PallacanestroPro
lunedì 20 aprile 2026
UFFICIALE: Brindisi firma Khalil Ahmad
Nato ad Anaheim (California) il 24 Dicembre 1996, è una guardia americana di 193 cm per 84 kg.
Prodotto di Cal State University (117 partite dal 2015 al 2019, 15.1 punti, 4 rimbalzi, 1.4 assist e 1.2 recuperi di media), da professionista esordisce in Islanda.
Nel 2020/2021 gioca in Danimarca, nel 2021/2022 e 2022/2023 esperienza in Canada (con la maglia dei Niagara River Lions è "Player of the Year", "Defensive Player of the Year" e Capocannoniere del campionato), mentre nel 2023/2024 ha giocato in Belgio, allo Spirou Charleroi, dove vince BNXT League e Scudetto.
Nel 2024/2025 prima esperienza in Italia, a Pesaro, per poi chiudere in Canada, nuovamente ai Niagara River Lions, mentre la stagione in corso l'ha iniziata in Israele, al Maccabi Rishon Lezion, dove stava viaggiando a 16.5 punti, 3 assist, 2.4 rimbalzi e 2 recuperi di media in Winner League.
NBA Play Off, First Round West: OKC e Spurs in controllo!
Oklahoma City Thunder - Phoenix Suns 119-84 (1-0)
La difesa dei Thunder è già in forma playoff,
all’esordio di post season. Stritola l’attacco dei Suns, limitati ad appena 84
punti. Ma la notizia migliore per Oklahoma City è probabilmente la prestazione
di Jalen Williams, reduce da una stagione regolare tribolata, che gioca alla
grande contro Phoenix. Che è impresentabile sotto canestro a questi livelli, su
entrambi i lati del campo, specie senza l’infortunato Mark Williams. Jalen
Green, dopo le prodezze del play-in, torna quello che non sa leggere le difese
e così Dillon Brooks non può bastare nelle doppia veste di mastino sul
connazionale canadese Gilgeous-Alexander e realizzatore di complemento a Devin
Booker. Sarà dura anche solo vincere una partita nella serie per i Suns,
probabilmente. Gara 2 giovedì alle ore 3.30 italiane, ancora al Paycom
Center.
Dillon Brooks si becca un fallo fragrant per un colpo proibito a Chet Holmgren
che segna sulla sirena di fine 1° quarto la tripla del 35-20. I Thunder
dominano grazie alla difesa e ai rimbalzi offensivi, sono più alti sotto
canestro. Per i Suns si fa tardi presto: 49-24 con la panchina di OKC che
imperversa e poi 65-44 a metà gara. Holmgren 16 punti, è il migliore dei suoi.
Thunder con 19 punti segnati dalle palle perse forzate agli avversari, il
segreto di Pulcinella del ventello di vantaggio. Gilgeous-Alexander ha una serata
storta al tiro (5/18), ma banchetta in lunetta grazie ai fischi arbitrali e
rimette a posto le cifre personali. A fine partita avrà tirato 17 liberi, gli
avversari 18 di squadra. 97-66 dopo 36’, con più di 7’ ancora da giocare
entrambe le squadre mandano sul parquet le riserve. Tutto già deciso.
Trentacinque punti. Il debutto playoff di Wembanyama è di quelli da ricordare. Primato, da esordio, di franchigia. Al Frost Bank Center regala spettacolo con Tim Duncan e David Robinson, glorie Spurs, a tifare per lui in prima fila. Il francesone tira 13/21 dal campo, 5/6 da 3 punti. Gli Spurs impressionano come squadra, soprattutto. Difendono forte, le guardie attaccano il ferro sistematicamente, sono giovani, ma non fuori controllo. Da corsa per il titolo, insomma. I Blazers tengono sino ai primi minuti del 3° quarto, ma non hanno le risorse per reggere per tutti i 48’. Deni Avdija non tradisce le attese, segna 30 punti, Scoot Henderson, chiamata n. 3 del Draft 2023, quello in cui Wemby è stato scelto davanti a tutti, tira con buone percentuali, ma l’attacco della settima testa di serie dell’Ovest, opposto alla seconda, fa una fatica dannata. Chiude con soli 98 punti. Però non s’arrende sino alla fine.
30-21 San Antonio a fine 1° quarto grazie alla tripla sulla sirena di Keldon Johnson. Poi 59-49 Spurs all’intervallo. A metà gara Wemby con 21 punti, Avdija con 19. Le stelle splendono da aspettative. I Blazers “rientrano” sul 57-59 iniziando il 3° quarto con un parziale di 8-0, ma Devin Vassell, scatenato, riporta i texani in doppia cifra di vantaggio. Avdija si fa male al polpaccio destro scontrandosi con Robert Williams, ma rientrerà, 87-72 Spurs a fine 3° periodo. Wemby si diverte segnando da sotto canestro e attaccando il ferro, arrotonda le statistiche mentre Fox imperversa nel 4° periodo. Festa completa per San Antonio che non giocava i playoff dal 2019. Gara 2 ancora in Texas, dalle 2 di mercoledì orario italiano.
NBA Play Off, First Round Est: Boston in scioltezza! Colpo Magic!
Boston Celtics - Philadelphia 76ers 123-91 (1-0)
Dominio assoluto. I Celtics stravincono Gara 1
mostrando tutta la differenza tra la seconda e la settima testa di serie
dell’Est. Non è questione di statistiche, ma di cilindrata: Boston è una
fuoriserie, Philly una berlina. E il confronto a Beantown risulta impietoso. I
Jays si divertono: Jaylen Brown segna 26 punti, Jayson Tatum 25. In assoluto i
76ers non ci mettono mano. Senza Joel Embiid ancora fuori causa, reduce
dall’operazione di appendicite, Philly non ha niente sotto canestro, neanche
uno straccio di minaccia offensiva, e nell’occasione non ha niente neppure da 3
punti, tira 4/23. Più che un monologo dei Celtics diventa presto una punizione.
33-18 Boston a fine 1° quarto. Nella boxe sarebbe k.o. tecnico, ci si
fermerebbe qui, nella pallacanestro si va avanti perché si giocano comunque
48’. Diventa 64-46 a metà partita. Tatum già con 21 punti, Tyrese Maxey con 14
prova a tenere in gara i 76ers, ma è solo contro tutti. La schiacciata di
Jaylen Brown dopo un taglio backdoor vale l’83-58. Poi diventa 95-71 dopo 36’
di gioco. Proprio non c’è partita, gli ospiti, litigano con i ferri del TD
Garden. Addirittura 107-75 nel 4° periodo, Coach Mazzulla può far riposare i
suoi titolari con largo anticipo. Gara 2 è in programma all’1 orario italiano
di mercoledì 22 marzo, ancora a Boston.
Detroit Pistons - Orlando Magic 101-112 (0-1)
Clamoroso alla Little Caesars Arena! Orlando, l’ottava
testa di serie della Eastern Conference, vince a casa Pistons, la numero uno. E
lo fa senza mai finire sotto nel punteggio in 48’, capitalizzando il 18-5
iniziale, non voltandosi mai indietro. Tutto il quintetto dei Magic chiude in
doppia cifra di punti, il tedesco Franz Wagner ne segna 11 nel 4° periodo, i
due canestri decisivi in volata sono del centro Wendell Carter, che stravince
il confronto con l’All Star Jalen Duren. A Detroit non basta un superlativo
Cade Cunningham che realizza 39 punti, primato personale ai playoff. Troppo
solo, gli mancano sponde adeguate, stavolta. Gara 2 si disputerà sempre a
Motown dall’1 di giovedì notte, orario italiano. I Pistons, all’11ma sconfitta
di fila in casa di post season, non superano il 1° turno di playoff da 18 anni,
i Magic dal 2010.
I Magic sfruttano l’inerzia positiva della seconda partita di play-in, quella
dominata con Charlotte e partono forte, ma i Pistons contengono i danni, sotto
51-55 all’intervallo. Orlando parte 8-1 nel 3° quarto e la replica dei padroni
di casa si ferma al 65 pari. Poi diventa un monologo Magic. Paolo Banchero, 23
punti, miglior realizzatore dei suoi, non segna nel 4° periodo, ma Orlando non
paga dazio: due canestri di Carter, tra cui una schiacciata show, chiudono i
conti.
domenica 19 aprile 2026
Oscar Schmidt: l'ultima tripla di O' Rey
Eroe. Idolo. Campione. Fenomeno. Mille modi per apostrofarlo. Per me, invece, Oscar Schmidt era semplicemente un MITO. Ma non un mito di quelli cantati dagli 883. Uno di quelli dell'antica Grecia narrati al liceo. Uno di quelli i cui racconti passano dalle voci dei nostri padri, tra brividi e lacrime, convinti che un giocatore così, sulla faccia della terra, passi davvero una volta nella vita.
E ripensando alla sua carriera, non ci si va poi troppo lontani. Record di punti segnati (49737) in carriera durato durato oltre 20 anni ed abbattuto solo da un certo Lebron James. Ben 5 olimpiadi disputate, unico giocatore con oltre 1000 punti segnati nella competizione. La rinuncia alla NBA ed alla chiamata dei New Jersey Nets, pur di giocare con la canotta del suo amato Brasile. Un'ala di oltre 2 metri, con mani che definire morbidissime è un eufemismo; sarà praticamente l'antesignano involontario dei lunghi moderni. Per il mondo intero sarà "Mao Santa", ammirato da tutti, un incubo per le difese avversarie. Palmeiras, Sirio, America RJ, Caserta, Pavia, Valladolid, Corinthias, Bandeirantes, Gremio e Flamengo i club che ha deliziato a suon di retine infiammate.
CASERTA. Probabilmente quella di Caserta è stata la sua tappa più importante. Scelto nell'estate 1982 da coach Tanjevic, contro il quale aveva vinto una finale di Coppa Intercontinentale, Oscar ha vestito la casacca bianconera per ben 8 stagioni, portando prima Caserta in massima serie, poi alla conquista della Coppa Italia 1988, ai danni di Varese; con lui Caserta arriva due volte consecutive alla finale scudetto, senza mai riuscire ad agguantare lo scudetto. Triple su triple, difese ammattite e medie punti da capogiro. Con gli anni è diventato un casertano a tutti gli effetti, integrandosi perfettamente in una città che non smetterà mai di amarlo. Ma la grandezza di Oscar non era solo nei numeri. Il brasiliano era un talento così puro e cristallino da scomodare anche Diego Armando Maradona, suo amico e tifoso che, quando poteva, presenziava nelle tribune del PalaMaggiò per tifare il suo amico. La "Mano de Dios" che salta e tifa alle triple di "Mao Santa".
Il Real Madrid nel suo destino: nel 1985 rifiuta l'offerta dei blancos, trattenuto dall'amore del presidente Maggiò. Nel 1989, ad Atene, giocherà la partita del millennio contro i madrileni, realizzando ben 44 punti nella finale di Coppa delle Coppe, ma non basterà a Caserta a conquistare il titolo, contro un Drazen Petrovic da 62 punti. Lascerà i bianconeri nell'estate 1990, aprendo la più grande divisione di pensiero casertana, considerando che senza di lui, dopo meno di un anno, arriverà il tricolore.
Oscar tornerà a Caserta altre 3 volte: nel 2003 per disputare al PalaMaggiò la sua partita d'addio, nel dicembre 2016, sempre a Pezza delle Noci, in occasione del match contro Pesaro, e nel 2023, con Tato Lopez, per seguire la JuveCaserta 2021 contro Roseto.
La sua fine è stato un squarcio in una serata di primavera. Una notizia inaspettata che ha scosso una comunità intera; non solo quella casertana, ma di tutto il mondo cestistico che ne riconosce la grandezza. Il saluto tributato all'ombra della Reggia di Caserta, è stata l'ultima tripla d'amore del cannoniere brasiliano: O'REY, all'ombra della Reggia. OBRIGADO!
NBA Play Off, Western First Round: Jokic predica e Denver non sbaglia. Ok Lakers!
Denver Nuggets - Minnesota Timberwolves 116-105 (1-0)
La solita tripla doppia di Jokic (25 punti,13 rimbalzi
e 11 assist) e la produzione di Murray regalano ai Nuggets il successo nel
primo match di una serie che si preannuncia decisamente interessante. I
Timberwolves partono con personalità e nei primi minuti mettono in difficolta
la difesa di Denver con le giocate di Edwards e la produzione di McDaniels. Gli
ospiti toccano anche il +12, I Nuggets però si rimettono a giocare la loro
pallacanestro nel secondo periodo e tornano in scia. Murray fatica dalla lunga
distanza ma trova comunque canestri importanti, Jokic dispensa assist e i
padroni di casa frenano la corsa dei T-Wolves e li riprendono, arrivando
all’intervallo sul 62-62. Il terzo quarto cambia la direzione del match.
Minnesota inizia a litigare con il canestro, Jokic e compagni ringraziano e
prendono il possesso della gara. A metà frazione 14 punti consecutivi dei
padroni di casa spezzano l’equilibrio. Randle ed Edwards vanno a corrente
alternata, Murray attacca il canestro e trova liberi in serie, il resto lo fa
Jokic che, nonostante qualche turnover di troppo, resta un matchup davvero complicato
per la frontline di Minnesota. La risposta degli ospiti però non si fa
attendere e con l’ottimo impatto di Dosunmu arriva il break di 21-8 che riporta
in scia Minny. Gobert mostra i muscoli sotto canestro, i T-Wolves arrivano al -5
a due minuti dalla fine ma Denver gestisce con personalità i possessi
importanti e tiene a distanza la squadra ospite, trovando così il successo. Si
resta a Denver per Gara 2, in programma lunedì.
Los Angeles Lakers - Houston Rockets 107-98 (1-0)
Senza Luka Doncic e Austin Reaves da
una parte e Kevin Durant dall’altra, sono le difese a fare la
differenza in gara-1 tra Lakers e Rockets. E quella dei padroni di casa
tiene Houston ad un misero 37.3% complessivo dal campo,
forzando 12 palle perse e mantenendo di fatto sempre salde le redini
della partita. Anche perché nell’altra metà campo, poi, i Lakers tirano
con un eccellente 60.6% di squadra e, oltre al loro super veterano,
trovano diversi protagonisti a sorpresa.
Non arriva l’atteso confronto tra leggende con Durant, ma LeBron
James, all’esordio in quelli che sono i playoff numero 19 della sua
carriera, è comunque concentratissimo e guida i Lakers alla vittoria con
19 punti, 13 assist, 8 rimbalzi, 2 palle rubate, una stoppata e 9/15 al tiro.
Senza Doncic e Reaves, i Lakers in attacco hanno
bisogno di trovare altre soluzioni. Detto, fatto: a farsi carico della
pericolosità dal perimetro ci pensa Luke Kennard, autore del suo
career high ai playoff con 27 punti e uno strepitoso 5/5 al tiro da tre. Sotto
canestro, invece, ci pensa Deandre Ayton, che chiude in doppia doppia
con 19 punti e 11 rimbalzi.
La manovra offensiva è stata il tallone d’Achille dei Rockets per
tutta la stagione e in gara-1 alla Crypto.com Arena la problematica
viene acuita dall’assenza di Durant. Un’assenza che rende ancora più
prevedibili le soluzioni in attacco, dove Alperen Sengun e Reed
Sheppard segnano rispettivamente 19 e 17 punti ma tirando 6/19 e 6/20
dal campo.
NBA Play Off, Eastern First Round: Cavs e Knicks in controllo!
Cleveland Cavaliers - Toronto Raptors 126-113 (1-0)
Donovan Mitchell non fa sconti ai Raptors e Cleveland
apre la postseason 2026 con un convincente successo sulla compagine canadese.
Il leader dei Cavs tocca quota 30 punti per la nona volta consecutiva nel suo
primo match di playoff e trascina quindi Cleveland alla vittoria realizzandone
32. I padroni di casa dopo un primo tempo equilibrato cambiano marcia nei
minuti finali del secondo quarto e piazzano il parziale che decide il match
(27-9) a cavallo tra la fine del secondo periodo e l’inizio del terzo. Fondamentale
per Cleveland il recupero di Strus, il quale sembra aver ritrovato la forma
migliore dopo il lungo infortunio e fa la differenza con i suoi 24 punti in 24’
dalla panchina. I Cavs arrivano al +24 all’inizio del quarto periodo poi
amministrano senza grosse difficolta il tentativo di rimonta dei Raptors. 22
punti e 10 assist per Harden, 24, invece, per Barrett. Gara 2 andrà in scena
sempre a Cleveland lunedì.
New York Knicks - Atlanta Hawks 113-102 (1-0)
Vittoria all’esordio ai playoff sulla panchina
dei Knicks per Mike Brown, che vede i suoi partire molto forte nel 1°
quarto, mantenersi in testa per tutta la partita e, quando Atlanta prova
ad alzare il ritmo e a rientrare nel 4° quarto, piazzare un parziale
di 10-0 che di fatto chiude la contesa quando ci sono ancora 4 minuti da
giocare e lancia i padroni di casa sull’1-0 nella serie.
Che l’attacco dei Knicks giri attorno al talento di Jalen
Brunson e Karl-Anthony Towns è cosa nota, e contro gli Hawks i
due si dividono, anche dal punto di vista della tempistica, il peso della
manovra offensiva di squadra. Brunsonsegna 19 dei suoi 28 punti nel
solo 1° quarto, Towns invece domina il secondo tempo, in
cui segna 19 dei suoi 25 punti totali ed è protagonista del
parziale che nel 4° quarto consegna la partita a New York.
Agli Hawks, invece, non bastano i 26 punti del veterano CJ McCollum e
i 23 di Jalen Johnson, anche perché la squadra gioca una prima parte di gara
troppo arrendevole, soprattutto nella metà campo difensiva, e quando gli
uomini di coach Quin Snyder trovano il ritmo giusto è davvero troppo
tardi.
sabato 18 aprile 2026
NBA Play In: Orlando e Phoenix volano ai Play Off!
Phoenix e Orlando conquistano gli ultimi due posti
disponibili per i playoff. Battono Golden State e Charlotte al play-in e
guadagnano da ottava testa di serie l’incrocio di primo turno rispettivamente
con Oklahoma City e Detroit, le capoclassifica di Ovest ed Est. Jalen Green
imperversa, Paolo Banchero mostra i muscoli, Warriors e Hornets finiscono la
benzina con la stagione in bilico, nella partita dentro-fuori che contava di
più. E vanno in vacanza già in aprile. Non vedere Steph Curry ai playoff è una
notizia, oltre che un rammarico.
Da dove salta fuori questa versione dei Magic? Non si
era mai vista in stagione regolare. La sfoderano al momento opportuno, con la
stagione in bilico nella sfida del play-in tra ottava e nona a Est. Si
dimostrano più grossi, più fisici, più determinati degli Hornets, esattamente
quelli immaginati prima di questa sinora deludente stagione. I lunghi di
Orlando imperversano: Paolo Banchero, Wendell Carter, Franz Wagner, persino
Goga Bitadze. Charlotte fa una figuraccia. Molle, inadeguata in difesa. E prolunga
così a dieci le stagioni di fila senza playoff. I progressi in attacco nel 2026
sono stati evidenti e il nucleo di squadra è giovane, ma al dunque è mancato
tanto, troppo, sul piano della durezza fisica e mentale per evitare le vacanze
anticipate ad aprile.
68-37 Magic a fine primo tempo. All’intervallo i Magic hanno già chiuso i
conti, avanti anche di 35 punti. Tirano col 61% contro il 32% avversario.
Hornets con 11 palle perse. Paolo Banchero 16 punti, Wendell Carter con 12, i
lunghi dei padroni di casa banchettano. Il 38-16 Magic del 1° quarto dice tutto
dell’approccio contrapposto alla sfida. 23 punti per LaMelo Ball, che era a
secco, nel 3° quarto: troppo tardi perché Orlando dopo 36’ è comunque avanti
102-71. Contro Philadelphia nella prima uscita del play-in aveva segnato appena
97 punti. Al Kia Center quella dei Magic diventa una passerella, domenica a
Detroit in Gara 1 dei playoff contro la testa di serie n.1 della Eastern
Conference sarà tutto più complicato.
Phoenix Suns - Golden State Warriors 111-96
Jalen Green fa il fenomeno. Fa quello che i Suns lo scorso anno si
aspettavano da Kevin Durant con cui a fine stagione allora è stato poi
scambiato. La guardia di Phoenix segna 36 punti, fa (quasi) sempre canestro
contro Golden State e regala i playoff ai Suns che a ottobre 2025 non erano
immaginati tra le prime 8 squadre della Western Conference. L’incrocio di primo
turno con i Thunder campioni in carica è proibitivo, ma la stagione comunque
positiva, ormai. Golden State, e non deve sorprendere nessuno, non recupera
fisicamente e mentalmente, in sole 48 ore, dal successo di Los Angeles contro i
Clippers. Troppi giocatori logori e acciaccati, la differenza di energia e
atletismo si rivela determinante.
Settima contro decima a Ovest. Phoenix senza Mark Williams, acciaccato. 13-2 di
partenza Suns e 7 palle perse nei primi 8’ per i Warriors, il loro tallone
d’Achille. Diventa 33-15 dopo il 1° quarto di gioco. I Suns frenano, però:
tirano 5/20 nel 2° periodo, sono avanti “solo” 50-45 all’intervallo. Ottimo
impatto dalla panchina ospite di Gary Payton, Curry con appena 7 punti, Jalen
Green con 14. Kris Porzingis zoppica, Green continua a imperversare - la difesa
dei Dubs non ha antidoti per lui - i Suns salgono +16 sul 69-53 ed è De’Anthony
Melton a tenere in partita i californiani. 78-69 Phoenix dopo 36’, Green già
con 27 punti. Curry segna un paio di triple nel 4° periodo, ma un 8-0 personale
di Green chiude la gara. A 1’ dalla fine Devin Booker e Draymond Green vengono
espulsi, ma le prospettive non cambiano. Suns ai playoff contro Oklahoma City,
Warriors a casa. Dopo la rimonta a casa Clippers hanno finito i miracoli. Coach
Kerr è in scadenza di contratto: sarà rivoluzione a San Francisco?
Ecco il quadro completo dei Play Off, nelle due Conference, con relativi tabelloni.
EASTERN CONFERENCE
Detroit Pistons - Orlando Magic
Cleveland Cavaliers - Toronto Raptors
Boston Celtics - Philadelphia 76ers
New York Knicks - Atlanta Hawks
WESTERN CONFERENCE
Oklahoma City Thunder - Phoenix Suns
Los Angeles Lakers - Houston Rockets
San Antonio Spurs - Portland Trail Blazers
Denver Nuggets - Minnesota Timberwolves
venerdì 17 aprile 2026
Eurolega, 38° giornata: Virtus chiude in bellezza! Milano K.O.! Il quadro completo dei Play In!
Carsen Edwards (19 punti, 5 rimbalzi e 4 assist), Saliou Niang (16 punti, 5 rimbalzi e 3 recuperi), Derrick Alston (18 punti, 5 rimbalzi e 5 assist) e Aliou Diarra (13 punti e 8 rimbalzi) rendono quanto meno dolce il commiato dalla competizione alle "V Nere", un ottimo Lonnie Walker (24 punti) non basta agli "Yellows".
Cade Milano al Pireo contro un Olympiacos determinato a chiudere al primo posto la Regular Season.
Tengono comunque botta le "Scarpette Rosse" con Shavon Shields (24 punti) e Armoni Brooks (13 punti), ma i "Reds" non fanno sconti e si prendono partita e primato con Sasha Vezenkov (20 punti e 4 rimbalzi), Tyler Dorsey (18 punti), Nikola Milutinov (13 punti e 15 rimbalzi) e Donta Hall (14 punti e 5 rimbalzi).
Dopo 5 sconfitte di fila rialza la testa il Fenerbahce, che va a vincere a Lione.
Talen Horton-Tucker (21 punti e 4 rimbalzi) e Tarik Biberovic (17 punti) si caricano i campioni in carica sulle spalle, Asvel (in striscia negativa aperta di 8 sconfitte consecutive) che tenta la rimonta nel finale con Shaquille Harrison (25 punti, 5 rimbalzi e 4 recuperi) e Braian Angola (16 punti, 7 assist e 5 rimbalzi), ma sorridono i turchi.
Chiude con una vittoria la sua Eurolega anche il Partizan, che supera in casa il Baskonia.
Carlik Jones (13 punti, 7 rimbalzi e 6 assist), Sterling Brown (13 punti) e Tonye Jekiri (16 punti e 5 rimbalzi) sono decisivi per i serbi, bene Mamadi Diakite (20 punti, 6 rimbalzi e 4 recuperi) e Timothè Luwawu-Cabarrot (13 punti e 7 rimbalzi) per i baschi.
Vittoria e terzo posto per il Real Madrid, dopo il netto successo interno sulla Stella Rossa.
Facundo Campazzo (16 punti, 8 assist e 3 recuperi), Mario Hezonja (19 punti) e Theo Maledon (12 punti, 5 rimbalzi e 4 assist) guidano i "Blancos" alla riscossa, brutta serata per gli ospiti, fatta eccezione di Jordan Nwora (15 punti e 5 rimbalzi) e Chima Moneke (14 punti, 5 rimbalzi e 4 assist).
Soffre ma sorride lo Zalgiris, che batte Paris e chiude la stagione regolare al 5° posto.
Sylvain Francisco (21 punti e 5 assist), Moses Wright (16 punti, 18 rimbalzi e 3 recuperi) e Maodo Lo (21 punti e 8/11 al tiro) tengono a bada i francesi, che lottano fino alla fine con Nadir Hifi (14 punti e 6 assist), Justin Robinson (17 punti, 8 assist e 4 rimbalzi) e Lamar Stevens (16 punti e 4 rimbalzi).
Lituani che chiudono 5° grazie al tonfo dell'Hapoel, che crolla nettamente a Montecarlo.
Jaron Blossomgame (30 punti e 12/18 al tiro) e Mike James (20 punti e 7 assist) dettano legge al "Salle Gaston Medecin", israeliani che ci provano con Chris Jones (17 punti, 10 assist e 4 rimbalzi), Collin Malcolm (13 punti e 5 rimbalzi) e Dan Oturu (14 punti, 11 rimbalzi e 2 stoppate).
Valencia espugna Zenica, temporanea casa di Dubai, e si prende il secondo posto in classifica.
Brancou Badio (20 punti e 5 rimbalzi) e Darius Thompson (13 punti) suggellano il successo dei "Taronja", si ferma a un passo dai Play In la prima stagione, in Eurolega, degli "emitarini", che si arrendono nonostante Dzanan Musa (21 punti, 9 rimbalzi e 5 assist) e Davis Bertans (17 punti, 7 rimbalzi e 4 assist).
Va sul velluto il Panathinaikos contro un dimesso Anadolu Efes.
Nikos Rogkavopoulos (24 punti e 7/8 dal campo), Kendrick Nunn (18 punti e 6 assist), Mathias Lessort (14 punti e 7 rimbalzi) e Kenneth Faried (14 punti e 6 rimbalzi) consegnano il 7° posto ai "Greens", per gli ospiti almeno Sehmus Hazer (13 punti) e Jordan Loyd (15 punti) ci provano.
Tutto facile anche per il Barcellona, che supera il Bayern Monaco e chiude al 9° posto la stagione regolare.
Dario Brizuela (16 punti), Youssoupha Fall (14 punti e 12 rimbalzi) e Will Clyburn (22 punti, 7 rimbalzi e 5 assist) si divertono, bavaresi che ne escono male, nonostante Neno Dimitrijevic (15 punti) e Isiaha Mike (17 punti).
Classifica finale:
Olympiacos 52 (26-12)
Valencia 50 (25-13)
Real Madrid 48 (24-14)
Fenerbahce 48 (24-14)
Zalgiris 46 (23-15)
Hapoel 46 (23-15)
------------------------------
Panathinaikos 44 (22-16)
Monaco 44 (22-16)
Barcellona 42 (21-17)
Stella Rossa 42 (21-17)
------------------------------
Dubai 38 (19-19)
Maccabi 36 (18-20)
Bayern Monaco 34 (17-21)
Milano 34 (17-21)
Partizan 32 (16-22)
Paris 30 (15-23)
Virtus Bologna 24 (14-24)
Baskonia 26 (13-25)
Anadolu Efes 24 (12-26)
Asvel 16 (8-30)
Qualificate ai Play Off: Olympiacos, Valencia, Real Madrid, Fenerbahce, Zalgiris, Hapoel
Ammesse ai Play In: Panathinaikos, Monaco, Barcellona, Stella Rossa
I Play In si disputeranno in due date: martedì 21 Aprile si giocheranno, in gara unica, Panathinaikos-Monaco e Barcellona-Stella Rossa. La vincente della sfida tra Panathinaikos e Monaco si qualifica ai Play Off come 7° testa di serie (e affronterà il Valencia ai Play Off), la perdente affronterà la vincente di Barcellona-Stella Rossa nel Play In finale, che andrà in scena venerdì 24 Aprile. La vincente sarà la testa di serie numero 8 dei Play Off (e affronterà l'Olympiacos) che, ricordiamo, prenderanno il via martedì 28 Aprile e che, per il momento, vedranno, come sfide certe, Real Madrid-Hapoel e Fenerbahce-Zalgiris.
giovedì 16 aprile 2026
NBA Play In: Philly stende Orlando! Infinito Steph e Warriors ancora vivi!
Philadelphia 76ers - Orlando Magic 109-97
Settima contro ottava di stagione regolare della
Eastern Conference contro alla Xfinity Mobile Arena. Vince la squadra di casa,
trascinata dalla coppia di giovani guardie, Tyrese Maxey, 25 anni e 31 punti, e
VJ Edgecombe, la matricola, 20 anni e 19 punti. Pur senza Joel Embiid, reduce
dall’operazione di appendicite e sostituito da un positivo Andre Drummond, i
76ers tengono sotto canestro, mortificando uno sciagurato Paolo Banchero che
non ne azzecca una e chiude 7/22 al tiro con 6 palle perse. I Magic si
aggrappano a Desmond Bane, l’unico all’altezza dell’occasione, con 34 punti, ma
che è solo come un eremita nell’attacco di Orlando che proprio non carbura e
chiude sotto i 100 punti nonostante i 31 tiri liberi a disposizione. Philly si
guadagna l’incrocio di playoff con Boston, la seconda testa di serie a Est,
forse la prima favorita di conference, ma a dovrebbe recuperare Embiid,
quantomeno.
59-55 Philly a fine primo tempo, nessuna delle due squadre avanti più di sei
punti nei primi 24’. Tyrese Maxey già con 16 punti, Desmond Bane addirittura
con 19. Edgecombe segna il canestro del 73-62, quello dell’allungo in doppia
cifra di vantaggio, ma Bane riporta sotto i suoi, 79-74 a fine 3° quarto.
Orlando torna -1, ma Maxey preme di nuovo sull’acceleratore attaccando il
canestro in penetrazione. Nel finale in volata Banchero ne combina di tutti i
colori, Edgecombe senza paura alla sua prima post season, segna i canestri decisivi.
Philadelphia conquista i playoff, Orlando ospiterà Charlotte venerdì 17 aprile
per salvare la propria deludente stagione.
Los Angeles Clippers - Golden State Warriors 121-126
Nona contro decima di stagione regolare della Western Conference
contrapposte all’Intuit Dome di Los Angeles. Dove Steph Curry e i Warriors
dimostrano una volta di più cosa significhi la mentalità vincente, quella che
ha regalato loro 4 titoli dal 2015 in poi. Il numero 30 segna 35 punti,
Draymond Green “ammanetta” Kawhi Leonard, il 39enne Al Horford segna quattro
triple di fila e così i Dubs piazzano la rimonta a sorpresa e restano in corsa
per i playoff. I Clippers sembrano a lungo in controllo, avanti alla fine di
primo, secondo e terzo quarto, poi sopra 98-85, addirittura. Ma Coach Lue va in
tilt, con Brook Lopez che diventa un boomerang in difesa e senza uno straccio
di schema offensivo da proporre con la stagione in bilico. Risultato: i
Clippers vanno in vacanza già a metà aprile.
Clippers avanti 31-22 dopo il 1° quarto, ma un 13-0 di parziale dei Dubs per
iniziare il 2° periodo li riporta sopra. Però appena torna sul parquet Leonard
rimette subito le cose a posto per i suoi, che conducono 61-53 a metà partita.
Kawhi con 14 punti e 6 rimbalzi, Curry con 8 punti, ma tirando 2/9 dal campo.
Un arbitro, Ben Taylor, viene sostituito dopo pochi minuti nel 3° quarto,
infortunato. Curry si inventa un terzo periodo da 16 punti. Fa canestro come e
da dove vuole. Immarcabile. Eppure è 89-83 Clippers dopo 36’ grazie agli
sprazzi offensivi di Ben Mathurin e John Collins. La palle perse, 20, sembrano
deragliare i Warriors. Persino 98-85 Los Angeles, ma un eccellente Porzingis
annichilisce Lopez e quattro triple di fila di Al Horford cambiano l’inerzia
della gara, segnano il primo sorpasso ospite dal 2° quarto sul 117-115. Dray
Green neutralizza Leonard, che segna appena 2 punti nel 4° periodo, una tripla
di Curry a 50” dalla fine vale il +3 Dubs. Game over. I Warriors vanno a
Phoenix, i Clippers s’interrogano sui perché di un’altra stagione fallimentare.
mercoledì 15 aprile 2026
UFFICIALE: Joffrey Lauvergne torna al Partizan
Nato a Mulhouse il 30 Settembre 1991, è un’ala/pivot francese di 211 cm per 118 kg.
Dopo aver iniziato nel Centre Federal si trasferisce allo Chalon, nel 2009, dove resta tre anni e vince uno scudetto, due Coppe di Francia e una Supercoppa Francese.
Una breve apparizione al Valencia anticipa il suo passaggio al Partizan Belgrado: due stagioni sulle rive del Danubio, mette in bacheca una Lega Adriatica, due scudetti, gioca una finale di Eurolega nel 2010 e, intanto, l’NBA si accorge di lui, perché al Draft del 2013, con la 55° scelta assoluta, viene selezionato dai Memphis Grizzlies.
L’approdo in NBA deve attendere, perché prima c’è una stagione in Russia, al Khimki Mosca, poi lo sbarco oltreoceano.
Inizia con la maglia dei Denver Nuggets (8 punti, 5 rimbalzi e 1 assist di media), la stagione 2016/2017 la inizia con gli Oklahoma City Thunder (5.7 punti, 3 rimbalzi e 1 assist di media), per poi chiuderla ai Chicago Bulls (4.5 punti, 3.4 rimbalzi e 1 assist di media).
La stagione 2017/2018 l’ha trascorsa ai San Antonio Spurs, dove ha prodotto 4.1 punti e 3.1 rimbalzi di media.
Torna in Europa nell'estate del 2018, e fino al 2020 ha giocato al Fenerbahce, dove ha vinto 2 Coppe di Turchia, mentre dal 2020 al 2022 è stato in forza allo Zalgiris Kaunas (ha vinto uno scudetto e due Coppe di Lituania, entrambe da MVP).
Nelle ultime tre stagioni ha giocato nell'ASVEL Villeurbanne (vince una Leaders Cup), e in quella scorsa ha messo assieme 11.3 punti, 5 rimbalzi e 1.1 assist di media in Eurolega e 11.5 punti, 4.1 rimbalzi e 1.1 assist di media in Pro A.
Dopo aver vinto un bronzo agli Europei Under 20 in Spagna, nel 2011, dal 2013 Lauvergne è nel giro della Nazionale Francese, con la quale si è laureato campione d’Europa in Slovenia proprio nel 2013, è bronzo europeo nel 2015 in Francia ed è bronzo mondiale in Spagna nel 2014, oltre ad aver preso parte alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016 e agli Europei del 2017.
NBA Play In: Charlotte da impazzire! Colpo Blazers!
Charlotte Hornets - Miami Heat 127-126 d.o.t.
La postseason Nba non poteva iniziare nel modo
migliore. Hornets-Heat, infatti, regala un po’ di tutto: emozione, spettacolo,
giocate da applausi, un finale pazzesco e anche un bel po’ di polemiche per
alcune sviste arbitrali. Alla fine a sorridere sono i padroni di casa che
allungano quindi la propria stagione e si guadagnano il diritto di giocarsi il
pass per la postseason venerdì contro la perdente della sfida 76ers-Magic.
Miami protesta per la mancata chiamata arbitrale all’inizio del secondo quarto
sulla giocata cervellotica di Ball che da terra prende per una caviglia Adebayo
e gli fa perdere l’equilibrio, il lungo di Miami nella caduta si infortuna alla
schiena ed è costretto a gettare la spugna. Un chiaro “Flagrant” che però gli
arbitri non rilevano. Miami senza il suo centro riesce comunque e tenere testa
a una squadra che sta attraversando un grande momento di forma, toccando anche
al +7 nella frazione finale per arrivare al +3 a 12’’ dalla sirena. Charlotte
disegna una giocata per White che in equilibrio precario trova una tripla
dall’altissimo quoziente di difficoltà che pareggia i contro a 10’’ dalla fine.
Una partita davvero bella regala quindi il supplementare che la squadra di casa
sembra poter controllare toccando il +5 a 26’’ dalla fine. Nelle battute finali
però succede letteralmente di tutto. Prima Herro avvicina Miami con una tripla
incredibile, poi Ball ci mette del suo con un turnover evitabile, condito un
paio di secondi più tardi dal fallo sulla conclusone di Herro dalla lunga
distanza. La guardia di Miami fa 3/3 della lunetta riportando gli ospiti
avanti, LaMelo Ball però si riscatta con una penetrazione delle sue. Non è
finita, gli Heat arrivano nell’area di Charlotte ma la conclusione di Mitchell
viene stoppata da Bridges, gli Hornets così restano in vita con Miami che,
invece, va in vacanza.
Phoenix Suns - Portland Trail Blazers 110-114
Un Avdija (41 punti e 12 assist) assolutamente
immarcabile si carica sulle spalle i Blazers e li trascina ai playoff. Portland
cambia passo nella seconda metà della frazione finale, recupera un passivo di
11 lunghezze e trova il successo a Phoenix, guadagnandosi così la sfida con gli
Spurs di Wemby nei playoff. I Suns dovranno invece giocarsi l’ultimo pass
disponibile per la postseason venerdì tra le mura amiche contro la vincente
della sfida Clippers-Warriors. Portland tiene in mano le redini del gioco fino
alla metà della terza frazione quando Phoenix decide di alzare il ritmo e con
le giocate della coppia Green-Booker cambia direzione al match. La squadra di
casa piazza così un parziale di 24-4 a cavallo tra la fine del terzo periodo e
l’inizio del quarto, arrivando al vantaggio in doppia cifra. Ma proprio quando
l’inerzia sembra saldamente nelle mani dei Suns, Avdija si rimette ad attaccare
il canestro e tutto si complica per Phoenix. Portland risponde con un contro
parziale di 18-6 tornando davanti. Il finale poi si gioca punto a punto con la
compagine dell’Arizona che però fallisce liberi importanti offrendo così il
fianco al ritorno di Portland. Sotto di una lunghezza a 16’’ dalla fine la squadra
ospite mette naturalmente il pallone nelle mani dell’israeliano che arriva al
ferro trova il canestro condito dal fallo di Brooks. Il gioco da tre riporta i
Blazers sul +2, la tripla di Green poi muore sul ferro e Grant chiude i
conti.
martedì 14 aprile 2026
UFFICIALE: Brindisi firma Tajion Jones
Nato a Oak Ridge (Tennessee) l'11 Febbraio 1999, è una guardia/ala americana di 196 cm per 90 kg.
Prodotto di University of North Carolina Asheville (149 partite dal 2018 al 2023, 13.3 punti, 4.5 rimbalzi, 1 assist e 1 recupero di media), da professionista esordisce in Olanda, nel ZZ Leiden.
Nell'ultima stagione e mezzo ha giocato in Italia, a Cremona, e in quella in corso stava viaggiando a 6 punti e 2.5 rimbalzi di media in Serie A.
lunedì 13 aprile 2026
UFFICIALE: Aleksander Sekulic è il nuovo allenatore di Dubai
Nato a Lubiana il 24 Febbraio 1978, Sekulic inizia ad allenare nello Slovan Lubiana, dove resta dal 1996 al 2008, svolgendo la solita trafila, ovvero giovanili, assistente e poi head coach.
Un anno a Kranj e uno a Koper anticipano l'esperienza al Krka Novo Mesto, dove allenerà dal 2010 al 2015 vincendo uno Scudetto e una Supercoppa Slovena.
Skofja Loka e Primorska anticipano lo sbarco al Nymburk, dove allena dal 2017 al 2022 vincendo uno Scudetto e una Coppa di Repubblica Ceca.
Nell'estate del 2022 si trasferisce in Russia: allena due anni la Lokomotiv Kuban (massimo risultato le semifinali di VTB United League nel 2024), mentre nella scorsa stagione ha allenato lo Zenit San Pietroburgo, arrivando fino alla finale della VTB United League.
Dal 2020 Sekulic è anche il Commissario Tecnico della Nazionale Slovena, con la quale ha raggiunto il quarto posto alle Olimpiadi di Tokyo 2021, e ha disputato i Mondiali del 2023 (7° posto) e gli Europei del 2022 (6° posto) e del 2025 (7° posto).
NBA 2025/2026: i verdetti al termine della Regular Season
Philadelphia 76ers-Orlando Magic e Charlotte Hornets-Miami Heat saranno i due Play In.
La vincente di 76ers-Magic va ai Play Off come testa di serie numero 7 (e affronterà i Boston Celtics ai Play Off), la perdente di questa sfida affronta la vincente di Hornets-Heat per la testa di serie numero 8, andando ad incrociare i Detroit Pistons ai Play Off.
Phoenix Suns-Portland Trail Blazers e Los Angeles Clippers-Golden State Warriors saranno i due Play In.
domenica 12 aprile 2026
Eurolega, recupero 30° giornata: l'Hapoel fa suo il derby e conquista i Play Off
Chris Jones (13 punti, 11 assist e 7 rimbalzi), Eljiah Bryant (19 punti, 6 assist e 5 rimbalzi), Collin Malcolm (16 punti e 5 rimbalzi) e Tai Odiase (13 punti) fanno la differenza per i ragazzi di coach Itoudis, finisce qui la stagione europea degli "Yellows", non bastano Jaylen Hoard (12 punti e 9 rimbalzi), Lonnie Walker (17 punti e 4 assist), Roman Sorkin (15 punti e 7 rimbalzi) e Oshae Brissett (13 punti e 9 rimbalzi).
Classifica:
Olympiacos 50 (25-12)*
Valencia 48 (24-13)*
Real Madrid 46 (23-14)*
Hapoel 46 (23-14)*
Fenerbahce 46 (23-14)*
Zalgiris 44 (22-15)
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Stella Rossa 42 (21-16)
Panathinaikos 42 (21-16)
Monaco 42 (21-16)
Barcellona 40 (20-17)
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Dubai 38 (19-18)
Maccabi 36 (18-19)
Bayern Monaco 34 (17-20)
Milano 34 (17-20)
Partizan 30 (15-22)
Paris 30 (15-22)
Virtus Bologna 26 (13-24)
Baskonia 26 (13-24)
Anadolu Efes 24 (12-25)
Asvel 16 (8-29)
*qualificate ai Play Off














