lunedì 20 aprile 2026

UFFICIALE: Cento firma Zach Copeland

La Benedetto XIV Cento ha ingaggiato Zach Copeland.
Nato ad Oakland (California) il 21 Giugno 1997, è un play/guardia americano di 193 cm per 84 kg.
Prodotto di Illinois State University (63 partite dal 2018 al 2020, 12 punti, 3 assist, 3 rimbalzi e 1 recupero di media), da professionista esordisce in Inghilterra.
Nel 2021/2022 inizia in Finlandia, al Nilan Bisons, per poi chiudere in Ucraina, al BC Kiev, nel 2022/2023 prima esperienza in Italia, a Pistoia (centra la promozione in Serie A), mentre nel 2023/2024 ha giocato in Germania, al Bamberg.
La stagione scorsa l'ha iniziata a Napoli e chiusa a Verona, mentre la stagione in corso l'ha iniziata a Brindisi, dove stava viaggiando a 16.7 punti, 3 rimbalzi, 2.5 assist e 1 recupero di media in A2.

UFFICIALE: Brindisi firma Khalil Ahmad

La Valtur Brindisi ha ingaggiato Khalil Ahmad.
Nato ad Anaheim (California) il 24 Dicembre 1996, è una guardia americana di 193 cm per 84 kg.
Prodotto di Cal State University (117 partite dal 2015 al 2019, 15.1 punti, 4 rimbalzi, 1.4 assist e 1.2 recuperi di media), da professionista esordisce in Islanda.
Nel 2020/2021 gioca in Danimarca, nel 2021/2022 e 2022/2023 esperienza in Canada (con la maglia dei Niagara River Lions è "Player of the Year", "Defensive Player of the Year" e Capocannoniere del campionato), mentre nel 2023/2024 ha giocato in Belgio, allo Spirou Charleroi, dove vince BNXT League e Scudetto.
Nel 2024/2025 prima esperienza in Italia, a Pesaro, per poi chiudere in Canada, nuovamente ai Niagara River Lions, mentre la stagione in corso l'ha iniziata in Israele, al Maccabi Rishon Lezion, dove stava viaggiando a 16.5 punti, 3 assist, 2.4 rimbalzi e 2 recuperi di media in Winner League. 

NBA Play Off, First Round West: OKC e Spurs in controllo!

Oklahoma City Thunder - Phoenix Suns 119-84 (1-0)

La difesa dei Thunder è già in forma playoff, all’esordio di post season. Stritola l’attacco dei Suns, limitati ad appena 84 punti. Ma la notizia migliore per Oklahoma City è probabilmente la prestazione di Jalen Williams, reduce da una stagione regolare tribolata, che gioca alla grande contro Phoenix. Che è impresentabile sotto canestro a questi livelli, su entrambi i lati del campo, specie senza l’infortunato Mark Williams. Jalen Green, dopo le prodezze del play-in, torna quello che non sa leggere le difese e così Dillon Brooks non può bastare nelle doppia veste di mastino sul connazionale canadese Gilgeous-Alexander e realizzatore di complemento a Devin Booker. Sarà dura anche solo vincere una partita nella serie per i Suns, probabilmente. Gara 2 giovedì alle ore 3.30 italiane, ancora al Paycom Center. 
Dillon Brooks si becca un fallo fragrant per un colpo proibito a Chet Holmgren che segna sulla sirena di fine 1° quarto la tripla del 35-20. I Thunder dominano grazie alla difesa e ai rimbalzi offensivi, sono più alti sotto canestro. Per i Suns si fa tardi presto: 49-24 con la panchina di OKC che imperversa e poi 65-44 a metà gara. Holmgren 16 punti, è il migliore dei suoi. Thunder con 19 punti segnati dalle palle perse forzate agli avversari, il segreto di Pulcinella del ventello di vantaggio. Gilgeous-Alexander ha una serata storta al tiro (5/18), ma banchetta in lunetta grazie ai fischi arbitrali e rimette a posto le cifre personali. A fine partita avrà tirato 17 liberi, gli avversari 18 di squadra. 97-66 dopo 36’, con più di 7’ ancora da giocare entrambe le squadre mandano sul parquet le riserve. Tutto già deciso. 

San Antonio Spurs - Portland Trail Blazers 111-98 (1-0)

Trentacinque punti. Il debutto playoff di Wembanyama è di quelli da ricordare. Primato, da esordio, di franchigia. Al Frost Bank Center regala spettacolo con Tim Duncan e David Robinson, glorie Spurs, a tifare per lui in prima fila. Il francesone tira 13/21 dal campo, 5/6 da 3 punti. Gli Spurs impressionano come squadra, soprattutto. Difendono forte, le guardie attaccano il ferro sistematicamente, sono giovani, ma non fuori controllo. Da corsa per il titolo, insomma. I Blazers tengono sino ai primi minuti del 3° quarto, ma non hanno le risorse per reggere per tutti i 48’. Deni Avdija non tradisce le attese, segna 30 punti, Scoot Henderson, chiamata n. 3 del Draft 2023, quello in cui Wemby è stato scelto davanti a tutti, tira con buone percentuali, ma l’attacco della settima testa di serie dell’Ovest, opposto alla seconda, fa una fatica dannata. Chiude con soli 98 punti. Però non s’arrende sino alla fine.
30-21 San Antonio a fine 1° quarto grazie alla tripla sulla sirena di Keldon Johnson. Poi 59-49 Spurs all’intervallo. A metà gara Wemby con 21 punti, Avdija con 19. Le stelle splendono da aspettative. I Blazers “rientrano” sul 57-59 iniziando il 3° quarto con un parziale di 8-0, ma Devin Vassell, scatenato, riporta i texani in doppia cifra di vantaggio. Avdija si fa male al polpaccio destro scontrandosi con Robert Williams, ma rientrerà, 87-72 Spurs a fine 3° periodo. Wemby si diverte segnando da sotto canestro e attaccando il ferro, arrotonda le statistiche mentre Fox imperversa nel 4° periodo. Festa completa per San Antonio che non giocava i playoff dal 2019. Gara 2 ancora in Texas, dalle 2 di mercoledì orario italiano.  

NBA Play Off, First Round Est: Boston in scioltezza! Colpo Magic!

Boston Celtics - Philadelphia 76ers 123-91 (1-0)

Dominio assoluto. I Celtics stravincono Gara 1 mostrando tutta la differenza tra la seconda e la settima testa di serie dell’Est. Non è questione di statistiche, ma di cilindrata: Boston è una fuoriserie, Philly una berlina. E il confronto a Beantown risulta impietoso. I Jays si divertono: Jaylen Brown segna 26 punti, Jayson Tatum 25. In assoluto i 76ers non ci mettono mano. Senza Joel Embiid ancora fuori causa, reduce dall’operazione di appendicite, Philly non ha niente sotto canestro, neanche uno straccio di minaccia offensiva, e nell’occasione non ha niente neppure da 3 punti, tira 4/23. Più che un monologo dei Celtics diventa presto una punizione.
33-18 Boston a fine 1° quarto. Nella boxe sarebbe k.o. tecnico, ci si fermerebbe qui, nella pallacanestro si va avanti perché si giocano comunque 48’. Diventa 64-46 a metà partita. Tatum già con 21 punti, Tyrese Maxey con 14 prova a tenere in gara i 76ers, ma è solo contro tutti. La schiacciata di Jaylen Brown dopo un taglio backdoor vale l’83-58. Poi diventa 95-71 dopo 36’ di gioco. Proprio non c’è partita, gli ospiti, litigano con i ferri del TD Garden. Addirittura 107-75 nel 4° periodo, Coach Mazzulla può far riposare i suoi titolari con largo anticipo. Gara 2 è in programma all’1 orario italiano di mercoledì 22 marzo, ancora a Boston. 

Detroit Pistons - Orlando Magic 101-112 (0-1) 

Clamoroso alla Little Caesars Arena! Orlando, l’ottava testa di serie della Eastern Conference, vince a casa Pistons, la numero uno. E lo fa senza mai finire sotto nel punteggio in 48’, capitalizzando il 18-5 iniziale, non voltandosi mai indietro. Tutto il quintetto dei Magic chiude in doppia cifra di punti, il tedesco Franz Wagner ne segna 11 nel 4° periodo, i due canestri decisivi in volata sono del centro Wendell Carter, che stravince il confronto con l’All Star Jalen Duren. A Detroit non basta un superlativo Cade Cunningham che realizza 39 punti, primato personale ai playoff. Troppo solo, gli mancano sponde adeguate, stavolta. Gara 2 si disputerà sempre a Motown dall’1 di giovedì notte, orario italiano. I Pistons, all’11ma sconfitta di fila in casa di post season, non superano il 1° turno di playoff da 18 anni, i Magic dal 2010.
I Magic sfruttano l’inerzia positiva della seconda partita di play-in, quella dominata con Charlotte e partono forte, ma i Pistons contengono i danni, sotto 51-55 all’intervallo. Orlando parte 8-1 nel 3° quarto e la replica dei padroni di casa si ferma al 65 pari. Poi diventa un monologo Magic. Paolo Banchero, 23 punti, miglior realizzatore dei suoi, non segna nel 4° periodo, ma Orlando non paga dazio: due canestri di Carter, tra cui una schiacciata show, chiudono i conti. 

domenica 19 aprile 2026

Oscar Schmidt: l'ultima tripla di O' Rey

 


Eroe. Idolo. Campione. Fenomeno. Mille modi per apostrofarlo. Per me, invece, Oscar Schmidt era semplicemente un MITO. Ma non un mito di quelli cantati dagli 883. Uno di quelli dell'antica Grecia narrati al liceo. Uno di quelli i cui racconti passano dalle voci dei nostri padri, tra brividi e lacrime, convinti che un giocatore così, sulla faccia della terra, passi davvero una volta nella vita. 

E ripensando alla sua carriera, non ci si va poi troppo lontani. Record di punti segnati (49737) in carriera durato durato oltre 20 anni ed abbattuto solo da un certo Lebron James. Ben 5 olimpiadi disputate, unico giocatore con oltre 1000 punti segnati nella competizione. La rinuncia alla NBA ed alla chiamata dei New Jersey Nets, pur di giocare con la canotta del suo amato Brasile. Un'ala di oltre 2 metri, con mani che definire morbidissime è un eufemismo; sarà praticamente l'antesignano involontario dei lunghi moderni. Per il mondo intero sarà "Mao Santa", ammirato da tutti, un incubo per le difese avversarie. Palmeiras, Sirio, America RJ, Caserta, Pavia, Valladolid, Corinthias, Bandeirantes, Gremio e Flamengo i club che ha deliziato a suon di retine infiammate. 

CASERTA. Probabilmente quella di Caserta è stata la sua tappa più importante. Scelto nell'estate 1982 da coach Tanjevic, contro il quale aveva vinto una finale di Coppa Intercontinentale, Oscar ha vestito la casacca bianconera per ben 8 stagioni, portando prima  Caserta in massima serie, poi alla conquista della Coppa Italia 1988, ai danni di Varese; con lui Caserta arriva due volte consecutive alla finale scudetto, senza mai riuscire ad agguantare lo scudetto. Triple su triple, difese ammattite e medie punti da capogiro. Con gli anni è diventato un casertano a tutti gli effetti, integrandosi perfettamente in una città che non smetterà mai di amarlo. Ma la grandezza di Oscar non era solo nei numeri. Il brasiliano era un talento così puro e cristallino da scomodare anche Diego Armando Maradona, suo amico e tifoso che, quando poteva, presenziava nelle tribune del PalaMaggiò per tifare il suo amico. La "Mano de Dios" che salta e tifa alle triple di "Mao Santa".

Il Real Madrid nel suo destino: nel 1985 rifiuta l'offerta dei blancos, trattenuto dall'amore del presidente Maggiò. Nel 1989, ad Atene, giocherà la partita del millennio contro i madrileni, realizzando ben 44 punti nella finale di Coppa delle Coppe, ma non basterà a Caserta a conquistare il titolo, contro un Drazen Petrovic da 62 punti. Lascerà i bianconeri nell'estate 1990, aprendo la più grande divisione di pensiero casertana, considerando che senza di lui, dopo meno di un anno, arriverà il tricolore. 

Oscar tornerà a Caserta altre 3 volte: nel 2003 per disputare al PalaMaggiò la sua partita d'addio, nel dicembre 2016, sempre a Pezza delle Noci, in occasione del match contro Pesaro, e nel 2023, con Tato Lopez, per seguire la JuveCaserta 2021 contro Roseto. 


PH: Pietro J. Zampella


O' REY. Solo qualche settimana mi trovavo a Fabriano per seguire la JuveCaserta nella trasferta marchigiana. Mi imbatto in un signore brasiliano, che nota i miei "vessilli". Gli brillano gli occhi, e subito tira fuori aneddoti e racconti di Oscar, raccontandomi di abitare non lontano da casa sua, e di quanto fosse un simbolo di grinta e coraggio per una nazione intera. La verità è che Caserta ed i tifosi della JuveCaserta non lo hanno mai dimenticato. Oscar è stato sempre parte della città, dell'immaginario collettivo. Amico di coloro che lo hanno conosciuto e voluto bene, entità mistica per coloro che lo hanno soltanto ammirato nei racconti dei più grandi, al coro di "Oscar, mitraglia, è il grido di battaglia"!

La sua fine è stato un squarcio in una serata di primavera. Una notizia inaspettata che ha scosso una comunità intera; non solo quella casertana, ma di tutto il mondo cestistico che ne riconosce la grandezza. Il saluto tributato all'ombra della Reggia di Caserta, è stata l'ultima tripla d'amore del cannoniere brasiliano: O'REY, all'ombra della Reggia. OBRIGADO!

NBA Play Off, Western First Round: Jokic predica e Denver non sbaglia. Ok Lakers!

Denver Nuggets - Minnesota Timberwolves 116-105 (1-0)

La solita tripla doppia di Jokic (25 punti,13 rimbalzi e 11 assist) e la produzione di Murray regalano ai Nuggets il successo nel primo match di una serie che si preannuncia decisamente interessante. I Timberwolves partono con personalità e nei primi minuti mettono in difficolta la difesa di Denver con le giocate di Edwards e la produzione di McDaniels. Gli ospiti toccano anche il +12, I Nuggets però si rimettono a giocare la loro pallacanestro nel secondo periodo e tornano in scia. Murray fatica dalla lunga distanza ma trova comunque canestri importanti, Jokic dispensa assist e i padroni di casa frenano la corsa dei T-Wolves e li riprendono, arrivando all’intervallo sul 62-62. Il terzo quarto cambia la direzione del match. Minnesota inizia a litigare con il canestro, Jokic e compagni ringraziano e prendono il possesso della gara. A metà frazione 14 punti consecutivi dei padroni di casa spezzano l’equilibrio. Randle ed Edwards vanno a corrente alternata, Murray attacca il canestro e trova liberi in serie, il resto lo fa Jokic che, nonostante qualche turnover di troppo, resta un matchup davvero complicato per la frontline di Minnesota. La risposta degli ospiti però non si fa attendere e con l’ottimo impatto di Dosunmu arriva il break di 21-8 che riporta in scia Minny. Gobert mostra i muscoli sotto canestro, i T-Wolves arrivano al -5 a due minuti dalla fine ma Denver gestisce con personalità i possessi importanti e tiene a distanza la squadra ospite, trovando così il successo. Si resta a Denver per Gara 2, in programma lunedì. 

Los Angeles Lakers - Houston Rockets 107-98 (1-0)

Senza Luka Doncic e Austin Reaves da una parte e Kevin Durant dall’altra, sono le difese a fare la differenza in gara-1 tra Lakers e Rockets. E quella dei padroni di casa tiene Houston ad un misero 37.3% complessivo dal campo, forzando 12 palle perse e mantenendo di fatto sempre salde le redini della partita. Anche perché nell’altra metà campo, poi, i Lakers tirano con un eccellente 60.6% di squadra e, oltre al loro super veterano, trovano diversi protagonisti a sorpresa.
Non arriva l’atteso confronto tra leggende con Durant, ma LeBron James, all’esordio in quelli che sono i playoff numero 19 della sua carriera, è comunque concentratissimo e guida i Lakers alla vittoria con 19 punti, 13 assist, 8 rimbalzi, 2 palle rubate, una stoppata e 9/15 al tiro.
Senza Doncic e Reaves, i Lakers in attacco hanno bisogno di trovare altre soluzioni. Detto, fatto: a farsi carico della pericolosità dal perimetro ci pensa Luke Kennard, autore del suo career high ai playoff con 27 punti e uno strepitoso 5/5 al tiro da tre. Sotto canestro, invece, ci pensa Deandre Ayton, che chiude in doppia doppia con 19 punti e 11 rimbalzi.
La manovra offensiva è stata il tallone d’Achille dei Rockets per tutta la stagione e in gara-1 alla Crypto.com Arena la problematica viene acuita dall’assenza di Durant. Un’assenza che rende ancora più prevedibili le soluzioni in attacco, dove Alperen Sengun e Reed Sheppard segnano rispettivamente 19 e 17 punti ma tirando 6/19 e 6/20 dal campo. 

NBA Play Off, Eastern First Round: Cavs e Knicks in controllo!

Cleveland Cavaliers - Toronto Raptors 126-113 (1-0)

Donovan Mitchell non fa sconti ai Raptors e Cleveland apre la postseason 2026 con un convincente successo sulla compagine canadese. Il leader dei Cavs tocca quota 30 punti per la nona volta consecutiva nel suo primo match di playoff e trascina quindi Cleveland alla vittoria realizzandone 32. I padroni di casa dopo un primo tempo equilibrato cambiano marcia nei minuti finali del secondo quarto e piazzano il parziale che decide il match (27-9) a cavallo tra la fine del secondo periodo e l’inizio del terzo. Fondamentale per Cleveland il recupero di Strus, il quale sembra aver ritrovato la forma migliore dopo il lungo infortunio e fa la differenza con i suoi 24 punti in 24’ dalla panchina. I Cavs arrivano al +24 all’inizio del quarto periodo poi amministrano senza grosse difficolta il tentativo di rimonta dei Raptors. 22 punti e 10 assist per Harden, 24, invece, per Barrett. Gara 2 andrà in scena sempre a Cleveland lunedì. 

New York Knicks - Atlanta Hawks 113-102 (1-0) 

Vittoria all’esordio ai playoff sulla panchina dei Knicks per Mike Brown, che vede i suoi partire molto forte nel 1° quarto, mantenersi in testa per tutta la partita e, quando Atlanta prova ad alzare il ritmo e a rientrare nel 4° quarto, piazzare un parziale di 10-0 che di fatto chiude la contesa quando ci sono ancora 4 minuti da giocare e lancia i padroni di casa sull’1-0 nella serie.
Che l’attacco dei Knicks giri attorno al talento di Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns è cosa nota, e contro gli Hawks i due si dividono, anche dal punto di vista della tempistica, il peso della manovra offensiva di squadra. Brunsonsegna 19 dei suoi 28 punti nel solo 1° quarto, Towns invece domina il secondo tempo, in cui segna 19 dei suoi 25 punti totali ed è protagonista del parziale che nel 4° quarto consegna la partita a New York.
Agli Hawks, invece, non bastano i 26 punti del veterano CJ McCollum e i 23 di Jalen Johnson, anche perché la squadra gioca una prima parte di gara troppo arrendevole, soprattutto nella metà campo difensiva, e quando gli uomini di coach Quin Snyder trovano il ritmo giusto è davvero troppo tardi.

sabato 18 aprile 2026

NBA Play In: Orlando e Phoenix volano ai Play Off!

Phoenix e Orlando conquistano gli ultimi due posti disponibili per i playoff. Battono Golden State e Charlotte al play-in e guadagnano da ottava testa di serie l’incrocio di primo turno rispettivamente con Oklahoma City e Detroit, le capoclassifica di Ovest ed Est. Jalen Green imperversa, Paolo Banchero mostra i muscoli, Warriors e Hornets finiscono la benzina con la stagione in bilico, nella partita dentro-fuori che contava di più. E vanno in vacanza già in aprile. Non vedere Steph Curry ai playoff è una notizia, oltre che un rammarico. 

Orlando Magic - Charlotte Hornets 121-90

Da dove salta fuori questa versione dei Magic? Non si era mai vista in stagione regolare. La sfoderano al momento opportuno, con la stagione in bilico nella sfida del play-in tra ottava e nona a Est. Si dimostrano più grossi, più fisici, più determinati degli Hornets, esattamente quelli immaginati prima di questa sinora deludente stagione. I lunghi di Orlando imperversano: Paolo Banchero, Wendell Carter, Franz Wagner, persino Goga Bitadze. Charlotte fa una figuraccia. Molle, inadeguata in difesa. E prolunga così a dieci le stagioni di fila senza playoff. I progressi in attacco nel 2026 sono stati evidenti e il nucleo di squadra è giovane, ma al dunque è mancato tanto, troppo, sul piano della durezza fisica e mentale per evitare le vacanze anticipate ad aprile.
68-37 Magic a fine primo tempo. All’intervallo i Magic hanno già chiuso i conti, avanti anche di 35 punti. Tirano col 61% contro il 32% avversario. Hornets con 11 palle perse. Paolo Banchero 16 punti, Wendell Carter con 12, i lunghi dei padroni di casa banchettano. Il 38-16 Magic del 1° quarto dice tutto dell’approccio contrapposto alla sfida. 23 punti per LaMelo Ball, che era a secco, nel 3° quarto: troppo tardi perché Orlando dopo 36’ è comunque avanti 102-71. Contro Philadelphia nella prima uscita del play-in aveva segnato appena 97 punti. Al Kia Center quella dei Magic diventa una passerella, domenica a Detroit in Gara 1 dei playoff contro la testa di serie n.1 della Eastern Conference sarà tutto più complicato. 

Phoenix Suns - Golden State Warriors 111-96

Jalen Green fa il fenomeno. Fa quello che i Suns lo scorso anno si aspettavano da Kevin Durant con cui a fine stagione allora è stato poi scambiato. La guardia di Phoenix segna 36 punti, fa (quasi) sempre canestro contro Golden State e regala i playoff ai Suns che a ottobre 2025 non erano immaginati tra le prime 8 squadre della Western Conference. L’incrocio di primo turno con i Thunder campioni in carica è proibitivo, ma la stagione comunque positiva, ormai. Golden State, e non deve sorprendere nessuno, non recupera fisicamente e mentalmente, in sole 48 ore, dal successo di Los Angeles contro i Clippers. Troppi giocatori logori e acciaccati, la differenza di energia e atletismo si rivela determinante. 
Settima contro decima a Ovest. Phoenix senza Mark Williams, acciaccato. 13-2 di partenza Suns e 7 palle perse nei primi 8’ per i Warriors, il loro tallone d’Achille. Diventa 33-15 dopo il 1° quarto di gioco. I Suns frenano, però: tirano 5/20 nel 2° periodo, sono avanti “solo” 50-45 all’intervallo. Ottimo impatto dalla panchina ospite di Gary Payton, Curry con appena 7 punti, Jalen Green con 14. Kris Porzingis zoppica, Green continua a imperversare - la difesa dei Dubs non ha antidoti per lui - i Suns salgono +16 sul 69-53 ed è De’Anthony Melton a tenere in partita i californiani. 78-69 Phoenix dopo 36’, Green già con 27 punti. Curry segna un paio di triple nel 4° periodo, ma un 8-0 personale di Green chiude la gara. A 1’ dalla fine Devin Booker e Draymond Green vengono espulsi, ma le prospettive non cambiano. Suns ai playoff contro Oklahoma City, Warriors a casa. Dopo la rimonta a casa Clippers hanno finito i miracoli. Coach Kerr è in scadenza di contratto: sarà rivoluzione a San Francisco?

Ecco il quadro completo dei Play Off, nelle due Conference, con relativi tabelloni.

EASTERN CONFERENCE

Detroit Pistons - Orlando Magic
Cleveland Cavaliers - Toronto Raptors

Boston Celtics - Philadelphia 76ers
New York Knicks - Atlanta Hawks

WESTERN CONFERENCE

Oklahoma City Thunder - Phoenix Suns
Los Angeles Lakers - Houston Rockets

San Antonio Spurs - Portland Trail Blazers
Denver Nuggets - Minnesota Timberwolves

venerdì 17 aprile 2026

Eurolega, 38° giornata: Virtus chiude in bellezza! Milano K.O.! Il quadro completo dei Play In!

Interrompe l'emorragia la Virtus Bologna, che dopo 8 sconfitte consecutive ritrova la vittoria in Eurolega andando a sbancare l'Aza Nikolic Hall, temporanea casa del Maccabi.
Carsen Edwards (19 punti, 5 rimbalzi e 4 assist), Saliou Niang (16 punti, 5 rimbalzi e 3 recuperi), Derrick Alston (18 punti, 5 rimbalzi e 5 assist) e Aliou Diarra (13 punti e 8 rimbalzi) rendono quanto meno dolce il commiato dalla competizione alle "V Nere", un ottimo Lonnie Walker (24 punti) non basta agli "Yellows".

Cade Milano al Pireo contro un Olympiacos determinato a chiudere al primo posto la Regular Season.
Tengono comunque botta le "Scarpette Rosse" con Shavon Shields (24 punti) e Armoni Brooks (13 punti), ma i "Reds" non fanno sconti e si prendono partita e primato con Sasha Vezenkov (20 punti e 4 rimbalzi), Tyler Dorsey (18 punti), Nikola Milutinov (13 punti e 15 rimbalzi) e Donta Hall (14 punti e 5 rimbalzi).

Dopo 5 sconfitte di fila rialza la testa il Fenerbahce, che va a vincere a Lione.
Talen Horton-Tucker (21 punti e 4 rimbalzi) e Tarik Biberovic (17 punti) si caricano i campioni in carica sulle spalle, Asvel (in striscia negativa aperta di 8 sconfitte consecutive) che tenta la rimonta nel finale con Shaquille Harrison (25 punti, 5 rimbalzi e 4 recuperi) e Braian Angola (16 punti, 7 assist e 5 rimbalzi), ma sorridono i turchi.

Chiude con una vittoria la sua Eurolega anche il Partizan, che supera in casa il Baskonia.
Carlik Jones (13 punti, 7 rimbalzi e 6 assist), Sterling Brown (13 punti) e Tonye Jekiri (16 punti e 5 rimbalzi) sono decisivi per i serbi, bene Mamadi Diakite (20 punti, 6 rimbalzi e 4 recuperi) e Timothè Luwawu-Cabarrot (13 punti e 7 rimbalzi) per i baschi.

Vittoria e terzo posto per il Real Madrid, dopo il netto successo interno sulla Stella Rossa.
Facundo Campazzo (16 punti, 8 assist e 3 recuperi), Mario Hezonja (19 punti) e Theo Maledon (12 punti, 5 rimbalzi e 4 assist) guidano i "Blancos" alla riscossa, brutta serata per gli ospiti, fatta eccezione di Jordan Nwora (15 punti e 5 rimbalzi) e Chima Moneke (14 punti, 5 rimbalzi e 4 assist).

Soffre ma sorride lo Zalgiris, che batte Paris e chiude la stagione regolare al 5° posto.
Sylvain Francisco (21 punti e 5 assist), Moses Wright (16 punti, 18 rimbalzi e 3 recuperi) e Maodo Lo (21 punti e 8/11 al tiro) tengono a bada i francesi, che lottano fino alla fine con Nadir Hifi (14 punti e 6 assist), Justin Robinson (17 punti, 8 assist e 4 rimbalzi) e Lamar Stevens (16 punti e 4 rimbalzi).

Lituani che chiudono 5° grazie al tonfo dell'Hapoel, che crolla nettamente a Montecarlo.
Jaron Blossomgame (30 punti e 12/18 al tiro) e Mike James (20 punti e 7 assist) dettano legge al "Salle Gaston Medecin", israeliani che ci provano con Chris Jones (17 punti, 10 assist e 4 rimbalzi), Collin Malcolm (13 punti e 5 rimbalzi) e Dan Oturu (14 punti, 11 rimbalzi e 2 stoppate).

Valencia espugna Zenica, temporanea casa di Dubai, e si prende il secondo posto in classifica.
Brancou Badio (20 punti e 5 rimbalzi) e Darius Thompson (13 punti) suggellano il successo dei "Taronja", si ferma a un passo dai Play In la prima stagione, in Eurolega, degli "emitarini", che si arrendono nonostante Dzanan Musa (21 punti, 9 rimbalzi e 5 assist) e Davis Bertans (17 punti, 7 rimbalzi e 4 assist).

Va sul velluto il Panathinaikos contro un dimesso Anadolu Efes.
Nikos Rogkavopoulos (24 punti e 7/8 dal campo), Kendrick Nunn (18 punti e 6 assist), Mathias Lessort (14 punti e 7 rimbalzi) e Kenneth Faried (14 punti e 6 rimbalzi) consegnano il 7° posto ai "Greens", per gli ospiti almeno Sehmus Hazer (13 punti) e Jordan Loyd (15 punti) ci provano.

Tutto facile anche per il Barcellona, che supera il Bayern Monaco e chiude al 9° posto la stagione regolare.
Dario Brizuela (16 punti), Youssoupha Fall (14 punti e 12 rimbalzi) e Will Clyburn (22 punti, 7 rimbalzi e 5 assist) si divertono, bavaresi che ne escono male, nonostante Neno Dimitrijevic (15 punti) e Isiaha Mike (17 punti).

Classifica finale:

Olympiacos 52 (26-12)
Valencia 50 (25-13)
Real Madrid 48 (24-14)
Fenerbahce 48 (24-14)
Zalgiris 46 (23-15)
Hapoel 46 (23-15)
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Panathinaikos 44 (22-16)
Monaco 44 (22-16)
Barcellona 42 (21-17)
Stella Rossa 42 (21-17)
------------------------------
Dubai 38 (19-19)
Maccabi 36 (18-20)
Bayern Monaco 34 (17-21)
Milano 34 (17-21)
Partizan 32 (16-22)
Paris 30 (15-23)
Virtus Bologna 24 (14-24)
Baskonia 26 (13-25)
Anadolu Efes 24 (12-26)
Asvel 16 (8-30)

Qualificate ai Play Off: Olympiacos, Valencia, Real Madrid, Fenerbahce, Zalgiris, Hapoel

Ammesse ai Play In: Panathinaikos, Monaco, Barcellona, Stella Rossa

I Play In si disputeranno in due date: martedì 21 Aprile si giocheranno, in gara unica, Panathinaikos-Monaco e Barcellona-Stella Rossa. La vincente della sfida tra Panathinaikos e Monaco si qualifica ai Play Off come 7° testa di serie (e affronterà il Valencia ai Play Off), la perdente affronterà la vincente di Barcellona-Stella Rossa nel Play In finale, che andrà in scena venerdì 24 Aprile. La vincente sarà la testa di serie numero 8 dei Play Off (e affronterà l'Olympiacos) che, ricordiamo, prenderanno il via martedì 28 Aprile e che, per il momento, vedranno, come sfide certe, Real Madrid-Hapoel e Fenerbahce-Zalgiris.

 

giovedì 16 aprile 2026

NBA Play In: Philly stende Orlando! Infinito Steph e Warriors ancora vivi!

Philadelphia 76ers - Orlando Magic 109-97

Settima contro ottava di stagione regolare della Eastern Conference contro alla Xfinity Mobile Arena. Vince la squadra di casa, trascinata dalla coppia di giovani guardie, Tyrese Maxey, 25 anni e 31 punti, e VJ Edgecombe, la matricola, 20 anni e 19 punti. Pur senza Joel Embiid, reduce dall’operazione di appendicite e sostituito da un positivo Andre Drummond, i 76ers tengono sotto canestro, mortificando uno sciagurato Paolo Banchero che non ne azzecca una e chiude 7/22 al tiro con 6 palle perse. I Magic si aggrappano a Desmond Bane, l’unico all’altezza dell’occasione, con 34 punti, ma che è solo come un eremita nell’attacco di Orlando che proprio non carbura e chiude sotto i 100 punti nonostante i 31 tiri liberi a disposizione. Philly si guadagna l’incrocio di playoff con Boston, la seconda testa di serie a Est, forse la prima favorita di conference, ma a dovrebbe recuperare Embiid, quantomeno.
59-55 Philly a fine primo tempo, nessuna delle due squadre avanti più di sei punti nei primi 24’. Tyrese Maxey già con 16 punti, Desmond Bane addirittura con 19. Edgecombe segna il canestro del 73-62, quello dell’allungo in doppia cifra di vantaggio, ma Bane riporta sotto i suoi, 79-74 a fine 3° quarto. Orlando torna -1, ma Maxey preme di nuovo sull’acceleratore attaccando il canestro in penetrazione. Nel finale in volata Banchero ne combina di tutti i colori, Edgecombe senza paura alla sua prima post season, segna i canestri decisivi. Philadelphia conquista i playoff, Orlando ospiterà Charlotte venerdì 17 aprile per salvare la propria deludente stagione. 

Los Angeles Clippers - Golden State Warriors 121-126

Nona contro decima di stagione regolare della Western Conference contrapposte all’Intuit Dome di Los Angeles. Dove Steph Curry e i Warriors dimostrano una volta di più cosa significhi la mentalità vincente, quella che ha regalato loro 4 titoli dal 2015 in poi. Il numero 30 segna 35 punti, Draymond Green “ammanetta” Kawhi Leonard, il 39enne Al Horford segna quattro triple di fila e così i Dubs piazzano la rimonta a sorpresa e restano in corsa per i playoff. I Clippers sembrano a lungo in controllo, avanti alla fine di primo, secondo e terzo quarto, poi sopra 98-85, addirittura. Ma Coach Lue va in tilt, con Brook Lopez che diventa un boomerang in difesa e senza uno straccio di schema offensivo da proporre con la stagione in bilico. Risultato: i Clippers vanno in vacanza già a metà aprile.
Clippers avanti 31-22 dopo il 1° quarto, ma un 13-0 di parziale dei Dubs per iniziare il 2° periodo li riporta sopra. Però appena torna sul parquet Leonard rimette subito le cose a posto per i suoi, che conducono 61-53 a metà partita. Kawhi con 14 punti e 6 rimbalzi, Curry con 8 punti, ma tirando 2/9 dal campo. Un arbitro, Ben Taylor, viene sostituito dopo pochi minuti nel 3° quarto, infortunato. Curry si inventa un terzo periodo da 16 punti. Fa canestro come e da dove vuole. Immarcabile. Eppure è 89-83 Clippers dopo 36’ grazie agli sprazzi offensivi di Ben Mathurin e John Collins. La palle perse, 20, sembrano deragliare i Warriors. Persino 98-85 Los Angeles, ma un eccellente Porzingis annichilisce Lopez e quattro triple di fila di Al Horford cambiano l’inerzia della gara, segnano il primo sorpasso ospite dal 2° quarto sul 117-115. Dray Green neutralizza Leonard, che segna appena 2 punti nel 4° periodo, una tripla di Curry a 50” dalla fine vale il +3 Dubs. Game over. I Warriors vanno a Phoenix, i Clippers s’interrogano sui perché di un’altra stagione fallimentare.

mercoledì 15 aprile 2026

UFFICIALE: Joffrey Lauvergne torna al Partizan

Ritorno al Partizan Belgrado per Joffrey Lauvergne.
Nato a Mulhouse il 30 Settembre 1991, è un’ala/pivot francese di 211 cm per 118 kg.
Dopo aver iniziato nel Centre Federal si trasferisce allo Chalon, nel 2009, dove resta tre anni e vince uno scudetto, due Coppe di Francia e una Supercoppa Francese.
Una breve apparizione al Valencia anticipa il suo passaggio al Partizan Belgrado: due stagioni sulle rive del Danubio, mette in bacheca una Lega Adriatica, due scudetti, gioca una finale di Eurolega nel 2010 e, intanto, l’NBA si accorge di lui, perché al Draft del 2013, con la 55° scelta assoluta, viene selezionato dai Memphis Grizzlies.
L’approdo in NBA deve attendere, perché prima c’è una stagione in Russia, al Khimki Mosca, poi lo sbarco oltreoceano.
Inizia con la maglia dei Denver Nuggets (8 punti, 5 rimbalzi e 1 assist di media), la stagione 2016/2017 la inizia con gli Oklahoma City Thunder (5.7 punti, 3 rimbalzi e 1 assist di media), per poi chiuderla ai Chicago Bulls (4.5 punti, 3.4 rimbalzi e 1 assist di media).
La stagione 2017/2018 l’ha trascorsa ai San Antonio Spurs, dove ha prodotto 4.1 punti e 3.1 rimbalzi di media.
Torna in Europa nell'estate del 2018, e fino al 2020 ha giocato al Fenerbahce, dove ha vinto 2 Coppe di Turchia, mentre dal 2020 al 2022 è stato in forza allo Zalgiris Kaunas (ha vinto uno scudetto e due Coppe di Lituania, entrambe da MVP).
Nelle ultime tre stagioni ha giocato nell'ASVEL Villeurbanne (vince una Leaders Cup), e in quella scorsa ha messo assieme 11.3 punti, 5 rimbalzi e 1.1 assist di media in Eurolega e 11.5 punti, 4.1 rimbalzi e 1.1 assist di media in Pro A.
Dopo aver vinto un bronzo agli Europei Under 20 in Spagna, nel 2011, dal 2013 Lauvergne è nel giro della Nazionale Francese, con la quale si è laureato campione d’Europa in Slovenia proprio nel 2013, è bronzo europeo nel 2015 in Francia ed è bronzo mondiale in Spagna nel 2014, oltre ad aver preso parte alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016 e agli Europei del 2017. 

NBA Play In: Charlotte da impazzire! Colpo Blazers!

Charlotte Hornets - Miami Heat 127-126 d.o.t.

La postseason Nba non poteva iniziare nel modo migliore. Hornets-Heat, infatti, regala un po’ di tutto: emozione, spettacolo, giocate da applausi, un finale pazzesco e anche un bel po’ di polemiche per alcune sviste arbitrali. Alla fine a sorridere sono i padroni di casa che allungano quindi la propria stagione e si guadagnano il diritto di giocarsi il pass per la postseason venerdì contro la perdente della sfida 76ers-Magic. Miami protesta per la mancata chiamata arbitrale all’inizio del secondo quarto sulla giocata cervellotica di Ball che da terra prende per una caviglia Adebayo e gli fa perdere l’equilibrio, il lungo di Miami nella caduta si infortuna alla schiena ed è costretto a gettare la spugna. Un chiaro “Flagrant” che però gli arbitri non rilevano. Miami senza il suo centro riesce comunque e tenere testa a una squadra che sta attraversando un grande momento di forma, toccando anche al +7 nella frazione finale per arrivare al +3 a 12’’ dalla sirena. Charlotte disegna una giocata per White che in equilibrio precario trova una tripla dall’altissimo quoziente di difficoltà che pareggia i contro a 10’’ dalla fine. Una partita davvero bella regala quindi il supplementare che la squadra di casa sembra poter controllare toccando il +5 a 26’’ dalla fine. Nelle battute finali però succede letteralmente di tutto. Prima Herro avvicina Miami con una tripla incredibile, poi Ball ci mette del suo con un turnover evitabile, condito un paio di secondi più tardi dal fallo sulla conclusone di Herro dalla lunga distanza. La guardia di Miami fa 3/3 della lunetta riportando gli ospiti avanti, LaMelo Ball però si riscatta con una penetrazione delle sue. Non è finita, gli Heat arrivano nell’area di Charlotte ma la conclusione di Mitchell viene stoppata da Bridges, gli Hornets così restano in vita con Miami che, invece, va in vacanza.

Phoenix Suns - Portland Trail Blazers 110-114

Un Avdija (41 punti e 12 assist) assolutamente immarcabile si carica sulle spalle i Blazers e li trascina ai playoff. Portland cambia passo nella seconda metà della frazione finale, recupera un passivo di 11 lunghezze e trova il successo a Phoenix, guadagnandosi così la sfida con gli Spurs di Wemby nei playoff. I Suns dovranno invece giocarsi l’ultimo pass disponibile per la postseason venerdì tra le mura amiche contro la vincente della sfida Clippers-Warriors. Portland tiene in mano le redini del gioco fino alla metà della terza frazione quando Phoenix decide di alzare il ritmo e con le giocate della coppia Green-Booker cambia direzione al match. La squadra di casa piazza così un parziale di 24-4 a cavallo tra la fine del terzo periodo e l’inizio del quarto, arrivando al vantaggio in doppia cifra. Ma proprio quando l’inerzia sembra saldamente nelle mani dei Suns, Avdija si rimette ad attaccare il canestro e tutto si complica per Phoenix. Portland risponde con un contro parziale di 18-6 tornando davanti. Il finale poi si gioca punto a punto con la compagine dell’Arizona che però fallisce liberi importanti offrendo così il fianco al ritorno di Portland. Sotto di una lunghezza a 16’’ dalla fine la squadra ospite mette naturalmente il pallone nelle mani dell’israeliano che arriva al ferro trova il canestro condito dal fallo di Brooks. Il gioco da tre riporta i Blazers sul +2, la tripla di Green poi muore sul ferro e Grant chiude i conti. 

martedì 14 aprile 2026

UFFICIALE: Brindisi firma Tajion Jones

La Valtur Brindisi ha ingaggiato Tajion Jones.
Nato a Oak Ridge (Tennessee) l'11 Febbraio 1999, è una guardia/ala americana di 196 cm per 90 kg.
Prodotto di University of North Carolina Asheville (149 partite dal 2018 al 2023, 13.3 punti, 4.5 rimbalzi, 1 assist e 1 recupero di media), da professionista esordisce in Olanda, nel ZZ Leiden.
Nell'ultima stagione e mezzo ha giocato in Italia, a Cremona, e in quella in corso stava viaggiando a 6 punti e 2.5 rimbalzi di media in Serie A.

lunedì 13 aprile 2026

UFFICIALE: Aleksander Sekulic è il nuovo allenatore di Dubai

Cambio in panchina per il B.C. Dubai, che esonera Jurica Golemac (fatale la sconfitta in Eurolega contro l'Anadolu Efes, che ha pregiudicato parecchio la possibilità di accedere ai Play In per la compagine emitarina) e lo sostituisce con Aleksander Sekulic.
Nato a Lubiana il 24 Febbraio 1978, Sekulic inizia ad allenare nello Slovan Lubiana, dove resta dal 1996 al 2008, svolgendo la solita trafila, ovvero giovanili, assistente e poi head coach.
Un anno a Kranj e uno a Koper anticipano l'esperienza al Krka Novo Mesto, dove allenerà dal 2010 al 2015 vincendo uno Scudetto e una Supercoppa Slovena.
Skofja Loka e Primorska anticipano lo sbarco al Nymburk, dove allena dal 2017 al 2022 vincendo uno Scudetto e una Coppa di Repubblica Ceca.
Nell'estate del 2022 si trasferisce in Russia: allena due anni la Lokomotiv Kuban (massimo risultato le semifinali di VTB United League nel 2024), mentre nella scorsa stagione ha allenato lo Zenit San Pietroburgo, arrivando fino alla finale della VTB United League.
Dal 2020 Sekulic è anche il Commissario Tecnico della Nazionale Slovena, con la quale ha raggiunto il quarto posto alle Olimpiadi di Tokyo 2021, e ha disputato i Mondiali del 2023 (7° posto) e gli Europei del 2022 (6° posto) e del 2025 (7° posto).

NBA 2025/2026: i verdetti al termine della Regular Season

Si è appena conclusa la Regular Season NBA, questi i primi accoppiamenti Play Off e gli accoppiamenti Play In.

EASTERN CONFERENCE

Detroit Pistons, Boston Celtics, New York Knicks, Cleveland Cavaliers, Toronto Raptors e Atlanta Hawks sono le qualificate dirette ai Play Off, con Knicks-Hawks e Cavs-Raptors come primi incroci certi.

Philadelphia 76ers-Orlando Magic e Charlotte Hornets-Miami Heat saranno i due Play In.

La vincente di 76ers-Magic va ai Play Off come testa di serie numero 7 (e affronterà i Boston Celtics ai Play Off), la perdente di questa sfida affronta la vincente di Hornets-Heat per la testa di serie numero 8, andando ad incrociare i Detroit Pistons ai Play Off.

WESTERN CONFERENCE

Oklahoma City Thunder, San Antonio Spurs, Denver Nuggets, Los Angeles Lakers, Houston Rockets e Minnesota Timberwolves sono le qualificate dirette ai Play Off, con Nuggets-Wolves e Lakers-Rockets come primi incroci certi.

Phoenix Suns-Portland Trail Blazers e Los Angeles Clippers-Golden State Warriors saranno i due Play In.

La vincente di Suns-Blazers va ai Play Off come testa di serie numero 7 (e affronterà i San Antonio Spurs ai Play Off), la perdente di questa sfida affronta la vincente di Clippers-Warriors per la testa di serie numero 8, andando ad incrociare gli Oklahoma City Thunder ai Play Off.

I due tornei Play In si disputeranno tra il 14 e il 17 Aprile, mentre i Play Off inizieranno il 18 Aprile.