giovedì 4 giugno 2026

UFFICIALE: Luca Vitali è il nuovo allenatore di Sassari

Luca Vitali è il nuovo allenatore della Dinamo Sassari.
Nato a San Giorgio di Piano il 9 Maggio 1986, dopo una carriera da giocatore durata 22 anni inizia ad allenare, e lo fa a Cremona, nella passata stagione, dove è assistente di Pierluigi Brotto sulla panchina della Vanoli, con la squadra che chiude all'11° posto in Serie A centrando la salvezza.
 

LBA Play Off, Semifinali: Devastante Milano! Virtus spalle al muro!

Olimpia Milano - Germani Brescia 93-68 (2-1)

Terzo quarto senza storia e Milano si porta sul 2-1 contro Brescia, battuta 93-68 e si replica, in gara 4 sempre al Forum tra 48 ore, in palio c'è la quinta finale Lba negli ultimi sei anni. Un parziale che non lascia scampo alla Leonessa: 23-10, ma è decisivo il break Olimpia 17-3 tra il 24’ e la sirena di fine periodo con protagonisti Ellis-Brooks-Shields-Leday-Nebo. L’equilibrio aveva regnato nel primo tempo: 44-43 all’intervallo (e per Brescia oltre il danno la beffa, con l'infortunio occorso a Burnell nel primo tempo e mai più visto in campo), poi il quintetto scelto da coach Poeta accende il turbo non solo sul fronte offensivo (Milano chiuderà con il 59% da due), ma dominando anche a rimbalzo e alzando l'intensità in difesa. Il risultato è +14 dopo 30', massimo vantaggio che diventa +25 nell'ultimo quarto grazie anche all'energia di Bolmaro, che si prende la scena dopo esser rimasto a lungo in panchina.
In attacco on fire Shields sin dalla palla a due (i primi 8 punti dell’Ea7 portano la sua firma), con lui Mannion, 10 a referto di cui 8 di fila nel secondo quarto. Bene Nebo, 12 rimbalzi e come in gara 1 difesa forte su Bilan: il croato trova il primo canestro a inizio secondo tempo e chiude con 1/10 al tiro e solo 3 rimbalzi. Brescia, con Massinburg al posto di Nunn, tiene per 24’ grazie a un buon Della Valle (9/9 dalla lunetta) e alla solidità di Ndour (5/9 al tiro, 5 rimbalzi e 3 stoppate). Poi, come detto, il crollo negli ultimi 16’ per un parziale che dice tutto: 40-18.

Reyer Venezia - Virtus Bologna 89-85 (2-1)

Non bastano 30’ minuti in vantaggio e un Edwards da 31 punti (8/13 da 3) alla Virtus per battere Venezia, che vince 89-85. Trascinata da Tessitori, che chiude in doppia doppia, 22 punti (massimo in carriera in Serie A) e 10 rimbalzi, la Reyer si procura il match point per la finale scudetto. Decisivo il quarto periodo da 30 punti 4/6 da 3) che indirizza la gara. Ottime anche le prove di Bowman (7 punti) e Parks (15). Sabato sera gli orogranata potranno provare a chiudere in casa la serie. 
La Virtus parte fortissimo al Taliercio, facendo subito capire di volersi guadagnare il match point per andare a difendere il titolo vinto lo scorso anno. Edwards è ancora caldissimo da gara 2 e firma un primo tempo pazzesco (19 punti, 5/6 da 3 al 20’). Bologna chiude il primo quarto a quota 28 punti, toccando il +12 al 10’ dopo i canestri di Ferrari, Smailagic e del solito Edwards. Nel secondo periodo, la Reyer reagisce, sfruttando l’energia di capitan Tessitori (14 punti e 9 rimbalzi all’intervallo) e qualche accorgimento di Spahija, che, sfruttando il pick and roll, consente ai suoi di avvicinarsi a canestro. Gli orogranata hanno però un problema dall’arco (2/12 al 20’). Le triple di Bowman e Wiltjer sbloccano i padroni di casa dai 6,75 e valgono la parità quota 40, prima che, in una manciata di secondi, la Virtus confezioni un 5-0, grazie ai canestri di Edwards e Dos Santos (40-45 all’intervallo lungo). 
I lagunari approfittano di qualche palla persa degli avversari (6 nel terzo periodo) per distendersi in transizione e piazzare un 7-0 che regala loro il vantaggio. Bologna però si riassesta, segnando con Niang ed Edwards e il match resta punto a punto. Il doppio play di Venezia, continua a funzionare, come già successo nel primo tempo. Candi mette pressione sulla palla, Cole crea con la palla in mano. La Reyer piazza un break di 8-0, sublimato dalla schiacciata di Tessitori (69-63 al 32’). Nel quarto quarto, dopo una review, Hackett viene espulso per una testata a Candi, che dalla lunetta firma il +10. La Virtus però, in transizione e sfruttando le triple dei soliti Edwards e Niang e i canestri interni di Diouf, risale fino al -3 (81-78 al 36’). Nell’ultimo minuto un paio di canestri in penetrazione di Bowman decidono la gara. Bologna sbaglia più volte il tiro del -1 ma non basta. Il match point è nelle mani di Venezia. 

UFFICIALE: Franco Ciani è il nuovo allenatore di Pistoia

Franco Ciani è il nuovo allenatore della Estra Pistoia.
Nato a Udine il 24 Marzo 1961, dopo un periodo di formazione nella città natale ottiene subito il primo incarico in una squadra senior, a Cividale del Friuli, dove allena dal 1987 al 1990 ottenendo una promozione in serie C.
Nel 1990/1991 è assistente ad Avellino, idem la stagione successiva a Padova, con un anno da capo allenatore a Fidenza ad intervallare altre due esperienze da assistente, a Firenze e Vicenza.
Nell’estate del 1996 Fabrizio Frates lo vuole come suo assistente diretto a Gorizia, esperienza che dura fino al 1999 con tanto di promozione in serie A nel 1998.
Nel 1999/2000 vive la sua prima avventura da capo allenatore in serie A, ottenendo una buona salvezza a Cantù, esperienza che terminerà all’inizio della stagione successiva, quando viene esonerato dopo un iniziale record di una vittoria e 10 sconfitte.
Nel 2001/2002 inizia in A2, a Rimini, ma anche qui viene esonerato, quindi accetta la panchina di Sassari, dove resta dal 2002 al 2004 ottenendo la promozione in A2 al primo colpo.
Nel 2004/2005 è ancora B1, a Casale Monferrato, ed è ancora promozione in A2 al primo colpo.
Torna, quindi, in serie A nel 2006/2007, a Livorno, ma viene esonerato dopo 15 partite (4 vinte e 11 perse).
Dal 2007 al 2009 torna ad allenare in serie B, ad Osimo, nel 2009/2010 scende addirittura in B2, a Massafra, dove centra la promozione in B1.
Nell’estate del 2011 è Agrigento ad affidargli la panchina, e questa sarà l’esperienza della sua vita, visto che durerà ben 8 anni.
Al primo colpo è subito promozione in B1 e vittoria della Coppa Italia LNP, nel 2013/2014 ottiene la storica promozione in A2 e, nella stagione successiva, da neopromossa, la squadra arriva fino alla finale Play Off, persa solo a gara 5 contro Torino. Dopo altri tre campionati, con i siculi sempre ai Play Off, nel 2018/2019 la squadra non è riuscita a disputare la post season, accontentandosi della salvezza.
Nel Giugno del 2019 accetta la chiamata di Montegranaro, ma viene esonerato a Dicembre causa 11 sconfitte nelle prime 18 partite.
Nel 2020/2021 approda a Trieste, dove è primo assistente di Eugenio Dalmasson: la squadra si classifica al 7° posto in Regular Season e viene eliminata al primo turno dei Play Off.
Nel 2021/2022 prende il testimone di Dalmasson alla guida della prima squadra, portandola ad un passo dai Play Off, persi solo all'ultima giornata (9° posto finale in classifica).
Dal 2022 al 2024 ha allenato la Reale Mutua Torino, sfiorando la promozione in Serie A nel 2023 (perde la finale Play Off contro Pistoia) e venendo eliminato ai quarti di finale nel 2024.
Nel Maggio del 2024 accetta la chiamata di Orzinuovi: viene inizialmente esonerato il 18 Dicembre 2024, nonostante un record di 8 vittorie e 8 sconfitte, per poi essere richiamato il 27 Gennaio 2025, conducendo la squadra ad una salvezza tranquilla.
Ritorna in sella nella scorsa stagione, alla Sebastiani Rieti, in A2: viene esonerato lo scorso 9 Aprile in seguito alla sconfitta a Livorno.
Nella sua lunga carriera Ciani è anche stato assistente prima di Maurizio Buscaglia e poi di Eugenio Dalmasson nella Nazionale Under 20, con un 13° posto (Grecia 2017) e un 8° posto (Germania 2018) ai due Europei di categoria.  

NBA Play Off, The Finals: Brunson Eroico e 1-0 Knicks!

San Antonio Spurs - New York Knicks 95-105 (0-1) 

I Knicks non vogliono saperne di perdere. Anche sotto di 14 lunghezze nel terzo quarto a San Antonio, New York non si scompone, si affida alle giocate del solito Brunson che con le sua magie nel finale regala alla truppa di coach Brown il successo nel primo match di una serie che si annuncia davvero divertente. I Knicks così bagnano il loro ritorno alla Finals dal lontano 1999 con l’ennesimo successo, 105-95 il punteggio, e si prendono quindi il vantaggio del fattore campo nella serie. L’ultima sconfitta dei Knicks risale a ben 41 giorni or sono, una striscia davvero surreale per una postseason assolutamente incredibile. Luci e ombre, invece, per l’attesissimo Wembanyama che chiude con 26 punti e 12 rimbalzi, ma forza troppo dal perimetro e alla fine mette a referto un brutto 6/21 dal campo condito anche da sei palle perse.

Si parte con la Nba che torna all’antica. Il logo del Larry O’Brien Trophy ricompare, finalmente, sul parquet, non succedeva dal lontano 2009 e a bordo campo ci sono parecchie leggende che hanno vestito le maglie delle due finaliste. La buona, e attesa, notizia per i Knicks del prepartita è la disponibilità di Robinson reduce dall’intervento chirurgico al mignolo della mano destra. I Knicks provano subito a lanciare un segnale alla serie. Nei primi minuti la squadra ospite attacca senza paura Wemby, dall’altra parte San Antonio prende triple anche comode ma non riesce a trovare la retina. Così l’aggressività paga e New York arriva al +7 che costringe Mitch Johnson al timeout. Con l’ingresso di Harper però cambia tutto. Il rookie accende l’attacco di San Antonio che con 12 punti consecutivi cambia la direzione del match. Le triple dall’angolo iniziano a entrare e gli Spurs arrivano così al vantaggio in doppia cifra prima di chiudere il quarto di apertura avanti 27-19. Brunson, intanto, si fa male al ginocchio destro ed è costretto a tornare negli spogliatoi. Un bello spavento per i tifosi newyorchesi che si tranquillizzano però quando pochi minuti dopo il leader dei Knicks si ripresenta in panchina. Intanto il suo sostituto Alvarado regala alla squadra ospite non solo la solita energia, ma anche una sorprendente produzione offensiva. Wemby, invece, in attacco balbetta, Fox fa altrettanto e New York riprende i texani. Brunson rientra in campo e con sei punti consecutivi esalta lo spicchio di pubblico, anche parecchio rumoroso, di fede Knicks. Il newyorkese Champagnie però diventa infallibile dalla lunga distanza e scambia anche qualche parolina con Alvarado, il quale risponde per le rime. Il finale di secondo quarto è tutto di marca Spurs con il solito Champagnie che lo chiude con un’altra tripla dall’angolo. San Antonio così va negli spogliatoi avanti 55-48 nonostante un brutto 2/8 dal campo sia per Wemby che per Fox, i 15 punti di Champagnie (5/6 dalla lunga distanza) però pesano come un macigno.

Gli Spurs provano subito ad alzare il ritmo inizio ripresa e scappano subito a +14 con New York che in attacco gira alla larga da Wemby. Il francese continua a faticare al tiro, prendendo anche conclusioni affrettate ma il modo con cui difende dall’altro lato del campo è spaziale. Appena Wembanyama però va a prendere fiato in panchina Towns diventa padrone del campo. New York torna subito sotto segnando sette punti consecutivi e nemmeno il rientro del francese lo rallenta. Le triple di un ottimo Shamet poi completano l’opera, New York prende fiducia e zittisce il Frost Bank Center con il parziale di 17-4 che la riporta davanti. Harper prova a riaccendere l’attacco degli Spurs ma adesso è tutta un’altra partita. Anunoby all’inizio del quarto periodo con due triple consecutive porta i Knicks a +5. Castle risponde ma Brunson con le sue penetrazioni fa capire ai tifosi di San Antonio che il quarto periodo è affar suo. I Knicks così scappano a +8 a cinque minuti dalla sirena. Wemby decide di attaccare a testa bassa e in un attimo arriva il parziale di 9-0 che fa esplodere il Frost Bank Center e riporta avanti i padroni di casa. Dall’altra parte pero c’è il giocatore più affidabile e devastante della Lega nelle battute finali. Brunson risponde presente con una tripla dall’angolo che è un colpo al cuore per gli Spurs. Un Fox davvero deludente (3/13 dal campo) ne combina un’altra con un fallo evitabilissimo su Bridges che mette gli Spurs con le spalle al muro al -4. Un altro turnover di Wemby diventa una sentenza quando a 37" dalla sirena arriva il canestro da cinema del solito Brunson. I Knicks così espugnano San Antonio e mantengono viva l’incredibile striscia di 12 successi consecutivi, conquistando quindi il vantaggio del fattore campo di queste Finals. Gara 2 sempre in Texas alle 2.30 nella notte tra venerdì e sabato.


lunedì 1 giugno 2026

LBA Play Off, Semifinali: ADV-Ivanovic Show e Brescia pareggia! Reazione Virtus!

Germani Brescia - Olimpia Milano 85-79 (1-1)

Si pareggiano i conti al Pala Leonessa: Brescia si prende gara 2 battendo l’Olimpia 85-79 grazie al duo Della Valle-Ivanovic, che combina per 49 punti. A Milano è mancato l’apporto dei suoi leader offensivi (28 tiri segnati su 70 tentativi dal campo) e nel finale paga un eccessivo nervosismo, che consente alla Germani di imprimere lo scossone decisivo. Mercoledì sera, ore 20, la serie si sposta al Forum di Assago per gara 3. 
Brescia parte bene con Ivanovic e Della Valle, mentre lo stesso non si può dire di Milano, che costruisce buoni tiri dall’arco ma non trova il fondo della retina fino alla tripla di Ricci all’8’. La Leonessa si fa valere anche nella lotta a rimbalzo: 16 catturati contro i 9 dell’Olimpia, che a fine primo quarto è già sotto di 8 lunghezze (23-15). Nella seconda frazione la Germani abbassa i ritmi e soffre un Diop straripante in uscita dalla panchina. Un paio di giocate d’astuzia di Della Valle – un’azione da 3+1 ed un altro fallo pescato dal perimetro – mantengono in ogni caso l’inerzia dalla parte dei padroni di casa, che all’intervallo restano avanti 42-36. 
Nella ripresa la difesa di Poeta forza 3 turnover nel giro di 3’, Shields entra in partita e al 26’ il suo assist per l’appoggio di Ellis vale il sorpasso EA7 (49-50). Gli ospiti prendono il comando, ma Adv non ci sta e con 2 triple consecutive riporta il tabellino in parità (60-60) a fine terzo quarto. Al 34’ la gara s’innervosisce, partono scintille tra Della Valle e Diop e arriva pure una testata da parte del lungo milanese: pur chiarendosi poco dopo, il primo viene sanzionato con un tecnico, mentre il secondo viene espulso. Poco dopo Brescia prende il largo con due squilli dall’arco di Ivanovic e Della Valle, mentre rimane del nervosismo tra gli uomini di Poeta, tanto che anche a Guduric viene fischiato un fallo antisportivo. La Germani ne approfitta, vola a +8 (80-72) a 2’ dal termine del match con i liberi di Ivanovic e resiste fino alla fine: la serie torna in parità. 

Virtus Bologna - Reyer Venezia 98-79 (1-1)

In Laguna si va con la serie in parità. Di fronte al burrone rappresentato da un secondo k.o., in gara 2 la Virtus Bologna sterza fin dal primo istante e domina la Reyer Venezia sul 98-79. In Fiera per la squadra di Jakovljevic va tutto a gonfie vele. Cinica, compatta, letale sotto canestro e con un Carsen Edwards in versione demone, con 25 punti e percentuali altissime come il 6/8 da tre, mentre Paris si ferma a 6 punti. Un mix letale che procura 20 punti di vantaggio già prima della pausa lunga, sfiorando il trentello nel finale dopo i soli 12 punti subiti nel terzo periodo. Fondamentale Diouf, il migliore per valutazione (29) frutto della doppia doppia da 18 punti e 11 rimbalzi. Nel pitturato il verdetto è severo: 46-23 per i padroni di casa. Gara 3 giovedì al Taliercio.
La tripla istantanea di Wiltjer potrebbe far pensare al remake di gara 1 invece Bologna scappa subito con Jallow e il lavoro dei suoi lunghi, che nel primo quarto tirano giù 11 rimbalzi contro i 3 degli avversari. Le accelerazioni di Morgan spianano la strada verso la doppia cifra di vantaggio che si fa voragine (+15) quando Edwards entra in moto con 8 punti segnati già alla prima pausa nonostante la partenza dalla panchina. Un vantaggio prezioso perché Vildoza alza bandiera bianca per un problema al fianco e alla Vu Nere serve qualche minuto di assestamento. Valentine però s’incaponisce e non incide, sedendosi in panchina, così basta un canestrone di Hackett per lanciare la fuga definitiva fino al +22 (59-37) frutto di una gran difesa e di tre canestri quasi fotocopia di Diarra contro una retroguardia che invece fa acqua.
Diouf e Niang continuano a volare, Tessitori sbaglia un libero. Parks e Wiltjer steccano concedendo alla Virtus le ripartenze del +27 (74-47) proprio nel momento in cui servirebbe una reazione. Bologna si adagia, Diouf fallisce due liberi e Diarra viene buttato fuori per il secondo tecnico, ma la difesa di Niang e la sesta tripla di Edwards tengono il punteggio quasi invariato al 29’, sul 79-54. Sempre lui, sei minuti più tardi, scrive 29 punti di distacco tra le due squadre, sull’88-59. Nel timeout Spahija chiede ai suoi di chiudere al meglio e lo ascoltano, vincendo l’ultimo periodo 25-16. La testa, però, è ormai a gara 3. 

UFFICIALE: il Real Madrid firma Mady Sissoko

Il Real Madrid ha ingaggiato Mady Sissoko
Nato a Tangafoya il 20 Dicembre 2000, è un centro maliano di 210 cm per 113 kg.
Prodotto di University of California at Berkeley (32 partite nel 2024/2025, 8.3 punti, 8.2 rimbalzi e 1.1 stoppate di media), ha iniziato la stagione in corso a Trieste, dove stava viaggiando a 13 punti, 8.7 rimbalzi e 1.4 stoppate di media in Champions League e a 10.1 punti e 7.2 rimbalzi di media in Serie A.

UFFICIALE: Napoli firma John Petrucelli

La Guerri Napoli ha ingaggiato John Petrucelli, che si lega ai partenopei con un contratto biennale da 1 milione di euro complessivo.
Nato ad Hicksville (New York) il 27 Ottobre 1992, è una guardia/ala americana, in possesso di passaporto italiano, di 193 cm per 86 kg.
Prodotto di Molloy College (85 partite dal 2011 al 2014, 18.7 punti, 7.3 rimbalzi, 3.2 assist e 3.2 recuperi di media), da professionista esordisce in Slovacchia.
Dal 2016 al 2019 gioca in D-League, nel 2019/2020 torna in Europa, in Israele, quindi, nel 2020/2021, ha giocato in Germania, nel Ratiopharm Ulm.
Nel Luglio del 2021 approda in Italia, a Brescia, dove ha giocato fino al 2024, vincendo una Coppa Italia, nell'estate del 2024 si trasferisce a Trapani, dove gioca nel 2024/2025 e inizia la scorsa stagione (6.2 punti, 3.4 rimbalzi, 2.4 assist e 2 recuperi di media in Champions League e 10 punti, 3 assist e 2 rimbalzi di media in Serie A), poi chiusa in Turchia, al Galatasaray, dove ha messo assieme 2.2 punti, 1.4 rimbalzi e 1 recupero di media in Champions League e 5 punti, 2 rimbalzi, 1.4 recuperi e 1 assist di media in T-BSL.
Dal 2022 Petrucelli è nel giro della Nazionale Italiana, con la quale ha disputato le qualificazioni ai Mondiali del 2023, le qualificazioni ad Eurobasket 2025, il Pre Olimpico di San Juan 2024 e sta disputando le qualificazioni ai Mondiali del 2027 (8 punti, 3 rimbalzi, 1.5 recuperi e 1 assist di media fin qui).

UFFICIALE: Trento firma Alessandro Bertini

La Dolomiti Energia Trento ha ingaggiato Alessandro Bertini, che si lega all'Aquila fino al 30 Giugno 2029.
Nato a Brescia il 26 Dicembre 2002, è una guardia/ala di 197 cm per 90 kg.
Cresciuto nelle giovanili della Germani, dopo un'esperienza a San Severo e una a Brianza si trasferisce a Orzinuovi, dove ha giocato dal 2023 al 2025.
Nella scorsa stagione ha giocato a Pesaro, dove ha prodotto 10 punti, 3.2 rimbalzi, 1.1 assist e 1.1 recuperi di media in A2. 

domenica 31 maggio 2026

NBA Play Off, Western Final Conference: Capolavoro Spurs e ritorno alle Finals dopo 12 anni!

Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 103-111 (3-4)

I San Antonio Spurs tornano alle Finals Nba dopo dodici anni. Vincono Gara 7 della finale playoff dell’Ovest a Oklahoma City battendo i Thunder 111-103, chiudono la serie 4-3, eliminano i campioni in carica superandoli a casa loro. Non hanno neppure bisogno di un Victor Wembanyama versione Superman per imporsi, il francese chiude con 22 punti e 7 rimbalzi, ma sono sette i neroargento in doppia cifra di punti al Paycom Center. Julian Champaigne è il jolly tirato fuori a sorpresa dal mazzo delle risorse dei texani, ma i giovanissimi Dylan Harper e Stephon Castle esibiscono l’ennesimo partitone con la stagione in bilico, Devin Vassell non tradisce mai e i veterani, De’Aaron Fox e soprattutto il sesto uomo dell’anno stagionale, Keldon Johnson, aggiungono il carico d’esperienza decisivo. Guadagna la finale - la prima per la franchigia dal 2014, dall’era Duncan - la squadra più forte, quella con più talento nei primi sette giocatori di rotazione. Questa è già l’era Wembanyama, premiato come miglior giocatore della serie. A 22 anni, alla prima partecipazione ai playoff, s’è già preso la scena. S’è già preso quasi tutto…Per aggiungere la ciliegina sulla torta gli Spurs dovranno superare i New York Knicks, i vincitori dell’Est, Che arriveranno riposati, dopo il 4-0 su Cleveland, a Gara 1 delle Finals, in programma a San Antonio dalle 2.30 di giovedì, ora italiana. 

Oklahoma City non era lo squadrone epocale che era stato raccontato a torto, spesso, durante la stagione regolare. Ma è una signora squadra, campione uscente non per caso. Esce dai playoff dopo aver lottato sino agli ultimi secondi. Shai Gilgeous-Alexander, l’Mvp 2026, che aveva giocato male, per i suoi standard, per gran parte della serie, stavolta non tradisce: 35 punti, 9 assist, fa il possibile, chiude esausto. Ai Thunder mancano i punti degli assenti, gli infortunati Jalen Williams e Ajay Mitchell, anche perché Chet Holmgren incappa in una controprestazione sconsiderata, specie per poca personalità: prende due tiri in tutta la gara. Il coraggio di Alex Caruso e di uno strepitoso Cason Wallace non basta, gli Spurs avevano più talento da mettere sull’altro piatto della bilancia. 

C’è Wallace nel quintetto base Thunder. Subito 27-13 Spurs sulla tripla di Champagnie. Caruso e Jaden McCain riportano sotto OKC appena entra Luke Kornet, sciagurato cambio di Wemby che poi si riscatterà in parte con una stoppata cruciale su Hartenstein nel 4° periodo. 32-25 San Antonio a fine 1° quarto, 9 punti di Castle. Uno strappo offensivo di Shai riporta i Thunder sul 46-47 e Jaylin Williams griffa il canestro del sorpasso, quello del 51-49 OKC, ma un 7-0 di controparziale permette ai texani di chiudere il primo tempo avanti 56-53. 26 rimbalzi a 14 per Oklahoma City, 9 offensivi, così sono tornati sotto. 19 punti per Gilgeous-Alexander, 13 nel 2° quarto. Caruso e Williams partono in quintetto al posto di Dort, pessimo, e Hartenstein alla ripartenza. Le triple di Champagnie, saranno sei alla fine, issano gli Spurs sul 76-65, ma Castle commette il 4° fallo con 5’ da giocare nel 3° periodo e esce. 80-77 Spurs dopo 36’. Un paio di tiri da 3 di Johnson ispirano il 97-86 San Antonio a 8’ dalla fine, però poco dopo arriva il 5° fallo di Wemby. 104-93 sull’appoggio a canestro di Harper con 4’26” rimasti sul cronometro, ma Wallace non si arrende e riporta OKC in scia. 109-103 e palla Thunder, ma Shai è stremato e così la schiacciata di Darius Vassell diventa il punto esclamativo sull’impresa degli Spurs. Ci sarà una diversa squadra campione Nba per l’ottavo anno di fila, confermarsi è diventato tabù. 


sabato 30 maggio 2026

LBA Play Off, Semifinali: Dominio Milano! Super Wiltjer e sorpesa Reyer!

Germani Brescia - Olimpia Milano 72-88 (0-1)

Germani Brescia in gabbia al Pala Leonessa.
L’EA7 Milano usa la frusta già nel secondo quarto, recupera un passivo di 10 punti, chiude avanti sulla sirena all’intervallo e poi mette il turbo nella ripresa trascinata da Brooks in attacco e la coppia Ellis-Nebo in difesa, in grado di annullare l’asse portante dei padroni di casa Della Valle-Bilan. Così l’Olimpia vince gara 1 della prima semifinale Lba con grande autorevolezza: 88-72 il punteggio finale. 
Milano più fresca dopo il 3-0 su Reggio ai quarti di finale, Brescia è apparsa più stanca reduce dal 3-2 sofferto contro Trieste. Il primo quarto della Germani è buono (6 palle perse per Milano e parziale 24-16), in seguito per i restanti 30' in campo si è vista solo e soltanto l'Ea7. Bolmaro la prende per mano nel recupero del passivo con una prestazione a tutto campo (8/13 al tiro, 7 rimbalzi e 22 di valutazione). Il primo tempo si chiude con gli ospiti avanti 42-39, parziale firmato da una tripla allo scadere di Brooks. Milano scappa nella ripresa, break 10-0 e 6 palle perse forzate agli avversari, la cui reazione sta tutta in Della Valle (7/11 al tiro e 4/6 da tre), che però è solo, a fronte della partita abulica di Burnell (3/8 al tiro), Ndour (2 punti e 1/5 dal campo) e Bilan (4 palle perse). Milano tocca il +16 nel terzo quarto con Ricci (3/4 dall’arco), massimo vantaggio che diventa +26 a 3’ dalla fine. Dura lezione di coach Poeta a coach Cotelli, suo secondo un anno fa proprio a Brescia. 

Virtus Bologna - Reyer Venezia 83-91 (0-1)

Nella parte sinistra del tabellone playoff di Serie A, gara-1 delle semifinali va alla Reyer, che ribalta subito il fattore campo battendo la Virtus 91-83. Merito della miglior versione di Wiltjer, tutt’altra cosa rispetto all’opaca controfigura da 6,2 punti di media vista nella serie contro Tortona. Stasera, l’ala canadese ha raccolto 26 punti, di cui 19 nel solo primo tempo. C’è anche del demerito da parte delle Vu Nere, che nell’ultima frazione di gara hanno sciupato con le palle perse le occasioni che facevano sperare nella rimonta. Lunedì sera, ore 20, si torna alla Virtus Arena per gara 2.
Buon avvio della Virtus, sotto il segno di Niang e Diouf: il primo si spende bene a rimbalzo, il secondo domina nel pitturato della Reyer. Wiltjer e Parks si sbloccano dall’arco, ma Bologna resta in controllo con le accelerazioni di Edwards, spesso fermate fallosamente dalla difesa avversaria: è 23-18 dopo 10’. L’allungo Virtus nel secondo quarto prodotto dalle triple di Morgan ed Edwards dura poco: Wiltjer si sblocca dopo le difficoltà viste contro Tortona, al 20’ è già a quota 19 punti. Buono anche l’impatto di Horton dalla panchina, all’intervallo il tabellino è in equilibrio (46-45). 
Al ritorno dagli spogliatoi i ritmi offensivi calano da entrambe le parti, lo stallo prosegue. Edwards prova a romperlo mettendosi in proprio ed attaccando il ferro avversario, ma Valentine e Nikolic ricuciono: Bologna è ancora a +1 (65-64) alla fine del terzo periodo. Dopo una lunga serie di sorpassi e contro-sorpassi, al 38’ arriva il primo mini-allungo della Reyer, con buona penetrazione di Bowman e due liberi di Cole la squadra di Spahija si porta a +6 (81-87). Le responsabilità offensive bianconere ricadono ancora una volta su Edwards, che accorcia le distanze, nei successivi possessi la guardia Usa e Niang perdono un paio di palloni sanguinosi, che frenano le speranze di rimonta: negli ultimi secondi la Virtus non spende nemmeno il fallo sistematico, Venezia scippa gara 1.   


venerdì 29 maggio 2026

UFFICIALE: Alessandro Rossi è il nuovo allenatore di Trento

Sarà Alessandro Rossi a raccogliere il testimone di Massimo Cancellieri sulla panchina dell'Aquila Trento.
Nato a Napoli il 22 Agosto 1983, Rossi si forma nelle giovanili del Basket Napoli, dove resta fino al 2012.
Nell'estate del 2013 si trasferisce a Rieti dove, fino al 2017, è assistente in prima squadra e nel 2014/2015 centra la promozione in A2.
Nel 2017, in seguito all'esonero di Luciano Nunzi, gli viene affidata la prima squadra, che allenerà fino al 2021 raggiungendo, come massimo risultato, i quarti di finale Play Off in A2 nel 2019.
Nel 2021/2022 accetta la chiamata di Scafati, che conduce alla promozione in Serie A, per poi venire esonerato, dopo sole 6 partite, all'inizio del 2022/2023.
Nell'estate del 2023 fa ritorno a Rieti, alla Sebastiani, con la squadra che, il primo anno, arriva fino in semifinale Play Off di A2, persa contro la Fortitudo Bologna, cosa che avviene anche nel 2024/2025, con l'eliminazione che però avviene per mano di Cantù.
La scorsa stagione diventa capo allenatore della Nutribullet Treviso: viene esonerato il 29 Dicembre 2025 dopo un iniziale score di 2 vittorie e 9 sconfitte in 11 partite.
Rossi è stato prima assistente di Alessandro Magro nella Nazionale Under 20 che, nel 2023, si è classificata 9° agli Europei di categoria in Grecia, per poi diventarne il Commissario Tecnico, conducendo la suddetta selezione alla vittoria degli Europei di categoria, sempre in Grecia, nel 2025.

NBA Play Off, Western Final Conference: Gli Spurs non mollano e pareggiano! Sarà Gara 7!

San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder 118-91 (3-3) 

Impressionanti. I giovani Spurs stravincono Gara 6 a San Antonio, spazzano via i Thunder 118-91 e forzano la decisiva Gara 7 della serie playoff di finale della Western Conference. Victor Wembanyama, il gigante francese, imperversa, ritrova energie dirompenti e così i superpoteri cestistici, Stephon Castle e Dylan Harper, le guardie al secondo e primo anno, dominano sul perimetro su entrambi i lati del campo. I texani in 48’ di partita, al Frost Bank Center, non vanno mai sotto nel punteggio. Sembrano loro i campioni in carica, la squadra che vanta la sicurezza di chi ha già dimostrato tutto, quella più lucida con la stagione in bilico. La difesa neroargento, la bussola della serie, torna a brillare, limita Oklahoma City ad appena 91 punti, al 37% dal campo, al 25% da 3.

Gli ospiti fanno tilt. Shai Gilgeous-Alexander litiga col canestro una volta di più in questa serie. Si inceppa al tiro, 6/18, e stavolta non può aggrapparsi al salvagente liberi: il 3/3 dalla lunetta non fa neppure il solletico agli Spurs che lo raddoppiano sistematicamente. Chiude -28 di plus/minus. I Thunder, che hanno ritrovato Jalen Williams, pur arrugginito dalla lunga assenza e che ha inciso zero stavolta, giocheranno in casa Gara 7, al Paycom Center. Un’arena difficile da espugnare dove hanno vinto Gara 7 di fronte ai loro tifosi ai playoff 2025 contro Denver prima e Indiana poi, alle Finals. Però allora Nuggets e Pacers furono condizionati da infortuni pesanti, gli Spurs adesso sono sani, giovani e frizzanti. Sarà dunque più difficile. Gara 7 è in programma dalle 2 di domenica, ora italiana.

Jared McCain ancora in quintetto pur con Jalen Williams disponibile, ma a mezzo servizio. 9-2 San Antonio al primo time out, Wemby subito scatenato, sarà il taglio di capelli, rasati a zero, chissà…Jalen Williams ritorna con 4’13” da giocare nel 1° quarto, si era rifatto male nel 1° di Gara 2. Segnerà appena un punto. 35-22 Spurs dopo 12’. I texani tirano 8/14 da 3. Wemby 11 punti e 5 rimbalzi, dominante. L’allungo tocca il 37-22, poi Chet Holmgren e Cason Wallace riportano i Thunder a -6, in questa serie ogni volta che entra Luke Kornet gli Spurs vanno a picco e Coach Johnson si ostina a riproporlo. Harper invece incanta, in uscita da quella panchina. La schiacciata col tuono di Carter Bryant vale il 55-43, ma è solo 60-53 a metà gara. 22 punti per Wemby, 12 per Harper, 10 per Gilgeous-Alexander, ma tirando 4/11 e con -14 di plus/minus, Alex Caruso è +7, invece. De’Aaron Fox con zero punti. Poi gli Spurs esondano. 92-64 a 1’ dalla fine del 3° quarto con Castle e Harper che imperversano e Shai che pasticcia parecchio, troppo per lo status da Mvp. Sono addirittura 14 gli errori di fila dei Thunder che generano un 20-0 di parziale per i texani. 92-66 dopo 36’, solo 13 punti nel periodo per i campioni uscenti. Già finita, serie pareggiata sul 3-3. Il 4° quarto lo giocano le riserve, nessuno vuole rischiare acciacchi, tra 48 ore ci vogliono essere tutti, nessuno può perdersi la “bella”. Ci aspetta una Gara 7 incerta e imperdibile, chi la vince giocherà le Finals 2026 da favorita contro i New York Knicks.


mercoledì 27 maggio 2026

UFFICIALE: Udine firma Lorenzo Bucarelli

La Apu Udine ha ingaggiato Lorenzo Bucarelli.
Nato a Firenze il 6 Marzo 1998, è una guardia/ala di 198 cm per 93 kg.
Giovanili divise tra Siena e Stella Azzurra, dove esordisce anche prima squadra con entrambe, nell'estate del 2017 lo prende Sassari, che però lo lascia due anni a Cagliari in prestito.
Alla Dinamo tornerà nel 2019/2020 (vince la Supercoppa Italiana), nel 2020/2021 è all'Eurobasket Roma, dal 2021 al 2024 gioca a Cantù, mentre nelle ultime due stagioni si è speso a Pesaro, e in quella scorsa ha prodotto 13 punti, 5.7 assist, 4.3 rimbalzi e 1 recupero di media in A2.
Bucarelli è argento mondiale con la Nazionale Under 19 in Egitto nel 2017 e bronzo europeo con la Nazionale Under 18 in Turchia nel 2016. 

UFFICIALE: Nicola Brienza è il nuovo allenatore di Brindisi

Nicola Brienza
è il nuovo allenatore della New Basket Brindisi.
Nato a Cantù il 19 Gennaio 1980, inizia ad allenare a soli 19 anni nelle giovanili del club brianzolo.
Dal 2004 al 2016 entra, in pianta stabile, nel coaching staff della prima squadra, lavorando accanto ad allenatori del calibro di Stefano Sacripanti, Luca Dalmonte, Andrea Trinchieri, Fabio Corbani e Sergej Bazarevic.
Nel 2016/2017 vive la sua prima esperienza da capo allenatore, in Svizzera, ai Lugano Tigers (arriva fino in semifinale scudetto), nel 2017/2018 torna in Italia, a Capo d'Orlando, dove è assistente prima di Gennaro Di Carlo e poi di Andrea Mazzon.
Nel 2018/2019 primo ritorno a Cantù, dove è prima assistente di Evgeny Pashutin, poi prende la guida della squadra dopo le dimissioni di quest'ultimo, chiudendo con un record di 9 vittorie e 4 sconfitte.
Nel Giugno del 2019 viene ingaggiato dall'Aquila Trento: il primo anno si qualifica per le Top 16 di Eurocup ed è 7° in classifica in campionato prima dell'interruzione anticipata della stagione causa lo scoppio della pandemia Covid-19, il secondo anno viene esonerato dopo 6 sconfitte di fila in campionato.
Dal 2021 al 2024 ha allenato a Pistoia: centra una promozione in Serie A, vince una Supercoppa LNP e, nella scorsa stagione, da neopromosso, conduce la squadra ai quarti di finale Scudetto e Coppa Italia. 
Nell'estate del 2024 fa ritorno a Cantù: al primo colpo è subito promozione in Serie A con vittoria della Coppa Italia LNP, mentre nella scorsa stagione viene esonerato dopo 9 sconfitte consecutive in campionato.

NBA Play Off, Western Final Conference: OKC non sbaglia! Spurs spalle al muro!

Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 127-114 (3-2)

Oklahoma City vince Gara 5, è a un successo dal ritorno alle Finals, 12 mesi dopo. I Thunder si impongono 127-114 su San Antonio trascinati dai gregari, da Alex Caruso, ancora superlativo, il migliore dei suoi contro gli Spurs sinora, e da Isaiah Hartenstein che sovrasta fisicamente Victor Wembanyama a rimbalzo, stavolta. Il francese incappa nella peggior prestazione della serie di finale della Western Conference e i texani crollano in difesa concedendo il 44% da 3 punti agli avversari. Non basta loro neppure ritrovare un buon Keldon Johnson, oltre al solito affidabile Stephon Castle. Shai Gilgeous Alexander inciampa in un’altra serata di tiro complicata, ma campeggia in lunetta: tira 17 tiri liberi e chiude con 32 punti. L’arbitraggio manda su tutte le furie gli ospiti, nel finale del 3° periodo una serie di fischi ostili fa perdere la testa a Coach Johnson che becca il fallo tecnico per proteste, ma deve soprattutto pensare alla strategia, a come trovare un’alternativa a Luke Kornet che non può stare in campo da cambio di Wemby. 3-2 per i campioni in carica, per Gara 6 la serie torna a San Antonio: palla a due dalle 2.30 di venerdì ora italiana. Se vincerà OKC sarà la sfidante dei New York Knicks alle Finals, se gli Spurs prolungheranno la serie dopo ulteriori 48 ore Gara 7 andrà in scena in Oklahoma, al Paycom Center. 

Jared McCain in quintetto per OKC. Subito 16-8 Spurs grazie a tre triple di Julian Champagnie, però 29-27 Thunder a fine 1° tempo forzando 5 palle perse agli avversari. Shai 1/5 dal campo, Wembanyama 2 tiri e 2 punti. Pochino. Le triple di Cason Wallace e Jaylin Williams valgono l’allungo del 39-30 di OKC, poi Caruso, da 14 punti nei primi 24’, griffa il +10 sul 45-35. Arriva immediato il 9-0 di parziale degli ospiti che li riporta sotto. Però Coach Johnson commette un peccato mortale tenendo dentro il disastroso Kornet (Kelly Olynyk può essere il Piano B, oltre al quintetto piccolo) per Wemby, i Thunder ne approfittano per allungare 69-58 all’intervallo grazie a un buon Chet Holmgren. Shai 10/10 ai liberi, trova in ritmo dalla lunetta dopo aver bisticciato coi ferri dell’arena. Difesa Spurs sverniciata dal 53% al tiro avversario. Wembanyama con appena 6 tiri. Mah. Il 9-0 Thunder di inizio 3° quarto chiude già la partita: 78-58, massimo vantaggio nella serie per OKC. Comunque un controparziale riporta gli Spurs sul 79-87 grazie al primo canestro di Darius Vassell. Sarà il capolinea: i neroargento non riusciranno ad avvicinarsi oltre. La replica è puntale, del solito impagabile Caruso. Il finale di 3° quarto è controverso: un’interferenza a canestro di Wallace nega due punti agli Spurs, poi una rimessa dei texani viene invece consegnata ai Thunder e a Coach Johnson è negato il challenge, quindi Shai finisce per terra per i conseguenti tiri liberi e arriva il tecnico per proteste all’allenatore degli Spurs. 101-91 dopo 36’. Nel 4° periodo i canestri di Jared McCain e la doppia doppia di Hartenstein tengono lontani i texani. I Thunder “tengono il servizio” in Oklahoma e mettono sotto pressione gli Spurs che ora non possono più sbagliare nulla.