offre la panchina della prima squadra nel 2014/2015 (arriva alle Top 16 di Eurolega e ai quarti di finale Play Off in Liga ACB).
Dal 2015 al 2017 siede sulla panchina del Manresa (salvezza il primo anno, retrocessione in Leb Oro il secondo anno), nel 2017/2018 allena a Murcia (arriva fino in semifinale in Champions League), dal 2018 al 2022 è ad Andorra (vince due Lighe Catalane e arriva due volte in semifinale di Eurocup, nel 2019 e nel 2022), quindi Malaga, dove ha allenato nelle ultime 4 stagioni, vincendo 2 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 2 Coppe del Re e una Supercoppa Spagnola. 

UFFICIALE: Pistoia firma Ife Ajayi

La Estra Pistoia ha ingaggiato Ife Ajayi.
Nato ad Abuja il 27 Dicembre 1996, è un'ala/pivot nigeriano di 204 cm per 111 kg.
Prodotto di South Alabama University (124 partite dal 2016 al 2020, 13.6 punti, 6.7 rimbalzi e 1.1 assist di media), da professionista esordisce in Francia, dove gioca dal 2020 al 2023.
Il 2023/2024 l'ha iniziata in Turchia, al Balikesir, e l'ha chiuso in Germania, agli Skyliners Francoforte, dove centra la promozione in Bundesliga, mentre nel 2024/2025 ha giocato a Torino.
Nella scorsa stagione ha giocato a Cantù, dove ha messo assieme 6.7 punti e 4 rimbalzi di media in Serie A.

UFFICIALE: Sassari firma Simone Aromando

La Dinamo Sassari ha ingaggiato Simone Aromando, che si lega ai sardi fino al 30 Giugno 2028.
Nato a Monza il 2 Settembre 1997, è un'ala di 198 cm per 95 kg.
Inizia la trafila giovanile nell'Olimpia Milano per poi completarla a Bernareggio, dove esordisce anche nei campionati senior.
Da li tanta B a Faenza, Teramo, Vicenza, Vigevano e un ritorno a Bernareggio, fino alla prima opportunità in A2, offertagli da Chieti, nel 2021/2022.
Torna, quindi, a Faenza, nel 2022/2023, quindi due stagioni e mezzo a Mestre (conquista la promozione in A2 nel 2024/2025), dove ha iniziato la stagione scorsa (10 punti, 5 rimbalzi e 1 assist di media in A2), poi chiusa a Pesaro, dove ha prodotto 10.2 punti e 3 rimbalzi di media in A2.

UFFICIALE: Livorno firma David Cournooh

La Libertas Livorno ha ingaggiato David Cournooh.
Nato a Villafranca di Verona il 28 Luglio 1990, è un playmaker di 188 cm per 85 kg.
Prodotto del vivaio della Mens Sana Siena, con la quale esordisce in serie A e vince una Supercoppa Italiana, si fa le ossa in prestito alla Virtus Siena, poi Casale Monferrato, Ferrara, Imola e Fortitudo Bologna.
Scaduto il contratto con Siena firma a Brindisi, dove ha giocato dal 2014 al 2016, la stagione 2016/2017 l’ha iniziata a Pistoia per poi chiuderla a Cantù, dove ha giocato anche nel 2017/2018.
Dal 2018 al 2020 ha giocato nella Virtus Bologna (vince una Champions League), dal 2020 al 2022 ha giocato a Cremona, 2021/2022 che ha poi chiuso a Scafati, dove ha centrato la promozione in Serie A.
Nelle ultime 4 stagioni ha giocato a Brescia (vince una Coppa Italia), e in quella scorsa ha messo assieme 4.4 punti e 1 rimbalzo di media in Serie A.
Cournooh ha fatto parte della Nazionale Under 20 che si è classificata 4° agli Europei di categoria del 2009 in Grecia.
Ha anche fatto parte della Nazionale sperimentale che si è classificata quinta ai giochi del Mediterraneo di Mersin del 2013. 

UFFICIALE: John Brown torna a Brescia

Ritorno alla Germani Brescia per John Brown, che firma un contratto fino al 30 Giugno 2028.
Nato a Jacksonville (Florida) il 28 Gennaio 1992, è un’ala/pivot americano di 203 cm per 100 kg.

Prodotto di High Point University (119 partite dal 2012 al 2016, 18.7 punti, 6.7 rimbalzi, 1.5 assist, 1.5 recuperi e 1.4 stoppate di media), ha speso la sua iniziale carriera post college in Italia.
Virtus Roma e Treviso prima di Brindisi, quindi l'approdo in Russia, all'Unics Kazan, dove ha giocato nel 2020/2021 (vince il premio di miglior difensore della VTB United League) e iniziato il 2021/2022, che ha poi chiuso proprio a Brescia.
Dal 2022 al 2024 ha giocato in Francia, nel Monaco (vince 2 Scudetti e una Coppa Nazionale), nel 2024/2025 è alla Stella Rossa (vince la Coppa di Serbia), nella scorsa stagione ha iniziato in Australia, ai South East Melbourne Phoenix (10.7 punti, 6.4 rimbalzi, 2.4 assist e 2.1 recuperi di media in NBL), per poi chiudere in Porto Rico, ai Santeros de Aguada (13 punti, 7.4 rimbalzi, 3.2 assist e 2.2 recuperi di media in BSN).

giovedì 11 giugno 2026

LBA Play Off, Finale Gara 1: Milano così è troppo facile!

Olimpia Milano - Reyer Venezia 100-80 (1-0)

L’energia della panchina. Il tiro da tre punti. La difesa. Troppa Olimpia per la Reyer Venezia. Gara 1 della finale scudetto è dell’Ea7. Finisce 100-80, finisce tanto a poco. Ricci e compagni ci mettono sostanzialmente un quarto, il primo, per prendere il controllo della partita, senza lasciarla più. Il quintetto iniziale di coach Poeta (Ellis, Brooks, Shields, Leday, Nebo), indica la strada, 24-15 il parziale dei 10’ iniziali di gara. Le riserve fanno il resto, a partire da Diop, per lui anche 6 rimbalzi, 4 assist e 28 di valutazione, ma anche Mannion, 4/4 dall’arco e 5 assist, in aggiunta alla solidità di Guduric (6 assist) e Bolmaro. 

Troppa Olimpia (sette vittorie e una sola sconfitta in questi playoff) per l’Umana. Che non sia giornata, per la squadra allenata da Neven Spahija, lo si nota subito, o quasi. L’unico a entrare in partita è Tessitori (23,3 punti di media nelle ultime 3): segna 11 dei primi 15 a referto dei suoi con 5/5 al tiro e una tripla segnata. I compagni invece sono limitati dalla difesa dei padroni di casa a 2/12. Il successivo break di Milano, micidiale, 16-1 tra primo e secondo quarto, scava un solco che non verrà più riempito. Venezia non segna su azione per quasi 5’, l’Olimpia tocca il +21 senza mai forzare dall’arco (e si vede: 9/11 dopo 30’). Shields e compagni sono avanti 54-37 all’intervallo, con percentuali quasi grottesche: 67% da due, 75% da tre ma il 40% ai liberi. Venezia invece tira 11/30 su azione con 1/6 da tre. Nella ripresa la reazione degli ospiti è tutta in un 6-0 di minibreak che permette di ricucire fino a -13. Troppo poco. Mannion prima e Diop poi, sempre loro, respingono la timida rimonta veneta. Gli americani orogranata finalmente entrano in partita, l’attacco sembra meno contratto ma Milano risponde a ogni canestro in scioltezza, sempre con tanti passaggi, pochi palleggi e tante schiacciate (in tutto 8, Nebo inchioda 4 volte). L’ultimo quarto è una passerella per l’Olimpia, che mica per niente fissa il definitivo massimo vantaggio a +24 a 3’ dalla sirena con Brooks e Nebo in versione showtime. Per la Reyer solo 8’ in campo per Valentine e 4’ per Nikolic. Per l'Ea7 invece minutaggio ottimamente distribuito (il più impiegato è Nebo, 23’, Diop è quello con meno minuti in campo con 15’). Se vuole cambiare il suo destino, a Venezia serve una reazione. Che deve arrivare necessariamente tra 48 ore, per Gara 2, sempre al Forum. 

 

ItalBasket: i convocati in vista delle sfide a Islanda e Lituania


Luca Banchi, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, ha diramato la lista dei convocati in vista delle gare valide per le Qualificazioni ai Mondiali del 2027 contro Islanda (2 Luglio a Reykjavik) e Lituania (5 Luglio a Bologna).

Matteo Spagnolo 2003 193 Guardia Baskonia (Spagna)
Gabriele Procida 2002 200 Ala Real Madrid (Spagna)
Giordano Bortolani 2000 193 Guardia Acqua S. Bernardo Cantù
Francesco Ferrari 2005 205 Ala Olidata Virtus Bologna
Tommaso Baldasso 1998 192 Guardia Betram Tortona
Davide Casarin 2003 196 Guardia Ferramenta Vanoli Cremona
Guglielmo Caruso 1999 208 Ala/Centro Guerri Napoli
Matteo Librizzi 2002 181 Playmaker Openjobmetis Varese
Riccardo Rossato 1996 190 Guardia Unahotels Reggio Emilia
Luca Severini 1996 204 Ala Unahotels Reggio Emilia
Giovanni Veronesi 1998 197 Guarda Ferramenta Vanoli Cremona
Nicola Akele 1995 203 Ala Olidata Virtus Bologna
Sasha Grant 2002 201 Ala Ferramenta Vanoli Cremona
Lorenzo Bucarelli 1998 198 Guardia Victoria Libertas Pesaro
Matteo Cavallero 2003 204 Guardia/Ala Wegreenit Milano
Giovanni Emejuru 2002 208 Centro Free Agent
Luca Possamai 2001 212 Centro Biemme Service Libertas Livorno

Atleti a disposizione:

Nico Mannion 2001 191 Playmaker EA7 Emporio Armani Milano
Leonardo Candi 1997 190 Playmaker/Guardia Umana Reyer Venezia
Stefano Tonut 1993 194 Guardia EA7 Emporio Armani Milano
Diego Flaccadori 1996 193 Playmaker EA7 Emporio Armani Milano
Darius Thompson 1995 192 Guardia Valencia (Spagna)
Amedeo Tessitori 1994 207 Centro Umana Reyer Venezia
Giampaolo Ricci 1991 202 Ala EA7 Emporio Armani Milano
Saliou Niang 2004 199 Ala Olidata Virtus Bologna
Alessandro Lever 1998 208 Ala/Centro Umana Reyer Venezia
Luigi Suigo 2007 220 Centro Mega Superbet Belgrado (Serbia)
Luca Vincini 2003 207 Ala/Centro Banco di Sardegna Sassari
Alessandro Bertini 2002 194 Ala Victoria Libertas Pesaro
Leonardo Bettiol 2002 206 Ala Univesity of Massachusetts (NCAA, Usa)
Emmanuel Innocenti 2004 196 Guardia Arizona State University (NCAA, Usa)
Andrea Loro 2003 202 Ala Tezenis Verona
Federico Zampini 1999 191 Playmaker Tezenis Verona

Le squadre di appartenenza fanno riferimento alla stagione 2025/2026.


NBA Play Off, The Finals: Rimonta Epica! Knicks a un passo dal titolo!

New York Knicks - San Antonio Spurs 107-106 (3-1) 

La partita più incredibile della storia della postseason. Forse la più incredibile di sempre. I Knicks vincono un match totalmente assurdo dopo essere stati sotto di 29 punti a 9’27’’ dalla fine del terzo quarto e non solo si regalano tre match-point, avanti 3-1 nella serie, ma danno l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che questo sembra davvero il loro anno. Assolutamente surreale quello che succede in un Garden che a fine primo tempo aveva addirittura fischiato la propria squadra tornata negli spogliatoi all’intervallo sotto di 27 lunghezze. Gli Spurs dopo un primo tempo spaziale, crollano nel modo più inaspettato nella ripresa, commettono errori in serie e alla fine subiscono la più grande rimonta nella storia delle Finals. Lo splendido tap-in di un grande Anunoby a un secondo dalla sirena manda all’inferno gli Spurs che così vanno ko in gara 4 107-106. 

Un match che i tifosi dei Knicks non dimenticheranno facilmente. Succede davvero di tutto in una gara che non potrebbe iniziare meglio per gli Spurs. Due falli rapidi di Towns scombussolano i piani di coach Brown, San Antonio poi gioca un primo tempo assolutamente straordinario. La palla si muove che è un piacere e le triple entrano con continuità. New York, invece, fatica e dopo pochi minuti è già sotto di 10 lunghezze. Harper e Vassell sono letali, Wemby fa il Wemby e i padroni di casa non trovano risposte, affondando sotto i colpi dei texani. Un match a senso unico ammutolisce il Garden con i Knicks incapaci di fare male all’attenta difesa di San Antonio. Gli Spurs chiudono addirittura in crescendo e al termine del primo tempo sono avanti di qualcosa come 27 lunghezze, dopo aver tirato con il 60% dal campo e con il 54% dalla lunga distanza. Il ritorno in Texas sul 2-2 sembra oramai scontato, gli Spurs toccano anche il +29 in apertura di terzo quarto poi però si mettono a giocare con una sufficienza folle. Wemby si vede fischiare un Flagrant-1 per una gomitata a Towns e la partita cambia di colpo. New York inizia a prendere fiducia ma soprattutto San Antonio diventa irriconoscibile in attacco. Le scelte cervellotiche di Fox aiutano la difesa newyorchese, Brunson si mette a segnare e di colpo i Knicks con 13 punti consecutivi provano a spaventare San Antonio. Wemby risponde ma altre due palle perse rocambolesche da parte di un Fox davvero disastroso ridanno fiducia ai Knicks che chiudono il terzo quarto in ritardo di 15 lunghezze. 

La montagna da scalare resta alta ma almeno qualche speranza i tifosi di New York la possono covare. San Antonio, poi, nella frazione finale decide di collaborare prendendo una serie di tiri complicati e se le triple fioccavano nel primo tempo, nella ripresa tutto diventa una Caporetto. Anunoby e Brunson prendono per mano i Knicks che piano piano rientrano nel match. Anche Wemby va in tilt, l’inerzia così passa tutta nelle mani dei Knicks. Il Garden diventa una bolgia, anche Alvarado si mette a segnare canestri importanti e nel modo più surreale con un parziale di 20-4 i padroni di casa passano a condurre, grazie alla giocata del solito Brunson a 1’22’’ dalla sirena. I liberi di Castle a 30’’ dalla fine riportano avanti San Antonio che riesce perfino a difendere con ordine sul fondamentale possesso dei Knicks, catturando con Fox il rimbalzo a 16’’ dalla fine. Basterebbe tenere palla e costringere New York al fallo ma per completare la folle serata newyorchese l’ex Kings decide, invece, di puntare il canestro e sfidare Anunoby il quale lo stoppa, regalando così ai Knicks un’altra possibilità. Una giocata veramente assurda che diventa il preludio per il canestro destinato a fare la storia del Garden. Brunson prova una complicata conclusione dalla lunga distanza, la palla va sul ferro ma Anunoby sfrutta il suo incredibile atletismo e produce il tap-in che fa esplodere l’arena newyorchese. Gli Spurs, dopo il timeout, non riescono nemmeno a trovare la conclusione, e incassano così un ko dal quale appare davvero difficile, se non impossibile, rialzarsi. I Knicks ora, dopo l’incredibile e insperato successo nel quarto match della serie, possono chiudere i conti già a San Antonio in gara 5 sabato. 


mercoledì 10 giugno 2026

UFFICIALE: Rieti firma Matteo Imbrò

La Sebastiani Rieti ha ingaggiato Matteo Imbrò, che si lega ai sabini fino al 30 Giugno 2028.
Nato ad Agrigento il 12 Febbraio 1994, è un play/guardia di 192 cm per 86 kg.
Lascia la Sicilia nel 2008 per trasferirsi a Siena dove, con la Virtus, vince uno scudetto Under 15 ed esordisce anche in prima squadra (vince una Coppa Italia LNP da MVP della manifestazione).
Nell'estate del 2011 lo prende la Virtus Bologna, dove termina la trafila giovanile (vince due scudetti Under 19) e, dal 2011 al 2015, gioca anche in pianta stabile in prima squadra.
Dal 2015 al 2017 gioca a Ferentino, quindi il trasferimento a Treviso, dove ha giocato dal 2017 al 2022, centrando una promozione in Serie A e vincendo una Coppa Italia LNP.
La stagione 2022/2023 l'ha iniziata a Verona, proseguita a Scafati e chiusa ad Agrigento, mentre nel 2023/2024 ha giocato a Trapani, dove ha centrato la promozione in Serie A.
Nel 2024/2025 è stato in forza alla Vuelle Pesaro, mentre nella scorsa stagione esperienza alla Fortitudo Bologna, dove ha prodotto 6.4 punti, 2 rimbalzi e 1.5 assist di media in A2.
Imbrò, Campione d'Europa Under 20 nel 2013 in Estonia, dal 2021 è nel giro della Nazionale Maggiore, con la quale ha disputato le qualificazioni ai Mondiali del 2023 (2 punti e 1 recupero di media). 

martedì 9 giugno 2026

UFFICIALE: Stefano Sacripanti è il nuovo allenatore dell'Urania Milano

Stefano Sacripanti è il nuovo allenatore dell'Urania Milano.
Nato a Cantù il 15 Maggio 1970, inizia ad allenare appena ventenne nelle giovanili della Pallacanestro Cantù, per poi diventare capo allenatore della prima squadra nell’autunno del 2000.
La prima esperienza canturina dura fino al 2007, vince la Supercoppa Italiana nel 2003, arriva in semifinale scudetto nel 2002 e in semifinale di Coppa Italia nel 2004 e nel 2005.
Dal 2007 al 2009 siede sulla panchina della Vuelle Pesaro (arriva in semifinale di Coppa Italia nel 2008 e ai Play Off nel 2009), poi l’avventura alla Juve Caserta.
Quattro stagioni all’ombra della Reggia, raggiunge una storica semifinale scudetto nel 2010, la stagione successiva arriva fino ai quarti di finale di Eurocup, per poi centrare due salvezze miracolose nei due campionati successivi.
Nell’estate del 2013 fa ritorno a Cantù, dove resta due stagioni centrando entrambe le volte i Play Off, da li il trasferimento ad Avellino, dove ha allenato per 3 campionati, centrando due semifinali scudetto, una finale di Europe Cup e una finale di Supercoppa Italiana.
La stagione 2018/2019 l’ha iniziata alla guida della Virtus Bologna, che lo esonera l’11 Marzo 2019: ha chiuso la sua esperienza bolognese con un record di 10 vittorie e 11 sconfitte in campionato e con la squadra portata agli ottavi di finale di Champions League.
Nell'Ottobre del 2019 sostituisce Gianluca Lulli alla guida della Ge.Vi. Napoli: la sua avventura in terra partenopea durerà fino al 14 Marzo 2022, quando viene esonerato con un record di 9 vittorie e 10 sconfitte.
La sua esperienza a Napoli gli vedrà centrare la promozione in Serie A nel 2021, corredata dalla vittoria della Coppa Italia LNP.
Nel Febbraio del 2023 sostituisce Attilio Caja sulla panchina della Givova Scafati: con un record di 5 vittorie e 6 sconfitte conduce i campani alla salvezza nel 2022/2023.
Inizia a Scafati anche nel 2023/2024, ma si dimette il 6 Dicembre 2023 causa problemi di salute, successivamente risolti.
Nel Giugno del 2024 fa ritorno a Pesaro, ma la sua esperienza si conclude il 10 Ottobre successivo, quandi si dimette in seguito a problemi di natura personale.
Torna in sella nella scorsa stagione, quando lo chiama Pistoia, in A2: viene esonerato lo scorso 24 Febbraio dopo uno score di 12 sconfitte in 13 partite.
Dal 2006 al 2016 Sacripanti è stato il Commissario Tecnico della Nazionale Under 20, con la quale è campione d’Europa, in Estonia, nel 2013, oltre ad aver vinto anche un bronzo nel 2007 e un argento nel 2011.
E’ stato assistente, nella Nazionale Maggiore, di Ettore Messina agli Europei del 2017.  

NBA Play Off, The Finals: Wemby Show e gli Spurs rialzano la testa!

New York Knicks - San Antonio Spurs 111-115 (2-1) 

La giornata cestistica più attesa dalla Grande Mela dal 1999 si chiude nel modo peggiore possibile per i tifosi che stavano vivendo un momento magico. Gli Spurs mostrano carattere, sfruttano la atipica inefficienza offensiva dei Knicks nell’ultimo quarto e riaprono la serie vincendo gara 3 115-111. L’incandescente New York, reduce da 13 successi consecutivi, trova quindi la sua prima sconfitta da gara 3 del primo turno di postseason contro gli Hawks. Wemby gioca alla grande e chiude con 32 punti, otto rimbalzi, sei assist e tre stoppate, trascinando San Antonio al fondamentale successo in trasferta che riporta le Finals in bilico sul 2-1 a favore di New York. Gara 4 giovedì mattina alle 2.30 ora italiana.

C’è anche Donald Trump ad assistere al primo match di Nba Finals a New York negli ultimi 27 anni, assieme a lui tantissime celebrity che affollano un Garden elettrico. Il Presidente americano non si accomoda a bordocampo, come faceva spesso a fine anni novanta quando era un habitué del Garden, ma per motivi di sicurezza resta in una suite. L’aria di festa che si respira nella Grande Mela però all’inizio frena i Knicks che partono contratti e perfino confusionari. Un paio di evitabili palle perse della squadra di casa danno un pizzico di fiducia in più agli Spurs che giocano davvero bene in attacco, cercando Wemby vicino a canestro e trovando ritmo dalla lunga distanza. San Antonio segna i primi sette punti del match poi arriva ben presto al vantaggio in doppia cifra. Due triple di Hart aiutano ma la squadra ospite difende bene, con gli arbitri che lasciano correre un basket fisico da ambedue le parti. I texani fanno male alla difesa dei Knicks non solo con Wemby ma anche con un ottimo Castle e a fine primo quarto sono avanti di 11.

Con Brunson in panchina all’inizio della seconda frazione ci pensa Anunoby a rinvigorire il Garden. Ancora una volta il secondo quarto diventa una Caporetto per gli Spurs troppo prevedibili in attacco e fragili in difesa. Un OG eccellente continua a dominare sui due lati del campo, Castle e Wemby non bastano a San Antonio, tradita da Fox. Anche Hart accelera, nel finale così i padroni di casa cambiano totalmente la direzione del match. I Knicks segnano gli ultimi otto punti del secondo periodo e vanno negli spogliatoi avanti di sette con gli Spurs a chiedersi come sia possibile un altro rallentamento del genere dopo un ottimo primo quarto.
Proprio come a inizio gara anche nei primi minuti del secondo tempo la squadra newyorchese incappa in evitabili turnover che risvegliano Wemby e compagni. Champagnie si fa sentire, San Antonio così apre la ripresa con un parziale di 10-4 che la rimette nel match non solo dal punto di vista del risultato ma anche psicologicamente. Anonuby resta una garanzia in attacco per gli Spurs e le giocate di Brunson sembrano poter rimettere le cose a posto per i Knicks. Wemby però va a segno dalla lunga distanza, Harper lo imita e San Antonio si rimette a correre. Il quarto fallo di Brunson a 4'59" dalla fine del terzo periodo scombussola i piani di coach Brown che è così costretto a riportarlo in panchina. I punti di Clarkson aiutano ma San Antonio ritrova brillantezza in attacco e chiude in crescendo, arrivando all’ultimo quarto avanti di una lunghezza.

Gli Spurs sono in fiducia, con Brunson in panchina e segnano otto dei primi 10 punti della frazione finale, arrivando al +7. Brunson rientra ma New York rischia di capitolare quando Wemby con una prodezza trova canestro dalla lunga distanza piu il fallo di Robinson. Il challenge della panchina newyorchese scova però un fallo sul lungo dei Knicks, dal possibile +11 si va dopo pochi secondi al +5 con il canestro di Brunson. Il Garden risponde ma l’attacco resta anemico per i padroni di casa che però possono contare sul "King of New York", Jalen Brunson. Le giocate dell’ex Villanova tengono lì i Knicks, Castle risponde ma la guardia dalla lunga distanza riporta i Knicks a -3 a 33" dalla sirena. La pressione, quindi, resta sulle spalle dei giovani Spurs, ci pensa però il veterano Fox, fino a quel momento deludente con un brutto 3/13 dal campo, a inventarsi il canestro del +5. Una tripla assurda di Anunoby poi costringe gli Spurs a vincere la partita della lunetta ma Castle non si scompone, fa 2/2 ai liberi e manda i titoli di coda sul match. Adesso la serie è viva con i Knicks avanti 2-1.