PallacanestroPro
venerdì 12 giugno 2026
UFFICIALE: Livorno firma David Cournooh
Nato a Villafranca di Verona il 28 Luglio 1990, è un playmaker di 188 cm per 85 kg.
Prodotto del vivaio della Mens Sana Siena, con la quale esordisce in serie A e vince una Supercoppa Italiana, si fa le ossa in prestito alla Virtus Siena, poi Casale Monferrato, Ferrara, Imola e Fortitudo Bologna.
Scaduto il contratto con Siena firma a Brindisi, dove ha giocato dal 2014 al 2016, la stagione 2016/2017 l’ha iniziata a Pistoia per poi chiuderla a Cantù, dove ha giocato anche nel 2017/2018.
Dal 2018 al 2020 ha giocato nella Virtus Bologna (vince una Champions League), dal 2020 al 2022 ha giocato a Cremona, 2021/2022 che ha poi chiuso a Scafati, dove ha centrato la promozione in Serie A.
Nelle ultime 4 stagioni ha giocato a Brescia (vince una Coppa Italia), e in quella scorsa ha messo assieme 4.4 punti e 1 rimbalzo di media in Serie A.
Cournooh ha fatto parte della Nazionale Under 20 che si è classificata 4° agli Europei di categoria del 2009 in Grecia.
Ha anche fatto parte della Nazionale sperimentale che si è classificata quinta ai giochi del Mediterraneo di Mersin del 2013.
UFFICIALE: John Brown torna a Brescia
Nato a Jacksonville (Florida) il 28 Gennaio 1992, è un’ala/pivot americano di 203 cm per 100 kg.
Prodotto di High Point University (119 partite dal 2012 al 2016, 18.7 punti, 6.7 rimbalzi, 1.5 assist, 1.5 recuperi e 1.4 stoppate di media), ha speso la sua iniziale carriera post college in Italia.
Virtus Roma e Treviso prima di Brindisi, quindi l'approdo in Russia, all'Unics Kazan, dove ha giocato nel 2020/2021 (vince il premio di miglior difensore della VTB United League) e iniziato il 2021/2022, che ha poi chiuso proprio a Brescia.
Dal 2022 al 2024 ha giocato in Francia, nel Monaco (vince 2 Scudetti e una Coppa Nazionale), nel 2024/2025 è alla Stella Rossa (vince la Coppa di Serbia), nella scorsa stagione ha iniziato in Australia, ai South East Melbourne Phoenix (10.7 punti, 6.4 rimbalzi, 2.4 assist e 2.1 recuperi di media in NBL), per poi chiudere in Porto Rico, ai Santeros de Aguada (13 punti, 7.4 rimbalzi, 3.2 assist e 2.2 recuperi di media in BSN).
giovedì 11 giugno 2026
LBA Play Off, Finale Gara 1: Milano così è troppo facile!
Olimpia Milano - Reyer Venezia 100-80 (1-0)
L’energia della panchina. Il tiro da tre punti. La
difesa. Troppa Olimpia per la Reyer Venezia. Gara 1 della finale scudetto è
dell’Ea7. Finisce 100-80, finisce tanto a poco. Ricci e compagni ci mettono
sostanzialmente un quarto, il primo, per prendere il controllo della partita,
senza lasciarla più. Il quintetto iniziale di coach Poeta (Ellis, Brooks,
Shields, Leday, Nebo), indica la strada, 24-15 il parziale dei 10’ iniziali di
gara. Le riserve fanno il resto, a partire da Diop, per lui anche 6 rimbalzi, 4
assist e 28 di valutazione, ma anche Mannion, 4/4 dall’arco e 5 assist, in
aggiunta alla solidità di Guduric (6 assist) e Bolmaro.
Troppa Olimpia (sette vittorie e una sola sconfitta in
questi playoff) per l’Umana. Che non sia giornata, per la squadra allenata da
Neven Spahija, lo si nota subito, o quasi. L’unico a entrare in partita è
Tessitori (23,3 punti di media nelle ultime 3): segna 11 dei primi 15 a referto
dei suoi con 5/5 al tiro e una tripla segnata. I compagni invece sono limitati
dalla difesa dei padroni di casa a 2/12. Il successivo break di Milano,
micidiale, 16-1 tra primo e secondo quarto, scava un solco che non verrà più
riempito. Venezia non segna su azione per quasi 5’, l’Olimpia tocca il +21
senza mai forzare dall’arco (e si vede: 9/11 dopo 30’). Shields e compagni sono
avanti 54-37 all’intervallo, con percentuali quasi grottesche: 67% da due, 75%
da tre ma il 40% ai liberi. Venezia invece tira 11/30 su azione con 1/6 da tre.
Nella ripresa la reazione degli ospiti è tutta in un 6-0 di minibreak che
permette di ricucire fino a -13. Troppo poco. Mannion prima e Diop poi, sempre
loro, respingono la timida rimonta veneta. Gli americani orogranata finalmente
entrano in partita, l’attacco sembra meno contratto ma Milano risponde a ogni
canestro in scioltezza, sempre con tanti passaggi, pochi palleggi e tante
schiacciate (in tutto 8, Nebo inchioda 4 volte). L’ultimo quarto è una
passerella per l’Olimpia, che mica per niente fissa il definitivo massimo
vantaggio a +24 a 3’ dalla sirena con Brooks e Nebo in versione showtime. Per
la Reyer solo 8’ in campo per Valentine e 4’ per Nikolic. Per l'Ea7 invece
minutaggio ottimamente distribuito (il più impiegato è Nebo, 23’, Diop è quello
con meno minuti in campo con 15’). Se vuole cambiare il suo destino, a Venezia
serve una reazione. Che deve arrivare necessariamente tra 48 ore, per Gara 2,
sempre al Forum.
ItalBasket: i convocati in vista delle sfide a Islanda e Lituania
Luca Banchi, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, ha diramato la lista dei convocati in vista delle gare valide per le Qualificazioni ai Mondiali del 2027 contro Islanda (2 Luglio a Reykjavik) e Lituania (5 Luglio a Bologna).
Matteo Spagnolo 2003
193 Guardia Baskonia (Spagna)
Gabriele Procida 2002 200
Ala Real Madrid (Spagna)
Giordano Bortolani 2000 193
Guardia Acqua S. Bernardo Cantù
Francesco Ferrari 2005 205
Ala Olidata Virtus Bologna
Tommaso Baldasso 1998 192
Guardia Betram Tortona
Davide Casarin 2003 196
Guardia Ferramenta Vanoli Cremona
Guglielmo Caruso 1999 208
Ala/Centro Guerri Napoli
Matteo Librizzi 2002 181
Playmaker Openjobmetis Varese
Riccardo Rossato 1996 190
Guardia Unahotels Reggio Emilia
Luca Severini 1996 204 Ala
Unahotels Reggio Emilia
Giovanni Veronesi 1998 197
Guarda Ferramenta Vanoli Cremona
Nicola Akele 1995 203 Ala
Olidata Virtus Bologna
Sasha Grant 2002 201 Ala
Ferramenta Vanoli Cremona
Lorenzo Bucarelli 1998 198
Guardia Victoria Libertas Pesaro
Matteo Cavallero 2003 204
Guardia/Ala Wegreenit Milano
Giovanni Emejuru 2002 208
Centro Free Agent
Luca Possamai 2001 212
Centro Biemme Service Libertas Livorno
Atleti a disposizione:
Nico Mannion 2001
191 Playmaker EA7 Emporio Armani Milano
Leonardo Candi 1997 190
Playmaker/Guardia Umana Reyer Venezia
Stefano Tonut 1993 194
Guardia EA7 Emporio Armani Milano
Diego Flaccadori 1996 193
Playmaker EA7 Emporio Armani Milano
Darius Thompson 1995 192
Guardia Valencia (Spagna)
Amedeo Tessitori 1994 207
Centro Umana Reyer Venezia
Giampaolo Ricci 1991 202
Ala EA7 Emporio Armani Milano
Saliou Niang 2004 199 Ala
Olidata Virtus Bologna
Alessandro Lever 1998 208
Ala/Centro Umana Reyer Venezia
Luigi Suigo 2007 220 Centro
Mega Superbet Belgrado (Serbia)
Luca Vincini 2003 207
Ala/Centro Banco di Sardegna Sassari
Alessandro Bertini 2002 194
Ala Victoria Libertas Pesaro
Leonardo Bettiol 2002 206
Ala Univesity of Massachusetts (NCAA, Usa)
Emmanuel Innocenti 2004 196
Guardia Arizona State University (NCAA, Usa)
Andrea Loro 2003 202 Ala
Tezenis Verona
Federico Zampini 1999 191
Playmaker Tezenis Verona
Le squadre di appartenenza fanno riferimento alla
stagione 2025/2026.
NBA Play Off, The Finals: Rimonta Epica! Knicks a un passo dal titolo!
New York Knicks - San Antonio Spurs 107-106 (3-1)
La partita più incredibile della storia della
postseason. Forse la più incredibile di sempre. I Knicks vincono un match
totalmente assurdo dopo essere stati sotto di 29 punti a 9’27’’ dalla fine del
terzo quarto e non solo si regalano tre match-point, avanti 3-1 nella serie, ma
danno l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che questo
sembra davvero il loro anno. Assolutamente surreale quello che succede in un
Garden che a fine primo tempo aveva addirittura fischiato la propria squadra tornata
negli spogliatoi all’intervallo sotto di 27 lunghezze. Gli Spurs dopo un primo
tempo spaziale, crollano nel modo più inaspettato nella ripresa, commettono
errori in serie e alla fine subiscono la più grande rimonta nella storia delle
Finals. Lo splendido tap-in di un grande Anunoby a un secondo dalla sirena
manda all’inferno gli Spurs che così vanno ko in gara 4 107-106.
Un match che i tifosi dei Knicks non dimenticheranno
facilmente. Succede davvero di tutto in una gara che non potrebbe iniziare meglio
per gli Spurs. Due falli rapidi di Towns scombussolano i piani di coach Brown,
San Antonio poi gioca un primo tempo assolutamente straordinario. La palla si
muove che è un piacere e le triple entrano con continuità. New York, invece,
fatica e dopo pochi minuti è già sotto di 10 lunghezze. Harper e Vassell sono
letali, Wemby fa il Wemby e i padroni di casa non trovano risposte, affondando
sotto i colpi dei texani. Un match a senso unico ammutolisce il Garden con i
Knicks incapaci di fare male all’attenta difesa di San Antonio. Gli Spurs
chiudono addirittura in crescendo e al termine del primo tempo sono avanti di
qualcosa come 27 lunghezze, dopo aver tirato con il 60% dal campo e con il 54%
dalla lunga distanza. Il ritorno in Texas sul 2-2 sembra oramai scontato, gli
Spurs toccano anche il +29 in apertura di terzo quarto poi però si mettono a
giocare con una sufficienza folle. Wemby si vede fischiare un Flagrant-1 per
una gomitata a Towns e la partita cambia di colpo. New York inizia a prendere
fiducia ma soprattutto San Antonio diventa irriconoscibile in attacco. Le
scelte cervellotiche di Fox aiutano la difesa newyorchese, Brunson si mette a
segnare e di colpo i Knicks con 13 punti consecutivi provano a spaventare San
Antonio. Wemby risponde ma altre due palle perse rocambolesche da parte di un
Fox davvero disastroso ridanno fiducia ai Knicks che chiudono il terzo quarto
in ritardo di 15 lunghezze.
La montagna da scalare resta alta ma almeno qualche
speranza i tifosi di New York la possono covare. San Antonio, poi, nella
frazione finale decide di collaborare prendendo una serie di tiri complicati e
se le triple fioccavano nel primo tempo, nella ripresa tutto diventa una
Caporetto. Anunoby e Brunson prendono per mano i Knicks che piano piano
rientrano nel match. Anche Wemby va in tilt, l’inerzia così passa tutta nelle
mani dei Knicks. Il Garden diventa una bolgia, anche Alvarado si mette a
segnare canestri importanti e nel modo più surreale con un parziale di 20-4 i
padroni di casa passano a condurre, grazie alla giocata del solito Brunson a
1’22’’ dalla sirena. I liberi di Castle a 30’’ dalla fine riportano avanti San
Antonio che riesce perfino a difendere con ordine sul fondamentale possesso dei
Knicks, catturando con Fox il rimbalzo a 16’’ dalla fine. Basterebbe tenere
palla e costringere New York al fallo ma per completare la folle serata
newyorchese l’ex Kings decide, invece, di puntare il canestro e sfidare Anunoby
il quale lo stoppa, regalando così ai Knicks un’altra possibilità. Una giocata
veramente assurda che diventa il preludio per il canestro destinato a fare la
storia del Garden. Brunson prova una complicata conclusione dalla lunga
distanza, la palla va sul ferro ma Anunoby sfrutta il suo incredibile atletismo
e produce il tap-in che fa esplodere l’arena newyorchese. Gli Spurs, dopo il
timeout, non riescono nemmeno a trovare la conclusione, e incassano così un ko
dal quale appare davvero difficile, se non impossibile, rialzarsi. I Knicks
ora, dopo l’incredibile e insperato successo nel quarto match della serie,
possono chiudere i conti già a San Antonio in gara 5 sabato.
mercoledì 10 giugno 2026
UFFICIALE: Rieti firma Matteo Imbrò
Nato ad Agrigento il 12 Febbraio 1994, è un play/guardia di 192 cm per 86 kg.
Lascia la Sicilia nel 2008 per trasferirsi a Siena dove, con la Virtus, vince uno scudetto Under 15 ed esordisce anche in prima squadra (vince una Coppa Italia LNP da MVP della manifestazione).
Nell'estate del 2011 lo prende la Virtus Bologna, dove termina la trafila giovanile (vince due scudetti Under 19) e, dal 2011 al 2015, gioca anche in pianta stabile in prima squadra.
Dal 2015 al 2017 gioca a Ferentino, quindi il trasferimento a Treviso, dove ha giocato dal 2017 al 2022, centrando una promozione in Serie A e vincendo una Coppa Italia LNP.
La stagione 2022/2023 l'ha iniziata a Verona, proseguita a Scafati e chiusa ad Agrigento, mentre nel 2023/2024 ha giocato a Trapani, dove ha centrato la promozione in Serie A.
Nel 2024/2025 è stato in forza alla Vuelle Pesaro, mentre nella scorsa stagione esperienza alla Fortitudo Bologna, dove ha prodotto 6.4 punti, 2 rimbalzi e 1.5 assist di media in A2.
Imbrò, Campione d'Europa Under 20 nel 2013 in Estonia, dal 2021 è nel giro della Nazionale Maggiore, con la quale ha disputato le qualificazioni ai Mondiali del 2023 (2 punti e 1 recupero di media).
martedì 9 giugno 2026
UFFICIALE: Stefano Sacripanti è il nuovo allenatore dell'Urania Milano
Stefano Sacripanti è il nuovo allenatore dell'Urania Milano.
Nato a Cantù il 15 Maggio 1970, inizia ad allenare appena ventenne nelle giovanili della Pallacanestro Cantù, per poi diventare capo allenatore della prima squadra nell’autunno del 2000.
La prima esperienza canturina dura fino al 2007, vince la Supercoppa Italiana nel 2003, arriva in semifinale scudetto nel 2002 e in semifinale di Coppa Italia nel 2004 e nel 2005.
Dal 2007 al 2009 siede sulla panchina della Vuelle Pesaro (arriva in semifinale di Coppa Italia nel 2008 e ai Play Off nel 2009), poi l’avventura alla Juve Caserta.
Quattro stagioni all’ombra della Reggia, raggiunge una storica semifinale scudetto nel 2010, la stagione successiva arriva fino ai quarti di finale di Eurocup, per poi centrare due salvezze miracolose nei due campionati successivi.
Nell’estate del 2013 fa ritorno a Cantù, dove resta due stagioni centrando entrambe le volte i Play Off, da li il trasferimento ad Avellino, dove ha allenato per 3 campionati, centrando due semifinali scudetto, una finale di Europe Cup e una finale di Supercoppa Italiana.
La stagione 2018/2019 l’ha iniziata alla guida della Virtus Bologna, che lo esonera l’11 Marzo 2019: ha chiuso la sua esperienza bolognese con un record di 10 vittorie e 11 sconfitte in campionato e con la squadra portata agli ottavi di finale di Champions League.
Nell'Ottobre del 2019 sostituisce Gianluca Lulli alla guida della Ge.Vi. Napoli: la sua avventura in terra partenopea durerà fino al 14 Marzo 2022, quando viene esonerato con un record di 9 vittorie e 10 sconfitte.
La sua esperienza a Napoli gli vedrà centrare la promozione in Serie A nel 2021, corredata dalla vittoria della Coppa Italia LNP.
Nel Febbraio del 2023 sostituisce Attilio Caja sulla panchina della Givova Scafati: con un record di 5 vittorie e 6 sconfitte conduce i campani alla salvezza nel 2022/2023.
Inizia a Scafati anche nel 2023/2024, ma si dimette il 6 Dicembre 2023 causa problemi di salute, successivamente risolti.
Nel Giugno del 2024 fa ritorno a Pesaro, ma la sua esperienza si conclude il 10 Ottobre successivo, quandi si dimette in seguito a problemi di natura personale.
Torna in sella nella scorsa stagione, quando lo chiama Pistoia, in A2: viene esonerato lo scorso 24 Febbraio dopo uno score di 12 sconfitte in 13 partite.
Dal 2006 al 2016 Sacripanti è stato il Commissario Tecnico della Nazionale Under 20, con la quale è campione d’Europa, in Estonia, nel 2013, oltre ad aver vinto anche un bronzo nel 2007 e un argento nel 2011.
E’ stato assistente, nella Nazionale Maggiore, di Ettore Messina agli Europei del 2017.
NBA Play Off, The Finals: Wemby Show e gli Spurs rialzano la testa!
New York Knicks - San Antonio Spurs 111-115 (2-1)
La giornata cestistica più attesa dalla Grande Mela
dal 1999 si chiude nel modo peggiore possibile per i tifosi che stavano vivendo
un momento magico. Gli Spurs mostrano carattere, sfruttano la atipica
inefficienza offensiva dei Knicks nell’ultimo quarto e riaprono la serie
vincendo gara 3 115-111. L’incandescente New York, reduce da 13 successi
consecutivi, trova quindi la sua prima sconfitta da gara 3 del primo turno di
postseason contro gli Hawks. Wemby gioca alla grande e chiude con 32 punti,
otto rimbalzi, sei assist e tre stoppate, trascinando San Antonio al
fondamentale successo in trasferta che riporta le Finals in bilico sul 2-1 a
favore di New York. Gara 4 giovedì mattina alle 2.30 ora italiana.
C’è anche Donald Trump ad assistere al primo match di
Nba Finals a New York negli ultimi 27 anni, assieme a lui tantissime celebrity
che affollano un Garden elettrico. Il Presidente americano non si accomoda a
bordocampo, come faceva spesso a fine anni novanta quando era un habitué del
Garden, ma per motivi di sicurezza resta in una suite. L’aria di festa che si
respira nella Grande Mela però all’inizio frena i Knicks che partono contratti
e perfino confusionari. Un paio di evitabili palle perse della squadra di casa
danno un pizzico di fiducia in più agli Spurs che giocano davvero bene in
attacco, cercando Wemby vicino a canestro e trovando ritmo dalla lunga
distanza. San Antonio segna i primi sette punti del match poi arriva ben presto
al vantaggio in doppia cifra. Due triple di Hart aiutano ma la squadra ospite
difende bene, con gli arbitri che lasciano correre un basket fisico da ambedue
le parti. I texani fanno male alla difesa dei Knicks non solo con Wemby ma
anche con un ottimo Castle e a fine primo quarto sono avanti di 11.
Con Brunson in panchina all’inizio della seconda
frazione ci pensa Anunoby a rinvigorire il Garden. Ancora una volta il secondo
quarto diventa una Caporetto per gli Spurs troppo prevedibili in attacco e
fragili in difesa. Un OG eccellente continua a dominare sui due lati del campo,
Castle e Wemby non bastano a San Antonio, tradita da Fox. Anche Hart accelera,
nel finale così i padroni di casa cambiano totalmente la direzione del match. I
Knicks segnano gli ultimi otto punti del secondo periodo e vanno negli
spogliatoi avanti di sette con gli Spurs a chiedersi come sia possibile un
altro rallentamento del genere dopo un ottimo primo quarto.
Proprio come a inizio gara anche nei primi minuti del secondo tempo la squadra
newyorchese incappa in evitabili turnover che risvegliano Wemby e compagni.
Champagnie si fa sentire, San Antonio così apre la ripresa con un parziale di
10-4 che la rimette nel match non solo dal punto di vista del risultato ma
anche psicologicamente. Anonuby resta una garanzia in attacco per gli Spurs e
le giocate di Brunson sembrano poter rimettere le cose a posto per i Knicks.
Wemby però va a segno dalla lunga distanza, Harper lo imita e San Antonio si
rimette a correre. Il quarto fallo di Brunson a 4'59" dalla fine del terzo
periodo scombussola i piani di coach Brown che è così costretto a riportarlo in
panchina. I punti di Clarkson aiutano ma San Antonio ritrova brillantezza in
attacco e chiude in crescendo, arrivando all’ultimo quarto avanti di una
lunghezza.
lunedì 8 giugno 2026
UFFICIALE: Livorno firma Giovanni Vildera
Nato a Montebelluna il 4 Marzo 1995, è un centro di 205 cm per 105 kg.
Giovanili divise tra Petrarca Padova e Reyer Venezia, l'esordio da senior avviene ad Omegna, dove gioca dal 2014 al 2016.
Dal 2016 al 2018 gioca a Siena, quindi Biella e Rieti ad anticipare l'esordio in Serie A, a Treviso, nel 2020/2021.
Nel 2021/2022 gioca a Ferrara, dal 2022 al 2024 ha giocato a Trieste, dove ottiene una promozione in Serie A, mentre nelle ultime due stagioni è stato in forza a Brindisi, e nella scorsa ha prodotto 10.5 punti, 6.2 rimbalzi e 1.3 assist di media in A2.
domenica 7 giugno 2026
UFFICIALE: Udine firma Nick McGlynn
Nato a Stoughton (Wisconsin) il 6 Ottobre 1996, è un centro americano di 206 cm per 106 kg.
Prodotto di Drake University (127 partite dal 2015 al 2019, 8.7 punti, 5.1 rimbalzi, 1.1 stoppate e 1 assist di media), divide la sua prima stagione da professionista tra Lussemburgo e Austria.
Ancora Austria, poi Belgio e Polonia anticipano il 2024/2025: ha iniziato nuovamente in Polonia, al Dziki Varsavia, per poi chiudere in Grecia, nel Kolossos Rodi, mentre nella scorsa stagione ha giocato a Sassari, dove ha messo assieme 10.1 punti, 7 rimbalzi, 1.7 assist e 1 recupero di media in Europe Cup e 11.2 punti e 5.3 rimbalzi di media in Serie A.
LBA Play Off, Semifinali: Milano non sbaglia! Venezia da sballo!
Olimpia Milano - Germani Brescia 91-86 (3-1)
Milano torna in finale scudetto. Sarà il 23° atto finale della sua
storia. Al Forum, in gara 4 finisce 91-86. Decisivo il 29/39 da 2 dell’Olimpia
da 2 e il solito Brooks, autore di 18 punti (6/6 da 2). Non bastano 14 punti e
12 rimbalzi di Bilan alla Germani, che esce a testa altissima, avendo provato
fino alla fine a lottare.
Appuntamento a giovedì 11 per la prima delle gare che assegnano il titolo.
Milano dopo aver vinto Coppa Italia e Supercoppa in stagione potrebbe
completare la prima tripletta della sua storia.
Milano prende subito in mano le redini della gara. Gli uomini di Poeta sfruttano
tutte le armi a loro disposizione, innescando LeDay in area e Shields, che
punge in transizione, in uscita dai blocchi e favorendo i contropiedi di Ellis
e Nebo. I padroni di casa toccano anche il +10 nel primo quarto. L’Olimpia
trova continuità in area (14/18 da 2 a 20’) e, dopo un paio di fiammate di
talento di Guduric, va anche a +12. Brescia non molla, nonostante le difficoltà
dall’arco (1/10 al 20’) e le 6 palle perse. Con 11 punti di Bilan e l’11/11 in
lunetta riesce a restare in scia (46-38 in favore dell’EA7
all’intervallo).
Le transizioni di Milano, nate da una difesa molto aggressiva e da due palle
perse di Ivanovic e Della Valle e da alcuni tiri sbagliati, stoppano sul
nascere i tentativi di rimonta della Germani. I padroni di casa ritornano in
doppia cifra di vantaggio. L’EA7 resta in controllo, pur sbagliando qualche
tiro a cronometro fermo, che avrebbe potuto indirizzare il discorso già nel
terzo periodo. In avvio di quarto periodo un paio di canestri di Brooks mettono
definitivamente la partita nelle mani dell’Olimpia (73-59 al 32’). La squadra
di Cotelli paga la differenza fisica con gli avversari e non riesce a creare
vantaggi. Una penetrazione del solito Brooks regala a Milano il gioco da 3
punti che vale il +17. Nonostante qualche sussulto d’orgoglio della Leonessa,
l’EA7 gestisce il vantaggio accumulato. Milano vince la partita e la serie e
tornerà a giocarsi la finale scudetto.
Reyer Venezia - Virtus Bologna 90-83 (3-1)
Bowman si accende subito coinvolgendo anche Tessitori
nel pitturato, Hackett ed Edwards ribattono però realizzando delle importanti
triple e un taglio di Niang annulla gli effetti di una tripla di Cole (8-8).
Successivamente, Edwards si infiamma con altre due bombe a bersaglio, Venezia
però è sul pezzo e realizza in area con Cole e soprattutto Parks, grande
protagonista dall’angolo e in taglio, arginando così una sgasata di Niang in
contropiede (19-18). Al termine del quarto, Morgan si iscrive al match con assist
per Niang e tripla a bersaglio ma Candi con uno step-back e un recupero
convertito in schiacciata di Wheatle chiudono gli equilibrati 10’ iniziali sul
24-23.
Successivamente, Morgan si carica l’Olidata sulle spalle con due super triple,
un gioco da tre punti vincente e un assist per Diarra, facendo volare via i
suoi sul 28-36. A seguito di un tap-in di Edwards per il +10 bianconero,
Tessitori in area e una tripla di Cole dimezzano lo svantaggio per i lagunari
ma Edwards e Diouf di potenza al ferro lasciano l’Olidata in controllo, prima
che Tessitori e Cole dalla lunetta chiudano i 20’ iniziali sul 37-42.
Dopo una combinazione vincente tra Cole e Tessitori per il -3 locale, Niang si
prende il proscenio con delle accelerazioni letali in combinata con Diouf,
riallungando sul 41-51. Tessitori nel pitturato e un super alley-oop chiuso da
Bowman lasciano comunque l’Umana sul pezzo e poi Niang continua nel suo show
con il gioco da tre punti del 48-57. Con un ottimo Tessitori a rimbalzo,
Venezia si riavvicina sul -4, l’asse Dos Santos-Diarra però ridà ossigeno ai
bianconeri e poi lo scatenato Niang annulla gli effetti di un tap-in di Horton
con la tripla del 57-66. Al termine del quarto, anche Smailagic si fa sentire
con una tripla e i 30’ iniziali si chiudono sul massimo vantaggio Olidata
(57-69).
Cole e Tessitori non fanno però mollare l’Umana con due bombe importanti ma
Venezia fallisce alcuni tiri importanti e Hackett ne approfitta appoggiando in
contropiede il 65-73 a poco più di 6’ dal termine. Con dei liberi e un gran
gioco da tre punti di Diouf, successivamente, l’Olidata tiene a distanza sul
+9, prima che una super penetrazione di Cole e un gran recupero di Tessitori
riportino ancora l’Umana vicina, con Parks autore della bomba del 76-80 a meno
di 3’ dal termine. Nonostante il 5° fallo fischiato a Tessitori lo costringa
fuori dalla partita, Parks è ancora protagonista con la seconda bomba
consecutiva e Bowman punisce l’errore di Hackett con l’appoggio dell’81-81 con
100” sul cronometro. A seguito di un timeout dell’Olidata, Edwards sbaglia un
tiro, Parks è ancora protagonista con il tap-in del sorpasso, Morgan dalla
lunetta pareggia ancora i conti ma Cole dall’arco sigla la super bomba
dell’86-83 con 43” da giocare. Successivamente, Diarra commette un fallo in
attacco, Parks allora dall’altra parte corregge un errore di Cole per il +5
locale e poi un errore di Edwards costringe l’Olidata alla resa. Finisce 90-83.
sabato 6 giugno 2026
NBA Play Off, The Finals: New York resiste e vola sul 2-0!
San Antonio Spurs - New York Knicks 104-105 (0-2)
Un finale assolutamente incredibile premia il coraggio
dei Knicks, che oramai sanno solo vincere. Brunson come al solito si fa trovare
pronto, Wemby, invece, nell’ultimo minuto va in tilt e New York vince anche
Gara 2 105-104, trovando così la 13ª vittoria consecutiva. Il primo titolo da
53 anni a questa parte adesso è davvero ad un passo.
Ci sono diversi tifosi newyorchesi sulle tribune del
Frost Bank Centre (senza dubbio di più rispetto a gara 1) e si fanno sentire,
gli Spurs però iniziano con grande energia. Pressione a tutto campo su Brunson
e tanta aggressività. In attacco arrivano le triple di Champagnie a dare
entusiasmo ai fan degli Spurs. Wemby non forza e San Antonio in attacco muove
bene il pallone, Brunson però con un paio di magie tiene in partita i Knicks,
almeno fino a quando non entra Harper, che anche in questo primo quarto lascia
il segno sui due lati del campo. Con Wemby a prendere fiato in panchina e
Robinson in campo, coach Johnson decide di giocarsi la carta del
“Hack-a-Mitch”. Il lungo dei Knicks comunque limita i danni facendo 3/6 dalla
lunetta. Nel finale però Fox si scrolla di dosso i troppi errori di gara-1 e
con un paio di penetrazioni porta la squadra di casa al vantaggio in doppia
cifra. Con Brunson in panchina all’inizio del secondo quarto a prendere per
mano l’attacco dei Knicks ci pensa un ottimo Towns, che segna dal perimetro e
poi va a lottare nella zona pitturata. La produzione di KAT è una manna per New
York, che rimane in scia. A dare una mano ci si mette anche Castle che rimedia
una evitabilissimo terzo fallo, sulla conclusione impossibile dalla lunga
distanza di Alvarado, ed è costretto a tornare in panchina a otto minuti
dall’intervallo.
Brunson così rientra sul -3, una gran bella notizia
per i Knicks. Bridges dall’angolo è una sentenza, New York così passa a
condurre giocando peraltro a tratti anche una gran bella pallacanestro. Due
brutti turnover di Wemby nel finale di tempo non aiutano la causa di San
Antonio, Towns dalla lunga distanza punisce le distrazioni degli Spurs e così
New York va negli spogliatoi all’intervallo avanti di quattro lunghezze. I
Knicks vedono l’avversario traballare e partono con il miglior atteggiamento
possibile nella ripresa. Grandissima difesa, poi le triple di Anunoby e Brunson
regalano alla squadra ospite al vantaggio in doppia cifra. New York viaggia
spedita ma due rapidi falli di un Towns devastante costringono Mike Brown a
sostituire il suo lungo, che va in panchina con quattro falli a referto. Niente
sembra scalfire questi Knicks, che accusano il colpo per un paio di minuti poi
si rimettono a marciare con i canestri di un Bridges fondamentale il questa
postseason. La squadra ospite tiene in mano il match e chiude il terzo quarto
avanti 84-75.
Diventa ora o mai più per gli Spurs, ma i Knicks non
hanno nessuna intenzione di collaborare. La difesa resta devastante e in
attacco New York trova punti fondamentali da parte dei suoi due panchinari
Shamet e McBride. Nemmeno il quinto fallo di Hart a 7’45’’ dalla sirena
scombussola i piani di coach Brown, gli ospiti giocano una pallacanestro
spaziale, prendono anche parecchi rimbalzi in attacco e scappano al +14 a metà
frazione. Gli Spurs sembrano sottoterra, ma contro tutti i pronostici
risorgono. Fox prova a spingere i suoi, Wemby lo segue e di colpo San Antonio
si mette a segnare con continuità. Ne viene fuori un incredibile parziale di
14-0 che pareggia il punteggio. I conti nel finale bisogna farli con Brunson,
che anche stavolta si prende le luci della ribalta. Nei secondi finali succede
di tutto. Il gioco da tre di Wemby riporta San Antonio al +2, ma Brunson con
una magia pareggia i conti a 39’’ dalla fine. Palla a Wembanyama che, difeso da
Robinson, decide di accontentarsi di un complicatissimo tiro dal perimetro che
trova solo il ferro. Si va e arriva la giocata che decide il match.
A produrla non sono i Knicks, ma Wemby: dopo aver catturato il rimbalzo difensivo a 13’’ dalla fine, invece di chiamare timeout porta palla e poi la serve a Castle che gli sta dando la schiena, Brunson la recupera e il francese completa la follia mandandolo in lunetta con un evitabile fallo. Il leader dei Knicks fa solo 1/2 ai liberi, San Antonio quindi ha un ultima possibilità per rientrare in una serie che altrimenti sarebbe segnata. Fox cerca il pertugio, poi serve Wemby sul perimetro: difeso da Robinson, prova a vincere con un tiro dalla media distanza, ma nemmeno stavolta la sua conclusione trova la retina. Niente da fare, i Knicks vincono anche questa e prendono pieno possesso di una serie che incredibilmente potrebbe anche concludersi a gara 4 al Garden. Gara 3 si gioca martedì alle 2.
giovedì 4 giugno 2026
UFFICIALE: Luca Vitali è il nuovo allenatore di Sassari
Luca Vitali è il nuovo allenatore della Dinamo Sassari.
Nato a San Giorgio di Piano il 9 Maggio 1986, dopo una carriera da giocatore durata 22 anni inizia ad allenare, e lo fa a Cremona, nella passata stagione, dove è assistente di Pierluigi Brotto sulla panchina della Vanoli, con la squadra che chiude all'11° posto in Serie A centrando la salvezza.
LBA Play Off, Semifinali: Devastante Milano! Virtus spalle al muro!
Olimpia Milano - Germani Brescia 93-68 (2-1)
Terzo quarto senza storia e Milano si porta sul 2-1 contro Brescia,
battuta 93-68 e si replica, in gara 4 sempre al Forum tra 48 ore, in palio c'è
la quinta finale Lba negli ultimi sei anni. Un parziale che non lascia scampo
alla Leonessa: 23-10, ma è decisivo il break Olimpia 17-3 tra il 24’ e la
sirena di fine periodo con protagonisti Ellis-Brooks-Shields-Leday-Nebo.
L’equilibrio aveva regnato nel primo tempo: 44-43 all’intervallo (e per Brescia
oltre il danno la beffa, con l'infortunio occorso a Burnell nel primo tempo e
mai più visto in campo), poi il quintetto scelto da coach Poeta accende il
turbo non solo sul fronte offensivo (Milano chiuderà con il 59% da due), ma
dominando anche a rimbalzo e alzando l'intensità in difesa. Il risultato è +14
dopo 30', massimo vantaggio che diventa +25 nell'ultimo quarto grazie anche
all'energia di Bolmaro, che si prende la scena dopo esser rimasto a lungo in
panchina.
In attacco on fire Shields sin dalla palla a due (i primi 8 punti dell’Ea7
portano la sua firma), con lui Mannion, 10 a referto di cui 8 di fila nel
secondo quarto. Bene Nebo, 12 rimbalzi e come in gara 1 difesa forte su Bilan:
il croato trova il primo canestro a inizio secondo tempo e chiude con 1/10 al
tiro e solo 3 rimbalzi. Brescia, con Massinburg al posto di Nunn, tiene per 24’
grazie a un buon Della Valle (9/9 dalla lunetta) e alla solidità di Ndour (5/9
al tiro, 5 rimbalzi e 3 stoppate). Poi, come detto, il crollo negli ultimi 16’
per un parziale che dice tutto: 40-18.
Reyer Venezia - Virtus Bologna 89-85 (2-1)
Non bastano 30’ minuti in vantaggio e un Edwards da 31
punti (8/13 da 3) alla Virtus per battere Venezia, che vince 89-85. Trascinata
da Tessitori, che chiude in doppia doppia, 22 punti (massimo in carriera in
Serie A) e 10 rimbalzi, la Reyer si procura il match point per la finale
scudetto. Decisivo il quarto periodo da 30 punti 4/6 da 3) che indirizza la
gara. Ottime anche le prove di Bowman (7 punti) e Parks (15). Sabato sera gli
orogranata potranno provare a chiudere in casa la serie.
La Virtus parte fortissimo al Taliercio, facendo subito capire di volersi
guadagnare il match point per andare a difendere il titolo vinto lo scorso
anno. Edwards è ancora caldissimo da gara 2 e firma un primo tempo pazzesco (19
punti, 5/6 da 3 al 20’). Bologna chiude il primo quarto a quota 28 punti,
toccando il +12 al 10’ dopo i canestri di Ferrari, Smailagic e del solito
Edwards. Nel secondo periodo, la Reyer reagisce, sfruttando l’energia di
capitan Tessitori (14 punti e 9 rimbalzi all’intervallo) e qualche accorgimento
di Spahija, che, sfruttando il pick and roll, consente ai suoi di avvicinarsi a
canestro. Gli orogranata hanno però un problema dall’arco (2/12 al 20’). Le
triple di Bowman e Wiltjer sbloccano i padroni di casa dai 6,75 e valgono la
parità quota 40, prima che, in una manciata di secondi, la Virtus confezioni un
5-0, grazie ai canestri di Edwards e Dos Santos (40-45 all’intervallo
lungo).
I lagunari approfittano di qualche palla persa degli avversari (6 nel terzo
periodo) per distendersi in transizione e piazzare un 7-0 che regala loro il
vantaggio. Bologna però si riassesta, segnando con Niang ed Edwards e il match
resta punto a punto. Il doppio play di Venezia, continua a funzionare, come già
successo nel primo tempo. Candi mette pressione sulla palla, Cole crea con la
palla in mano. La Reyer piazza un break di 8-0, sublimato dalla schiacciata di
Tessitori (69-63 al 32’). Nel quarto quarto, dopo una review, Hackett viene
espulso per una testata a Candi, che dalla lunetta firma il +10. La Virtus
però, in transizione e sfruttando le triple dei soliti Edwards e Niang e i
canestri interni di Diouf, risale fino al -3 (81-78 al 36’). Nell’ultimo minuto
un paio di canestri in penetrazione di Bowman decidono la gara. Bologna sbaglia
più volte il tiro del -1 ma non basta. Il match point è nelle mani di Venezia.
UFFICIALE: Franco Ciani è il nuovo allenatore di Pistoia
Franco Ciani è il nuovo allenatore della Estra Pistoia.
Nato a Udine il 24 Marzo 1961, dopo un periodo di formazione nella città natale ottiene subito il primo incarico in una squadra senior, a Cividale del Friuli, dove allena dal 1987 al 1990 ottenendo una promozione in serie C.
Nel 1990/1991 è assistente ad Avellino, idem la stagione successiva a Padova, con un anno da capo allenatore a Fidenza ad intervallare altre due esperienze da assistente, a Firenze e Vicenza.
Nell’estate del 1996 Fabrizio Frates lo vuole come suo assistente diretto a Gorizia, esperienza che dura fino al 1999 con tanto di promozione in serie A nel 1998.
Nel 1999/2000 vive la sua prima avventura da capo allenatore in serie A, ottenendo una buona salvezza a Cantù, esperienza che terminerà all’inizio della stagione successiva, quando viene esonerato dopo un iniziale record di una vittoria e 10 sconfitte.
Nel 2001/2002 inizia in A2, a Rimini, ma anche qui viene esonerato, quindi accetta la panchina di Sassari, dove resta dal 2002 al 2004 ottenendo la promozione in A2 al primo colpo.
Nel 2004/2005 è ancora B1, a Casale Monferrato, ed è ancora promozione in A2 al primo colpo.
Torna, quindi, in serie A nel 2006/2007, a Livorno, ma viene esonerato dopo 15 partite (4 vinte e 11 perse).
Dal 2007 al 2009 torna ad allenare in serie B, ad Osimo, nel 2009/2010 scende addirittura in B2, a Massafra, dove centra la promozione in B1.
Nell’estate del 2011 è Agrigento ad affidargli la panchina, e questa sarà l’esperienza della sua vita, visto che durerà ben 8 anni.
Al primo colpo è subito promozione in B1 e vittoria della Coppa Italia LNP, nel 2013/2014 ottiene la storica promozione in A2 e, nella stagione successiva, da neopromossa, la squadra arriva fino alla finale Play Off, persa solo a gara 5 contro Torino. Dopo altri tre campionati, con i siculi sempre ai Play Off, nel 2018/2019 la squadra non è riuscita a disputare la post season, accontentandosi della salvezza.
Nel Giugno del 2019 accetta la chiamata di Montegranaro, ma viene esonerato a Dicembre causa 11 sconfitte nelle prime 18 partite.
Nel 2020/2021 approda a Trieste, dove è primo assistente di Eugenio Dalmasson: la squadra si classifica al 7° posto in Regular Season e viene eliminata al primo turno dei Play Off.
Nel 2021/2022 prende il testimone di Dalmasson alla guida della prima squadra, portandola ad un passo dai Play Off, persi solo all'ultima giornata (9° posto finale in classifica).
Dal 2022 al 2024 ha allenato la Reale Mutua Torino, sfiorando la promozione in Serie A nel 2023 (perde la finale Play Off contro Pistoia) e venendo eliminato ai quarti di finale nel 2024.
Nel Maggio del 2024 accetta la chiamata di Orzinuovi: viene inizialmente esonerato il 18 Dicembre 2024, nonostante un record di 8 vittorie e 8 sconfitte, per poi essere richiamato il 27 Gennaio 2025, conducendo la squadra ad una salvezza tranquilla.
Ritorna in sella nella scorsa stagione, alla Sebastiani Rieti, in A2: viene esonerato lo scorso 9 Aprile in seguito alla sconfitta a Livorno.
Nella sua lunga carriera Ciani è anche stato assistente prima di Maurizio Buscaglia e poi di Eugenio Dalmasson nella Nazionale Under 20, con un 13° posto (Grecia 2017) e un 8° posto (Germania 2018) ai due Europei di categoria.










