venerdì 12 giugno 2026

UFFICIALE: Ibon Navarro è il nuovo allenatore della Stella Rossa

Ibon Navarro è il nuovo allenatore della Stella Rossa.
Nato ad Alava il 30 Aprile 1976, inizia ad allenare a 24 anni, nelle giovanili del Baskonia Vitoria.
Dopo tanta esperienza come assistente il Baskonia gli offre la panchina della prima squadra nel 2014/2015 (arriva alle Top 16 di Eurolega e ai quarti di finale Play Off in Liga ACB).
Dal 2015 al 2017 siede sulla panchina del Manresa (salvezza il primo anno, retrocessione in Leb Oro il secondo anno), nel 2017/2018 allena a Murcia (arriva fino in semifinale in Champions League), dal 2018 al 2022 è ad Andorra (vince due Lighe Catalane e arriva due volte in semifinale di Eurocup, nel 2019 e nel 2022), quindi Malaga, dove ha allenato nelle ultime 4 stagioni, vincendo 2 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 2 Coppe del Re e una Supercoppa Spagnola. 

UFFICIALE: Pistoia firma Ife Ajayi

La Estra Pistoia ha ingaggiato Ife Ajayi.
Nato ad Abuja il 27 Dicembre 1996, è un'ala/pivot nigeriano di 204 cm per 111 kg.
Prodotto di South Alabama University (124 partite dal 2016 al 2020, 13.6 punti, 6.7 rimbalzi e 1.1 assist di media), da professionista esordisce in Francia, dove gioca dal 2020 al 2023.
Il 2023/2024 l'ha iniziata in Turchia, al Balikesir, e l'ha chiuso in Germania, agli Skyliners Francoforte, dove centra la promozione in Bundesliga, mentre nel 2024/2025 ha giocato a Torino.
Nella scorsa stagione ha giocato a Cantù, dove ha messo assieme 6.7 punti e 4 rimbalzi di media in Serie A.

UFFICIALE: Sassari firma Simone Aromando

La Dinamo Sassari ha ingaggiato Simone Aromando, che si lega ai sardi fino al 30 Giugno 2028.
Nato a Monza il 2 Settembre 1997, è un'ala di 198 cm per 95 kg.
Inizia la trafila giovanile nell'Olimpia Milano per poi completarla a Bernareggio, dove esordisce anche nei campionati senior.
Da li tanta B a Faenza, Teramo, Vicenza, Vigevano e un ritorno a Bernareggio, fino alla prima opportunità in A2, offertagli da Chieti, nel 2021/2022.
Torna, quindi, a Faenza, nel 2022/2023, quindi due stagioni e mezzo a Mestre (conquista la promozione in A2 nel 2024/2025), dove ha iniziato la stagione scorsa (10 punti, 5 rimbalzi e 1 assist di media in A2), poi chiusa a Pesaro, dove ha prodotto 10.2 punti e 3 rimbalzi di media in A2.

UFFICIALE: Livorno firma David Cournooh

La Libertas Livorno ha ingaggiato David Cournooh.
Nato a Villafranca di Verona il 28 Luglio 1990, è un playmaker di 188 cm per 85 kg.
Prodotto del vivaio della Mens Sana Siena, con la quale esordisce in serie A e vince una Supercoppa Italiana, si fa le ossa in prestito alla Virtus Siena, poi Casale Monferrato, Ferrara, Imola e Fortitudo Bologna.
Scaduto il contratto con Siena firma a Brindisi, dove ha giocato dal 2014 al 2016, la stagione 2016/2017 l’ha iniziata a Pistoia per poi chiuderla a Cantù, dove ha giocato anche nel 2017/2018.
Dal 2018 al 2020 ha giocato nella Virtus Bologna (vince una Champions League), dal 2020 al 2022 ha giocato a Cremona, 2021/2022 che ha poi chiuso a Scafati, dove ha centrato la promozione in Serie A.
Nelle ultime 4 stagioni ha giocato a Brescia (vince una Coppa Italia), e in quella scorsa ha messo assieme 4.4 punti e 1 rimbalzo di media in Serie A.
Cournooh ha fatto parte della Nazionale Under 20 che si è classificata 4° agli Europei di categoria del 2009 in Grecia.
Ha anche fatto parte della Nazionale sperimentale che si è classificata quinta ai giochi del Mediterraneo di Mersin del 2013. 

UFFICIALE: John Brown torna a Brescia

Ritorno alla Germani Brescia per John Brown, che firma un contratto fino al 30 Giugno 2028.
Nato a Jacksonville (Florida) il 28 Gennaio 1992, è un’ala/pivot americano di 203 cm per 100 kg.

Prodotto di High Point University (119 partite dal 2012 al 2016, 18.7 punti, 6.7 rimbalzi, 1.5 assist, 1.5 recuperi e 1.4 stoppate di media), ha speso la sua iniziale carriera post college in Italia.
Virtus Roma e Treviso prima di Brindisi, quindi l'approdo in Russia, all'Unics Kazan, dove ha giocato nel 2020/2021 (vince il premio di miglior difensore della VTB United League) e iniziato il 2021/2022, che ha poi chiuso proprio a Brescia.
Dal 2022 al 2024 ha giocato in Francia, nel Monaco (vince 2 Scudetti e una Coppa Nazionale), nel 2024/2025 è alla Stella Rossa (vince la Coppa di Serbia), nella scorsa stagione ha iniziato in Australia, ai South East Melbourne Phoenix (10.7 punti, 6.4 rimbalzi, 2.4 assist e 2.1 recuperi di media in NBL), per poi chiudere in Porto Rico, ai Santeros de Aguada (13 punti, 7.4 rimbalzi, 3.2 assist e 2.2 recuperi di media in BSN).

giovedì 11 giugno 2026

LBA Play Off, Finale Gara 1: Milano così è troppo facile!

Olimpia Milano - Reyer Venezia 100-80 (1-0)

L’energia della panchina. Il tiro da tre punti. La difesa. Troppa Olimpia per la Reyer Venezia. Gara 1 della finale scudetto è dell’Ea7. Finisce 100-80, finisce tanto a poco. Ricci e compagni ci mettono sostanzialmente un quarto, il primo, per prendere il controllo della partita, senza lasciarla più. Il quintetto iniziale di coach Poeta (Ellis, Brooks, Shields, Leday, Nebo), indica la strada, 24-15 il parziale dei 10’ iniziali di gara. Le riserve fanno il resto, a partire da Diop, per lui anche 6 rimbalzi, 4 assist e 28 di valutazione, ma anche Mannion, 4/4 dall’arco e 5 assist, in aggiunta alla solidità di Guduric (6 assist) e Bolmaro. 

Troppa Olimpia (sette vittorie e una sola sconfitta in questi playoff) per l’Umana. Che non sia giornata, per la squadra allenata da Neven Spahija, lo si nota subito, o quasi. L’unico a entrare in partita è Tessitori (23,3 punti di media nelle ultime 3): segna 11 dei primi 15 a referto dei suoi con 5/5 al tiro e una tripla segnata. I compagni invece sono limitati dalla difesa dei padroni di casa a 2/12. Il successivo break di Milano, micidiale, 16-1 tra primo e secondo quarto, scava un solco che non verrà più riempito. Venezia non segna su azione per quasi 5’, l’Olimpia tocca il +21 senza mai forzare dall’arco (e si vede: 9/11 dopo 30’). Shields e compagni sono avanti 54-37 all’intervallo, con percentuali quasi grottesche: 67% da due, 75% da tre ma il 40% ai liberi. Venezia invece tira 11/30 su azione con 1/6 da tre. Nella ripresa la reazione degli ospiti è tutta in un 6-0 di minibreak che permette di ricucire fino a -13. Troppo poco. Mannion prima e Diop poi, sempre loro, respingono la timida rimonta veneta. Gli americani orogranata finalmente entrano in partita, l’attacco sembra meno contratto ma Milano risponde a ogni canestro in scioltezza, sempre con tanti passaggi, pochi palleggi e tante schiacciate (in tutto 8, Nebo inchioda 4 volte). L’ultimo quarto è una passerella per l’Olimpia, che mica per niente fissa il definitivo massimo vantaggio a +24 a 3’ dalla sirena con Brooks e Nebo in versione showtime. Per la Reyer solo 8’ in campo per Valentine e 4’ per Nikolic. Per l'Ea7 invece minutaggio ottimamente distribuito (il più impiegato è Nebo, 23’, Diop è quello con meno minuti in campo con 15’). Se vuole cambiare il suo destino, a Venezia serve una reazione. Che deve arrivare necessariamente tra 48 ore, per Gara 2, sempre al Forum. 

 

ItalBasket: i convocati in vista delle sfide a Islanda e Lituania


Luca Banchi, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, ha diramato la lista dei convocati in vista delle gare valide per le Qualificazioni ai Mondiali del 2027 contro Islanda (2 Luglio a Reykjavik) e Lituania (5 Luglio a Bologna).

Matteo Spagnolo 2003 193 Guardia Baskonia (Spagna)
Gabriele Procida 2002 200 Ala Real Madrid (Spagna)
Giordano Bortolani 2000 193 Guardia Acqua S. Bernardo Cantù
Francesco Ferrari 2005 205 Ala Olidata Virtus Bologna
Tommaso Baldasso 1998 192 Guardia Betram Tortona
Davide Casarin 2003 196 Guardia Ferramenta Vanoli Cremona
Guglielmo Caruso 1999 208 Ala/Centro Guerri Napoli
Matteo Librizzi 2002 181 Playmaker Openjobmetis Varese
Riccardo Rossato 1996 190 Guardia Unahotels Reggio Emilia
Luca Severini 1996 204 Ala Unahotels Reggio Emilia
Giovanni Veronesi 1998 197 Guarda Ferramenta Vanoli Cremona
Nicola Akele 1995 203 Ala Olidata Virtus Bologna
Sasha Grant 2002 201 Ala Ferramenta Vanoli Cremona
Lorenzo Bucarelli 1998 198 Guardia Victoria Libertas Pesaro
Matteo Cavallero 2003 204 Guardia/Ala Wegreenit Milano
Giovanni Emejuru 2002 208 Centro Free Agent
Luca Possamai 2001 212 Centro Biemme Service Libertas Livorno

Atleti a disposizione:

Nico Mannion 2001 191 Playmaker EA7 Emporio Armani Milano
Leonardo Candi 1997 190 Playmaker/Guardia Umana Reyer Venezia
Stefano Tonut 1993 194 Guardia EA7 Emporio Armani Milano
Diego Flaccadori 1996 193 Playmaker EA7 Emporio Armani Milano
Darius Thompson 1995 192 Guardia Valencia (Spagna)
Amedeo Tessitori 1994 207 Centro Umana Reyer Venezia
Giampaolo Ricci 1991 202 Ala EA7 Emporio Armani Milano
Saliou Niang 2004 199 Ala Olidata Virtus Bologna
Alessandro Lever 1998 208 Ala/Centro Umana Reyer Venezia
Luigi Suigo 2007 220 Centro Mega Superbet Belgrado (Serbia)
Luca Vincini 2003 207 Ala/Centro Banco di Sardegna Sassari
Alessandro Bertini 2002 194 Ala Victoria Libertas Pesaro
Leonardo Bettiol 2002 206 Ala Univesity of Massachusetts (NCAA, Usa)
Emmanuel Innocenti 2004 196 Guardia Arizona State University (NCAA, Usa)
Andrea Loro 2003 202 Ala Tezenis Verona
Federico Zampini 1999 191 Playmaker Tezenis Verona

Le squadre di appartenenza fanno riferimento alla stagione 2025/2026.


NBA Play Off, The Finals: Rimonta Epica! Knicks a un passo dal titolo!

New York Knicks - San Antonio Spurs 107-106 (3-1) 

La partita più incredibile della storia della postseason. Forse la più incredibile di sempre. I Knicks vincono un match totalmente assurdo dopo essere stati sotto di 29 punti a 9’27’’ dalla fine del terzo quarto e non solo si regalano tre match-point, avanti 3-1 nella serie, ma danno l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che questo sembra davvero il loro anno. Assolutamente surreale quello che succede in un Garden che a fine primo tempo aveva addirittura fischiato la propria squadra tornata negli spogliatoi all’intervallo sotto di 27 lunghezze. Gli Spurs dopo un primo tempo spaziale, crollano nel modo più inaspettato nella ripresa, commettono errori in serie e alla fine subiscono la più grande rimonta nella storia delle Finals. Lo splendido tap-in di un grande Anunoby a un secondo dalla sirena manda all’inferno gli Spurs che così vanno ko in gara 4 107-106. 

Un match che i tifosi dei Knicks non dimenticheranno facilmente. Succede davvero di tutto in una gara che non potrebbe iniziare meglio per gli Spurs. Due falli rapidi di Towns scombussolano i piani di coach Brown, San Antonio poi gioca un primo tempo assolutamente straordinario. La palla si muove che è un piacere e le triple entrano con continuità. New York, invece, fatica e dopo pochi minuti è già sotto di 10 lunghezze. Harper e Vassell sono letali, Wemby fa il Wemby e i padroni di casa non trovano risposte, affondando sotto i colpi dei texani. Un match a senso unico ammutolisce il Garden con i Knicks incapaci di fare male all’attenta difesa di San Antonio. Gli Spurs chiudono addirittura in crescendo e al termine del primo tempo sono avanti di qualcosa come 27 lunghezze, dopo aver tirato con il 60% dal campo e con il 54% dalla lunga distanza. Il ritorno in Texas sul 2-2 sembra oramai scontato, gli Spurs toccano anche il +29 in apertura di terzo quarto poi però si mettono a giocare con una sufficienza folle. Wemby si vede fischiare un Flagrant-1 per una gomitata a Towns e la partita cambia di colpo. New York inizia a prendere fiducia ma soprattutto San Antonio diventa irriconoscibile in attacco. Le scelte cervellotiche di Fox aiutano la difesa newyorchese, Brunson si mette a segnare e di colpo i Knicks con 13 punti consecutivi provano a spaventare San Antonio. Wemby risponde ma altre due palle perse rocambolesche da parte di un Fox davvero disastroso ridanno fiducia ai Knicks che chiudono il terzo quarto in ritardo di 15 lunghezze. 

La montagna da scalare resta alta ma almeno qualche speranza i tifosi di New York la possono covare. San Antonio, poi, nella frazione finale decide di collaborare prendendo una serie di tiri complicati e se le triple fioccavano nel primo tempo, nella ripresa tutto diventa una Caporetto. Anunoby e Brunson prendono per mano i Knicks che piano piano rientrano nel match. Anche Wemby va in tilt, l’inerzia così passa tutta nelle mani dei Knicks. Il Garden diventa una bolgia, anche Alvarado si mette a segnare canestri importanti e nel modo più surreale con un parziale di 20-4 i padroni di casa passano a condurre, grazie alla giocata del solito Brunson a 1’22’’ dalla sirena. I liberi di Castle a 30’’ dalla fine riportano avanti San Antonio che riesce perfino a difendere con ordine sul fondamentale possesso dei Knicks, catturando con Fox il rimbalzo a 16’’ dalla fine. Basterebbe tenere palla e costringere New York al fallo ma per completare la folle serata newyorchese l’ex Kings decide, invece, di puntare il canestro e sfidare Anunoby il quale lo stoppa, regalando così ai Knicks un’altra possibilità. Una giocata veramente assurda che diventa il preludio per il canestro destinato a fare la storia del Garden. Brunson prova una complicata conclusione dalla lunga distanza, la palla va sul ferro ma Anunoby sfrutta il suo incredibile atletismo e produce il tap-in che fa esplodere l’arena newyorchese. Gli Spurs, dopo il timeout, non riescono nemmeno a trovare la conclusione, e incassano così un ko dal quale appare davvero difficile, se non impossibile, rialzarsi. I Knicks ora, dopo l’incredibile e insperato successo nel quarto match della serie, possono chiudere i conti già a San Antonio in gara 5 sabato. 


mercoledì 10 giugno 2026

UFFICIALE: Rieti firma Matteo Imbrò

La Sebastiani Rieti ha ingaggiato Matteo Imbrò, che si lega ai sabini fino al 30 Giugno 2028.
Nato ad Agrigento il 12 Febbraio 1994, è un play/guardia di 192 cm per 86 kg.
Lascia la Sicilia nel 2008 per trasferirsi a Siena dove, con la Virtus, vince uno scudetto Under 15 ed esordisce anche in prima squadra (vince una Coppa Italia LNP da MVP della manifestazione).
Nell'estate del 2011 lo prende la Virtus Bologna, dove termina la trafila giovanile (vince due scudetti Under 19) e, dal 2011 al 2015, gioca anche in pianta stabile in prima squadra.
Dal 2015 al 2017 gioca a Ferentino, quindi il trasferimento a Treviso, dove ha giocato dal 2017 al 2022, centrando una promozione in Serie A e vincendo una Coppa Italia LNP.
La stagione 2022/2023 l'ha iniziata a Verona, proseguita a Scafati e chiusa ad Agrigento, mentre nel 2023/2024 ha giocato a Trapani, dove ha centrato la promozione in Serie A.
Nel 2024/2025 è stato in forza alla Vuelle Pesaro, mentre nella scorsa stagione esperienza alla Fortitudo Bologna, dove ha prodotto 6.4 punti, 2 rimbalzi e 1.5 assist di media in A2.
Imbrò, Campione d'Europa Under 20 nel 2013 in Estonia, dal 2021 è nel giro della Nazionale Maggiore, con la quale ha disputato le qualificazioni ai Mondiali del 2023 (2 punti e 1 recupero di media). 

martedì 9 giugno 2026

UFFICIALE: Stefano Sacripanti è il nuovo allenatore dell'Urania Milano

Stefano Sacripanti è il nuovo allenatore dell'Urania Milano.
Nato a Cantù il 15 Maggio 1970, inizia ad allenare appena ventenne nelle giovanili della Pallacanestro Cantù, per poi diventare capo allenatore della prima squadra nell’autunno del 2000.
La prima esperienza canturina dura fino al 2007, vince la Supercoppa Italiana nel 2003, arriva in semifinale scudetto nel 2002 e in semifinale di Coppa Italia nel 2004 e nel 2005.
Dal 2007 al 2009 siede sulla panchina della Vuelle Pesaro (arriva in semifinale di Coppa Italia nel 2008 e ai Play Off nel 2009), poi l’avventura alla Juve Caserta.
Quattro stagioni all’ombra della Reggia, raggiunge una storica semifinale scudetto nel 2010, la stagione successiva arriva fino ai quarti di finale di Eurocup, per poi centrare due salvezze miracolose nei due campionati successivi.
Nell’estate del 2013 fa ritorno a Cantù, dove resta due stagioni centrando entrambe le volte i Play Off, da li il trasferimento ad Avellino, dove ha allenato per 3 campionati, centrando due semifinali scudetto, una finale di Europe Cup e una finale di Supercoppa Italiana.
La stagione 2018/2019 l’ha iniziata alla guida della Virtus Bologna, che lo esonera l’11 Marzo 2019: ha chiuso la sua esperienza bolognese con un record di 10 vittorie e 11 sconfitte in campionato e con la squadra portata agli ottavi di finale di Champions League.
Nell'Ottobre del 2019 sostituisce Gianluca Lulli alla guida della Ge.Vi. Napoli: la sua avventura in terra partenopea durerà fino al 14 Marzo 2022, quando viene esonerato con un record di 9 vittorie e 10 sconfitte.
La sua esperienza a Napoli gli vedrà centrare la promozione in Serie A nel 2021, corredata dalla vittoria della Coppa Italia LNP.
Nel Febbraio del 2023 sostituisce Attilio Caja sulla panchina della Givova Scafati: con un record di 5 vittorie e 6 sconfitte conduce i campani alla salvezza nel 2022/2023.
Inizia a Scafati anche nel 2023/2024, ma si dimette il 6 Dicembre 2023 causa problemi di salute, successivamente risolti.
Nel Giugno del 2024 fa ritorno a Pesaro, ma la sua esperienza si conclude il 10 Ottobre successivo, quandi si dimette in seguito a problemi di natura personale.
Torna in sella nella scorsa stagione, quando lo chiama Pistoia, in A2: viene esonerato lo scorso 24 Febbraio dopo uno score di 12 sconfitte in 13 partite.
Dal 2006 al 2016 Sacripanti è stato il Commissario Tecnico della Nazionale Under 20, con la quale è campione d’Europa, in Estonia, nel 2013, oltre ad aver vinto anche un bronzo nel 2007 e un argento nel 2011.
E’ stato assistente, nella Nazionale Maggiore, di Ettore Messina agli Europei del 2017.  

NBA Play Off, The Finals: Wemby Show e gli Spurs rialzano la testa!

New York Knicks - San Antonio Spurs 111-115 (2-1) 

La giornata cestistica più attesa dalla Grande Mela dal 1999 si chiude nel modo peggiore possibile per i tifosi che stavano vivendo un momento magico. Gli Spurs mostrano carattere, sfruttano la atipica inefficienza offensiva dei Knicks nell’ultimo quarto e riaprono la serie vincendo gara 3 115-111. L’incandescente New York, reduce da 13 successi consecutivi, trova quindi la sua prima sconfitta da gara 3 del primo turno di postseason contro gli Hawks. Wemby gioca alla grande e chiude con 32 punti, otto rimbalzi, sei assist e tre stoppate, trascinando San Antonio al fondamentale successo in trasferta che riporta le Finals in bilico sul 2-1 a favore di New York. Gara 4 giovedì mattina alle 2.30 ora italiana.

C’è anche Donald Trump ad assistere al primo match di Nba Finals a New York negli ultimi 27 anni, assieme a lui tantissime celebrity che affollano un Garden elettrico. Il Presidente americano non si accomoda a bordocampo, come faceva spesso a fine anni novanta quando era un habitué del Garden, ma per motivi di sicurezza resta in una suite. L’aria di festa che si respira nella Grande Mela però all’inizio frena i Knicks che partono contratti e perfino confusionari. Un paio di evitabili palle perse della squadra di casa danno un pizzico di fiducia in più agli Spurs che giocano davvero bene in attacco, cercando Wemby vicino a canestro e trovando ritmo dalla lunga distanza. San Antonio segna i primi sette punti del match poi arriva ben presto al vantaggio in doppia cifra. Due triple di Hart aiutano ma la squadra ospite difende bene, con gli arbitri che lasciano correre un basket fisico da ambedue le parti. I texani fanno male alla difesa dei Knicks non solo con Wemby ma anche con un ottimo Castle e a fine primo quarto sono avanti di 11.

Con Brunson in panchina all’inizio della seconda frazione ci pensa Anunoby a rinvigorire il Garden. Ancora una volta il secondo quarto diventa una Caporetto per gli Spurs troppo prevedibili in attacco e fragili in difesa. Un OG eccellente continua a dominare sui due lati del campo, Castle e Wemby non bastano a San Antonio, tradita da Fox. Anche Hart accelera, nel finale così i padroni di casa cambiano totalmente la direzione del match. I Knicks segnano gli ultimi otto punti del secondo periodo e vanno negli spogliatoi avanti di sette con gli Spurs a chiedersi come sia possibile un altro rallentamento del genere dopo un ottimo primo quarto.
Proprio come a inizio gara anche nei primi minuti del secondo tempo la squadra newyorchese incappa in evitabili turnover che risvegliano Wemby e compagni. Champagnie si fa sentire, San Antonio così apre la ripresa con un parziale di 10-4 che la rimette nel match non solo dal punto di vista del risultato ma anche psicologicamente. Anonuby resta una garanzia in attacco per gli Spurs e le giocate di Brunson sembrano poter rimettere le cose a posto per i Knicks. Wemby però va a segno dalla lunga distanza, Harper lo imita e San Antonio si rimette a correre. Il quarto fallo di Brunson a 4'59" dalla fine del terzo periodo scombussola i piani di coach Brown che è così costretto a riportarlo in panchina. I punti di Clarkson aiutano ma San Antonio ritrova brillantezza in attacco e chiude in crescendo, arrivando all’ultimo quarto avanti di una lunghezza.

Gli Spurs sono in fiducia, con Brunson in panchina e segnano otto dei primi 10 punti della frazione finale, arrivando al +7. Brunson rientra ma New York rischia di capitolare quando Wemby con una prodezza trova canestro dalla lunga distanza piu il fallo di Robinson. Il challenge della panchina newyorchese scova però un fallo sul lungo dei Knicks, dal possibile +11 si va dopo pochi secondi al +5 con il canestro di Brunson. Il Garden risponde ma l’attacco resta anemico per i padroni di casa che però possono contare sul "King of New York", Jalen Brunson. Le giocate dell’ex Villanova tengono lì i Knicks, Castle risponde ma la guardia dalla lunga distanza riporta i Knicks a -3 a 33" dalla sirena. La pressione, quindi, resta sulle spalle dei giovani Spurs, ci pensa però il veterano Fox, fino a quel momento deludente con un brutto 3/13 dal campo, a inventarsi il canestro del +5. Una tripla assurda di Anunoby poi costringe gli Spurs a vincere la partita della lunetta ma Castle non si scompone, fa 2/2 ai liberi e manda i titoli di coda sul match. Adesso la serie è viva con i Knicks avanti 2-1.

lunedì 8 giugno 2026

UFFICIALE: Livorno firma Giovanni Vildera

La Libertas Livorno ha ingaggiato Giovanni Vildera.
Nato a Montebelluna il 4 Marzo 1995, è un centro di 205 cm per 105 kg.
Giovanili divise tra Petrarca Padova e Reyer Venezia, l'esordio da senior avviene ad Omegna, dove gioca dal 2014 al 2016.
Dal 2016 al 2018 gioca a Siena, quindi Biella e Rieti ad anticipare l'esordio in Serie A, a Treviso, nel 2020/2021.
Nel 2021/2022 gioca a Ferrara, dal 2022 al 2024 ha giocato a Trieste, dove ottiene una promozione in Serie A, mentre nelle ultime due stagioni è stato in forza a Brindisi, e nella scorsa ha prodotto 10.5 punti, 6.2 rimbalzi e 1.3 assist di media in A2.

domenica 7 giugno 2026

UFFICIALE: Udine firma Nick McGlynn

La Apu Udine ha ingaggiato Nick McGlynn.
Nato a Stoughton (Wisconsin) il 6 Ottobre 1996, è un centro americano di 206 cm per 106 kg.
Prodotto di Drake University (127 partite dal 2015 al 2019, 8.7 punti, 5.1 rimbalzi, 1.1 stoppate e 1 assist di media), divide la sua prima stagione da professionista tra Lussemburgo e Austria.
Ancora Austria, poi Belgio e Polonia anticipano il 2024/2025: ha iniziato nuovamente in Polonia, al Dziki Varsavia, per poi chiudere in Grecia, nel Kolossos Rodi, mentre nella scorsa stagione ha giocato a Sassari, dove ha messo assieme 10.1 punti, 7 rimbalzi, 1.7 assist e 1 recupero di media in Europe Cup e 11.2 punti e 5.3 rimbalzi di media in Serie A.

LBA Play Off, Semifinali: Milano non sbaglia! Venezia da sballo!

Olimpia Milano - Germani Brescia 91-86 (3-1)

Milano torna in finale scudetto. Sarà il 23° atto finale della sua storia. Al Forum, in gara 4 finisce 91-86. Decisivo il 29/39 da 2 dell’Olimpia da 2 e il solito Brooks, autore di 18 punti (6/6 da 2). Non bastano 14 punti e 12 rimbalzi di Bilan alla Germani, che esce a testa altissima, avendo provato fino alla fine a lottare.
Appuntamento a giovedì 11 per la prima delle gare che assegnano il titolo. Milano dopo aver vinto Coppa Italia e Supercoppa in stagione potrebbe completare la prima tripletta della sua storia. 
Milano prende subito in mano le redini della gara. Gli uomini di Poeta sfruttano tutte le armi a loro disposizione, innescando LeDay in area e Shields, che punge in transizione, in uscita dai blocchi e favorendo i contropiedi di Ellis e Nebo. I padroni di casa toccano anche il +10 nel primo quarto. L’Olimpia trova continuità in area (14/18 da 2 a 20’) e, dopo un paio di fiammate di talento di Guduric, va anche a +12. Brescia non molla, nonostante le difficoltà dall’arco (1/10 al 20’) e le 6 palle perse. Con 11 punti di Bilan e l’11/11 in lunetta riesce a restare in scia (46-38 in favore dell’EA7 all’intervallo). 
Le transizioni di Milano, nate da una difesa molto aggressiva e da due palle perse di Ivanovic e Della Valle e da alcuni tiri sbagliati, stoppano sul nascere i tentativi di rimonta della Germani. I padroni di casa ritornano in doppia cifra di vantaggio. L’EA7 resta in controllo, pur sbagliando qualche tiro a cronometro fermo, che avrebbe potuto indirizzare il discorso già nel terzo periodo. In avvio di quarto periodo un paio di canestri di Brooks mettono definitivamente la partita nelle mani dell’Olimpia (73-59 al 32’). La squadra di Cotelli paga la differenza fisica con gli avversari e non riesce a creare vantaggi. Una penetrazione del solito Brooks regala a Milano il gioco da 3 punti che vale il +17. Nonostante qualche sussulto d’orgoglio della Leonessa, l’EA7 gestisce il vantaggio accumulato. Milano vince la partita e la serie e tornerà a giocarsi la finale scudetto. 

Reyer Venezia - Virtus Bologna 90-83 (3-1)

Bowman si accende subito coinvolgendo anche Tessitori nel pitturato, Hackett ed Edwards ribattono però realizzando delle importanti triple e un taglio di Niang annulla gli effetti di una tripla di Cole (8-8). Successivamente, Edwards si infiamma con altre due bombe a bersaglio, Venezia però è sul pezzo e realizza in area con Cole e soprattutto Parks, grande protagonista dall’angolo e in taglio, arginando così una sgasata di Niang in contropiede (19-18). Al termine del quarto, Morgan si iscrive al match con assist per Niang e tripla a bersaglio ma Candi con uno step-back e un recupero convertito in schiacciata di Wheatle chiudono gli equilibrati 10’ iniziali sul 24-23.
Successivamente, Morgan si carica l’Olidata sulle spalle con due super triple, un gioco da tre punti vincente e un assist per Diarra, facendo volare via i suoi sul 28-36. A seguito di un tap-in di Edwards per il +10 bianconero, Tessitori in area e una tripla di Cole dimezzano lo svantaggio per i lagunari ma Edwards e Diouf di potenza al ferro lasciano l’Olidata in controllo, prima che Tessitori e Cole dalla lunetta chiudano i 20’ iniziali sul 37-42.
Dopo una combinazione vincente tra Cole e Tessitori per il -3 locale, Niang si prende il proscenio con delle accelerazioni letali in combinata con Diouf, riallungando sul 41-51. Tessitori nel pitturato e un super alley-oop chiuso da Bowman lasciano comunque l’Umana sul pezzo e poi Niang continua nel suo show con il gioco da tre punti del 48-57. Con un ottimo Tessitori a rimbalzo, Venezia si riavvicina sul -4, l’asse Dos Santos-Diarra però ridà ossigeno ai bianconeri e poi lo scatenato Niang annulla gli effetti di un tap-in di Horton con la tripla del 57-66. Al termine del quarto, anche Smailagic si fa sentire con una tripla e i 30’ iniziali si chiudono sul massimo vantaggio Olidata (57-69).
Cole e Tessitori non fanno però mollare l’Umana con due bombe importanti ma Venezia fallisce alcuni tiri importanti e Hackett ne approfitta appoggiando in contropiede il 65-73 a poco più di 6’ dal termine. Con dei liberi e un gran gioco da tre punti di Diouf, successivamente, l’Olidata tiene a distanza sul +9, prima che una super penetrazione di Cole e un gran recupero di Tessitori riportino ancora l’Umana vicina, con Parks autore della bomba del 76-80 a meno di 3’ dal termine. Nonostante il 5° fallo fischiato a Tessitori lo costringa fuori dalla partita, Parks è ancora protagonista con la seconda bomba consecutiva e Bowman punisce l’errore di Hackett con l’appoggio dell’81-81 con 100” sul cronometro. A seguito di un timeout dell’Olidata, Edwards sbaglia un tiro, Parks è ancora protagonista con il tap-in del sorpasso, Morgan dalla lunetta pareggia ancora i conti ma Cole dall’arco sigla la super bomba dell’86-83 con 43” da giocare. Successivamente, Diarra commette un fallo in attacco, Parks allora dall’altra parte corregge un errore di Cole per il +5 locale e poi un errore di Edwards costringe l’Olidata alla resa. Finisce 90-83. 

sabato 6 giugno 2026

NBA Play Off, The Finals: New York resiste e vola sul 2-0!

San Antonio Spurs - New York Knicks 104-105 (0-2)

Un finale assolutamente incredibile premia il coraggio dei Knicks, che oramai sanno solo vincere. Brunson come al solito si fa trovare pronto, Wemby, invece, nell’ultimo minuto va in tilt e New York vince anche Gara 2 105-104, trovando così la 13ª vittoria consecutiva. Il primo titolo da 53 anni a questa parte adesso è davvero ad un passo.

Ci sono diversi tifosi newyorchesi sulle tribune del Frost Bank Centre (senza dubbio di più rispetto a gara 1) e si fanno sentire, gli Spurs però iniziano con grande energia. Pressione a tutto campo su Brunson e tanta aggressività. In attacco arrivano le triple di Champagnie a dare entusiasmo ai fan degli Spurs. Wemby non forza e San Antonio in attacco muove bene il pallone, Brunson però con un paio di magie tiene in partita i Knicks, almeno fino a quando non entra Harper, che anche in questo primo quarto lascia il segno sui due lati del campo. Con Wemby a prendere fiato in panchina e Robinson in campo, coach Johnson decide di giocarsi la carta del “Hack-a-Mitch”. Il lungo dei Knicks comunque limita i danni facendo 3/6 dalla lunetta. Nel finale però Fox si scrolla di dosso i troppi errori di gara-1 e con un paio di penetrazioni porta la squadra di casa al vantaggio in doppia cifra. Con Brunson in panchina all’inizio del secondo quarto a prendere per mano l’attacco dei Knicks ci pensa un ottimo Towns, che segna dal perimetro e poi va a lottare nella zona pitturata. La produzione di KAT è una manna per New York, che rimane in scia. A dare una mano ci si mette anche Castle che rimedia una evitabilissimo terzo fallo, sulla conclusione impossibile dalla lunga distanza di Alvarado, ed è costretto a tornare in panchina a otto minuti dall’intervallo. 

Brunson così rientra sul -3, una gran bella notizia per i Knicks. Bridges dall’angolo è una sentenza, New York così passa a condurre giocando peraltro a tratti anche una gran bella pallacanestro. Due brutti turnover di Wemby nel finale di tempo non aiutano la causa di San Antonio, Towns dalla lunga distanza punisce le distrazioni degli Spurs e così New York va negli spogliatoi all’intervallo avanti di quattro lunghezze. I Knicks vedono l’avversario traballare e partono con il miglior atteggiamento possibile nella ripresa. Grandissima difesa, poi le triple di Anunoby e Brunson regalano alla squadra ospite al vantaggio in doppia cifra. New York viaggia spedita ma due rapidi falli di un Towns devastante costringono Mike Brown a sostituire il suo lungo, che va in panchina con quattro falli a referto. Niente sembra scalfire questi Knicks, che accusano il colpo per un paio di minuti poi si rimettono a marciare con i canestri di un Bridges fondamentale il questa postseason. La squadra ospite tiene in mano il match e chiude il terzo quarto avanti 84-75. 

Diventa ora o mai più per gli Spurs, ma i Knicks non hanno nessuna intenzione di collaborare. La difesa resta devastante e in attacco New York trova punti fondamentali da parte dei suoi due panchinari Shamet e McBride. Nemmeno il quinto fallo di Hart a 7’45’’ dalla sirena scombussola i piani di coach Brown, gli ospiti giocano una pallacanestro spaziale, prendono anche parecchi rimbalzi in attacco e scappano al +14 a metà frazione. Gli Spurs sembrano sottoterra, ma contro tutti i pronostici risorgono. Fox prova a spingere i suoi, Wemby lo segue e di colpo San Antonio si mette a segnare con continuità. Ne viene fuori un incredibile parziale di 14-0 che pareggia il punteggio. I conti nel finale bisogna farli con Brunson, che anche stavolta si prende le luci della ribalta. Nei secondi finali succede di tutto. Il gioco da tre di Wemby riporta San Antonio al +2, ma Brunson con una magia pareggia i conti a 39’’ dalla fine. Palla a Wembanyama che, difeso da Robinson, decide di accontentarsi di un complicatissimo tiro dal perimetro che trova solo il ferro. Si va e arriva la giocata che decide il match. 

A produrla non sono i Knicks, ma Wemby: dopo aver catturato il rimbalzo difensivo a 13’’ dalla fine, invece di chiamare timeout porta palla e poi la serve a Castle che gli sta dando la schiena, Brunson la recupera e il francese completa la follia mandandolo in lunetta con un evitabile fallo. Il leader dei Knicks fa solo 1/2 ai liberi, San Antonio quindi ha un ultima possibilità per rientrare in una serie che altrimenti sarebbe segnata. Fox cerca il pertugio, poi serve Wemby sul perimetro: difeso da Robinson, prova a vincere con un tiro dalla media distanza, ma nemmeno stavolta la sua conclusione trova la retina. Niente da fare, i Knicks vincono anche questa e prendono pieno possesso di una serie che incredibilmente potrebbe anche concludersi a gara 4 al Garden. Gara 3 si gioca martedì alle 2.