Cleveland Cavaliers - New York Knicks 93-130 (0-4)
Estasi Knicks. La compagine newyorchese distrugge i
Cavaliers anche in gara 4 dei playoff
della Eastern Conference, produce il suo secondo cappotto consecutivo e
con l’undicesima vittoria di fila, che certifica un momento magico, strappa il
biglietto per le sue prime Nba Finals dal lontano 1999. Un’altra prestazione di
carattere per una squadra che sembra aver trovato un ritmo incredibile.
Cleveland fa troppo poco per mettere in difficoltà questi incandescenti Knicks
che così vincono in scioltezza 130-93. Sono davvero tanti i tifosi newyorchesi
alla Rocket Arena, il coro “Let’s go Knicks” così accompagna tutto il
prepartita. La squadra newyorchese mostra subito gli occhi della tigre, quasi a
non voler deludere i fan arrivati in massa a Cleveland.
I Cavs dal canto loro partono forte, con Mitchell e
Mobley a tirare la caretta, ma alla prima difficoltà si sciolgono. Bridges
continua a fare cose eccellenti in questa postseason, Towns trova subito il
canestro dalla lunga distanza e la squadra ospite a metà primo quarto inizia a
prendere in mano le redini del match. La difesa in transizione dei Cavs è
desolante, arrivano troppi canestri comodi quindi per i Knicks che di certo non
hanno bisogno di un aiuto dagli avversari, considerato il loro straordinario
momento di forma. Il finale della prima frazione è un monologo newyorchese con
i Knicks che fanno quello che vogliono e arrivano al termine del quarto di
apertura avanti 38-26. Si mette male per i Cavs che vanno completamente nel
pallone all’inizio della seconda frazione. L’ottimo impatto di Robinson e
McBride permette a New York di scappare via. La squadra di casa commette
turnover in serie, porgendo il fianco al parziale di 12-0 con il quale New York
inizia la frazione. Il +20 Knicks esalta i tifosi newyorchesi sulle tribune che
si fanno sentire al punto che lo speaker di casa alza il volume della musica
nell’arena a livelli impressionanti. Gli ospiti continuano a difendere con
un’aggressività incredibile, facendo capire ai Cavs che per mettere a segno la
rimonta ci vorrà una vera impresa. Shamet decide di unirsi alla festa e con le
sua conclusioni dalla lunga distanza regala ai Knicks l’incredibile
+29.
Nel momento più complicato perlomeno i Cavs provano a tirare fuori l’orgoglio. Un Harden fino a quel momento assolutamente impalpabile si mette ad attaccare il canestro e va in lunetta spingendo Cleveland all’inaspettato parziale di 15-3 che la riporta al -17 che diventerà -19 al riposo. La montagna da scalare resta complicatissima per la squadra di casa che però perlomeno non alza bandiera bianca e prova a giocarsela. Con le spalle al muro e la stagione che sta per finire i Cavs producono il loro massimo sforzo in apertura di ripresa. Mitchell prova a scuotere la sua truppa e Cleveland, complice anche qualche distrazione della difesa newyorchese, arriva al -16. Nessun problema però per i Knicks che appena sentono il fiato dei Cavs sul collo si rimettono a giocare la loro pallacanestro. Ne viene fuori un parziale di 12-0, griffato dai canestri di Bridges e Anunoby, che riporta New York al +28 mandando in vacanza i Cavaliers. I tifosi di Cleveland iniziano ad andarsene all’inizio del quarto periodo, lasciando la Rocket Arena quindi tutta ai fan dei Knicks che possono così festeggiare dopo tanti, troppi, anni di delusioni.










