Detroit Pistons - Orlando Magic 116-94 (4-3)
Rimonta completata. I Detroit Pistons, testa di serie
numero 1 della Eastern Conference, stravincono Gara 7 contro Orlando e
conquistano il secondo turno dei playoff Nba ribaltando la serie dall’1-3 sino
al 4-3 definitivo. Alla Little Caesars di Motown finisce 116-94. Orlando aveva buttato via la serie in Gara 6
dilapidando 24 punti di vantaggio in casa. Imperdonabile.
Tanta difesa. Come sempre, più che mai. Quella che forza 13 palle perse, fiacca
l’attacco avversario sino a stritolarlo nel secondo tempo, sulla lunga
distanza. E poi Cade Cunningham, naturalmente. Che non sembra mai di fretta,
mai fuori controllo. Affidabile, fisico e inesorabile. Lui segna 32 punti,
Tobias Harris ne aggiunge 30, a Detroit bastano e avanzano. Al prossimo turno,
da martedì, i Pistons saranno i favoriti. Non hanno gli effetti speciali, ma sono maledettamente solidi. Le 60
vittorie di stagione regolare doppiate dalla rimonta in questo 1° turno che ha
ribadito la forza mentale di una squadra operaia per atteggiamento con un
capobranco di qualità come Cunningham.
La serie è stata lo specchio della sciagurata stagione dei Magic. Alti e bassi.
Picchi da applausi, ma pure picchiate rovinose, inaccettabili. Incostanza di
rendimento, inconsistenza, poca leadership. In Gara 7 Paolo Banchero ha segnato
38 punti, ma era troppo poco e troppo tardi, ormai. Quell’aggressività offensiva
sarebbe servita nel secondo tempo di Gara 6 quando la stagione di Orlando è
deragliata improvvisamente. Coach Mosley probabilmente pagherà per tutti, ma
l’assenza di leadership e l’inadeguatezza di un attacco troppo poco corale sono
colpe anche, ma non solo sue. Stavolta i Magic sono durati un quarto, poi sono
evaporati, dissolti come neve al sole di una Detroit con un meteo per una volta
confortevole.
Ancora fuori causa Franz Wagner, il tedesco ala dei Magic, per l’infortunio al
polpaccio destro patito in Gara 4. Banchero segna i primi 11 punti di Orlando
che a fine 1° quarto è sopra 22-20. Tobias Harris impazza nel 2° quarto in cui
segna 17 punti e un parziale di 18-4 vale a Detroit il 60-49 all’intervallo. A
metà gara 23 punti per Banchero e 19 per Harris. Le 9 palle perse il peccato
mortale dei Magic. Pistons avanti 71-51, +20, sulla canestro del loro miglior
giocatore, Cunningham. Sulla sirena del 3° quarto Daniss Jenkins manda a
bersaglio la tripla del 83-64, il punteggio dopo 36’. Partita e qualificazione
già in cassaforte per Detroit. Orlando con soli 15 punti nel 3° quarto,
black-out ricorrente per quell’attacco intermittente, l’ultimo di stagione,
quello definitivo. Detroit avanza, vince la prima serie playoff negli ultimi 16
anni, Orlando va in vacanza.
Cleveland Cavaliers - Toronto Raptors 114-102 (4-3)
Vince Cleveland, da copione. La partita, gara 7 di primo turno dei
playoff Nba tra i Cavaliers, quarta testa di serie dell’Est, e i Raptors, la
quinta, e la serie, chiusa sul 4-3. Però l’andamento della sfida, terminata
114-102, è stato tutto tranne che scontato con Jarrett Allen inatteso uomo
partita, da 22 punti, record personale di post season, più 19 rimbalzi, e un
primo tempo complicato per la squadra favorita: Toronto alla Rocket Arena ha
avuto la doppia cifra di vantaggio. Però nei 48’ la maggior qualità dei Cavs
emerge inesorabile, i canadesi sono troppo corti, falcidiati dagli infortuni,
per controbattere. La curiosità: nella serie ha sempre vinto la squadra di
casa, sette volte su sette. Dunque sarà Cleveland l’avversaria di Detroit al
secondo turno, Gara 1 è in programma a casa Pistons all’una di mercoledì,
orario italiano.
Non è stata la serie immaginata dai Cavs che si aspettavano di chiudere i conti
prima, di faticare meno. Quantomeno sotto pressione hanno dimostrato di non andare
nel panico, un’unità di intenti che non era scontata considerati i precedenti
ai playoff degli ultimi anni. Contro Detroit servirà di più, comunque. Da James
Harden soprattutto, stavolta ha tirato 3/9 dal campo. Servirà Donovan Mitchell
al meglio e che la panchina replichi le gesta di gara-7: ha portato in dote a
coach Atkinson 34 punti, 13 di Sam Merrill, 12 di Max Strus. I Raptors hanno
finito le risorse. Non avevano altro da dare. Toronto, ben allenata da coach
Rajakovic, è andata oltre i suoi limiti in stagione regolare ottenendo il
quinto miglior record della Eastern Conference, e poi in questa serie perché
gli infortuni l’hanno privata di due titolari, Immanuel Quickley da subito e
Brandon Ingram in corso d’opera. Scottie Barnes, soprattutto, ha fatto il
possibile e RJ Barrett, in gara 6 con quella tripla iconica, anche
l’impossibile. Non è bastato perché il numero dei comprimari in rotazione è
diventato esagerato.
I Raptors partono forte, subito avanti 20-10. L’onda lunga emotiva di gara 6,
vinta al supplementare. 26-24 per gli ospiti a fine 1° quarto, tirando col 52%.
Toronto poi allunga sul 41-31 grazie alla difesa, alle palle perse forzate, ai
punti in transizione, con Barnes e Jamal Shead scatenati. I canadesi giocano
leggeri, col pronostico contro. I Cavs invece cominciano 10/29 al tiro, 4/16 da
3 punti, preoccupati e preoccupanti. Ma un 11-2 di parziale per chiudere il
primo tempo li manda all’intervallo sul 49 pari, la tripla dell’aggancio è di
Jaylon Tyson. L’inizio di ripresa è pro Cleveland: 9-0 di parziale, ispirato da
Mitchell. Il 4° fallo di Barnes, costretto alla panchina, inguaia Toronto che
di attacco ne ha già comunque pochino, una tripla di Merrill vale il 72-59
Cavs, che accelerano e non si volteranno più indietro. Perché Allen domina
sotto canestro, segna 14 punti nel 3° quarto sfruttando il vantaggio di
statura. 87-68 dopo 36’. Finita. Diventa una passerella per i Cavs che
guadagnano l’incrocio di playoff con Detroit. Raptors eliminati, di più proprio
non potevano fare.












