lunedì 1 giugno 2026

UFFICIALE: il Real Madrid firma Mady Sissoko

Il Real Madrid ha ingaggiato Mady Sissoko
Nato a Tangafoya il 20 Dicembre 2000, è un centro maliano di 210 cm per 113 kg.
Prodotto di University of California at Berkeley (32 partite nel 2024/2025, 8.3 punti, 8.2 rimbalzi e 1.1 stoppate di media), ha iniziato la stagione in corso a Trieste, dove stava viaggiando a 13 punti, 8.7 rimbalzi e 1.4 stoppate di media in Champions League e a 10.1 punti e 7.2 rimbalzi di media in Serie A.

UFFICIALE: Napoli firma John Petrucelli

La Guerri Napoli ha ingaggiato John Petrucelli, che si lega ai partenopei con un contratto biennale da 1 milione di euro complessivo.
Nato ad Hicksville (New York) il 27 Ottobre 1992, è una guardia/ala americana, in possesso di passaporto italiano, di 193 cm per 86 kg.
Prodotto di Molloy College (85 partite dal 2011 al 2014, 18.7 punti, 7.3 rimbalzi, 3.2 assist e 3.2 recuperi di media), da professionista esordisce in Slovacchia.
Dal 2016 al 2019 gioca in D-League, nel 2019/2020 torna in Europa, in Israele, quindi, nel 2020/2021, ha giocato in Germania, nel Ratiopharm Ulm.
Nel Luglio del 2021 approda in Italia, a Brescia, dove ha giocato fino al 2024, vincendo una Coppa Italia, nell'estate del 2024 si trasferisce a Trapani, dove gioca nel 2024/2025 e inizia la scorsa stagione (6.2 punti, 3.4 rimbalzi, 2.4 assist e 2 recuperi di media in Champions League e 10 punti, 3 assist e 2 rimbalzi di media in Serie A), poi chiusa in Turchia, al Galatasaray, dove ha messo assieme 2.2 punti, 1.4 rimbalzi e 1 recupero di media in Champions League e 5 punti, 2 rimbalzi, 1.4 recuperi e 1 assist di media in T-BSL.
Dal 2022 Petrucelli è nel giro della Nazionale Italiana, con la quale ha disputato le qualificazioni ai Mondiali del 2023, le qualificazioni ad Eurobasket 2025, il Pre Olimpico di San Juan 2024 e sta disputando le qualificazioni ai Mondiali del 2027 (8 punti, 3 rimbalzi, 1.5 recuperi e 1 assist di media fin qui).

UFFICIALE: Trento firma Alessandro Bertini

La Dolomiti Energia Trento ha ingaggiato Alessandro Bertini, che si lega all'Aquila fino al 30 Giugno 2029.
Nato a Brescia il 26 Dicembre 2002, è una guardia/ala di 197 cm per 90 kg.
Cresciuto nelle giovanili della Germani, dopo un'esperienza a San Severo e una a Brianza si trasferisce a Orzinuovi, dove ha giocato dal 2023 al 2025.
Nella scorsa stagione ha giocato a Pesaro, dove ha prodotto 10 punti, 3.2 rimbalzi, 1.1 assist e 1.1 recuperi di media in A2. 

domenica 31 maggio 2026

NBA Play Off, Western Final Conference: Capolavoro Spurs e ritorno alle Finals dopo 12 anni!

Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 103-111 (3-4)

I San Antonio Spurs tornano alle Finals Nba dopo dodici anni. Vincono Gara 7 della finale playoff dell’Ovest a Oklahoma City battendo i Thunder 111-103, chiudono la serie 4-3, eliminano i campioni in carica superandoli a casa loro. Non hanno neppure bisogno di un Victor Wembanyama versione Superman per imporsi, il francese chiude con 22 punti e 7 rimbalzi, ma sono sette i neroargento in doppia cifra di punti al Paycom Center. Julian Champaigne è il jolly tirato fuori a sorpresa dal mazzo delle risorse dei texani, ma i giovanissimi Dylan Harper e Stephon Castle esibiscono l’ennesimo partitone con la stagione in bilico, Devin Vassell non tradisce mai e i veterani, De’Aaron Fox e soprattutto il sesto uomo dell’anno stagionale, Keldon Johnson, aggiungono il carico d’esperienza decisivo. Guadagna la finale - la prima per la franchigia dal 2014, dall’era Duncan - la squadra più forte, quella con più talento nei primi sette giocatori di rotazione. Questa è già l’era Wembanyama, premiato come miglior giocatore della serie. A 22 anni, alla prima partecipazione ai playoff, s’è già preso la scena. S’è già preso quasi tutto…Per aggiungere la ciliegina sulla torta gli Spurs dovranno superare i New York Knicks, i vincitori dell’Est, Che arriveranno riposati, dopo il 4-0 su Cleveland, a Gara 1 delle Finals, in programma a San Antonio dalle 2.30 di giovedì, ora italiana. 

Oklahoma City non era lo squadrone epocale che era stato raccontato a torto, spesso, durante la stagione regolare. Ma è una signora squadra, campione uscente non per caso. Esce dai playoff dopo aver lottato sino agli ultimi secondi. Shai Gilgeous-Alexander, l’Mvp 2026, che aveva giocato male, per i suoi standard, per gran parte della serie, stavolta non tradisce: 35 punti, 9 assist, fa il possibile, chiude esausto. Ai Thunder mancano i punti degli assenti, gli infortunati Jalen Williams e Ajay Mitchell, anche perché Chet Holmgren incappa in una controprestazione sconsiderata, specie per poca personalità: prende due tiri in tutta la gara. Il coraggio di Alex Caruso e di uno strepitoso Cason Wallace non basta, gli Spurs avevano più talento da mettere sull’altro piatto della bilancia. 

C’è Wallace nel quintetto base Thunder. Subito 27-13 Spurs sulla tripla di Champagnie. Caruso e Jaden McCain riportano sotto OKC appena entra Luke Kornet, sciagurato cambio di Wemby che poi si riscatterà in parte con una stoppata cruciale su Hartenstein nel 4° periodo. 32-25 San Antonio a fine 1° quarto, 9 punti di Castle. Uno strappo offensivo di Shai riporta i Thunder sul 46-47 e Jaylin Williams griffa il canestro del sorpasso, quello del 51-49 OKC, ma un 7-0 di controparziale permette ai texani di chiudere il primo tempo avanti 56-53. 26 rimbalzi a 14 per Oklahoma City, 9 offensivi, così sono tornati sotto. 19 punti per Gilgeous-Alexander, 13 nel 2° quarto. Caruso e Williams partono in quintetto al posto di Dort, pessimo, e Hartenstein alla ripartenza. Le triple di Champagnie, saranno sei alla fine, issano gli Spurs sul 76-65, ma Castle commette il 4° fallo con 5’ da giocare nel 3° periodo e esce. 80-77 Spurs dopo 36’. Un paio di tiri da 3 di Johnson ispirano il 97-86 San Antonio a 8’ dalla fine, però poco dopo arriva il 5° fallo di Wemby. 104-93 sull’appoggio a canestro di Harper con 4’26” rimasti sul cronometro, ma Wallace non si arrende e riporta OKC in scia. 109-103 e palla Thunder, ma Shai è stremato e così la schiacciata di Darius Vassell diventa il punto esclamativo sull’impresa degli Spurs. Ci sarà una diversa squadra campione Nba per l’ottavo anno di fila, confermarsi è diventato tabù. 


sabato 30 maggio 2026

LBA Play Off, Semifinali: Dominio Milano! Super Wiltjer e sorpesa Reyer!

Germani Brescia - Olimpia Milano 72-88 (0-1)

Germani Brescia in gabbia al Pala Leonessa.
L’EA7 Milano usa la frusta già nel secondo quarto, recupera un passivo di 10 punti, chiude avanti sulla sirena all’intervallo e poi mette il turbo nella ripresa trascinata da Brooks in attacco e la coppia Ellis-Nebo in difesa, in grado di annullare l’asse portante dei padroni di casa Della Valle-Bilan. Così l’Olimpia vince gara 1 della prima semifinale Lba con grande autorevolezza: 88-72 il punteggio finale. 
Milano più fresca dopo il 3-0 su Reggio ai quarti di finale, Brescia è apparsa più stanca reduce dal 3-2 sofferto contro Trieste. Il primo quarto della Germani è buono (6 palle perse per Milano e parziale 24-16), in seguito per i restanti 30' in campo si è vista solo e soltanto l'Ea7. Bolmaro la prende per mano nel recupero del passivo con una prestazione a tutto campo (8/13 al tiro, 7 rimbalzi e 22 di valutazione). Il primo tempo si chiude con gli ospiti avanti 42-39, parziale firmato da una tripla allo scadere di Brooks. Milano scappa nella ripresa, break 10-0 e 6 palle perse forzate agli avversari, la cui reazione sta tutta in Della Valle (7/11 al tiro e 4/6 da tre), che però è solo, a fronte della partita abulica di Burnell (3/8 al tiro), Ndour (2 punti e 1/5 dal campo) e Bilan (4 palle perse). Milano tocca il +16 nel terzo quarto con Ricci (3/4 dall’arco), massimo vantaggio che diventa +26 a 3’ dalla fine. Dura lezione di coach Poeta a coach Cotelli, suo secondo un anno fa proprio a Brescia. 

Virtus Bologna - Reyer Venezia 83-91 (0-1)

Nella parte sinistra del tabellone playoff di Serie A, gara-1 delle semifinali va alla Reyer, che ribalta subito il fattore campo battendo la Virtus 91-83. Merito della miglior versione di Wiltjer, tutt’altra cosa rispetto all’opaca controfigura da 6,2 punti di media vista nella serie contro Tortona. Stasera, l’ala canadese ha raccolto 26 punti, di cui 19 nel solo primo tempo. C’è anche del demerito da parte delle Vu Nere, che nell’ultima frazione di gara hanno sciupato con le palle perse le occasioni che facevano sperare nella rimonta. Lunedì sera, ore 20, si torna alla Virtus Arena per gara 2.
Buon avvio della Virtus, sotto il segno di Niang e Diouf: il primo si spende bene a rimbalzo, il secondo domina nel pitturato della Reyer. Wiltjer e Parks si sbloccano dall’arco, ma Bologna resta in controllo con le accelerazioni di Edwards, spesso fermate fallosamente dalla difesa avversaria: è 23-18 dopo 10’. L’allungo Virtus nel secondo quarto prodotto dalle triple di Morgan ed Edwards dura poco: Wiltjer si sblocca dopo le difficoltà viste contro Tortona, al 20’ è già a quota 19 punti. Buono anche l’impatto di Horton dalla panchina, all’intervallo il tabellino è in equilibrio (46-45). 
Al ritorno dagli spogliatoi i ritmi offensivi calano da entrambe le parti, lo stallo prosegue. Edwards prova a romperlo mettendosi in proprio ed attaccando il ferro avversario, ma Valentine e Nikolic ricuciono: Bologna è ancora a +1 (65-64) alla fine del terzo periodo. Dopo una lunga serie di sorpassi e contro-sorpassi, al 38’ arriva il primo mini-allungo della Reyer, con buona penetrazione di Bowman e due liberi di Cole la squadra di Spahija si porta a +6 (81-87). Le responsabilità offensive bianconere ricadono ancora una volta su Edwards, che accorcia le distanze, nei successivi possessi la guardia Usa e Niang perdono un paio di palloni sanguinosi, che frenano le speranze di rimonta: negli ultimi secondi la Virtus non spende nemmeno il fallo sistematico, Venezia scippa gara 1.   


venerdì 29 maggio 2026

UFFICIALE: Alessandro Rossi è il nuovo allenatore di Trento

Sarà Alessandro Rossi a raccogliere il testimone di Massimo Cancellieri sulla panchina dell'Aquila Trento.
Nato a Napoli il 22 Agosto 1983, Rossi si forma nelle giovanili del Basket Napoli, dove resta fino al 2012.
Nell'estate del 2013 si trasferisce a Rieti dove, fino al 2017, è assistente in prima squadra e nel 2014/2015 centra la promozione in A2.
Nel 2017, in seguito all'esonero di Luciano Nunzi, gli viene affidata la prima squadra, che allenerà fino al 2021 raggiungendo, come massimo risultato, i quarti di finale Play Off in A2 nel 2019.
Nel 2021/2022 accetta la chiamata di Scafati, che conduce alla promozione in Serie A, per poi venire esonerato, dopo sole 6 partite, all'inizio del 2022/2023.
Nell'estate del 2023 fa ritorno a Rieti, alla Sebastiani, con la squadra che, il primo anno, arriva fino in semifinale Play Off di A2, persa contro la Fortitudo Bologna, cosa che avviene anche nel 2024/2025, con l'eliminazione che però avviene per mano di Cantù.
La scorsa stagione diventa capo allenatore della Nutribullet Treviso: viene esonerato il 29 Dicembre 2025 dopo un iniziale score di 2 vittorie e 9 sconfitte in 11 partite.
Rossi è stato prima assistente di Alessandro Magro nella Nazionale Under 20 che, nel 2023, si è classificata 9° agli Europei di categoria in Grecia, per poi diventarne il Commissario Tecnico, conducendo la suddetta selezione alla vittoria degli Europei di categoria, sempre in Grecia, nel 2025.

NBA Play Off, Western Final Conference: Gli Spurs non mollano e pareggiano! Sarà Gara 7!

San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder 118-91 (3-3) 

Impressionanti. I giovani Spurs stravincono Gara 6 a San Antonio, spazzano via i Thunder 118-91 e forzano la decisiva Gara 7 della serie playoff di finale della Western Conference. Victor Wembanyama, il gigante francese, imperversa, ritrova energie dirompenti e così i superpoteri cestistici, Stephon Castle e Dylan Harper, le guardie al secondo e primo anno, dominano sul perimetro su entrambi i lati del campo. I texani in 48’ di partita, al Frost Bank Center, non vanno mai sotto nel punteggio. Sembrano loro i campioni in carica, la squadra che vanta la sicurezza di chi ha già dimostrato tutto, quella più lucida con la stagione in bilico. La difesa neroargento, la bussola della serie, torna a brillare, limita Oklahoma City ad appena 91 punti, al 37% dal campo, al 25% da 3.

Gli ospiti fanno tilt. Shai Gilgeous-Alexander litiga col canestro una volta di più in questa serie. Si inceppa al tiro, 6/18, e stavolta non può aggrapparsi al salvagente liberi: il 3/3 dalla lunetta non fa neppure il solletico agli Spurs che lo raddoppiano sistematicamente. Chiude -28 di plus/minus. I Thunder, che hanno ritrovato Jalen Williams, pur arrugginito dalla lunga assenza e che ha inciso zero stavolta, giocheranno in casa Gara 7, al Paycom Center. Un’arena difficile da espugnare dove hanno vinto Gara 7 di fronte ai loro tifosi ai playoff 2025 contro Denver prima e Indiana poi, alle Finals. Però allora Nuggets e Pacers furono condizionati da infortuni pesanti, gli Spurs adesso sono sani, giovani e frizzanti. Sarà dunque più difficile. Gara 7 è in programma dalle 2 di domenica, ora italiana.

Jared McCain ancora in quintetto pur con Jalen Williams disponibile, ma a mezzo servizio. 9-2 San Antonio al primo time out, Wemby subito scatenato, sarà il taglio di capelli, rasati a zero, chissà…Jalen Williams ritorna con 4’13” da giocare nel 1° quarto, si era rifatto male nel 1° di Gara 2. Segnerà appena un punto. 35-22 Spurs dopo 12’. I texani tirano 8/14 da 3. Wemby 11 punti e 5 rimbalzi, dominante. L’allungo tocca il 37-22, poi Chet Holmgren e Cason Wallace riportano i Thunder a -6, in questa serie ogni volta che entra Luke Kornet gli Spurs vanno a picco e Coach Johnson si ostina a riproporlo. Harper invece incanta, in uscita da quella panchina. La schiacciata col tuono di Carter Bryant vale il 55-43, ma è solo 60-53 a metà gara. 22 punti per Wemby, 12 per Harper, 10 per Gilgeous-Alexander, ma tirando 4/11 e con -14 di plus/minus, Alex Caruso è +7, invece. De’Aaron Fox con zero punti. Poi gli Spurs esondano. 92-64 a 1’ dalla fine del 3° quarto con Castle e Harper che imperversano e Shai che pasticcia parecchio, troppo per lo status da Mvp. Sono addirittura 14 gli errori di fila dei Thunder che generano un 20-0 di parziale per i texani. 92-66 dopo 36’, solo 13 punti nel periodo per i campioni uscenti. Già finita, serie pareggiata sul 3-3. Il 4° quarto lo giocano le riserve, nessuno vuole rischiare acciacchi, tra 48 ore ci vogliono essere tutti, nessuno può perdersi la “bella”. Ci aspetta una Gara 7 incerta e imperdibile, chi la vince giocherà le Finals 2026 da favorita contro i New York Knicks.


mercoledì 27 maggio 2026

UFFICIALE: Udine firma Lorenzo Bucarelli

La Apu Udine ha ingaggiato Lorenzo Bucarelli.
Nato a Firenze il 6 Marzo 1998, è una guardia/ala di 198 cm per 93 kg.
Giovanili divise tra Siena e Stella Azzurra, dove esordisce anche prima squadra con entrambe, nell'estate del 2017 lo prende Sassari, che però lo lascia due anni a Cagliari in prestito.
Alla Dinamo tornerà nel 2019/2020 (vince la Supercoppa Italiana), nel 2020/2021 è all'Eurobasket Roma, dal 2021 al 2024 gioca a Cantù, mentre nelle ultime due stagioni si è speso a Pesaro, e in quella scorsa ha prodotto 13 punti, 5.7 assist, 4.3 rimbalzi e 1 recupero di media in A2.
Bucarelli è argento mondiale con la Nazionale Under 19 in Egitto nel 2017 e bronzo europeo con la Nazionale Under 18 in Turchia nel 2016. 

UFFICIALE: Nicola Brienza è il nuovo allenatore di Brindisi

Nicola Brienza
è il nuovo allenatore della New Basket Brindisi.
Nato a Cantù il 19 Gennaio 1980, inizia ad allenare a soli 19 anni nelle giovanili del club brianzolo.
Dal 2004 al 2016 entra, in pianta stabile, nel coaching staff della prima squadra, lavorando accanto ad allenatori del calibro di Stefano Sacripanti, Luca Dalmonte, Andrea Trinchieri, Fabio Corbani e Sergej Bazarevic.
Nel 2016/2017 vive la sua prima esperienza da capo allenatore, in Svizzera, ai Lugano Tigers (arriva fino in semifinale scudetto), nel 2017/2018 torna in Italia, a Capo d'Orlando, dove è assistente prima di Gennaro Di Carlo e poi di Andrea Mazzon.
Nel 2018/2019 primo ritorno a Cantù, dove è prima assistente di Evgeny Pashutin, poi prende la guida della squadra dopo le dimissioni di quest'ultimo, chiudendo con un record di 9 vittorie e 4 sconfitte.
Nel Giugno del 2019 viene ingaggiato dall'Aquila Trento: il primo anno si qualifica per le Top 16 di Eurocup ed è 7° in classifica in campionato prima dell'interruzione anticipata della stagione causa lo scoppio della pandemia Covid-19, il secondo anno viene esonerato dopo 6 sconfitte di fila in campionato.
Dal 2021 al 2024 ha allenato a Pistoia: centra una promozione in Serie A, vince una Supercoppa LNP e, nella scorsa stagione, da neopromosso, conduce la squadra ai quarti di finale Scudetto e Coppa Italia. 
Nell'estate del 2024 fa ritorno a Cantù: al primo colpo è subito promozione in Serie A con vittoria della Coppa Italia LNP, mentre nella scorsa stagione viene esonerato dopo 9 sconfitte consecutive in campionato.

NBA Play Off, Western Final Conference: OKC non sbaglia! Spurs spalle al muro!

Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 127-114 (3-2)

Oklahoma City vince Gara 5, è a un successo dal ritorno alle Finals, 12 mesi dopo. I Thunder si impongono 127-114 su San Antonio trascinati dai gregari, da Alex Caruso, ancora superlativo, il migliore dei suoi contro gli Spurs sinora, e da Isaiah Hartenstein che sovrasta fisicamente Victor Wembanyama a rimbalzo, stavolta. Il francese incappa nella peggior prestazione della serie di finale della Western Conference e i texani crollano in difesa concedendo il 44% da 3 punti agli avversari. Non basta loro neppure ritrovare un buon Keldon Johnson, oltre al solito affidabile Stephon Castle. Shai Gilgeous Alexander inciampa in un’altra serata di tiro complicata, ma campeggia in lunetta: tira 17 tiri liberi e chiude con 32 punti. L’arbitraggio manda su tutte le furie gli ospiti, nel finale del 3° periodo una serie di fischi ostili fa perdere la testa a Coach Johnson che becca il fallo tecnico per proteste, ma deve soprattutto pensare alla strategia, a come trovare un’alternativa a Luke Kornet che non può stare in campo da cambio di Wemby. 3-2 per i campioni in carica, per Gara 6 la serie torna a San Antonio: palla a due dalle 2.30 di venerdì ora italiana. Se vincerà OKC sarà la sfidante dei New York Knicks alle Finals, se gli Spurs prolungheranno la serie dopo ulteriori 48 ore Gara 7 andrà in scena in Oklahoma, al Paycom Center. 

Jared McCain in quintetto per OKC. Subito 16-8 Spurs grazie a tre triple di Julian Champagnie, però 29-27 Thunder a fine 1° tempo forzando 5 palle perse agli avversari. Shai 1/5 dal campo, Wembanyama 2 tiri e 2 punti. Pochino. Le triple di Cason Wallace e Jaylin Williams valgono l’allungo del 39-30 di OKC, poi Caruso, da 14 punti nei primi 24’, griffa il +10 sul 45-35. Arriva immediato il 9-0 di parziale degli ospiti che li riporta sotto. Però Coach Johnson commette un peccato mortale tenendo dentro il disastroso Kornet (Kelly Olynyk può essere il Piano B, oltre al quintetto piccolo) per Wemby, i Thunder ne approfittano per allungare 69-58 all’intervallo grazie a un buon Chet Holmgren. Shai 10/10 ai liberi, trova in ritmo dalla lunetta dopo aver bisticciato coi ferri dell’arena. Difesa Spurs sverniciata dal 53% al tiro avversario. Wembanyama con appena 6 tiri. Mah. Il 9-0 Thunder di inizio 3° quarto chiude già la partita: 78-58, massimo vantaggio nella serie per OKC. Comunque un controparziale riporta gli Spurs sul 79-87 grazie al primo canestro di Darius Vassell. Sarà il capolinea: i neroargento non riusciranno ad avvicinarsi oltre. La replica è puntale, del solito impagabile Caruso. Il finale di 3° quarto è controverso: un’interferenza a canestro di Wallace nega due punti agli Spurs, poi una rimessa dei texani viene invece consegnata ai Thunder e a Coach Johnson è negato il challenge, quindi Shai finisce per terra per i conseguenti tiri liberi e arriva il tecnico per proteste all’allenatore degli Spurs. 101-91 dopo 36’. Nel 4° periodo i canestri di Jared McCain e la doppia doppia di Hartenstein tengono lontani i texani. I Thunder “tengono il servizio” in Oklahoma e mettono sotto pressione gli Spurs che ora non possono più sbagliare nulla. 

 

martedì 26 maggio 2026

LBA Play Off, Quarti di Finale: Valanga Brescia! OK Virtus e Venezia!

Germani Brescia - Allianz Trieste 90-75 (3-2)

Brescia vince in casa gara 5, batte Trieste (90-75) e si prende la semifinale contro Milano. Decisive le percentuali in attacco. Gli uomini di Cotelli tirano con 15/26 da 3 e 15/33 da 2. L’uomo chiave è Ivanovic che ne segna 24 (5/7 da 3). Ottima la protezione dell’area dei padroni di casa che non hanno mai concesso transizioni agli avversari. Ai giuliani non basta un Brown ispiratissimo (23 punti, 6/10 da 3). Troppe le palle perse dagli uomini di Taccetti (14). Appuntamento a venerdì al Pala Leonessa per gara 1 di semifinale.
La Leonessa comincia la sua gara 5 con un ruggito deciso. I primi 10’ confermano due dati, emersi nella stagione regolare. Brescia, che ha chiuso come miglior attacco dei primi quarti, segna 27 punti alla peggior difesa dei primi tempini. A fare la differenza è l’ottima circolazione di palla della Germani, che sfrutta il pick and roll per creare vantaggi in attacco. Gli uomini di Cotelli lavorano bene anche in difesa, pressando con intensità la palla e chiudendo l’area. I padroni di casa tirano 7/11 da 3 al 20’, con 17 punti di un ottimo Ivanovic. Trieste cresce nel secondo periodo, beneficiando di diverse giocate individuali. Su tutte quelle di Brown (17 punti) il più continuo dei suoi. I giuliani, nonostante un buon rendimento a rimbalzo in attacco (6), pagano a caro prezzo le tante palle perse (8) all’intervallo. Il 16/28 dal campo costruito da Bilan e soci nel primo tempo non chiude però il discorso: 47-39 al 20’.
In avvio di ripresa, i giuliani non riescono a capitalizzare i problemi di falli di Bilan e Rivers (entrambi a quota 4). Gli uomini di Taccetti non riescono a muovere la difesa e muovono la retina con il contagocce. La Leonessa ne approfitta e ritocca un paio di volte il massimo vantaggio nella partita grazie alle triple di Cournooh e Ivanovic che, sulla sirena del terzo periodo, firma il +16 (67-51). Brescia trova continuità offensiva e, dopo un canestro dai 6,75 di Burnell, vola addirittura a +24 (77-53). Gli ultimi minuti servono solo per determinare il punteggio finale, con i padroni di casa che controllano fino alla fine. La Germani torna in semifinale scudetto.

Reyer Venezia - Bertram Tortona 89-83 (3-2)

Combattono fino all’ultimo secondo Venezia e Tortona. Alla fine al Taliercio la spuntano i padroni di casa presi per mano da un monumentale Rj Cole. Che parte a razzo, segnando 18 punti nei primi 10’ di gara (23-23) per poi tornare protagonista negli ultimi 4’, quelli decisivi, periodo in cui non sbaglia più niente. Con Tortona rientrata a -1 grazie a un gran terzo quarto di Strautins e Manjon, 48-40 all’intervallo e vantaggio Umana firmato dal 9-1 di parziale tutto di Tessitori, l’americano nato nel New Jersey si scalda segnando la tripla del +4. Poi gioca pick and roll con Tessitori, ancora lui, e manda l’azzurro a canestro per l’82-77. Segna due liberi del +5 a 1’36 dalla fine. Baldasso la riapre dall’arco (85-83) ma di nuovo Cole, immarcabile, realizza in penetrazione (inizialmente fischiato sfondamento dagli arbitri) per poi smazzare l’assist per il +6 di Wheatle a 15’’ dalla sirena dopo l’errore sempre di Baldasso dall’arco. Venezia è rimasta sempre al comando della partita, Tortona non ha mai mollato un centimetro, anche sul +11 di inizio ripresa segnato da Parks non è mai uscita dalla partita nonostante la scarsa vena di Vital (2/10 al tiro).

Virtus Bologna - Dolomiti Energia Trento 106-95 (3-2) 

Dominio bianconero nell’ultimo quarto: 30-16 il parziale con cui Bologna accelera nel momento decisivo e batte un’Energia Dolomiti capace però di giocare alla pari per 30' alla Virtus Arena. Per lunghi tratti, la squadra ospite fa anche meglio dell’Olidata: nella ripresa vola fino al +7 trascinata da uno straordinario Steward, autore di 31 punti con 6/7 da 3 già nel terzo quarto. Il 18-24 del periodo premia Trento, avanti 79-76 a 10' dalla fine, con un ottimo contributo anche di Mawugbe (7 punti, 6 rimbalzi e 2 stoppate). Da qui il break monstre Virtus: 17-3 dopo 5’ di ultimo quarto con Edwards protagonista: la guardia segna i primi sette punti del parziale chiudendo con 34 di valutazione e 20 di plus minus (anche 5 assist e 8 falli subiti). Ottimo il contributo di Diarra, in doppia doppia (10+10) ma è decisivo anche Morgan: il suo primo canestro da 3 arriva a 1’10" dalla fine del terzo quarto, forse nel momento di maggiore difficoltà per le V nere. Trento cede il passo alla capolista e alla squadra campione in carica ma lo fa a testa alta: mostruoso Steward (41 di valutazione, 5 assist e 7/10 da tre), è mancato l’apporto di Battle (1/10).


NBA Play Off, Eastern Final Conference: I Knicks dominano e tornano alle Finals!

Cleveland Cavaliers - New York Knicks 93-130 (0-4)

Estasi Knicks. La compagine newyorchese distrugge i Cavaliers anche in gara 4 dei playoff della Eastern Conference, produce il suo secondo cappotto consecutivo e con l’undicesima vittoria di fila, che certifica un momento magico, strappa il biglietto per le sue prime Nba Finals dal lontano 1999. Un’altra prestazione di carattere per una squadra che sembra aver trovato un ritmo incredibile. Cleveland fa troppo poco per mettere in difficoltà questi incandescenti Knicks che così vincono in scioltezza 130-93. Sono davvero tanti i tifosi newyorchesi alla Rocket Arena, il coro “Let’s go Knicks” così accompagna tutto il prepartita. La squadra newyorchese mostra subito gli occhi della tigre, quasi a non voler deludere i fan arrivati in massa a Cleveland.

I Cavs dal canto loro partono forte, con Mitchell e Mobley a tirare la caretta, ma alla prima difficoltà si sciolgono. Bridges continua a fare cose eccellenti in questa postseason, Towns trova subito il canestro dalla lunga distanza e la squadra ospite a metà primo quarto inizia a prendere in mano le redini del match. La difesa in transizione dei Cavs è desolante, arrivano troppi canestri comodi quindi per i Knicks che di certo non hanno bisogno di un aiuto dagli avversari, considerato il loro straordinario momento di forma. Il finale della prima frazione è un monologo newyorchese con i Knicks che fanno quello che vogliono e arrivano al termine del quarto di apertura avanti 38-26. Si mette male per i Cavs che vanno completamente nel pallone all’inizio della seconda frazione. L’ottimo impatto di Robinson e McBride permette a New York di scappare via. La squadra di casa commette turnover in serie, porgendo il fianco al parziale di 12-0 con il quale New York inizia la frazione. Il +20 Knicks esalta i tifosi newyorchesi sulle tribune che si fanno sentire al punto che lo speaker di casa alza il volume della musica nell’arena a livelli impressionanti. Gli ospiti continuano a difendere con un’aggressività incredibile, facendo capire ai Cavs che per mettere a segno la rimonta ci vorrà una vera impresa. Shamet decide di unirsi alla festa e con le sua conclusioni dalla lunga distanza regala ai Knicks l’incredibile +29.  

Nel momento più complicato perlomeno i Cavs provano a tirare fuori l’orgoglio. Un Harden fino a quel momento assolutamente impalpabile si mette ad attaccare il canestro e va in lunetta spingendo Cleveland all’inaspettato parziale di 15-3 che la riporta al -17 che diventerà -19 al riposo. La montagna da scalare resta complicatissima per la squadra di casa che però perlomeno non alza bandiera bianca e prova a giocarsela. Con le spalle al muro e la stagione che sta per finire i Cavs producono il loro massimo sforzo in apertura di ripresa. Mitchell prova a scuotere la sua truppa e Cleveland, complice anche qualche distrazione della difesa newyorchese, arriva al -16. Nessun problema però per i Knicks che appena sentono il fiato dei Cavs sul collo si rimettono a giocare la loro pallacanestro. Ne viene fuori un parziale di 12-0, griffato dai canestri di Bridges e Anunoby, che riporta New York al +28 mandando in vacanza i Cavaliers. I tifosi di Cleveland iniziano ad andarsene all’inizio del quarto periodo, lasciando la Rocket Arena quindi tutta ai fan dei Knicks che possono così festeggiare dopo tanti, troppi, anni di delusioni.  

lunedì 25 maggio 2026

UFFICIALE: Varese firma Iris Ikangi

La Openjobmetis Varese ha ingaggiato Iris Ikangi, che si lega ai "bosini" fino al 30 Giugno 2028.
Nato a Voghera il 21 Febbraio 1994, è un'ala di 200 cm per 90 kg.
Prodotto del vivaio di Pavia, dove esordisce anche in prima squadra, nel 2013 si trasferisce a Cento, dove gioca due anni.
San Severo prima e dopo, intervallata da due esperienze a Verona e Brindisi, quindi Scafati e Torino anticipano il passaggio a Udine, dove ha giocato nelle ultime tre stagioni (centra una promozione in Serie A), e in quella scorsa ha messo assieme 5.4 punti, 2.5 rimbalzi e 1 assist di media in Serie A.

NBA Play Off, Western Final Conference: Wemby + difesa ricetta perfetta! Pareggio Spurs!

San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder 103-82 (2-2) 

Gli Spurs si rialzano. Dopo due sconfitte consecutive stravincono Gara 4 della finale della Western Conference maltrattando Oklahoma City 103-82, pareggiando così la serie playoff sul 2-2. Victor Wembanyama straripa una volta di più, segna 33 punti, ma è la difesa a cambiare e invertire la marea. San Antonio mette il coperchio al proprio canestro. E non deve pensarci solo il francesone, stavolta. In Texas, al Frost Bank Center: i neroargento fanno valere l’atletismo e l’intensità dei giovani esterni, Stephon Castle e Devin Vassell fanno un figurone.

I texani limitano i Thunder a un pessimo 33% al tiro dal campo, addirittura ad un misero 6/33 da 3 punti. E gli Spurs riducono a 12 le palle perse di squadra non concedendo punti comodi in transizione. I campioni in carica pagano le assenze degli infortunati Jalen Williams (flessore sinistro) e Ajay Mitchell (polpaccio destro) da valutare giorno per giorno in prospettiva. E la panchina che sinora aveva imperversato, stavolta fa cilecca: Alex Caruso resta a secco, 0 punti, Jared McCain ne segna 4 tirando 1/10, attaccato sistematicamente nell’altra metà campo, Jaylin Williams chiude con 3 punti, 1/7 nelle triple. Insomma, Shai Gilgeous-Alexander, l’Mvp, si trova solo come un eremita quando c’è da fare canestro. Chiude tirando maluccio, 6/15, non gioca il 4° periodo, quando la sfida è già compromessa. Gara 5 è in programma in Oklahoma dalle 2.30 di mercoledì, orario italiano.

Williams e Mitchell sono indisponibili, Cason Wallace in quintetto per i Thunder. Gli Spurs partono forte come in Gara 3, avanti 23-8, i punti degli ospiti sono tutti di Isiah Hartenstein. Poi 28-19 a fine 1° quarto. Già 11 punti per Wembanyama. Esce il francese e i Thunder rientrano, in scia sul 24-28. Quando torna sul parquet gli Spurs allungano sul 40-30 e la tripla da metà campo sulla sirena del primo tempo di Wemby vale il 50-38 all’intervallo. Lui con 22 punti, 10 per Shai. I texani sono 11/18 dalla lunetta, dove hanno perso l’occasione di chiudere a doppia mandata la gara. 36% dal campo per i Thunder, 37% per gli Spurs. Un paio di improvvisate al ferro di Castle valgono il 57-41, poi la sua schiacciata il 65-43: il pugno del k.o.. Addirittura +25 Spurs, Chet Holmgren si taglia la mano destra sbattuta contro il tabellone - poi rientrerà -, il punteggio dice 78-60 dopo 36’. La schiacciata col tuono di Dylan Harper è la ciliegina sulla torta Spurs. Giovani, ma che crescono in fretta perché sanno imparare dagli errori. I Thunder in Gara 5 avranno addosso tanta pressione, la serie è ancora da decifrare e la finalista dell’Ovest tutta da scoprire.


Eurolega, Final Four: l'Olympiacos è Campione d'Europa!

Olympiacos - Real Madrid 92-85

La vendetta è servita ed è dolcissima nell’Oaka Arena casa dei rivali del “Pana”. Negli ultimi secondi di una stagione estenuante, dopo 13 anni di attesa, l’Olympiacos stacca il Real Madrid e conquista la quarta Eurolega della sua storia, prendendosi la rivincita nel confronto con i Blancos, che ormai è diventato una classica delle finali europee. Aspettative mai tradite di un match incerto e affascinante, risolto da una manciata di dettagli. I greci vincono 92-85, tirando bene e dominando a rimbalzo, punto debole degli avversari pieni di infortuni. Scariolo rinuncia alla prima Eurolega in bacheca. La sua squadra vola quando le percentuali da fuori sono stellari, poi paga l’assenza di alternative. E nell’ultimo quarto anche un po’ di stanchezza mentre Vezenkov (12 punti) sale di livello. Decisivo Fournier, che chiude con 20 punti e 4 assist, mentre Peters è eletto Mvp di lega con 26 di valutazione, frutto di 16 punti e 7 rimbalzi. Il Real resta aggrappato a Lyles nel primo tempo ed Hezonja più tardi, autori di metà dei punti della squadra.

Senza lunghi (a Len e Tavares si è aggiunto pure l’infortunio di Garuba) il Madrid deve aggrapparsi alle percentuali. Soprattutto quelle di Lyles, autore di 13 punti nel primo quarto che provano il primo strappo della gara (3-15) quando alla fiera della tripla si aggiunge anche Abalde. È lui che poi riporta i suoi in doppia cifra (19-29) a inizio secondo periodo. Momento di svolta del match perché da quel momento la squadra di Scariolo abbassa le percentuali, perde aggressività in difesa e si fa quasi doppiare a rimbalzo nelle statistiche del primo tempo. È il terreno su cui fiorisce Fournier: il francese dell’Olympiacos segna 11 punti nel secondo quarto e guida la rimonta a suon di parziali, aiutato da Ward e Peters, autore del +5 (44-39) al 19’.

Dice poco il punteggio, sempre in equilibrio, dicono molto di più gli sguardi feroci. I greci di Bartzokas paiono aver preso l’inerzia, poi Feliz segna 5 punti in 30 secondi ed Hezonja scrive 54-60. È l’ennesimo tentativo di fuga attutito da Milutinov e da una tripla clamorosa di Fournier, unico dei suoi in doppia cifra a inizio quarta frazione quando il punteggio è di 64-65. Si segna pochissimo finché Vezenkov non si sblocca dall’arco. Insieme al libero di Peters fa 74-71 a 4’17” dal termine, con entrambe le squadre già in bonus. Un margine di vantaggio che sarà decisivo nelle battute finali, quando Jones schiaccia l’82-80 a con 1’22” rimasti da giocare dopo la tripla del pareggio di Hezonja. Il Madrid non segna più eppure l’Oly si complica la vita concedendo nel finale 5 punti in 20 secondi (88-85) e la tripla del possibile pareggio, che Feliz fallisce.