PallacanestroPro
giovedì 21 maggio 2026
UFFICIALE: Frank Vitucci è il nuovo allenatore di Cantù
Nato a Venezia il 5 Aprile 1963, inizia ad allenare nelle giovanili della Reyer, per poi ricoprire il ruolo di assistente in prima squadra, dal 1986 al 1994, accanto ad allenatori del calibro di Giancarlo Primo, Tonino Zorzi, Petar Skansi e Giancarlo De Sisti.
Dal 1994 al 1996 è capo allenatore degli oro/granata, che riporta in serie A proprio nel 1996.
Dal 1996 al 2001 allena ad Imola, dove centra una promozione in serie A (1998) e due 9° posti consecutivi nella massima serie, con annesse partecipazioni a Coppa Korac e Coppa Saporta.
L’esperienza imolese si chiude con la retrocessione in A2 nel 2001.
Dal 2002 al 2004 la prima esperienza a Scafati: in entrambe le stagioni arriva fino ai quarti di finale Play Off in A2.
L’estate del 2004 segna una svolta nella sua carriera: Vitucci si lega all'allora Benetton Treviso, squadra alla quale, tra assistente (accanto a Mike D'Antoni, Ettore Messina, David Blatt e Oktay Mahmuti) ed head coach, legherà ben 6 anni di vita e carriera, vincendo, tra le due esperienze, 3 Scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. L’esperienza trevigiana si chiude nel Gennaio del 2010, quando viene inspiegabilmente esonerato in seguito ad una vittoria.
Nel Luglio del 2010 firma ad Avellino: due stagioni in terra irpina, la prima vede la squadra chiudere al 4° posto la Regular Season, oltre a centrare la semifinale di Coppa Italia e i quarti di finale play off, la seconda vede l’eliminazione ai quarti di finale di Coppa Italia e i play off soltanto accarezzati.
Nel Giugno del 2012 lo ingaggia Varese: in terra “bosina” sarà una stagione esaltante, con la compagine lombarda che torna a disputare una semifinale scudetto 14 anni dopo l’ultima volta, oltre ad arrivare fino in finale di Coppa Italia. Per lui arriva il premio di "Coach of the Year" per la stagione 2012/2013.
Le ottime cose fatte vedere a Varese gli valgono la richiamata di Avellino, che per lui spende un corposo buy out: non sarà come la prima esperienza, nella prima stagione arriva un anonimo 12° posto, quella successiva si chiude anticipatamente, con l’esonero datato 25 Marzo 2015.
Riparte, quindi, da Torino: il 14 Dicembre 2015 sostituisce Luca Bechi sulla panchina dei piemontesi, con i quali resterà una stagione e mezzo centrando una salvezza e un 11° posto.
Nell'estate del 2017 si accorda con Brindisi, e sarà un'avventura lunga 6 stagioni, che vedrà i pugliesi giocare due finali di Coppa Italia (nel 2019 e nel 2020, perse rispettivamente contro Cremona e Venezia), centrare uno storico secondo posto nel 2020/2021 con eliminazione in semifinale Play Off (con Vitucci che rivince il premio di "Coach of the Year"), oltre a due 5° posti (2019 e 2020) e al 7° posto del 2022/2023, con eliminazione al primo turno Play Off.
Con 86 partite vinte in Serie A, Vitucci è l'allenatore più vincente, nella storia di Brindisi, in massima serie.
Dal 2023 al 2025 altro ritorno, stavolta a Treviso, centrando due salvezze abbastanza tranquille, e parlando di ritorni nella scorsa stagione, dopo 21 anni, torna a Scafati, e conduce la Givova alla promozione in Serie A dopo aver preso la squadra, il 6 Novembre 2025, al 13° posto in classifica.
NBA Play Off, Western Final Conference: Shai & Caruso Show! Pareggio OKC!
Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 122-113 (1-1)
I Thunder rispondono da campioni in carica. Vincono
122-113 Gara 2 e pareggiano la serie playoff con San Antonio. La finale della
Western Conference è ora sull’1-1. Si impongono grazie alla difesa, alle 21
palle perse forzate agli Spurs, grazie ai 57 punti portati in dote dalla
panchina, con Alex Caruso ancora gigantesco, e ai 30 punti di Shai
Gilgeous-Alexander, l’Mvp stagionale. Victor Wembanyama gioca bene, lo
raccontano i 21 punti e 17 rimbalzi, ma stavolta non domina. Agli Spurs, che
erano già senza De’Aaron Fox, è fatale l’infortunio di Dylan Harper, che lo
aveva sostituito in quintetto da guardia titolare, ma che lascia il parquet
anzitempo per un acciacco al bicipite femorale destro. Infortunio simile
(flessore sinistro) quello sofferto da Jalen Williams, forse il riacutizzarsi
di quello che gli aveva fatto saltare la serie di 2° turno con i Los Angeles
Lakers. Andranno monitorati, in prospettiva. Il metro arbitrale ha permesso
alla difesa di Oklahoma City, soprattutto a Isaiah Hartenstein, che ha persino
tirato le trecce a Stephon Castle senza fischio contro, di usare le maniere
forti contro Wemby, i Thunder hanno chiuso con 7 tiri liberi in più rispetto
agli avversari. Gara 3 è in programma a San Antonio dalle 2.30 di sabato,
orario italiano.
Fox salta anche Gara 2 per la distorsione alla caviglia destra, Harper in quintetto. 31-31 a fine 1° quarto. Castle 8 punti, chiuderà con 25, ma con 9 palle perse. Caruso cambia la gara in uscita dalla panchina: forza il 2° fallo di Wemby, segna da 3 punti, OKC sale 43-35. Castle schiaccia in testa a Hartenstein, Caruso risponde ancora e il 58-47 diventa il primo vantaggio Thunder in doppia cifra della serie. 62-51 a metà gara. 13 palle perse degli Spurs, la differenza. Ospiti inferociti con gli arbitri: Coach Johnson deve ricorrere a due challenge per far togliere dopo la verifica altrettanti falli a Wembanyama. Solo 7 punti per il francese dopo 24’. Castle 16 punti, Gilgeous-Alexander 15. Cason Wallace inizia la ripresa in quintetto al posto di Jalen Williams, che chiude la sua gara con 7’ di utilizzo e 4 punti. Gli Spurs dal -13 pareggiano sul 66-66 iniziando il 2° tempo con 15-4 di parziale. Poi rientra Caruso. Segna una tripla, quindi un’altra. Con 5’ da giocare nel 3° quarto Harper esce tenendosi il flessore sinistro. Non rientrerà. Cambia tutto. Chet Holmgren si sveglia e schiaccia in testa a Luke Kornet, che pare un intruso. 96-88 Thunder a fine 3° quarto. Shai 24 punti, Caruso uomo assist attaccando la difesa a zona avversaria. Una tripla di Harrison Barnes riporta gli Spurs sul 97-99, ma arriva un 11-0 di parziale Thunder. Finisce in volata. Gli Spurs sotto di 5 a 1’ dalla fine perdono la 21ma palla. La goccia che fa traboccare il vaso. Oklahoma City pareggia la serie, Gara 3 in Texas tra 48 ore.
mercoledì 20 maggio 2026
NBA Play Off, Eastern Final Conference: Knicks rimonta folle e Gara 1 in tasca!
New York Knicks - Cleveland Cavaliers 115-104 d.o.t. (1-0)
Se la finale della Western Conference parte con il
botto, a Est di sicuro non ci si annoia. I Knicks, infatti, trovano il modo più
incredibile per portare a casa gara 1, recuperando con un finale surreale un
passivo di ben 22 lunghezze a 7’40’’ dal termine. Un match che il Madison
Square Garden ricorderà a lungo e che i tifosi di Cleveland faranno fatica a
dimenticare. New York produce l’impresa, recupera una gara che era oramai
appannaggio dei Cavs e alla fine la vince 115-104 al supplementare.
Un match stranissimo che fatica a decollare con le due
squadre incapaci di trovare ritmo dal perimetro. I Knicks però danno una prima
scossa alla sfida chiudendo il primo quarto con una parziale di 15-3 e
arrivando al vantaggio in doppia cifra. Mitchell si sveglia nel secondo periodo
e Cleveland risponde presente. Gli ospiti così piano piano tornano nel match
per arrivare al riposo avanti di due lunghezze con New York che nel primo tempo
tira con un disastroso 2/19 dalla lunga distanza. Il Garden però ammutolisce nel
terzo periodo con i Knicks incapaci di rallentare Mitchell e troppo
confusionari in attacco. Arrivano anche i canestri di Mobley, Cleveland vola e
diventa padrona del match, toccando il +14 alla fine della terza frazione. Ci
si aspetta una reazione della squadra di casa che però non arriva, i Cavs così
senza nemmeno faticare più di tanto arrivano al +22 a 7’40’’ che in linea
teoria dovrebbe metterli al sicuro. Inizia però un’altra partita. Brunson di
colpo torna a essere devastante in attacco e umilia Harden nell’uno contro uno.
I Knicks si rimettono a difendere con aggressività e disciplina, Cleveland va
in tilt. Coach Atkinson ci mette del suo lasciando sul parquet un Harden
totalmente in balia di Brunson e non chiamando timeout. Succede così l’impensabile,
New York piazza l’incredibile parziale di 18-1 e torna in scia in un Garden che
diventa una polveriera. Il timeout tardivo di Kenny Atkinson serve a poco,
l’inerzia oramai è tutta nelle mani dei Knicks che trovano il pareggio a 45’’
dalla fine con la tripla di un ottimo Shamet. Lo spunto di James Harden riporta
davanti Cleveland ma ci pensa il solito Brunson, con una penetrazione delle
sue, a rimettere le cose a posto trascinando il match al supplementare. Stati
d’animo ben diversi nell’overtime con Cleveland a chiedersi come si sia potuto
sprecare un vantaggio del genere e New York in totale fiducia. Come un po’
tutti si aspettato a questo punto il crollo dei Cavs viene certificato. La
squadra di casa domina il supplementare con la leadership di Brunson e le
giocate di Anunoby. I Knicks così vincono nel modo più inaspettato la loro
ottava partita consecutiva di questa postseason con i Cavs che adesso, col
morale sotto i tacchi, dovranno trovare le risposte giuste in gara 2 in
programma al Garden giovedì.
martedì 19 maggio 2026
LBA Play Off, Quarti di Finale: Ancora Milano e Venezia ! Pareggio Brescia! Super Trento!
Germani Brescia - Allianz Trieste 90-82 (1-1)
Brescia ruggisce al PalaLeonessa e pareggia la serie
con Trieste (1-1). Sontuoso Bilan, che chiude in doppia doppia (22 punti, 11
rimbalzi e 8/13 al tiro). Cotelli sorride anche grazie alle prove di River e
Nunn (entrambi a quota 18 al 40’). Unica tegola per la Germani è l’infortunio
di Della Valle, uscito nel secondo tempo per un fastidio alla coscia. A
Taccetti non bastano 21 punti di Ross.
Dopo un primo quarto equilibrato, Brescia piazza un break di 18-3, costruito
con le triple di Cournooh e Nunn, capace di fare la voce grossa anche in
penetrazione. Trieste rientra in partita segnando dall’arco con Ramsey, Ross e
Uthoff e sfruttando le combinazioni offerte dall’asse Brown-Bannan. Ivanovic ai
liberi sigilla il 49-42 del 20’. Ramsey, dai 6,75 e Ross, tripla e gioco da 3
punti, stappano la ripresa dei giuliani che si ritrovano a -1 (55-54). Nunn e
Rivers ridanno slancio alla Germani, dalla distanza, per il nuovo +9, ma il
solito Ross e i movimenti in avvicinamento di Toscano Anderson riavvicinano
Trieste (65-61). La gara si decide nella seconda metà del quarto periodo. Gli
uomini di Cotelli la chiudono con i canestri di Della Valle, Bilan e
soprattutto Rivers che con la tripla del + 10 sembra scrivere la parola fine.
Non bastano i canestri di Brown e Bannan. Trieste si arrende. La serie si
sposta al PalaRubini sull’1-1.
Olimpia Milano - Unahotels Reggio Emilia 77-65 (2-0)
Milano vince gara 2 al Forum e mette Reggio Emilia
spalle al muro. Ora gli emiliani, sotto 2-0 nella serie, dovranno fare
l’impresa in casa in gara 3 per riaprire il discorso. Ottimi Shields, che ne
infila 19 e soprattutto Bolmaro (11) che è encomiabile in difesa. Non bastano
14 punti di Rossato a Priftis, che però ricava indicazioni interessanti dal
secondo tempo dei suoi, soprattutto grazie alla zona difensiva.
L’Olimpia approccia benissimo la gara, con Shields che pare non essersi
raffreddato dopo gara uno. Reggio Emilia si appoggia su Woldetensae, ma subisce
la fisicità di Nebo e LeDay. Nel secondo quarto le penetrazioni di Bolmaro e il
lavoro interno di Diop, consentono all’EA7 di volare a +11. La zona proposta da
Priftis non frena Guduric, Mannion ed Ellis. Le iniziative individuali di
Caupain e Barford provano a svegliare l'UnaHotels che fatica terribilmente a
muovere la difesa milanese e fissano il -11 del 20’ (40-29). Gli ospiti risorgono
nel terzo periodo, grazie alla zona difensiva, che inizia a portare i frutti
sperati. I reggiani iniziano a girare bene anche in attacco e “vincono” il
quarto (13-20). Decisive le triple in transizione di Caupain, Thor e del solito
Woldetensae. Gli emiliani limitano anche le combinazioni tra Ellis e Nebo.
Rossato risponde con tripla e penetrazione a Shields. Al 30’ è 63-59 per i
padroni di casa. Nel quarto periodo, due triple di Brooks sono l’architrave di
un break di 8-0 che mette la partita in ghiaccio per l’Olimpia. I padroni di
casa creano diversi vantaggi con il pick and roll e chiudono meglio l’area in
difesa. Una schiacciata di Nebo prima e una tripla di Shields poi, scrivono i
titoli di coda del match.
Virtus Bologna - Dolomiti Energia Trento 84-87 (1-1)
Impresa della Dolomiti Energia Trento che vince 87-84
alla Virtus Arena e porta in parità la serie proprio quando Bologna stava per
mettere un piede in semifinale. Invece alla lunga le cose si complicano per i
padroni di casa e nemmeno Edwards riesce a cambiare passo, restando inchiodato
alle 2 triple segnate su 11 tentativi in 24 minuti che valgono l’insufficienza
in pagella. Morgan (17 punti) e Vildoza (14) ci mettono una pezza, Diarra
sfiora la doppia doppia (10+9) eppure non basta. Battle, miglior marcatore con
22 punti, e Steward fanno invece la differenza per gli ospiti.
Un passaggio sbagliato, un contropiede subito e la tripla di Jogela per l’81-83
a meno di un minuto dalla fine. In gara 2, sempre tirata, Bologna assaggia la
crudeltà dei playoff mentre Trento passa all’incasso in una serata di grande
concretezza. La Dolomiti Energia era anche partita meglio, sfiorando la doppia
cifra grazie a grandi percentuali. A rimettere a posto le cose, per una Bologna
senza Alston (frattura alla mano) ci pensa Morgan con 15 punti e 3 triple in 8
minuti, centellinando l’energia a disposizione post-infortunio. Nonostante il
break dei locali di 13-0 (35-29) Trento resta compatta e approfitta di qualche
buona difesa per tornare a correre, piazza un paio di alley-oop e riduce lo
svantaggio fino alla tripla sulla sirena di Battle (47-47). Trento prova pure
lo sgambetto sul finale di terzo quarto (quando perde Niang per falli), ma la
Virtus esce alla grande in avvio del quarto periodo e ricuce con le triple di
Ferrari e Jallow. Edwards continua a steccare, però si reinventa assist-man per
il compagno più caldo, Diarra, autore di 5 punti e una stoppata che valgono il
+1 (81-80) a 1’44” dal termine. Un castello di carta che crolla alla tripla
istintiva di Jogela un paio di azioni più tardi.
Reyer Venezia - Bertram Tortona 87-75 (2-0)
E pensare che Tortona era riuscita a chiudere avanti
di tre punti sia il primo che il secondo quarto, dopo un preziosissimo rimbalzo
difensivo di Pecchia. E che, grazie all’intuizione di rinunciare a un pivot
piazzando Gorham e Chapman insieme sotto canestro, era rientrata dal parziale
di 10-0 piazzato dalla Reyer, fino al 28-21 fissato da Candi. A conti fatti, il
primo vero tentativo di fuga di 20 minuti vissuti tra break e contro-break.
Dall’intervallo in poi, invece, si gioca un’altra partita. Cioè la gioca
Venezia, che è perfetta: segna 26 punti e ne subisce 11 nel terzo periodo,
portandosi sul 54-46 con le triple di Wiltjer e Cole che diventa 77-57
nell’ultima frazione. La difesa è ottima e concede qualcosa solo quando i
giochi sono fatti, permettendo a Tortona di rientrare.
UFFICIALE: Jamahl Mosley è il nuovo allenatore dei New Orleans Pelicans
Nato a Milwaukee (Wisconsin) il 6 Ottobre 1978, inizia ad allenare ai Denver Nuggets dove, dal 2007 al 2010, è assistente di George Karl.
Dal 2010 al 2014 si sposta a Cleveland, dove è assistente di Byron Scott e Mike Brown, quindi il trasferimento ai Dallas Mavericks dove, dal 2014 al 2021, lavora accanto a Rick Carlisle.
Nell'estate del 2021 gli Orlando Magic gli offrono l'opportunità di avere la prima esperienza da head coach: ci resterà fino alla stagione scorsa, raggiungerà i Play Off nelle ultime tre stagioni, ma verrà sempre eliminato al primo turno.
NBA Play Off, Western Final Conference: Marziano Wemby atterra ad Oklahoma! 1-0 Spurs!
Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 115-122 d.2.o.t. (0-1)
Signori e signore, benvenuti nel futuro. Victor Wembanyama, 22
anni, esibisce una prestazione epocale, già virale sui social media, che vale a
San Antonio la vittoria dopo un doppio tempo supplementare a Oklahoma City in
Gara 1 della finale di Conference dell’Ovest. Il gigante francese segna 41 punti
e tira giù 24 rimbalzi, numeri da Bill Russell, da Wilt Chamberlain, e servono
tutti per stendere 122-115 i campioni in carica, sinora imbattuti ai playoff
2026. In questa storia - in questa serie playoff incentrata su una sfida tra
titani - per un vincitore di giornata che festeggia c’è anche uno sconfitto che
dovrà metabolizzare in fretta la serata no.
Shai Gilgeous-Alexander appena
nominato Mvp, miglior giocatore della stagione, tira 7/23 dal campo, -15 di
plus/minus, quello peggiore della sua squadra. Dovrà rifarsi presto, perché
questi giovani Spurs vanno di fretta, non aspettano nessuno a prescindere dal
rango. Che poi la differenza la può fare chiunque sappia cogliere
l’opportunità, ci sono infatti due protagonisti inattesi da applaudire. Uno, la
matricola Dylan Harper, esce dal Paycom Center con la vittoria più 24 punti, 11
rimbalzi, 7 palle rubate e 6 assist, ha giocato sotto pressione come un
veterano da rimpiazzo del titolare acciaccato De’Aaron Fox. L’altro, Alex
Caruso, abituale gregario di lusso, stavolta ha sconfinato ben oltre il
copione: 31 punti, primato personale ai playoff, otto triple a segno, più la
solita feroce difesa. Non è bastato.
Jalen Williams rientra dall’infortunio muscolare e gioca titolare. Harper in quintetto al posto di Fox (distorsione alla caviglia destra), forfeit dell’ultim’ora. Gli Spurs partono 7-0, Alex Caruso segna i primi 7 punti dei suoi, diventa 27 pari a fine 1° quarto. Castle con 11 punti, Shai appena 2. I Thunder cominciano 3/16 da 3 punti, il punteggio dice 51-41 Spurs sulla tripla di Darius Vassell e poi 51-44 a metà gara. Wembanyama 14 punti e 10 rimbalzi, Gilgeous-Alexander con soli 4 punti tirando 1/5 dal campo. I 16 di Caruso e le 8 palle perse forzate tengono a galla OKC. Cason Wallace parte titolare al posto di Isaiah Hartenstein nel 2° tempo, i Thunder abbassano il quintetto. La tripla di Lue Dort vale il sorpasso del 58-57, ma è 80-73 Spurs a fine 3° quarto con Wemby che domina su entrambi i lati del campo. Poi 87-77, ma i padroni di casa forzano il finale punto a punto. Caruso, che ora marca persino Wemby, forza il fallo in attacco del francese frustrato dalle sue cure, e poi segna la tripla del sorpasso, del 95-94. Quindi 101-99 Spurs dopo un canestro di Wemby a 11” alla fine, ma Shai pareggia a 3” dal termine dei tempi regolamentari. Ultimo possesso per i texani e Holmgren stoppa Wembanyama all’ultimo secondo. Supplementare. Spurs avanti 105-101. Risponde ancora Caruso, poi 108 pari dopo una tripla da lontanissimo di Wemby. Jalen Williams manca il tiro da 3 per vincere a 1” dalla fine dell’overtime e con 7 decimi rimasti da giocare a Castle non riesce il miracolo. Secondo tempo supplementare. Due schiacciate di Wemby valgono il 120-114 Spurs. Stavolta è finita. Vince San Antonio, l’alieno Wemby ha fatto la differenza.
lunedì 18 maggio 2026
UFFICIALE: Piero Bucchi è il nuovo allenatore di Scafati
Nato a Bologna il 5 Marzo 1958, si forma cestisticamente a Rimini, dove inizia ad allenare a 34 anni.
Nel Marzo del 1996 viene promosso capo allenatore e, nella stagione successiva, condurrà i romagnoli alla promozione in serie A.
Nell’estate del 1999 firma con la Benetton Treviso: vince una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana in due stagioni.
Una breve parentesi polacca (Slask Wloklawek) anticipa la prima avventura a Napoli, nel 2001/2002, dove centra la sua seconda promozione, in serie A, in carriera.
Due stagioni e mezzo a Roma e il ritorno a Napoli: tre stagioni con l’allora Pompea, vince una Coppa Italia, centra una semifinale scudetto e permette ai partenopei di disputare l’Eurolega.
Nel Giugno del 2008 si lega all’Olimpia Milano: anche qui due stagioni e mezzo, raggiunge per due volte la finale scudetto per poi venire esonerato nel Gennaio del 2011.
La sua carriera ricomincia da Brindisi: 5 stagioni in Puglia, è ancora promozione in serie A (la terza da quando allena), vince anche la Coppa Italia di Legadue, gioca due semifinali di Coppa Italia e centra per due volte i Play Off, oltre a permettere, ai pugliesi, di giocare in Eurochallenge ed Eurocup.
La stagione 2016/2017 l’ha iniziata a Pesaro, dove si è dimesso l'8 Marzo 2017 per alcune divergenze con la società (record di 7 vinte e 14 perse al momento dell’addio), quindi il ritorno alla Virtus Roma, nel Marzo del 2018, al posto di Luca Bechi: nel 2018/2019 riporta i capitolini in serie A (quarta promozione in carriera), nel 2019/2020 centra la salvezza e il 9 Dicembre 2020 torna nuovamente libero, dopo l'esclusione della Virtus dalla serie A 2020/2021 in seguito ad inadempienze economiche.
Torna in sella il 26 Gennaio 2021, quando sostituisce Cesare Pancotto sulla panchina di Cantù: con un record di 5 vittorie e 7 sconfitte non riesce a centrare la salvezza, coi brianzoli che retrocedono in A2.
Nel Novembre del 2021 subentra a Demis Cavina sulla panchina della Dinamo Sassari: ci resterà fino al 24 Gennaio 2024, quando viene esonerato con un record di 7 vittorie e 10 sconfitte in campionato e l'eliminazione, alla fase a gironi, dalla Champions League.
Con la Dinamo centra due semifinali scudetto consecutive, oltre ad arrivare in finale di Supercoppa Italiana nel 2023.
Nelle ultime due stagioni fa ritorno a Brindisi, e in entrambi i casi arriva fino ai quarti di finale Play Off in A2.
Dal 2021 al 2022 Bucchi ha fatto parte dello staff tecnico della Nazionale Italiana dove, assieme a Paolo Galbiati ed Emanuele Molin, è stato assistente dell'allora C.T. Meo Sacchetti.
NBA Play Off, Second Round Est: Dominio Cavs e finale a Est! Notte fonda Pistons!
Detroit Pistons - Cleveland Cavaliers 94-125 (3-4)
Incredibili Cavaliers. Dopo aver sprecato il match
point davanti al proprio pubblico in gara 6, Cleveland va a dominare la sfida
decisiva della serie sul parquet dei Pistons e strappa il biglietto per le
finali della Eastern Conference contro i Knicks. I Cavs scappano via nel terzo
quarto e vanno a vincere in scioltezza, distruggendo Detroit 125-94. Una
debacle inaspettata per la squadra di coach Bickerstaff, soprattutto dopo la
prova diligente e disciplinata fornita in gara 6.
I Pistons si mettono subito a litigare col canestro e,
con un Duren deludente, non riescono a limitare i lunghi di Cleveland e a
rallentare un Mitchell che trova ritmo con il passare dei minuti. I Cavs non
hanno nemmeno bisogno della produzione di Harden, che si accontenta di
nove punti (con un brutto 2/10 dal campo) perché trova le triple di Merrill (23
punti) dalla panchina e la solidità di un eccellente Mobley sui due lati del
campo. Va tutto storto invece per Detroit, che perde contatto con la squadra
ospite a metà del primo quarto. Le triple non entrano e perfino Cunningham va
in confusione. Cleveland detta legge nella zona pitturata e con il canestro da
metà campo sulla sirena di Mitchell, chiude la frazione avanti di nove
lunghezze.
Ci si aspetta la reazione della squadra di casa,
invece Duren boccheggia e la coppia Allen-Mobley diventa devastante. Cleveland
schiaccia sull’acceleratore arrivando al +20 nel finale di primo tempo, per
chiudere 64-47 all’intervallo. Il pubblico della Little Caesars Arena è sotto
shock e il terzo quarto di certo non aiuta a far ritrovare il sorriso ai tifosi
dei Pistons. Cunningham ci prova ma è in serata no (5/16 dal campo), nessun
altro dà una vera mano al leader dei Detroit, la squadra di casa così affonda
sotto i colpi di Mitchell il quale firma 15 dei suoi 26 punti nella terza
frazione. Oramai non c’è più storia, con i Cavaliers avanti di 26 lunghezze al
termine della terza frazione. Il resto è accademia, con Detroit che dovrà fare
un esame di coscienza per capire che cosa non ha funzionato in una serie
davvero strana e i Cavaliers, invece, che adesso si preparano all’intrigante
sfida con i Knicks che prenderà il via dal Madison Square Garden martedì.
LBA Play Off, Quarti di Finale: Ok Milano! Colpo Trieste! Virtus e Reyer nella norma!
Olimpia Milano - Unahotels Reggio Emilia 96-84 (1-0)
Milano batte Reggio Emilia 96-84, scappando via presto
grazie ad un eccellente primo tempo da 57 punti e gestendo in quasi totale
comodità la seconda parte di gara. L’Mvp va a Shavon Shields, che accende
presto lo sprint dell’Armani segnando 10 dei suoi 19 punti totali nel solo
primo quarto. All’UnaHotels non bastano invece i 41 punti in combinata del duo
Barford-Caupain.
Buona la prima per la squadra di Poeta: i padroni di casa scardinano con
facilità disarmante la principale certezza stagionale di coach Priftis, ossia
la difesa, tirando con il 73,5% da 2. L’attacco dell’Olimpia è assoluto
protagonista fin dall’avvio di gara 1. Oltre a gonfiare la retina con costanza
dall’arco (5/8 da 3 nel primo quarto), gli uomini di Poeta si spendono bene sui
rimbalzi offensivi: dopo 10’ Shields è già a quota 10 punti e Milano ha già
scavato il primo solco (31-16). Nella ripresa Priftis viene sanzionato con un
tecnico, ma ha il merito di sbloccare la reazione nervosa dei suoi: al 29’
Reggio torna in singola cifra di svantaggio (70-61) affidandosi principalmente
ai centimetri di Echenique. Passato lo scossone, l’EA7 torna in controllo e nel
finale lavora con il cronometro, sedando la potenziale rimonta degli ospiti. Il
definitivo colpo del ko arriva all’ultimo giro di lancette sul semigancio di
Shields, che accende la festa del Forum.
Germani Brescia - Allianz Trieste 90-92 (0-1)
La prima sorpresa della post season arriva invece dal
Pala Leonessa, dove Trieste ribalta il fattore campo superando la Germani 92-90
grazie al canestro decisivo di Colbey Ross.
Arriva la prima sorpresa di questi playoff: la squadra di Taccetti ribalta il
fattore campo, in una sfida combattuta fino agli ultimi episodi. Nonostante uno
straordinario Della Valle – già a quota 19 punti dopo 20’ – Trieste chiude il
primo tempo avanti 51-59 sfruttando le lacune difensive della Leonessa, che lasciano
spazio soprattutto a Brown e a Toscano-Anderson. Ma nella ripresa l’inerzia si
sposta sulle spalle dei padroni di casa: i giuliani mettono a referto solo 5
canestri dal campo nel terzo quarto, mentre l’ultimo arrivato in casa Germani,
Jayden Nunn, sigla al 28’ la tripla a fil di sirena che completa il parziale di
8-0 (72-66) utile al sorpasso dei suoi. Nell’ultimo periodo si sporcano anche
le percentuali di Brescia, e così Brown e Ross riportano avanti i giuliani, che
a 30’’ dalla sirena finale conducono di 3 lunghezze (87-90).Il tabellino torna
in parità con la tripla dall’ala di Ivanovic, ma nell’azione successiva il
taglio di Ross non viene difeso dalla difesa di Cotelli. Della Valle si mette
in proprio e tenta di forzare l’overtime in penetrazione, ma il suo appoggio
non gonfia la retina: Trieste scippa gara 1 a Brescia.
Virtus Bologna - Dolomiti Energia Trento 102-71 (1-0)
Milano chiama. Bologna risponde. La Virtus risponde a
tono e come l’Olimpia vince in scioltezza la sua prima gara playoff: 102-71
contro Trento (Edwards e Alston 21) tirando con oltre il 50% da tre. In campo
si è visto quello che in buona sostanza ha raccontato la stagione regolare, da
una parte la squadra che ha chiuso in testa alla classifica, dall'altra quella
che ha chiuso all’ottavo posto.
Basta un tempo, il primo (55-32), alla Virtus Bologna per avere la meglio di
Trento, contenuta all’intervallo a 1/12 dall’arco e 10 palle perse, a fronte di
8 recuperi dei bianconeri (pur senza Pajola e Smailagic) presi per mano da
Edwards e Hackett, rispettivamente 15 punti in 15’ e 9+5 rimbalzi nei primi due
quarti. Priva di DeVante' Jones, l’Energia Dolomiti imbarca un passivo di 10
punti già dopo 10’ di gioco per poi veder precipitare le proprie percentuali al
tiro, con coach Cancellieri costretto a dover gestire pure i falli di Bayehe e
Jakimowski. Tocca così a Mawugbe (10+10) e Jogela (4 assist) suonare la carica
per gli ospiti, firmando il 10-0 di parziale di inizio ripresa, approfittando
anche, per gli emiliani, un Momo Diouf non brillante sotto canestro. Edwards
dall’arco con due triple di fila interrompe il digiuno virtussino durato quasi
4’ e innesca il controparziale 9-0 con cui i padroni di casa si riportano a +23
(terzo quarto 69-46). Negli ultimi 10’ le V Nere dilagano con Alston arrivando
fino a +36 e chiudono con 20/39 dall’arco: l’ultima volta che una squadra
riuscì a segnare più di 20 tiri da tre in una gara playoff fu la Benetton
Treviso, 2001-02, stagione in cui poi vinse lo scudetto contro la Fortitudo in
finale.
Reyer Venezia - Bertram Tortona 89-82 (1-0)
Al Taliercio Venezia torna a vincere dopo quasi due mesi e porta a casa
gara 1 contro Tortona 89-82 (Cole 20).
Non vinceva in casa dal 29 marzo Venezia, reduce da 4 sconfitte consecutive tra
le mura amiche. Ha scelto il momento giusto per interrompere la striscia
negativa: quarti di finale, gara 1 playoff proprio contro Tortona che l’aveva
battuta al Taliercio all’ultima di campionato. I veneti controllano la partita
fino a metà dell’ultimo quarto, quando la reazione degli ospiti riporta Vital e
compagni sul -4 a poco più di un minuto dalla fine: Bowman però stoppa il layup
di Vital a 10’’ dalla sirena e vittoria messa in ghiaccio da Cole dalla
lunetta. L’equilibrio si spezza nel secondo quarto: 29-16 il parziale per gli
orogranata, che dominano a rimbalzo (50-29 il confronto) ed effettuano il
doppio dei tiri da due degli avversari (18/35 per la Reyer, 9/20 per il
Derthona a fine primo tempo che si chiude 51-40). Gli americani dell’Umana
corrono e segnano in transizione, Tessitori detta legge sotto le plance
(chiuderà con 13 rimbalzi e 3 stoppate) mentre Horton difende alla grande
contro i lunghi di Tortona. Unico in partita per gli ospiti nel primo tempo per
la Bertran è Baldasso, che segna 10 punti dalla panchina. Nel terzo quarto
Venezia accumula 7 palle perse ma mantiene la doppia cifra di vantaggio.
Nonostante otto errori dalla lunetta (16/24) Tortona trova intensità sul -16 e
negli ultimi 5' rimonta da 77-61 a 84-80, mancando però in lucidità nelle
giocate finali.
sabato 16 maggio 2026
UFFICIALE: il Real Madrid firma Omer Yurtseven
Nato a Tashkent il 19 Giugno 1998, Yurtseven è un centro turco di 213 cm per 125 kg.
Dopo aver mosso i primi passi nel Fenerbahce, che lo fa anche esordire da professionista e con il quale vince uno scudetto e una Coppa di Turchia, si trasferisce in America, dove frequenta il college a Georgetown (26 partite nel 2019/2020, 15.5 punti, 10 rimbalzi, 1.5 stoppate e 1.2 assist di media).
Nel 2020/2021 gioca in D-League, dal 2021 al 2023 gioca 82 partite, tra Regular Season e Play Off, con i Miami Heat (3.2 punti e 2.3 rimbalzi di media).
Nel 2023/2024 ha giocato con gli Utah Jazz, dove ha prodotto 4.6 punti e 4.3 rimbalzi di media, nell'ultima stagione e mezzo ha giocato con il Panathinaikos (vince due Coppe di Grecia), e in quella in corso stava viaggiando a 6.3 punti e 3.5 rimbalzi di media in Eurolega e 11 punti e 6 rimbalzi di media in A1 Ethniki, stagione in corso che ha poi proseguito in NBA, ai Golden State Warriors, dove ha messo assieme 4 punti, 3.3 rimbalzi e 1 assist di media.
Dopo aver vinto un argento (Under 18, nel 2015) e un bronzo (Under 20, nel 2016) agli Europei di categoria, dal 2021 Yurtseven è nel giro della Nazionale Turca, con la quale è argento a Eurobasket 2025, oltre ad aver disputato il Pre Olimpico di Victoria 2021, le qualificazioni ai Mondiali del 2023, le qualificazioni ai Pre Olimpici del 2024 e sta disputando le qualificazioni ai Mondiali del 2027 (12 punti, 6 rimbalzi e 1.3 stoppate di media fin qui).
NBA Play Off, Second Round West: Dominio Spurs e Final Conference raggiunte!
Minnesota Timberwolves - San Antonio Spurs 109-139 (2-4)
San Antonio sbanca il Target Center di Minneapolis e
conquista la finale di Conference dell’Ovest. Si guadagna l’incrocio con
Oklahoma City, forse la finale anticipata, Gara 1 è in programma dalle 2.30 di
martedì, ora italiana. Gli Spurs chiudono 4-2 la serie coi Wolves trascinati da
Stephon Castle di cui si parla troppo poco: appena 21enne, già fenomenale.
Gli Spurs sono diventati grandi presto. Fanno un
figurone a Minneapolis. Sbarazzini, con le facce giovani, ma maturi ben oltre i
loro anni. Pericolosi. Stravincono al Target Center senza per una volta dover
chiedere a Victor Wembanyama di fare gli straordinari. Stavolta a prendersi la
vetrina sono gli esterni, soprattutto Stephon Castle dall’alto dei 32 punti.
Gli entrano pure le triple, diventa uno spauracchio. Lui, la matricola Dylan
Harper, l’elettrico De’Aaron Fox e il solido Darius Vassell: l’attacco spazza
via la difesa Wolves e porta San Antonio in finale dell’Ovest per la prima
volta dal 2017. L’incrocio è con Oklahoma City, i campioni in carica, lo
squadrone col miglior record Nba. Occhio a dare per spacciati gli Spurs però,
come ricordano i precedenti stagionali, a loro favorevoli. I Lupi dopo due
finali di conference di fila stavolta si fermano un turno prima. Manca un
regista cerebrale che possa raccogliere l’eredità del logoro Mike Conley e Rudy
Gobert ha limiti offensivi esagerati. Stesso discorso per Julius Randle, per
inefficienza e pessime letture di gioco. Ma con Anthony Edwards non partono mai
battuti, in prospettiva.
36-27 Spurs dopo i primi 12’, Stephon Castle già con
14 punti. Poi i texani esondano. Wemby, Castle, Harper, persino il baby Carter
Bryant: segnano tutti. Gli Spurs cominciano il 2° quarto 20-0, allungando
56-27. Un pugno da k.o.. Feroce, definitivo. Minny parte 0/10 nel 2° periodo,
concede la transizione agli Spurs che la trasformano in punti facili. I Wolves
potrebbero arrendersi, invece reagiscono trascinati da Naz Reid e dal solito
Edwards, che riporta i suoi sul -13, sul 61-74 a metà gara. Fox zoppica in
spogliatoio prima dell’intervallo, dolorante alla caviglia sinistra. Dopo 24’
San Antonio tira 8/16 da 3 punti, chiuderà 18/38. Fox è sul parquet alla
ripartenza, Terrence Shannon in quintetto per i Lupi. Gli Spurs finiscono il
lavoro. Le guardie sono favolose e intercambiabili, la difesa di Minny non
trova antidoti, va sotto 84-110 dopo 36’. Game over. Spurs avanti, Wolves in
vacanza.
NBA Play Off, Second Round Est: Detroit stravince e forza la "bella"!
Cleveland Cavaliers - Detroit Pistons 94-115 (3-3)
Detroit si salva spalle al muro, stravince a Cleveland
e forza Gara 7. I Pistons hanno già saputo completare la rimonta al primo turno
contro Orlando, ci riprovano. La “bella” la giocheranno in casa dalle 2 di
lunedì ora italiana, partiranno favoriti dopo questa prova di personalità e
nervi saldi.
I Pistons lo fanno un’altra volta. Spalle al muro, a
una sconfitta dall’eliminazione dai playoff, tirano fuori il meglio e restano
in corsa. Vincono, anzi stravincono alla Rocket Arena di Cleveland, trascinati nel
primo tempo da Cade Cunningham e nel secondo dalla panchina, che porta 48 punti
in dote. I 17 di Paul Reed e i 14 di Duncan Robinson fanno la differenza. Come
successo per tre volte contro Orlando, rimontata da 1-3 nella serie di 1°
turno, Detroit mostra forza fisica e mentale con la stagione in bilico. Difende
forte e non s’arrende mai. Cleveland era imbattuta in casa ai playoff: 6
vittorie su 6 partite. Crolla sul più bello, a un successo dalla finale di
conference dell’Est contro New York. Donovan Mitchell nel secondo tempo segna
solo 5 punti, James Harden commette 8 palle perse, il 38% al tiro dal campo
dice tutto. Rimandati. A Gara 7, in programma a Detroit 48 ore dopo.
Robinson, recuperato, parte dalla panchina. Detroit
avanti 27-25 a fine 1° quarto, poi 39-27 dopo una tripla di Cunningham. Però
Ausar Thompson si becca un fallo flagrant per uno spintone a Sam Merrill e
Cleveland chiude il primo tempo con un 7-0 di parziale che la riporta sotto:
51-54 a metà gara. Cunningham 16 punti, Mitchell 13. Harris 0. Diventa 68-55
Detroit dopo una schiacciata di Thompson, a metà 3° quarto Duren si storce la
caviglia sinistra – rientrerà - lo sostituisce Reed che incanta. Il salvagente
Cavs diventa la lunetta – avevano tirato 40 liberi in più di Detroit nelle
ultime due gare -, così erodono lo svantaggio. Ma è 84-70 Pistons a fine 3°
quarto col canestro sulla sirena di Marcus Sasser. Daniss Jenkins segna i
canestri che chiudono i conti. I Pistons non mollano, forzano il ritorno a
Detroit.
giovedì 14 maggio 2026
NBA Play Off, Second Round Est: Harden guida la rimonta! Match Point Cavs!
Detroit Pistons - Cleveland Cavaliers 113-117 d.o.t. (2-3)
Cleveland fa l’impresa. Recupera da -9 a 2’37” dalla
fine dei tempi regolamentari e vince poi ai supplementari a Detroit
conquistando il suo primo successo in trasferta di questi playoff, quello che
vale il 3-2 nella serie di secondo turno contro i Pistons. I Cavaliers
espugnano la Little Caesars Arena 117-113, vincono per la terza volta di fila,
avranno l’occasione di chiudere i conti e conquistare la finale di Conference dell’Est
contro New York in gara 6, in programma dall’una di sabato, ora italiana. A Detroit
non bastano i 39 punti di Cade Cunningham. I Pistons recriminano per aver
dilapidato un +15 nel primo tempo e non aver più fatto canestro nel finale del
4° quarto, ma pure per l’arbitraggio. I Cavs, testa di serie n. 4 della Eastern
Conference, hanno tirato 38 tiri liberi contro i 20 della squadra col primo
record dell’Est. Il solo James Harden ne ha tirati 14. E un errore arbitrale,
il mancato fischio all’ultimo secondo dei primi 48’, un fallo non sanzionato di
Jarrett Allen su Ausar Thompson, che sarebbe dovuto andare in lunetta con la
gara in parità, pesa come un macigno sul risultato. Coach Bickrstaff a fine
gara se ne lamenta, sconsolato.
I Cavs ci hanno creduto quando sembrava profilarsi
l’ennesima sconfitta esterna di post season. Max Strus è stato eccezionale,
segnando sei triple che li hanno tenuti in partita, Harden ha campeggiato in
lunetta arrivando così a toccare 30 punti pur in una serata così così sia di
tiro che da facilitatore, Donovan Mitchell ed Evan Mobley dopo i primi tre quarti
di gara deludenti hanno fatto la differenza alla distanza, quando contava di
più. Per i Pistons Jalen Duren è stato disastroso una volta di più in questa
serie, lo status di All Star stona con le sue prestazioni ai playoff. Quando
nel finale Cunningham è stato raddoppiato sistematicamente Detroit non ha
trovato un secondo realizzatore capace di approfittarne. Tobias Harris ha
tremato sul più bello una volta di più in carriera, Paul Reed e Daniss Jenkins,
giocatori di ruolo, hanno cercato di andare oltre i loro ovvi limiti, ma non è
bastato.
Duncan Robinson è fermato dal mal di schiena, in
quintetto parte Jenkins. 29-27 Detroit a fine 1° quarto. Cunningham con 10
punti. Una sfilza da cinque canestri di fila di Harris vale il 47-32 Pistons,
massimo vantaggio. La difesa di Detroit produce punti in transizione: 60-52 a
metà gara. 29 per Cunningham, 4 triple a bersaglio di Strus tengono Cleveland a
contatto nonostante le 10 palle perse che generano 20 punti avversari. La
tripla di Sam Merrill vale il sorpasso Cavs del 79-78, Cleveland avanti 84-80
dopo 36’. I Pistons segnano solo 20 punti nel 3° periodo. Le palle perse
tornano a perseguitare gli ospiti e Detroit accelera: 103-94 a 2’37” dalla
fine, Jenkins e Reed, preferito a Duren, brillano per energia e intensità. Un
9-0 di parziale riporta però Cleveland sul 103 pari con Mobley che segna
canestri pesanti. Sull’ultimo possesso offensivo dei tempi regolamentari
Thompson ruba palla a Mitchell, poi Allen lo travolge, lo sgambetta sullo
slancio, ma il contatto viene ignorato dagli arbitri. Supplementari. Mitchell
segna quando conta di più, Harden si accomoda spesso e volentieri in lunetta, i
Cavs hanno l’ultima parola. Detroit a una sconfitta dall’eliminazione, c’è già
passata contro Orlando ed è riuscita a superare il turno, ma Cleveland ai
playoff in casa ha sempre vinto, sinora. La stagione dei Pistons è appesa a un
filo.
mercoledì 13 maggio 2026
Eurolega, Play Off Gara 5: Un Valencia da sogno vola alle Final Four!
Valencia - Panathinaikos 81-64 (3-2)
Un Valencia magnifico completa la sua folle rimonta battendo il Panathinaikos in Gara 5 approdando alle Final Four.
Brancou Badio (20 punti e 5 rimbalzi), Braxton Key (12 punti e 6 rimbalzi) e Jean Montero (12 punti e 5 rimbalzi) regalano una serata da sogno agli oltre 15.000 della "Roig Arena", finisce qui la stagione europea dei "Greens", col solo Nigel Hayes-Davis (15 punti) che non basta.
Olympiacos - Fenerbahce
Real Madrid - Valencia
Queste le due semifinali di questa edizione di Eurolega che, ricordiamo, si concluderà nel week end 22-24 Maggio al "Telekom Center" (più comunemente noto come "OAKA") di Atene, teatro delle Final Four.
NBA Play Off, Second Round West: Spurs in scioltezza! Minnie non pervenuta!
San Antonio Spurs - Minnesota Timberwolves 126-97 (3-2)
Wembanyama risponde presente dopo l’espulsione di gara
4 e trascina gli Spurs al successo nel quinto match di una serie che adesso
vede San Antonio in vantaggio 3-2. Il 22enne francese (27 punti, 17 rimbalzi,
cinque assist e tre stoppate) parte con il piede sull’acceleratore, fa subito
capire di voler lasciare il segno. San alla fine va a vincere in scioltezza
126-97.
La Nba non infierisce sugli Spurs dopo la gomitata di
Wemby a Reid, il francese così evita la squalifica e si presenta in campo per
gara 5 di una serie equilibrata ed appassionate. L’ex prima scelta assoluta sa
di avere qualcosa da farsi perdonare e parte con grandissima energia sui due
lati del campo. In attacco il pallone passa sempre dalle sue mani, Wemby nei
primi minuti è assolutamente immarcabile e trova anche ritmo dal perimetro.
Edwards prova a rispondere, ma gli Spurs dominano con il francese che al
termine del primo quarto ha già 18 punti e sei rimbalzi a referto. I
Timberwolves con l’andare dei minuti perdono brillantezza in attacco, San
Antonio così nel secondo quarto accelera, arriva al +18, grazie alla produzione
di Castle, per chiudere il primo tempo avanti di 12 lunghezze.
Ci pensa però Edwards a suonare la carica per i Wolves:
Minnesota torna sul parquet con un atteggiamento diverso, attacca il canestro e
alza il ritmo, tornando nel match. La squadra ospite segna 14 dei primi 16
punti del terzo quarto e riprende così gli Spurs. Tutto da rifare per Wemby e
compagni che, trascinati dal caldissimo pubblico di San Antonio, si rimettono a
giocare. Castle e Johnson in attacco vengono in soccorso a Wembanyama, gli
Spurs ritrovano aggressività e disciplina anche in difesa e tornano padroni del
gioco, piazzando un parziale di 19-6 che inguaia Minnesota nel finale della
terza frazione. I T-Wolves arrancano e non riescono più a tornare nel match,
nonostante un passaggio a vuoto della difesa degli Spurs nei primi minuti del
quarto periodo. San Antonio tiene a distanza di sicurezza la squadra ospite e
così il canestro di Fox a 4’13’’ dalla sirena regala il +21 che fa calare il
sipario sul match. Minnesota adesso non ha più margine di errore in una serie
intrigante, con gara 6 in programma a Minneapolis venerdì.












