lunedì 25 maggio 2026

Eurolega, Final Four: l'Olympiacos è Campione d'Europa!

Olympiacos - Real Madrid 92-85

La vendetta è servita ed è dolcissima nell’Oaka Arena casa dei rivali del “Pana”. Negli ultimi secondi di una stagione estenuante, dopo 13 anni di attesa, l’Olympiacos stacca il Real Madrid e conquista la quarta Eurolega della sua storia, prendendosi la rivincita nel confronto con i Blancos, che ormai è diventato una classica delle finali europee. Aspettative mai tradite di un match incerto e affascinante, risolto da una manciata di dettagli. I greci vincono 92-85, tirando bene e dominando a rimbalzo, punto debole degli avversari pieni di infortuni. Scariolo rinuncia alla prima Eurolega in bacheca. La sua squadra vola quando le percentuali da fuori sono stellari, poi paga l’assenza di alternative. E nell’ultimo quarto anche un po’ di stanchezza mentre Vezenkov (12 punti) sale di livello. Decisivo Fournier, che chiude con 20 punti e 4 assist, mentre Peters è eletto Mvp di lega con 26 di valutazione, frutto di 16 punti e 7 rimbalzi. Il Real resta aggrappato a Lyles nel primo tempo ed Hezonja più tardi, autori di metà dei punti della squadra.

Senza lunghi (a Len e Tavares si è aggiunto pure l’infortunio di Garuba) il Madrid deve aggrapparsi alle percentuali. Soprattutto quelle di Lyles, autore di 13 punti nel primo quarto che provano il primo strappo della gara (3-15) quando alla fiera della tripla si aggiunge anche Abalde. È lui che poi riporta i suoi in doppia cifra (19-29) a inizio secondo periodo. Momento di svolta del match perché da quel momento la squadra di Scariolo abbassa le percentuali, perde aggressività in difesa e si fa quasi doppiare a rimbalzo nelle statistiche del primo tempo. È il terreno su cui fiorisce Fournier: il francese dell’Olympiacos segna 11 punti nel secondo quarto e guida la rimonta a suon di parziali, aiutato da Ward e Peters, autore del +5 (44-39) al 19’.

Dice poco il punteggio, sempre in equilibrio, dicono molto di più gli sguardi feroci. I greci di Bartzokas paiono aver preso l’inerzia, poi Feliz segna 5 punti in 30 secondi ed Hezonja scrive 54-60. È l’ennesimo tentativo di fuga attutito da Milutinov e da una tripla clamorosa di Fournier, unico dei suoi in doppia cifra a inizio quarta frazione quando il punteggio è di 64-65. Si segna pochissimo finché Vezenkov non si sblocca dall’arco. Insieme al libero di Peters fa 74-71 a 4’17” dal termine, con entrambe le squadre già in bonus. Un margine di vantaggio che sarà decisivo nelle battute finali, quando Jones schiaccia l’82-80 a con 1’22” rimasti da giocare dopo la tripla del pareggio di Hezonja. Il Madrid non segna più eppure l’Oly si complica la vita concedendo nel finale 5 punti in 20 secondi (88-85) e la tripla del possibile pareggio, che Feliz fallisce.

LBA Play Off, Quarti di Finale: Trieste, Virtus e Tortona forzano la bella!

Allianz Trieste - Germani Brescia 83-77 (2-2)

La serie tra Brescia e Trieste avrà un altro capitolo da raccontare. Al PalaTrieste i padroni di casa battono la Germani 83-77 e forzano così gara 5 (in programma lunedì a Brescia), che deciderà chi andrà a sfidare l’Olimpia Milano nelle semifinali dei playoff di Serie A ‘25-‘26. Decisiva la coppia Ross-Bannan, che combina per 36 punti, oltre ad un Sissoko vicino alla doppia-doppia (15 punti e 9 rimbalzi), mentre a Brescia non basta lo straordinario ultimo quarto di Nunn per ribaltare il risultato, messo in cassaforte nel finale dalla tripla di Toscano-Anderson. 
È un avvio di gara molto equilibrato. Trieste pesca subito un Bannan in stato di grazia, che infila già 12 punti nel primo quarto, ma nel complesso la squadra di Taccetti lascia per strada troppi palloni, che innescano spesso il contropiede della Germani, altrimenti macchinosa nell’attaccare l’area dei padroni di casa a difesa schierata. Nel secondo quarto il conto delle palle perse inizia seriamente a pesare (già 11 al 15’), mentre la Leonessa sale di colpi con Mobio: l’ala di Cotelli guida il break di 7-0 che porta i giuliani in doppia cifra di svantaggio (22-33).
Ross accorcia il gap, Trieste torna a contatto all’intervallo (35-38) e nella ripresa prende il comando con il break di 9-2 (61-53) innescato dalle penetrazioni di Toscano-Anderson e – di nuovo – di Ross. Ma il quarto periodo è la comfort zone di Brescia, in particolare di Nunn: allo statunitense bastano i primi 4’ dell’ultimo quarto per segnarne 11, la Germani torna a contatto (68-67). Il primo squillo dall’arco di serata di Ramsey dà nuovamente slancio a Trieste, che arriva all’ultimo minuto di gara avanti di 3 punti (80-77). Brescia ha l’occasione di accorciare con Burnell, ma il suo movimento in virata non trova il canestro. Allora punisce Toscano-Anderson dall’angolo: la sua tripla è il colpo del ko, tra 48 ore si torna al PalaLeonessa per gara 5.

Dolomiti Energia Trento - Virtus Bologna 81-90 (2-2)

Alla Bts Arena, la Virtus si vendica del -17 di gara 3 e vince 90-81: decisivo il terzo quarto con massimo vantaggio +25 (Edwards 26 punti e doppia doppia di Niang).
Bologna non restituisce con gli interessi il passivo subito dall'Aquila in gara 3, ma sbanca ugualmente la Bts Arena di Trento e lo fa con autorità, grazie a super Niang in doppia doppia (Cleveland, che ne detiene i diritti, prende appunti) e a una prova solida di tutta l’Olidata a partire dal reparto lunghi. Upset evitato dunque per i campioni in carica contro gli ottavi della classifica regolare: sarà gara 5, a Bologna, a decidere il passaggio in semifinale. Segnale forte della Virtus protagonista di una prestazione che di fatto allontana anche le voci di presunti problemi all’interno dello spogliatoio. Con Diarra al posto di Dos Santos, ci pensa Edwards a prendere per mano i compagni (15 già nel primo quarto) ben assistito da Saliou Niang, tornato uomo ovunque: in difesa, in attacco (due triple) e a rimbalzo (9, di cui 6 offensivi). Ed è proprio sotto i tabelloni (41-33 il confronto finale) che le V Nere costruiscono il vantaggio nel secondo quarto. Hackett e compagni arrivano fino a +11, complici 4 palle perse degli avversari con Battle unico in doppia cifra all'intervallo. Decisivi sono però i 10’ successivi. Il break è devastante: 17-0. Trento non segna per 5’, Diouf (apparso in crescita, anche 6 rimbalzi) e Diarra (11+7, anche due stoppate) prendono il controllo del pitturato dove Mawugbe ha problemi di falli e Bayehe (alla centesima presenza con l’Energia Dolomiti) da solo può fare poco. Il parziale del terzo quarto è 27-12: Bologna chiuderebbe avanti di 25 se non fosse per una tripla sulla sirena di Jogela (54-76). I padroni di casa provano a mostrare l’orgoglio, recuperano fino a -7 con Aldrige (3/3 dall’arco) e Steward, 11 punti nell’ultimo quarto (parziale 27-14 per l'Energia Dolomiti), ma non c’è più tempo per la rimonta e i padroni di casa si arrendono.

Bertram Tortona - Reyer Venezia 89-71 (2-2)

Tortona pareggia i conti con Venezia 89-71 cancellando la falsa partenza di inizio serie (0-2) grazie a un break irreale: 27-1 tra terzo e quarto quarto (Strautins e Baldasso 14).
La Bertram gioca un secondo tempo implacabile e pareggia in casa la serie iniziata con due ko al Taliercio asfaltando una Reyer Venezia mai pervenuta tra terzo e ultimo quarto. Il parziale non lascia scampo: 27-1 per i piemontesi tra il 27’ e il 33' dopo un equilibrio sostanziale che aveva visto la Bertram, ispirata da Manjon (anche 4 rimbalzi e 5 assist) e Strautins, guadagnare al massimo 7 punti di vantaggio, seppur con bassi punteggi e scarse percentuali al tiro, vedi il 2/15 da tre di Venezia dopo 30’. L’Umana crolla letteralmente a 3’ dalla fine del terzo quarto sotto le triple di Tortona, 13/25, tre a testa per Baldasso (anche 6 assist) e Hubb, senza riuscire più a dare segnali di ripresa per quella che è una delle peggiori partite stagionali in attacco (71 punti, come gara 3). Pesano gli errori di Wheatle dall’arco (0/5) e quelli di Cole dal campo (3/10 da due), oltre che i 5 falli di Parks che pure era reduce da un pessimo 0/10 al tiro di gara 3. Coach Fioretti concede minuti playoff anche a Lamine Tandia e Joonas Riisma, entrambi a referto. Venezia finisce anche sotto di 30 e solo a partita ormai persa recupera leggermente il passivo e le percentuali al tiro. 

domenica 24 maggio 2026

NBA Play Off, Eastern Final Conference: Colpo Knicks e Finals ad un passo!

Cleveland Cavaliers - New York Knicks 108-121 (0-3)

I Knicks dominano anche a Cleveland in gara 3 e si portano sul 3-0 di una serie che appare segnata e non soltanto perché nella storia dei playoff Nba nessuna squadra è mai riuscita a ribaltare uno 0-3. Le prime Nba Finals dal lontano 1999 sono a un passo per la Grande Mela, costretta ad assistere a troppi anni di mediocrità cestistica. I Knicks, guidati da un super Bridges e dal solito devastante Brunson, vincono 121-108. Gara 4, in programma lunedì a Cleveland, è già il primo match point per New York. 

Se la Celebrity Row del Madison Square Garden è iconica, Cleveland tira fuori una asso dalla manica con Taylor Swift seduta in prima fila accanto al suo fidanzato Travis Kelce, nato e cresciuto nei sobborghi di Cleveland. La rumorosa Rocket Arena viene però subito zittita dall’ottimo inizio dei Knicks che in attacco sembrano non sbagliare nulla. Towns parte molto bene, Bridges lo segue a ruota e gli ospiti così prendono il controllo delle operazioni. Allan prova a mostrare i muscoli nella zona pitturata e riesce a dare un discreto contributo, l’attacco di Cleveland però è troppo altalenante, i Cavs in più sono imprecisi dalla lunetta, una ricetta che di certo non aiuta. I Knicks ringraziano, accelerano nel finale della prima frazione e la chiudono avanti 39-27 dopo aver tirato con un surreale 72% dal campo. 

Towns va in panchina prendere fiato e Cleveland ne approfitta per tornare in scia. Il miglior momento offensivo di Harden coincide con il parziale di 21-11 in apertura di secondo periodo che permette ai padroni di casa di riprendere i Knicks. Con il rientro di Brunson e Towns però New York torna a fare male alla difesa di Cleveland. Strus, X-Factor di Cleveland nei primi due turni di postseason, fa una fatica incredibile sui due lati del campo, la squadra ospite trova i canestri di Anunoby, riprende in mano le redini del match e va negli spogliatoi all’intervallo avanti 60-54. Il linguaggio del corpo da parte dei giocatori di Cleveland non lascia spazio a grandi speranze, i Knicks capiscono di avere in pugno gli avversari e accelerano nel terzo quarto. Mobley e Mitchell provano a tenere i Cavs aggrappati al match, ma Bridges non sbaglia nulla. Towns confeziona assist al bacio, Brunson fa il Brunson e gli ospiti tornano al vantaggio in doppia cifra, arrivando al +14 un minuto dopo l’inizio della frazione finale. Diventa quindi un “ora o mai più” per la truppa di coach Atkinson che ha una reazione d’orgoglio con i canestri d Strus, ma ci pensa Shamet a togliere dalla testa dei tifosi di Cleveland l’idea di una clamorosa rimonta. L’ex Wichita State piazza tre triple pesantissime che fanno barcollare i Cavs, messi definitivamente al tappeto dal canestro dalla lunga distanza di Anunoby, che regala ai Knicks il confortevole +17, a 5’30’’ dalla sirena. Il pubblico di Cleveland inizia a lasciare la Rocket Arena, il resto è accademia.  

sabato 23 maggio 2026

UFFICIALE: Udine firma Matteo Cavallero

L'Apu Udine ha ingaggiato Matteo Cavallero, che si lega ai friuliani fino al 30 Giugno 2029.
Nato a Milano il 12 Maggio 2003, è una guardia/ala di 198 cm per 90 kg.
Prodotto del vivaio dell'Urania Milano, con la quale esordisce anche in prima squadra e gioca nelle ultime 6 stagioni, e in quella scorsa ha messo assieme 9.6 punti, 4.6 rimbalzi e 1 assist di media in A2. 

NBA Play Off, Western Final Conference: OKC di riserva vola sul 2-1!

San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder 108-123 (1-2)

Le riserve dei Thunder fanno un capolavoro, a San Antonio. Segnano 76 punti in uscita dalla panchina e regalano a Oklahoma City il successo in Gara 3 della serie di finale di Conference dell’Ovest. In Texas, al Frost Bank Center, finisce 123-108, i campioni in carica salgono 2-1 nella serie. Jared McCain, 24 punti, e Jaylin Williams, 18, esibiscono il primato personale ai playoff, Alex Caruso fa il bello e il cattivo tempo sui due lati del campo. E Shai Gilgeous-Alexander tira 6/17 litigando col canestro, ma ha il paracadute dei tiri liberi: campeggia in lunetta, fa 12/12 da lì. Basta e avanza, nonostante l’assenza di Jalen Williams, fermato dal malanno muscolare. San Antonio parte 15-0, poi frena, anzi inchioda. Quando esce Victor Wembanyama non ha antidoti per gli avversari e il rientrante De’Aaron Fox e Dylan Harper non sono al meglio. Gli Spurs recriminano per un arbitraggio certo non casalingo che ha cambiato l’inerzia iniziale, ma devono guardarsi allo specchio e fare di più in difesa se vogliono conquistare le Finals: hanno concesso il 45% da 3 punti. Tanto, troppo. Gara 4 è in programma ancora a San Antonio alle 2 di lunedì orario italiano. 

I Thunder fanno la differenza in attacco, con la profondità della rotazione che sopperisce persino a un ulteriore acciacco, quello di Ajay Mitchell, che gioca solo 17’. Tutto nasce da Shai: se viene marcato da vicino va in lunetta sistematicamente, se viene raddoppiato, in alternativa Oklahoma City ha sempre l’uomo libero piazzato dietro la linea da 3 punti. Quando le triple entrano il risultato diventa scontato. E sono entrate 17 volte, stavolta. McCain è stato acquisizione a stagione in corso da Philadelphia per “due spicci”: realizzatore puro, con metri di spazio diventa determinante in quel sistema di gioco. San Antonio ha bisogno di giocare in transizione, non far piazzare la difesa avversaria contro Wembanyama. E Luke Kornet è stato disastroso sinora, gli Spurs devono trovare il modo di non andare troppo sotto quando esce il francese, ma con il quintetto basso faticano a rimbalzo. 

Fox rientra e parte in quintetto, come Mitchell dall’altra parte. San Antonio scatta da velocista, sale 15-0 sulla tripla dell’ottimo Darius Vassell. Poi entra Caruso e segna subito 5 punti che ridanno coraggio ai Thunder. 31-26 Spurs a fine 1° quarto. Wembanyama con due falli, dubbi, uno comminatogli dopo un challenge, negli ultimi 30” del periodo. Due quanti quelli di squadra dei Thunder nei primi 12’ e il pubblico di casa perde la pazienza. 9 punti per Fox, 0 per Gilgeous-Alexander al termine del primo periodo. La tripla di Shai vale il sorpasso del 32-31, Williams fa sempre canestro da 3, a metà gara Oklahoma City è già sopra 58-51. Inerzia ribaltata grazie ai 39 punti della panchina. Una tripla di Caruso, di chi sennò, vale il primo vantaggio in doppia cifra di OKC, 63-53. Un paio di falli duri di Caruso e Mitchell, il secondo punito con un flagrant, su Castle, a pochi secondi di distanza, scatenano una baruffa. Gli Spurs tornano a -5, ma i Thunder con un gioco da 4 punti, il tiro libero per fallo lontano dalla palla ricavato da un challenge, riallungano subito sul +9. Dopo 36’ è 95-84. La tripla del 100-85 di McCain chiude la gara, zittisce l’arena. Oklahoma City si riprende il vantaggio campo, torna la favorita della serie. 

 

LBA Play Off, Quarti di Finale: Milano in semifinale! Brescia in vantaggio! Crollo Virtus! Tortona c'è!

Allianz Trieste - Germani Brescia 80-84 (1-2)

La Germani si porta sul 2-1 nella sfida con i giuliani, trascinata dal solito clamoroso Bilan (20 punti e 12 rimbalzi). Vittoria pesante per la squadra di Cotelli, perché arrivata senza Della Valle. Inutili i 18 punti a testa per Brown e Ross. Trieste proverà ad allungare la serie a gara 5 sabato sera, sempre sul suo campo. 
Avvio di partita che rispecchia fin qui l’andamento della serie. Cuornooh con 6 punti non fa rimpiangere l’assente Della Valle e Brescia piazza subito un 8-0 di parziale. Trieste reagisce con energia sfruttando le transizioni di Ross e il gioco interno di Bannan (controbreak di 12-2). Una tripla di tabella di Nunn regala un possesso di vantaggio alla Germani al 10’. Il secondo quarto, finito 22-21 per gli ospiti conferma l’equilibrio della gara. I ragazzi di Cotelli toccano il +11, sfruttando una serie di canestri di Burnell e i soliti Bilan, Ivanovic e Rivers. Ross risponde caricandosi i giuliani sulle spalle (14 punti al 20’, 5/10 dal campo) e insieme a Bannan e Deangeli rimette Trieste in carreggiata (39-44 al 20’). Nel terzo periodo Burnell, dai ai 6,75 e un assist per Bilan valgono alla Leonessa il +10. Germani sul + 7 al 30’. La partita viene interrotta per diverso tempo a causa di un problema alle luci del PalaTrieste a inizio quarto periodo. Il match arriva punto a punto nel finale. Brown segna la tripla del -3, poi Trieste sbaglia il tiro del -1 e Rivers da 3 segna il 77-83 a 14’’ dal termine. È ancora Brown con un'altra gemma dai 6,75 per un nuovo -3 (80-83), ma i padroni di casa sono costretti a commettere fallo e Burnell chiude il discorso in lunetta. 

Unahotels Reggio Emilia - Olimpia Milano 72-84 (0-3)

Milano con uno straordinario Brooks, autore di 27 punti (7/13 da 3) e un terzo quarto strepitoso, sbanca il Pala Bigi 72-84 e chiude la serie (3-0). Ora gli uomini di Poeta attendono in semifinale la vincente della serie tra Brescia e Trieste. Non bastano a Priftis un ottimo secondo periodo e un fantastico Rossato (21 punti).
La gara vive di equilibrio sin dall’inizio. Reggio Emilia cavalca un ottimo Rossato (15 punti, 4/4 da 3 al 20’). Un suo gioco da 4 punti, insieme a un canestro di un intenso Williams e di Barford, valgono il +7 agli emiliani. Bolmaro e LeDay dall’arco e Shields in lunetta riportano in vantaggio l’EA7 (30-31). Da quel momento la gara torna nelle mani dell’UnaHotels, che con i canestri dalla media di Williams, Woldetensae e Barford e la quarta tripla del solito Rossato, valgono il +9 agli uomini di Priftis (42-36 al 20’) Il parziale del secondo quarto (30-19 in favore di Reggio Emilia) racconta perfettamente il momento della gara. Milano ribalta l’inerzia della gara grazie a un terzo periodo da 24 punti segnati (11-24 il punteggio del tempino). Decisivo Brooks che ne infila 11 nel quarto (53-60 al 30’). L’Olimpia prende definitivamente il controllo della partita. Reggio Emilia sbaglia con Barford e Caupain due tiri per il possibile -4 e gli uomini di Poeta capitalizzano i vantaggi dentro l’area e sfruttano un ottimo Ellis (stoppata e assist per Bolmaro, 62-74 al 37’). Una tripla dell'argentino chiude il discorso, Milano vola in semifinale.

Dolomiti Energia Trento - Virtus Bologna 102-85 (2-1)

La Dolomiti Energia Trentino ha la meglio per 102-85 contro la Virtus Olidata Bologna in Gara 3 e sale sul 2-1 nella serie.
I padroni di casa prendono il largo sul finire del primo quarto con i liberi di Battle e Bayehe, Morgan e Smailagic provano a tenere l'Olidata in scia sul -4 ma un tris di triple di Jogela e delle giocate individuali di Battle e Steward mantengono la Dolomiti Energia in controllo, capace di toccare il 51-38 dopo 20'. Trento però non trema nella ripresa e anzi si spinge ulteriormente via sfruttando ancora il talento di Battle e Steward e la presenza sulle due metà campo di Jogela e Aldridge, volando così via sino all'89-63 di inizio ultimo quarto e gestendo il vantaggio sino al 102-85 conclusivo.
Il top scorer dei padroni di casa è stato Steward con 21 punti (22 di valutazione), i 18 punti, 5 rimbalzi e 4 assist di Jogela, i 16 punti di Battle e i 15 punti e 10 rimbalzi (25 di valutazione) di Bayehe. Il top scorer della Virtus è stato invece S.Niang con 17 punti e 9 rimbalzi, seguito dai 16 punti di Edwards, i 14 punti a testa di Smailagic e Dos Santos e i 13 punti di Morgan.

Bertram Tortona - Reyer Venezia 82-71 (1-2) 

A Tortona la Bertram (Vital 16) riaccende la serie e spegne le speranze di Venezia di portare a casa i quarti di finale in tre gare.
E’ ancora viva Tortona. Resiste al ritorno di Venezia pur senza Olejniczak espulso nel secondo quarto per essere entrato in campo dalla panchina durante una piccola baruffa tra Cole e Hubb. Riceve tanta energia da Biligha, smazza il doppio degli assist dell’Umana con la metà delle palle perse avversarie (8 a 16) e allunga la serie portandola a gara 4.
La squadra piemontese rimane al comando del match per quasi tutti i 40’ trovando un buon parziale già nel secondo quarto (13-2), complice la scarsa vena di Venezia in attacco, 1/13 dall’arco nel primo tempo, a partire dal miglior tiratore da tre in stagione regolare del campionato Jordan Parks, che chiuderà con 0/10 su azione.
Ripartendo dal 43-31 dell’intervallo, nella ripresa Venezia sembra tornare in partita, parziale 23-15 nel terzo quarto, dominio a rimbalzo e canestri importanti dell’ex di turno Candi. La Reyer si porta più volte a un possesso di distanza senza però mai riuscire a completare la rimonta. Negli ultimi 10’ Tortona gioca quasi come il gatto col topo, lascia avvicinare gli avversari per poi riprendersi una buona distanza di sicurezza. Coach Fioretti si affida al quintetto basso con Gorham (8 rimbalzi) e Biligha (12+5), ed è proprio quest’ultimo, assieme alle triple di Vital e Baldasso (6/13 in due) a mettere la firma nel finale. 


venerdì 22 maggio 2026

Eurolega, Final Four: Dominio Olympiacos! Il Real non sbaglia!

Olympiacos - Fenerbahce 79-61

Ci vogliono due minuti e mezzo affinché arrivi il primo canestro della semifinale tra Olympiacos e Fenerbahce, con il jumper di Thomas Walkup che spezza una tensione palpabile tra i protagonisti sul parquet. E i greci, sospinti dagli 8.500 tifosi presenti sugli spalti, piazzano subito un 10-0 che costringe coach Sarunas Jasikevicus al primo time out della partita. Il primo canestro dei campioni in carica arriva invece quando mancano 3 minuti alla fine del 1° quarto, che si chiude comunque nel segno di un Tyler Dorsey scatenato e con l’Olympiacos avanti 18-12. 
Olympiacos che nel 2° quarto aumenta ulteriormente l’intensità difensiva e piazza un altro parziale di 11-0 con cui fa veleggiare in doppia cifra il proprio vantaggio, il Fenerbahce prova a ricucire con qualche spunto di Tarik Biberovic, ma all’intervallo lungo il punteggio dice 33-24.
Quasi assente nel primo tempo, Sasha Vezenkov inizia la ripresa con un 5-0 tutto frutto del suo enorme talento offensivo, lanciando l’Olympiacos sul+18 dopo nemmeno 2 minuti e costringendo Jasikievicius ad un altro time out precoce. La tripla di Talen Horton Tucker a 2.28 dalla fine del 3° quartoriporta momentaneamente a -9 i turchi, ma a inizio dell’ultima frazione di gioco il punteggio è sul 56-41 per l’Olympiacos.
Il Fenerbahce non si arrende e, sulle spalle ancora una volta di Biberovic, comincia con il giusto piglio il 4° quarto e torna a -7. La risposta dei greci arriva puntuale con la tripla di Evan Fournier che riporta i suoi ad un più confortevole +12. I campioni uscenti le provano tutte per cercare di rientrare in partita, forzando forse qualche tripla di troppo, ma la fuga dell’Olympiacos è ormai inevitabile e gli oltre 8.000 tifosi sugli spalti festeggiano la vittoria 79-61 dei loro beniamini.

Valencia - Real Madrid 90-105

Ad affrontare l’Olympiacos nella finale di Eurolega sarà il Real Madrid.
La squadra di coach Sergio Scariolo ha vinto per 105-90 il derby spagnolo con Valencia in semifinale, controllando il match dall’inizio alla fine con una prova di grande autorevolezza e solidità sui due lati del campo.
Il Real Madrid ha dominato offensivamente il primo tempo realizzando 62 punti (record nella storia della Final Four) e nella ripresa ha fermato difensivamente gli avversari, senza permettere mai loro di tornare a contatto controllando i rimbalzi (48-31 per i madrileni, che ne hanno presi ben 19 in attacco). L’MVP Jean Montero ha chiuso a quota 15 come quelli realizzati da Jaime Pradilla e Nate Reuvers, mentre i blancos hanno trovato 25 punti da parte di un decisivo Mario Hezonja accompagnato dai 17 di Trey Lyles, i 16 di Gabriel Deck, i 15 di Andres Feliz e i 12 di Theo Maledon. 
L’unica nota negativa per Scariolo è il grave infortunio subito da Usman Garuba: già privo di due lunghi come Edy Tavares e Alex Len, lo spagnolo è crollato a terra senza contatto nel quarto periodo e per lui si teme la rottura del tendine d’Achille. Sicuramente non ci sarà in finale contro l’Olympiacos, ma mai dare per spacciato il Real Madrid quando arriva in finale, in una riedizione di quanto visto nel 2023 proprio tra i greci e gli spagnoli, con una sfida decisa dall’esperienza di Sergio Llull.

UFFICIALE: Taylor Jenkins è il nuovo allenatore dei Milwaukee Bucks

Sarà Taylor Jenkins a raccogliere il testimone di Doc Rivers sulla panchina dei Milwaukee Bucks.
Nato a Dallas (Texas) il 12 Settembre 1984, Jenkins inizia ad allenare in D-League, agli Austin Toros, prima come assistente (dal 2008 al 2012), poi come head coach, nel 2012/2013, con la squadra che arriva fino in semifinale Play Off.
Nel 2013 entra nel coaching staff degli Atlanta Hawks, restando fino al 2018 come assistente di Mike Budenholzer, che lo vuole al suo fianco anche (e proprio) ai Milwaukee Bucks, nel 2018/2019.
Dal 2019 al 2025 vive la sua prima esperienza da capo allenatore in NBA, ai Memphis Grizzlies: il miglior risultato lo ottiene nel 2021/2022, quando arriva fino in semifinale di Conference, mentre nelle altre due volte che raggiunge i Play Off (2020/2021 e 2022/2023) viene eliminato sempre al primo turno.
Chiude la sua esperienza ai Grizzlies con un record complessivo di 259 vittorie e 228 sconfitte tra Regular Season e Play Off.

NBA Play Off, Eastern Final Conference: Hart implacabile e New York va 2-0!

New York Knicks - Cleveland Cavaliers 109-93 (2-0) 

Continua spedita la marcia dei Knicks verso le Finali Nba. Dopo l’incredibile rimonta nell’ultimo quarto di gara 1, New York vince 109-93 il secondo match della serie di finale a Est grazie a un’accelerata decisa nella terza frazione. È il nono successo consecutivo di questa postseason. Una serie per ora complicata per il tecnico dei Cavs Kenny Atkinson: dopo le cervellotiche scelte della frazione finale di gara 1, l’insistenza nell’accettare l’uno contro uno di Brunson su Harden e la reticenza nel chiamare timeout durante il parziale dei Knicks, nella seconda sfida concede volutamente tiri comodi in serie dal perimetro a Hart. Una strategia che paga all’inizio, con l’ex Blazers che parte con il freno a mano tirato, ma diventa deleteria con l’andare dei minuti. Hart alla fine fa la differenza con la miglior prestazione offensiva della sua carriera: 26 punti.

I Cavs partono con il piede giusto e nel primo quarto mettono in difficoltà la difesa newyorchese con la produzione di Mobley e con i tanti rimbalzi offensivi catturati che si trasformano in seconde opportunità. Brunson fatica (1/6 dal campo nel primo quarto) e il solo Bridges trova il canestro con continuità. Nella seconda frazione l’attacco dei Knicks inizia a prendere fiducia, ma Cleveland tiene botta anche grazie a Harden, con la tripla allo scadere di Mitchell poi la squadra ospite va negli spogliatoi avanti 53-49 all’intervallo. 
Le sensazioni positive per i Cavs dei primi due quarti vengono spazzate via da un approccio sbagliato a inizio ripresa. I Knicks schiacciano sull’acceleratore e Cleveland va in confusione. Hart diventa implacabile e guida la squadra di casa all’incredibile parziale di 18-0 che cambia il match. Brunson torna a fare il Brunson, il Garden fa sentire il suo appoggio a una squadra che sta attraversando un momento magico e i Cavs non riescono più a trovare risposte. Diventa tutto facile per i Knicks che chiude la terza frazione avanti di 15 lunghezze, permettendosi anche il lusso di un passaggio a vuoto in apertura di quarto periodo. Cleveland produce il suo massimo sforzo e arriva al -7 a nove minuti dalla fine, Anunoby e Bridges però ricacciano indietro la squadra ospite e riportano New York a distanza di sicurezza. I Knicks così vanno a vincere in scioltezza e si portano a due vittorie dalle Nba Finals che non frequentano dal 1999. La serie ora si sposta a Cleveland con gara 3 in programma sabato. 


giovedì 21 maggio 2026

UFFICIALE: Frank Vitucci è il nuovo allenatore di Cantù

Frank Vitucci
è il nuovo allenatore dell'Acqua San Bernardo Cantù, con la quale firma un contratto fino al 30 Giugno 2028.
Nato a Venezia il 5 Aprile 1963, inizia ad allenare nelle giovanili della Reyer, per poi ricoprire il ruolo di assistente in prima squadra, dal 1986 al 1994, accanto ad allenatori del calibro di
Giancarlo Primo, Tonino Zorzi, Petar Skansi e Giancarlo De Sisti.
Dal 1994 al 1996 è capo allenatore degli oro/granata, che riporta in serie A proprio nel 1996.
Dal 1996 al 2001 allena ad Imola, dove centra una promozione in serie A (1998) e due 9° posti consecutivi nella massima serie, con annesse partecipazioni a Coppa Korac e Coppa Saporta.
L’esperienza imolese si chiude con la retrocessione in A2 nel 2001.
Dal 2002 al 2004 la prima esperienza a Scafati: in entrambe le stagioni arriva fino ai quarti di finale Play Off in A2.
L’estate del 2004 segna una svolta nella sua carriera: Vitucci si lega all'allora Benetton Treviso, squadra alla quale, tra assistente (accanto a Mike D'Antoni, Ettore Messina, David Blatt e Oktay Mahmuti) ed head coach, legherà ben 6 anni di vita e carriera, vincendo, tra le due esperienze, 3 Scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. L’esperienza trevigiana si chiude nel Gennaio del 2010, quando viene inspiegabilmente esonerato in seguito ad una vittoria.
Nel Luglio del 2010 firma ad Avellino: due stagioni in terra irpina, la prima vede la squadra chiudere al 4° posto la Regular Season, oltre a centrare la semifinale di Coppa Italia e i quarti di finale play off, la seconda vede l’eliminazione ai quarti di finale di Coppa Italia e i play off soltanto accarezzati.
Nel Giugno del 2012 lo ingaggia Varese: in terra “bosina” sarà una stagione esaltante, con la compagine lombarda che torna a disputare una semifinale scudetto 14 anni dopo l’ultima volta, oltre ad arrivare fino in finale di Coppa Italia. Per lui arriva il premio di "Coach of the Year" per la stagione 2012/2013.
Le ottime cose fatte vedere a Varese gli valgono la richiamata di Avellino, che per lui spende un corposo buy out: non sarà come la prima esperienza, nella prima stagione arriva un anonimo 12° posto, quella successiva si chiude anticipatamente, con l’esonero datato 25 Marzo 2015.
Riparte, quindi, da Torino: il 14 Dicembre 2015 sostituisce Luca Bechi sulla panchina dei piemontesi, con i quali resterà una stagione e mezzo centrando una salvezza e un 11° posto. 
Nell'estate del 2017 si accorda con Brindisi, e sarà un'avventura lunga 6 stagioni, che vedrà i pugliesi giocare due finali di Coppa Italia (nel 2019 e nel 2020, perse rispettivamente contro Cremona e Venezia), centrare uno storico secondo posto nel 2020/2021 con eliminazione in semifinale Play Off (con Vitucci che rivince il premio di "Coach of the Year"), oltre a due 5° posti (2019 e 2020) e al 7° posto del 2022/2023, con eliminazione al primo turno Play Off.
Con 86 partite vinte in Serie A, Vitucci è l'allenatore più vincente, nella storia di Brindisi, in massima serie.
Dal 2023 al 2025 altro ritorno, stavolta a Treviso, centrando due salvezze abbastanza tranquille, e parlando di ritorni nella scorsa stagione, dopo 21 anni, torna a Scafati, e conduce la Givova alla promozione in Serie A dopo aver preso la squadra, il 6 Novembre 2025, al 13° posto in classifica.

NBA Play Off, Western Final Conference: Shai & Caruso Show! Pareggio OKC!

Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 122-113 (1-1)

I Thunder rispondono da campioni in carica. Vincono 122-113 Gara 2 e pareggiano la serie playoff con San Antonio. La finale della Western Conference è ora sull’1-1. Si impongono grazie alla difesa, alle 21 palle perse forzate agli Spurs, grazie ai 57 punti portati in dote dalla panchina, con Alex Caruso ancora gigantesco, e ai 30 punti di Shai Gilgeous-Alexander, l’Mvp stagionale. Victor Wembanyama gioca bene, lo raccontano i 21 punti e 17 rimbalzi, ma stavolta non domina. Agli Spurs, che erano già senza De’Aaron Fox, è fatale l’infortunio di Dylan Harper, che lo aveva sostituito in quintetto da guardia titolare, ma che lascia il parquet anzitempo per un acciacco al bicipite femorale destro. Infortunio simile (flessore sinistro) quello sofferto da Jalen Williams, forse il riacutizzarsi di quello che gli aveva fatto saltare la serie di 2° turno con i Los Angeles Lakers. Andranno monitorati, in prospettiva. Il metro arbitrale ha permesso alla difesa di Oklahoma City, soprattutto a Isaiah Hartenstein, che ha persino tirato le trecce a Stephon Castle senza fischio contro, di usare le maniere forti contro Wemby, i Thunder hanno chiuso con 7 tiri liberi in più rispetto agli avversari. Gara 3 è in programma a San Antonio dalle 2.30 di sabato, orario italiano. 

Fox salta anche Gara 2 per la distorsione alla caviglia destra, Harper in quintetto. 31-31 a fine 1° quarto. Castle 8 punti, chiuderà con 25, ma con 9 palle perse. Caruso cambia la gara in uscita dalla panchina: forza il 2° fallo di Wemby, segna da 3 punti, OKC sale 43-35. Castle schiaccia in testa a Hartenstein, Caruso risponde ancora e il 58-47 diventa il primo vantaggio Thunder in doppia cifra della serie. 62-51 a metà gara. 13 palle perse degli Spurs, la differenza. Ospiti inferociti con gli arbitri: Coach Johnson deve ricorrere a due challenge per far togliere dopo la verifica altrettanti falli a Wembanyama. Solo 7 punti per il francese dopo 24’. Castle 16 punti, Gilgeous-Alexander 15. Cason Wallace inizia la ripresa in quintetto al posto di Jalen Williams, che chiude la sua gara con 7’ di utilizzo e 4 punti. Gli Spurs dal -13 pareggiano sul 66-66 iniziando il 2° tempo con 15-4 di parziale. Poi rientra Caruso. Segna una tripla, quindi un’altra. Con 5’ da giocare nel 3° quarto Harper esce tenendosi il flessore sinistro. Non rientrerà. Cambia tutto. Chet Holmgren si sveglia e schiaccia in testa a Luke Kornet, che pare un intruso. 96-88 Thunder a fine 3° quarto. Shai 24 punti, Caruso uomo assist attaccando la difesa a zona avversaria. Una tripla di Harrison Barnes riporta gli Spurs sul 97-99, ma arriva un 11-0 di parziale Thunder. Finisce in volata. Gli Spurs sotto di 5 a 1’ dalla fine perdono la 21ma palla. La goccia che fa traboccare il vaso. Oklahoma City pareggia la serie, Gara 3 in Texas tra 48 ore.  

mercoledì 20 maggio 2026

NBA Play Off, Eastern Final Conference: Knicks rimonta folle e Gara 1 in tasca!

New York Knicks - Cleveland Cavaliers 115-104 d.o.t. (1-0) 

Se la finale della Western Conference parte con il botto, a Est di sicuro non ci si annoia. I Knicks, infatti, trovano il modo più incredibile per portare a casa gara 1, recuperando con un finale surreale un passivo di ben 22 lunghezze a 7’40’’ dal termine. Un match che il Madison Square Garden ricorderà a lungo e che i tifosi di Cleveland faranno fatica a dimenticare. New York produce l’impresa, recupera una gara che era oramai appannaggio dei Cavs e alla fine la vince 115-104 al supplementare. 

Un match stranissimo che fatica a decollare con le due squadre incapaci di trovare ritmo dal perimetro. I Knicks però danno una prima scossa alla sfida chiudendo il primo quarto con una parziale di 15-3 e arrivando al vantaggio in doppia cifra. Mitchell si sveglia nel secondo periodo e Cleveland risponde presente. Gli ospiti così piano piano tornano nel match per arrivare al riposo avanti di due lunghezze con New York che nel primo tempo tira con un disastroso 2/19 dalla lunga distanza. Il Garden però ammutolisce nel terzo periodo con i Knicks incapaci di rallentare Mitchell e troppo confusionari in attacco. Arrivano anche i canestri di Mobley, Cleveland vola e diventa padrona del match, toccando il +14 alla fine della terza frazione. Ci si aspetta una reazione della squadra di casa che però non arriva, i Cavs così senza nemmeno faticare più di tanto arrivano al +22 a 7’40’’ che in linea teoria dovrebbe metterli al sicuro. Inizia però un’altra partita. Brunson di colpo torna a essere devastante in attacco e umilia Harden nell’uno contro uno. I Knicks si rimettono a difendere con aggressività e disciplina, Cleveland va in tilt. Coach Atkinson ci mette del suo lasciando sul parquet un Harden totalmente in balia di Brunson e non chiamando timeout. Succede così l’impensabile, New York piazza l’incredibile parziale di 18-1 e torna in scia in un Garden che diventa una polveriera. Il timeout tardivo di Kenny Atkinson serve a poco, l’inerzia oramai è tutta nelle mani dei Knicks che trovano il pareggio a 45’’ dalla fine con la tripla di un ottimo Shamet. Lo spunto di James Harden riporta davanti Cleveland ma ci pensa il solito Brunson, con una penetrazione delle sue, a rimettere le cose a posto trascinando il match al supplementare. Stati d’animo ben diversi nell’overtime con Cleveland a chiedersi come si sia potuto sprecare un vantaggio del genere e New York in totale fiducia. Come un po’ tutti si aspettato a questo punto il crollo dei Cavs viene certificato. La squadra di casa domina il supplementare con la leadership di Brunson e le giocate di Anunoby. I Knicks così vincono nel modo più inaspettato la loro ottava partita consecutiva di questa postseason con i Cavs che adesso, col morale sotto i tacchi, dovranno trovare le risposte giuste in gara 2 in programma al Garden giovedì.


martedì 19 maggio 2026

LBA Play Off, Quarti di Finale: Ancora Milano e Venezia ! Pareggio Brescia! Super Trento!

Germani Brescia - Allianz Trieste 90-82 (1-1)

Brescia ruggisce al PalaLeonessa e pareggia la serie con Trieste (1-1). Sontuoso Bilan, che chiude in doppia doppia (22 punti, 11 rimbalzi e 8/13 al tiro). Cotelli sorride anche grazie alle prove di River e Nunn (entrambi a quota 18 al 40’). Unica tegola per la Germani è l’infortunio di Della Valle, uscito nel secondo tempo per un fastidio alla coscia. A Taccetti non bastano 21 punti di Ross.
Dopo un primo quarto equilibrato, Brescia piazza un break di 18-3, costruito con le triple di Cournooh e Nunn, capace di fare la voce grossa anche in penetrazione. Trieste rientra in partita segnando dall’arco con Ramsey, Ross e Uthoff e sfruttando le combinazioni offerte dall’asse Brown-Bannan. Ivanovic ai liberi sigilla il 49-42 del 20’. Ramsey, dai 6,75 e Ross, tripla e gioco da 3 punti, stappano la ripresa dei giuliani che si ritrovano a -1 (55-54). Nunn e Rivers ridanno slancio alla Germani, dalla distanza, per il nuovo +9, ma il solito Ross e i movimenti in avvicinamento di Toscano Anderson riavvicinano Trieste (65-61). La gara si decide nella seconda metà del quarto periodo. Gli uomini di Cotelli la chiudono con i canestri di Della Valle, Bilan e soprattutto Rivers che con la tripla del + 10 sembra scrivere la parola fine. Non bastano i canestri di Brown e Bannan. Trieste si arrende. La serie si sposta al PalaRubini sull’1-1.

Olimpia Milano - Unahotels Reggio Emilia 77-65 (2-0)

Milano vince gara 2 al Forum e mette Reggio Emilia spalle al muro. Ora gli emiliani, sotto 2-0 nella serie, dovranno fare l’impresa in casa in gara 3 per riaprire il discorso. Ottimi Shields, che ne infila 19 e soprattutto Bolmaro (11) che è encomiabile in difesa. Non bastano 14 punti di Rossato a Priftis, che però ricava indicazioni interessanti dal secondo tempo dei suoi, soprattutto grazie alla zona difensiva.
L’Olimpia approccia benissimo la gara, con Shields che pare non essersi raffreddato dopo gara uno. Reggio Emilia si appoggia su Woldetensae, ma subisce la fisicità di Nebo e LeDay. Nel secondo quarto le penetrazioni di Bolmaro e il lavoro interno di Diop, consentono all’EA7 di volare a +11. La zona proposta da Priftis non frena Guduric, Mannion ed Ellis. Le iniziative individuali di Caupain e Barford provano a svegliare l'UnaHotels che fatica terribilmente a muovere la difesa milanese e fissano il -11 del 20’ (40-29). Gli ospiti risorgono nel terzo periodo, grazie alla zona difensiva, che inizia a portare i frutti sperati. I reggiani iniziano a girare bene anche in attacco e “vincono” il quarto (13-20). Decisive le triple in transizione di Caupain, Thor e del solito Woldetensae. Gli emiliani limitano anche le combinazioni tra Ellis e Nebo. Rossato risponde con tripla e penetrazione a Shields. Al 30’ è 63-59 per i padroni di casa. Nel quarto periodo, due triple di Brooks sono l’architrave di un break di 8-0 che mette la partita in ghiaccio per l’Olimpia. I padroni di casa creano diversi vantaggi con il pick and roll e chiudono meglio l’area in difesa. Una schiacciata di Nebo prima e una tripla di Shields poi, scrivono i titoli di coda del match.

Virtus Bologna - Dolomiti Energia Trento 84-87 (1-1)

Impresa della Dolomiti Energia Trento che vince 87-84 alla Virtus Arena e porta in parità la serie proprio quando Bologna stava per mettere un piede in semifinale. Invece alla lunga le cose si complicano per i padroni di casa e nemmeno Edwards riesce a cambiare passo, restando inchiodato alle 2 triple segnate su 11 tentativi in 24 minuti che valgono l’insufficienza in pagella. Morgan (17 punti) e Vildoza (14) ci mettono una pezza, Diarra sfiora la doppia doppia (10+9) eppure non basta. Battle, miglior marcatore con 22 punti, e Steward fanno invece la differenza per gli ospiti.
Un passaggio sbagliato, un contropiede subito e la tripla di Jogela per l’81-83 a meno di un minuto dalla fine. In gara 2, sempre tirata, Bologna assaggia la crudeltà dei playoff mentre Trento passa all’incasso in una serata di grande concretezza. La Dolomiti Energia era anche partita meglio, sfiorando la doppia cifra grazie a grandi percentuali. A rimettere a posto le cose, per una Bologna senza Alston (frattura alla mano) ci pensa Morgan con 15 punti e 3 triple in 8 minuti, centellinando l’energia a disposizione post-infortunio. Nonostante il break dei locali di 13-0 (35-29) Trento resta compatta e approfitta di qualche buona difesa per tornare a correre, piazza un paio di alley-oop e riduce lo svantaggio fino alla tripla sulla sirena di Battle (47-47). Trento prova pure lo sgambetto sul finale di terzo quarto (quando perde Niang per falli), ma la Virtus esce alla grande in avvio del quarto periodo e ricuce con le triple di Ferrari e Jallow. Edwards continua a steccare, però si reinventa assist-man per il compagno più caldo, Diarra, autore di 5 punti e una stoppata che valgono il +1 (81-80) a 1’44” dal termine. Un castello di carta che crolla alla tripla istintiva di Jogela un paio di azioni più tardi.

Reyer Venezia - Bertram Tortona 87-75 (2-0) 

E pensare che Tortona era riuscita a chiudere avanti di tre punti sia il primo che il secondo quarto, dopo un preziosissimo rimbalzo difensivo di Pecchia. E che, grazie all’intuizione di rinunciare a un pivot piazzando Gorham e Chapman insieme sotto canestro, era rientrata dal parziale di 10-0 piazzato dalla Reyer, fino al 28-21 fissato da Candi. A conti fatti, il primo vero tentativo di fuga di 20 minuti vissuti tra break e contro-break. Dall’intervallo in poi, invece, si gioca un’altra partita. Cioè la gioca Venezia, che è perfetta: segna 26 punti e ne subisce 11 nel terzo periodo, portandosi sul 54-46 con le triple di Wiltjer e Cole che diventa 77-57 nell’ultima frazione. La difesa è ottima e concede qualcosa solo quando i giochi sono fatti, permettendo a Tortona di rientrare.


UFFICIALE: Jamahl Mosley è il nuovo allenatore dei New Orleans Pelicans

Riparte immediatamente da New Orleans la carriera di Jamahl Mosley, che si accomoda sulla panchina dei Pelicans con un contratto fino al 30 Giugno 2031.
Nato a Milwaukee (Wisconsin) il 6 Ottobre 1978, inizia ad allenare ai Denver Nuggets dove, dal 2007 al 2010, è assistente di George Karl.
Dal 2010 al 2014 si sposta a Cleveland, dove è assistente di Byron Scott e Mike Brown, quindi il trasferimento ai Dallas Mavericks dove, dal 2014 al 2021, lavora accanto a Rick Carlisle.
Nell'estate del 2021 gli Orlando Magic gli offrono l'opportunità di avere la prima esperienza da head coach: ci resterà fino alla stagione scorsa, raggiungerà i Play Off nelle ultime tre stagioni, ma verrà sempre eliminato al primo turno.

NBA Play Off, Western Final Conference: Marziano Wemby atterra ad Oklahoma! 1-0 Spurs!

Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 115-122 d.2.o.t. (0-1)

Signori e signore, benvenuti nel futuro. Victor Wembanyama, 22 anni, esibisce una prestazione epocale, già virale sui social media, che vale a San Antonio la vittoria dopo un doppio tempo supplementare a Oklahoma City in Gara 1 della finale di Conference dell’Ovest. Il gigante francese segna 41 punti e tira giù 24 rimbalzi, numeri da Bill Russell, da Wilt Chamberlain, e servono tutti per stendere 122-115 i campioni in carica, sinora imbattuti ai playoff 2026. In questa storia - in questa serie playoff incentrata su una sfida tra titani - per un vincitore di giornata che festeggia c’è anche uno sconfitto che dovrà metabolizzare in fretta la serata no. 
Shai Gilgeous-Alexander appena nominato Mvp, miglior giocatore della stagione, tira 7/23 dal campo, -15 di plus/minus, quello peggiore della sua squadra. Dovrà rifarsi presto, perché questi giovani Spurs vanno di fretta, non aspettano nessuno a prescindere dal rango. Che poi la differenza la può fare chiunque sappia cogliere l’opportunità, ci sono infatti due protagonisti inattesi da applaudire. Uno, la matricola Dylan Harper, esce dal Paycom Center con la vittoria più 24 punti, 11 rimbalzi, 7 palle rubate e 6 assist, ha giocato sotto pressione come un veterano da rimpiazzo del titolare acciaccato De’Aaron Fox. L’altro, Alex Caruso, abituale gregario di lusso, stavolta ha sconfinato ben oltre il copione: 31 punti, primato personale ai playoff, otto triple a segno, più la solita feroce difesa. Non è bastato. 

Jalen Williams rientra dall’infortunio muscolare e gioca titolare. Harper in quintetto al posto di Fox (distorsione alla caviglia destra), forfeit dell’ultim’ora. Gli Spurs partono 7-0, Alex Caruso segna i primi 7 punti dei suoi, diventa 27 pari a fine 1° quarto. Castle con 11 punti, Shai appena 2. I Thunder cominciano 3/16 da 3 punti, il punteggio dice 51-41 Spurs sulla tripla di Darius Vassell e poi 51-44 a metà gara. Wembanyama 14 punti e 10 rimbalzi, Gilgeous-Alexander con soli 4 punti tirando 1/5 dal campo. I 16 di Caruso e le 8 palle perse forzate tengono a galla OKC. Cason Wallace parte titolare al posto di Isaiah Hartenstein nel 2° tempo, i Thunder abbassano il quintetto. La tripla di Lue Dort vale il sorpasso del 58-57, ma è 80-73 Spurs a fine 3° quarto con Wemby che domina su entrambi i lati del campo. Poi 87-77, ma i padroni di casa forzano il finale punto a punto. Caruso, che ora marca persino Wemby, forza il fallo in attacco del francese frustrato dalle sue cure, e poi segna la tripla del sorpasso, del 95-94. Quindi 101-99 Spurs dopo un canestro di Wemby a 11” alla fine, ma Shai pareggia a 3” dal termine dei tempi regolamentari. Ultimo possesso per i texani e Holmgren stoppa Wembanyama all’ultimo secondo. Supplementare. Spurs avanti 105-101. Risponde ancora Caruso, poi 108 pari dopo una tripla da lontanissimo di Wemby. Jalen Williams manca il tiro da 3 per vincere a 1” dalla fine dell’overtime e con 7 decimi rimasti da giocare a Castle non riesce il miracolo. Secondo tempo supplementare. Due schiacciate di Wemby valgono il 120-114 Spurs. Stavolta è finita. Vince San Antonio, l’alieno Wemby ha fatto la differenza.