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domenica 14 giugno 2026

NBA Play Off, The Finals: i New York Knicks sono Campioni NBA!

San Antonio Spurs - New York Knicks 90-94 (1-4)

La Nba si inchina davanti ai New York Knicks. La squadra di coach Brown regala a una tifoseria abbonata alle delusioni negli ultimi 27 anni il titolo che mancava dal lontano 1973. I Knicks producono un’altra prestazione di grandissima personalità, vanno sotto anche di 15 punti nel terzo quarto e di 10 nell’ultimo, ma si aggrappano a un Brunson assolutamente spaziale (45 punti) e piazzano l’ennesima clamorosa rimonta di questa magica postseason. New York vince 94-90 gara 5 a San Antonio e si regala così il titolo Nba.

Il Garden sembra essersi trasferito in Texas tanti sono i tifosi dei Knicks che colorano di blu le tribune del Frost Bank Center. Il copione del primo quarto di queste Finals e’ sempre lo stesso, New York parte al rallentatore e gli Spurs ringraziano. Wemby in difesa e’ dappertutto e non solo piazza tre stoppate nei primi tre minuti, ma costringe i Knicks a prendere tiri affrettati. In attacco San Antonio ne approfitta solo in parte ma con il solito impatto dalla panchina di Harper la squadra di casa, come ha puntualmente fatto in tutti i primi quarti di queste cinque gare, arriva al vantaggio in doppia cifra. Brunson e Anunoby sono gli unici ospiti a segnare, i Knicks così chiudono la prima frazione sotto 23-13 dopo aver tirato con 4/22 dal campo e aver prodotto più turnover, sei, che canestri, quattro appunto. I padroni di casa tengono il piede sull’acceleratore anche all’inizio del secondo quarto, arrivano al +16 ma appena Wemby va in panchina prendere fiato l’attacco va in tilt. Kornet e’ un disastro e Fox continua a fare una fatica incredibile e a piazzare giocate davvero cervellotiche. Brunson prende ritmo e le triple iniziano ad entrare, pian piano così i Knicks rientrano nel match. Lo 0/7 di Castle nel primo tempo di certo non aiuta, anche Wemby in attacco va in affanno, un paio di triple di Bridges così avvicinano New York che oramai ha ripreso San Antonio. Il canestro allo scadere di Vassell chiude un primo tempo che vede gli Spurs con l’acqua alla gola andare negli spogliatoi avanti di cinque lunghezze. Va di lusso a New York che nei primi due quarti tira con il 34% dal campo e il 29% da tre.

San Antonio parte meglio anche nella ripresa con Wemby decisamente aggressivo, la squadra texana riprende a far girare bene il pallone in attacco e a difendere con ordine e torna al vantaggio in doppia cifra, a 5’30’’ dalla fine della frazione però il francese rischia tantissimo. Sulla tripla di Brunson Wemby allunga il piede andando a prendere lo spazio di ricaduta del giocatore dei Knicks il quale si lamenta tantissimo. Gli arbitri non fischiano e non vanno a rivederlo per un possibile Flagrant, facendo arrabbiare non poco i Knicks. San Antonio riprende il controllo delle operazioni e torna al +15 a tre minuti dalla terza frazione ma ancora una volta la squadra ospite, chiude bene il terzo periodo, con un super Brunson, e arriva al -7 all’inizio dell’ultimo quarto.

Il leader dei Knicks va a prendere fiato in panchina per un paio di minuti, gli Spurs tornano al vantaggio in doppia cifra ma appena rientra Brunson le cose cambiano. 10 punti di svantaggio non sono nulla per questi Knicks, gli Spurs lo sanno bene e iniziano a giocare contratti. Un incandescente Brunson quindi da il la’ al parziale di 15-2 che riporta avanti gli ospiti fa andare in estasi i tantissimi tifosi newyorchesi sulle tribune. Castle e Fox sono un disastro e gli Spurs non segnano più, Wemby si mette anche a sbagliare liberi pesantissimi, Brunson ringrazia e tiene davanti la squadra newyorchese, Hart e Anonuby poi dalla lunetta regalano il +4 a 21’’ che avvicina tantissimo il traguardo. Castle trova il suo primo canestro della partita e Bridges facendo 1/2 dalla lunetta a otto secondi dalla sirena non chiude definitivamente i conti. Harper dall’altra parte fa addirittura 0/2, stavolta è veramente finita perché il libero di Anunoby chiude ogni discorso.

I Knicks sono campioni Nba. 

giovedì 11 giugno 2026

NBA Play Off, The Finals: Rimonta Epica! Knicks a un passo dal titolo!

New York Knicks - San Antonio Spurs 107-106 (3-1) 

La partita più incredibile della storia della postseason. Forse la più incredibile di sempre. I Knicks vincono un match totalmente assurdo dopo essere stati sotto di 29 punti a 9’27’’ dalla fine del terzo quarto e non solo si regalano tre match-point, avanti 3-1 nella serie, ma danno l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che questo sembra davvero il loro anno. Assolutamente surreale quello che succede in un Garden che a fine primo tempo aveva addirittura fischiato la propria squadra tornata negli spogliatoi all’intervallo sotto di 27 lunghezze. Gli Spurs dopo un primo tempo spaziale, crollano nel modo più inaspettato nella ripresa, commettono errori in serie e alla fine subiscono la più grande rimonta nella storia delle Finals. Lo splendido tap-in di un grande Anunoby a un secondo dalla sirena manda all’inferno gli Spurs che così vanno ko in gara 4 107-106. 

Un match che i tifosi dei Knicks non dimenticheranno facilmente. Succede davvero di tutto in una gara che non potrebbe iniziare meglio per gli Spurs. Due falli rapidi di Towns scombussolano i piani di coach Brown, San Antonio poi gioca un primo tempo assolutamente straordinario. La palla si muove che è un piacere e le triple entrano con continuità. New York, invece, fatica e dopo pochi minuti è già sotto di 10 lunghezze. Harper e Vassell sono letali, Wemby fa il Wemby e i padroni di casa non trovano risposte, affondando sotto i colpi dei texani. Un match a senso unico ammutolisce il Garden con i Knicks incapaci di fare male all’attenta difesa di San Antonio. Gli Spurs chiudono addirittura in crescendo e al termine del primo tempo sono avanti di qualcosa come 27 lunghezze, dopo aver tirato con il 60% dal campo e con il 54% dalla lunga distanza. Il ritorno in Texas sul 2-2 sembra oramai scontato, gli Spurs toccano anche il +29 in apertura di terzo quarto poi però si mettono a giocare con una sufficienza folle. Wemby si vede fischiare un Flagrant-1 per una gomitata a Towns e la partita cambia di colpo. New York inizia a prendere fiducia ma soprattutto San Antonio diventa irriconoscibile in attacco. Le scelte cervellotiche di Fox aiutano la difesa newyorchese, Brunson si mette a segnare e di colpo i Knicks con 13 punti consecutivi provano a spaventare San Antonio. Wemby risponde ma altre due palle perse rocambolesche da parte di un Fox davvero disastroso ridanno fiducia ai Knicks che chiudono il terzo quarto in ritardo di 15 lunghezze. 

La montagna da scalare resta alta ma almeno qualche speranza i tifosi di New York la possono covare. San Antonio, poi, nella frazione finale decide di collaborare prendendo una serie di tiri complicati e se le triple fioccavano nel primo tempo, nella ripresa tutto diventa una Caporetto. Anunoby e Brunson prendono per mano i Knicks che piano piano rientrano nel match. Anche Wemby va in tilt, l’inerzia così passa tutta nelle mani dei Knicks. Il Garden diventa una bolgia, anche Alvarado si mette a segnare canestri importanti e nel modo più surreale con un parziale di 20-4 i padroni di casa passano a condurre, grazie alla giocata del solito Brunson a 1’22’’ dalla sirena. I liberi di Castle a 30’’ dalla fine riportano avanti San Antonio che riesce perfino a difendere con ordine sul fondamentale possesso dei Knicks, catturando con Fox il rimbalzo a 16’’ dalla fine. Basterebbe tenere palla e costringere New York al fallo ma per completare la folle serata newyorchese l’ex Kings decide, invece, di puntare il canestro e sfidare Anunoby il quale lo stoppa, regalando così ai Knicks un’altra possibilità. Una giocata veramente assurda che diventa il preludio per il canestro destinato a fare la storia del Garden. Brunson prova una complicata conclusione dalla lunga distanza, la palla va sul ferro ma Anunoby sfrutta il suo incredibile atletismo e produce il tap-in che fa esplodere l’arena newyorchese. Gli Spurs, dopo il timeout, non riescono nemmeno a trovare la conclusione, e incassano così un ko dal quale appare davvero difficile, se non impossibile, rialzarsi. I Knicks ora, dopo l’incredibile e insperato successo nel quarto match della serie, possono chiudere i conti già a San Antonio in gara 5 sabato. 


martedì 9 giugno 2026

NBA Play Off, The Finals: Wemby Show e gli Spurs rialzano la testa!

New York Knicks - San Antonio Spurs 111-115 (2-1) 

La giornata cestistica più attesa dalla Grande Mela dal 1999 si chiude nel modo peggiore possibile per i tifosi che stavano vivendo un momento magico. Gli Spurs mostrano carattere, sfruttano la atipica inefficienza offensiva dei Knicks nell’ultimo quarto e riaprono la serie vincendo gara 3 115-111. L’incandescente New York, reduce da 13 successi consecutivi, trova quindi la sua prima sconfitta da gara 3 del primo turno di postseason contro gli Hawks. Wemby gioca alla grande e chiude con 32 punti, otto rimbalzi, sei assist e tre stoppate, trascinando San Antonio al fondamentale successo in trasferta che riporta le Finals in bilico sul 2-1 a favore di New York. Gara 4 giovedì mattina alle 2.30 ora italiana.

C’è anche Donald Trump ad assistere al primo match di Nba Finals a New York negli ultimi 27 anni, assieme a lui tantissime celebrity che affollano un Garden elettrico. Il Presidente americano non si accomoda a bordocampo, come faceva spesso a fine anni novanta quando era un habitué del Garden, ma per motivi di sicurezza resta in una suite. L’aria di festa che si respira nella Grande Mela però all’inizio frena i Knicks che partono contratti e perfino confusionari. Un paio di evitabili palle perse della squadra di casa danno un pizzico di fiducia in più agli Spurs che giocano davvero bene in attacco, cercando Wemby vicino a canestro e trovando ritmo dalla lunga distanza. San Antonio segna i primi sette punti del match poi arriva ben presto al vantaggio in doppia cifra. Due triple di Hart aiutano ma la squadra ospite difende bene, con gli arbitri che lasciano correre un basket fisico da ambedue le parti. I texani fanno male alla difesa dei Knicks non solo con Wemby ma anche con un ottimo Castle e a fine primo quarto sono avanti di 11.

Con Brunson in panchina all’inizio della seconda frazione ci pensa Anunoby a rinvigorire il Garden. Ancora una volta il secondo quarto diventa una Caporetto per gli Spurs troppo prevedibili in attacco e fragili in difesa. Un OG eccellente continua a dominare sui due lati del campo, Castle e Wemby non bastano a San Antonio, tradita da Fox. Anche Hart accelera, nel finale così i padroni di casa cambiano totalmente la direzione del match. I Knicks segnano gli ultimi otto punti del secondo periodo e vanno negli spogliatoi avanti di sette con gli Spurs a chiedersi come sia possibile un altro rallentamento del genere dopo un ottimo primo quarto.
Proprio come a inizio gara anche nei primi minuti del secondo tempo la squadra newyorchese incappa in evitabili turnover che risvegliano Wemby e compagni. Champagnie si fa sentire, San Antonio così apre la ripresa con un parziale di 10-4 che la rimette nel match non solo dal punto di vista del risultato ma anche psicologicamente. Anonuby resta una garanzia in attacco per gli Spurs e le giocate di Brunson sembrano poter rimettere le cose a posto per i Knicks. Wemby però va a segno dalla lunga distanza, Harper lo imita e San Antonio si rimette a correre. Il quarto fallo di Brunson a 4'59" dalla fine del terzo periodo scombussola i piani di coach Brown che è così costretto a riportarlo in panchina. I punti di Clarkson aiutano ma San Antonio ritrova brillantezza in attacco e chiude in crescendo, arrivando all’ultimo quarto avanti di una lunghezza.

Gli Spurs sono in fiducia, con Brunson in panchina e segnano otto dei primi 10 punti della frazione finale, arrivando al +7. Brunson rientra ma New York rischia di capitolare quando Wemby con una prodezza trova canestro dalla lunga distanza piu il fallo di Robinson. Il challenge della panchina newyorchese scova però un fallo sul lungo dei Knicks, dal possibile +11 si va dopo pochi secondi al +5 con il canestro di Brunson. Il Garden risponde ma l’attacco resta anemico per i padroni di casa che però possono contare sul "King of New York", Jalen Brunson. Le giocate dell’ex Villanova tengono lì i Knicks, Castle risponde ma la guardia dalla lunga distanza riporta i Knicks a -3 a 33" dalla sirena. La pressione, quindi, resta sulle spalle dei giovani Spurs, ci pensa però il veterano Fox, fino a quel momento deludente con un brutto 3/13 dal campo, a inventarsi il canestro del +5. Una tripla assurda di Anunoby poi costringe gli Spurs a vincere la partita della lunetta ma Castle non si scompone, fa 2/2 ai liberi e manda i titoli di coda sul match. Adesso la serie è viva con i Knicks avanti 2-1.

sabato 6 giugno 2026

NBA Play Off, The Finals: New York resiste e vola sul 2-0!

San Antonio Spurs - New York Knicks 104-105 (0-2)

Un finale assolutamente incredibile premia il coraggio dei Knicks, che oramai sanno solo vincere. Brunson come al solito si fa trovare pronto, Wemby, invece, nell’ultimo minuto va in tilt e New York vince anche Gara 2 105-104, trovando così la 13ª vittoria consecutiva. Il primo titolo da 53 anni a questa parte adesso è davvero ad un passo.

Ci sono diversi tifosi newyorchesi sulle tribune del Frost Bank Centre (senza dubbio di più rispetto a gara 1) e si fanno sentire, gli Spurs però iniziano con grande energia. Pressione a tutto campo su Brunson e tanta aggressività. In attacco arrivano le triple di Champagnie a dare entusiasmo ai fan degli Spurs. Wemby non forza e San Antonio in attacco muove bene il pallone, Brunson però con un paio di magie tiene in partita i Knicks, almeno fino a quando non entra Harper, che anche in questo primo quarto lascia il segno sui due lati del campo. Con Wemby a prendere fiato in panchina e Robinson in campo, coach Johnson decide di giocarsi la carta del “Hack-a-Mitch”. Il lungo dei Knicks comunque limita i danni facendo 3/6 dalla lunetta. Nel finale però Fox si scrolla di dosso i troppi errori di gara-1 e con un paio di penetrazioni porta la squadra di casa al vantaggio in doppia cifra. Con Brunson in panchina all’inizio del secondo quarto a prendere per mano l’attacco dei Knicks ci pensa un ottimo Towns, che segna dal perimetro e poi va a lottare nella zona pitturata. La produzione di KAT è una manna per New York, che rimane in scia. A dare una mano ci si mette anche Castle che rimedia una evitabilissimo terzo fallo, sulla conclusione impossibile dalla lunga distanza di Alvarado, ed è costretto a tornare in panchina a otto minuti dall’intervallo. 

Brunson così rientra sul -3, una gran bella notizia per i Knicks. Bridges dall’angolo è una sentenza, New York così passa a condurre giocando peraltro a tratti anche una gran bella pallacanestro. Due brutti turnover di Wemby nel finale di tempo non aiutano la causa di San Antonio, Towns dalla lunga distanza punisce le distrazioni degli Spurs e così New York va negli spogliatoi all’intervallo avanti di quattro lunghezze. I Knicks vedono l’avversario traballare e partono con il miglior atteggiamento possibile nella ripresa. Grandissima difesa, poi le triple di Anunoby e Brunson regalano alla squadra ospite al vantaggio in doppia cifra. New York viaggia spedita ma due rapidi falli di un Towns devastante costringono Mike Brown a sostituire il suo lungo, che va in panchina con quattro falli a referto. Niente sembra scalfire questi Knicks, che accusano il colpo per un paio di minuti poi si rimettono a marciare con i canestri di un Bridges fondamentale il questa postseason. La squadra ospite tiene in mano il match e chiude il terzo quarto avanti 84-75. 

Diventa ora o mai più per gli Spurs, ma i Knicks non hanno nessuna intenzione di collaborare. La difesa resta devastante e in attacco New York trova punti fondamentali da parte dei suoi due panchinari Shamet e McBride. Nemmeno il quinto fallo di Hart a 7’45’’ dalla sirena scombussola i piani di coach Brown, gli ospiti giocano una pallacanestro spaziale, prendono anche parecchi rimbalzi in attacco e scappano al +14 a metà frazione. Gli Spurs sembrano sottoterra, ma contro tutti i pronostici risorgono. Fox prova a spingere i suoi, Wemby lo segue e di colpo San Antonio si mette a segnare con continuità. Ne viene fuori un incredibile parziale di 14-0 che pareggia il punteggio. I conti nel finale bisogna farli con Brunson, che anche stavolta si prende le luci della ribalta. Nei secondi finali succede di tutto. Il gioco da tre di Wemby riporta San Antonio al +2, ma Brunson con una magia pareggia i conti a 39’’ dalla fine. Palla a Wembanyama che, difeso da Robinson, decide di accontentarsi di un complicatissimo tiro dal perimetro che trova solo il ferro. Si va e arriva la giocata che decide il match. 

A produrla non sono i Knicks, ma Wemby: dopo aver catturato il rimbalzo difensivo a 13’’ dalla fine, invece di chiamare timeout porta palla e poi la serve a Castle che gli sta dando la schiena, Brunson la recupera e il francese completa la follia mandandolo in lunetta con un evitabile fallo. Il leader dei Knicks fa solo 1/2 ai liberi, San Antonio quindi ha un ultima possibilità per rientrare in una serie che altrimenti sarebbe segnata. Fox cerca il pertugio, poi serve Wemby sul perimetro: difeso da Robinson, prova a vincere con un tiro dalla media distanza, ma nemmeno stavolta la sua conclusione trova la retina. Niente da fare, i Knicks vincono anche questa e prendono pieno possesso di una serie che incredibilmente potrebbe anche concludersi a gara 4 al Garden. Gara 3 si gioca martedì alle 2. 

giovedì 4 giugno 2026

NBA Play Off, The Finals: Brunson Eroico e 1-0 Knicks!

San Antonio Spurs - New York Knicks 95-105 (0-1) 

I Knicks non vogliono saperne di perdere. Anche sotto di 14 lunghezze nel terzo quarto a San Antonio, New York non si scompone, si affida alle giocate del solito Brunson che con le sua magie nel finale regala alla truppa di coach Brown il successo nel primo match di una serie che si annuncia davvero divertente. I Knicks così bagnano il loro ritorno alla Finals dal lontano 1999 con l’ennesimo successo, 105-95 il punteggio, e si prendono quindi il vantaggio del fattore campo nella serie. L’ultima sconfitta dei Knicks risale a ben 41 giorni or sono, una striscia davvero surreale per una postseason assolutamente incredibile. Luci e ombre, invece, per l’attesissimo Wembanyama che chiude con 26 punti e 12 rimbalzi, ma forza troppo dal perimetro e alla fine mette a referto un brutto 6/21 dal campo condito anche da sei palle perse.

Si parte con la Nba che torna all’antica. Il logo del Larry O’Brien Trophy ricompare, finalmente, sul parquet, non succedeva dal lontano 2009 e a bordo campo ci sono parecchie leggende che hanno vestito le maglie delle due finaliste. La buona, e attesa, notizia per i Knicks del prepartita è la disponibilità di Robinson reduce dall’intervento chirurgico al mignolo della mano destra. I Knicks provano subito a lanciare un segnale alla serie. Nei primi minuti la squadra ospite attacca senza paura Wemby, dall’altra parte San Antonio prende triple anche comode ma non riesce a trovare la retina. Così l’aggressività paga e New York arriva al +7 che costringe Mitch Johnson al timeout. Con l’ingresso di Harper però cambia tutto. Il rookie accende l’attacco di San Antonio che con 12 punti consecutivi cambia la direzione del match. Le triple dall’angolo iniziano a entrare e gli Spurs arrivano così al vantaggio in doppia cifra prima di chiudere il quarto di apertura avanti 27-19. Brunson, intanto, si fa male al ginocchio destro ed è costretto a tornare negli spogliatoi. Un bello spavento per i tifosi newyorchesi che si tranquillizzano però quando pochi minuti dopo il leader dei Knicks si ripresenta in panchina. Intanto il suo sostituto Alvarado regala alla squadra ospite non solo la solita energia, ma anche una sorprendente produzione offensiva. Wemby, invece, in attacco balbetta, Fox fa altrettanto e New York riprende i texani. Brunson rientra in campo e con sei punti consecutivi esalta lo spicchio di pubblico, anche parecchio rumoroso, di fede Knicks. Il newyorkese Champagnie però diventa infallibile dalla lunga distanza e scambia anche qualche parolina con Alvarado, il quale risponde per le rime. Il finale di secondo quarto è tutto di marca Spurs con il solito Champagnie che lo chiude con un’altra tripla dall’angolo. San Antonio così va negli spogliatoi avanti 55-48 nonostante un brutto 2/8 dal campo sia per Wemby che per Fox, i 15 punti di Champagnie (5/6 dalla lunga distanza) però pesano come un macigno.

Gli Spurs provano subito ad alzare il ritmo inizio ripresa e scappano subito a +14 con New York che in attacco gira alla larga da Wemby. Il francese continua a faticare al tiro, prendendo anche conclusioni affrettate ma il modo con cui difende dall’altro lato del campo è spaziale. Appena Wembanyama però va a prendere fiato in panchina Towns diventa padrone del campo. New York torna subito sotto segnando sette punti consecutivi e nemmeno il rientro del francese lo rallenta. Le triple di un ottimo Shamet poi completano l’opera, New York prende fiducia e zittisce il Frost Bank Center con il parziale di 17-4 che la riporta davanti. Harper prova a riaccendere l’attacco degli Spurs ma adesso è tutta un’altra partita. Anunoby all’inizio del quarto periodo con due triple consecutive porta i Knicks a +5. Castle risponde ma Brunson con le sue penetrazioni fa capire ai tifosi di San Antonio che il quarto periodo è affar suo. I Knicks così scappano a +8 a cinque minuti dalla sirena. Wemby decide di attaccare a testa bassa e in un attimo arriva il parziale di 9-0 che fa esplodere il Frost Bank Center e riporta avanti i padroni di casa. Dall’altra parte pero c’è il giocatore più affidabile e devastante della Lega nelle battute finali. Brunson risponde presente con una tripla dall’angolo che è un colpo al cuore per gli Spurs. Un Fox davvero deludente (3/13 dal campo) ne combina un’altra con un fallo evitabilissimo su Bridges che mette gli Spurs con le spalle al muro al -4. Un altro turnover di Wemby diventa una sentenza quando a 37" dalla sirena arriva il canestro da cinema del solito Brunson. I Knicks così espugnano San Antonio e mantengono viva l’incredibile striscia di 12 successi consecutivi, conquistando quindi il vantaggio del fattore campo di queste Finals. Gara 2 sempre in Texas alle 2.30 nella notte tra venerdì e sabato.


domenica 31 maggio 2026

NBA Play Off, Western Final Conference: Capolavoro Spurs e ritorno alle Finals dopo 12 anni!

Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 103-111 (3-4)

I San Antonio Spurs tornano alle Finals Nba dopo dodici anni. Vincono Gara 7 della finale playoff dell’Ovest a Oklahoma City battendo i Thunder 111-103, chiudono la serie 4-3, eliminano i campioni in carica superandoli a casa loro. Non hanno neppure bisogno di un Victor Wembanyama versione Superman per imporsi, il francese chiude con 22 punti e 7 rimbalzi, ma sono sette i neroargento in doppia cifra di punti al Paycom Center. Julian Champaigne è il jolly tirato fuori a sorpresa dal mazzo delle risorse dei texani, ma i giovanissimi Dylan Harper e Stephon Castle esibiscono l’ennesimo partitone con la stagione in bilico, Devin Vassell non tradisce mai e i veterani, De’Aaron Fox e soprattutto il sesto uomo dell’anno stagionale, Keldon Johnson, aggiungono il carico d’esperienza decisivo. Guadagna la finale - la prima per la franchigia dal 2014, dall’era Duncan - la squadra più forte, quella con più talento nei primi sette giocatori di rotazione. Questa è già l’era Wembanyama, premiato come miglior giocatore della serie. A 22 anni, alla prima partecipazione ai playoff, s’è già preso la scena. S’è già preso quasi tutto…Per aggiungere la ciliegina sulla torta gli Spurs dovranno superare i New York Knicks, i vincitori dell’Est, Che arriveranno riposati, dopo il 4-0 su Cleveland, a Gara 1 delle Finals, in programma a San Antonio dalle 2.30 di giovedì, ora italiana. 

Oklahoma City non era lo squadrone epocale che era stato raccontato a torto, spesso, durante la stagione regolare. Ma è una signora squadra, campione uscente non per caso. Esce dai playoff dopo aver lottato sino agli ultimi secondi. Shai Gilgeous-Alexander, l’Mvp 2026, che aveva giocato male, per i suoi standard, per gran parte della serie, stavolta non tradisce: 35 punti, 9 assist, fa il possibile, chiude esausto. Ai Thunder mancano i punti degli assenti, gli infortunati Jalen Williams e Ajay Mitchell, anche perché Chet Holmgren incappa in una controprestazione sconsiderata, specie per poca personalità: prende due tiri in tutta la gara. Il coraggio di Alex Caruso e di uno strepitoso Cason Wallace non basta, gli Spurs avevano più talento da mettere sull’altro piatto della bilancia. 

C’è Wallace nel quintetto base Thunder. Subito 27-13 Spurs sulla tripla di Champagnie. Caruso e Jaden McCain riportano sotto OKC appena entra Luke Kornet, sciagurato cambio di Wemby che poi si riscatterà in parte con una stoppata cruciale su Hartenstein nel 4° periodo. 32-25 San Antonio a fine 1° quarto, 9 punti di Castle. Uno strappo offensivo di Shai riporta i Thunder sul 46-47 e Jaylin Williams griffa il canestro del sorpasso, quello del 51-49 OKC, ma un 7-0 di controparziale permette ai texani di chiudere il primo tempo avanti 56-53. 26 rimbalzi a 14 per Oklahoma City, 9 offensivi, così sono tornati sotto. 19 punti per Gilgeous-Alexander, 13 nel 2° quarto. Caruso e Williams partono in quintetto al posto di Dort, pessimo, e Hartenstein alla ripartenza. Le triple di Champagnie, saranno sei alla fine, issano gli Spurs sul 76-65, ma Castle commette il 4° fallo con 5’ da giocare nel 3° periodo e esce. 80-77 Spurs dopo 36’. Un paio di tiri da 3 di Johnson ispirano il 97-86 San Antonio a 8’ dalla fine, però poco dopo arriva il 5° fallo di Wemby. 104-93 sull’appoggio a canestro di Harper con 4’26” rimasti sul cronometro, ma Wallace non si arrende e riporta OKC in scia. 109-103 e palla Thunder, ma Shai è stremato e così la schiacciata di Darius Vassell diventa il punto esclamativo sull’impresa degli Spurs. Ci sarà una diversa squadra campione Nba per l’ottavo anno di fila, confermarsi è diventato tabù. 


venerdì 29 maggio 2026

NBA Play Off, Western Final Conference: Gli Spurs non mollano e pareggiano! Sarà Gara 7!

San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder 118-91 (3-3) 

Impressionanti. I giovani Spurs stravincono Gara 6 a San Antonio, spazzano via i Thunder 118-91 e forzano la decisiva Gara 7 della serie playoff di finale della Western Conference. Victor Wembanyama, il gigante francese, imperversa, ritrova energie dirompenti e così i superpoteri cestistici, Stephon Castle e Dylan Harper, le guardie al secondo e primo anno, dominano sul perimetro su entrambi i lati del campo. I texani in 48’ di partita, al Frost Bank Center, non vanno mai sotto nel punteggio. Sembrano loro i campioni in carica, la squadra che vanta la sicurezza di chi ha già dimostrato tutto, quella più lucida con la stagione in bilico. La difesa neroargento, la bussola della serie, torna a brillare, limita Oklahoma City ad appena 91 punti, al 37% dal campo, al 25% da 3.

Gli ospiti fanno tilt. Shai Gilgeous-Alexander litiga col canestro una volta di più in questa serie. Si inceppa al tiro, 6/18, e stavolta non può aggrapparsi al salvagente liberi: il 3/3 dalla lunetta non fa neppure il solletico agli Spurs che lo raddoppiano sistematicamente. Chiude -28 di plus/minus. I Thunder, che hanno ritrovato Jalen Williams, pur arrugginito dalla lunga assenza e che ha inciso zero stavolta, giocheranno in casa Gara 7, al Paycom Center. Un’arena difficile da espugnare dove hanno vinto Gara 7 di fronte ai loro tifosi ai playoff 2025 contro Denver prima e Indiana poi, alle Finals. Però allora Nuggets e Pacers furono condizionati da infortuni pesanti, gli Spurs adesso sono sani, giovani e frizzanti. Sarà dunque più difficile. Gara 7 è in programma dalle 2 di domenica, ora italiana.

Jared McCain ancora in quintetto pur con Jalen Williams disponibile, ma a mezzo servizio. 9-2 San Antonio al primo time out, Wemby subito scatenato, sarà il taglio di capelli, rasati a zero, chissà…Jalen Williams ritorna con 4’13” da giocare nel 1° quarto, si era rifatto male nel 1° di Gara 2. Segnerà appena un punto. 35-22 Spurs dopo 12’. I texani tirano 8/14 da 3. Wemby 11 punti e 5 rimbalzi, dominante. L’allungo tocca il 37-22, poi Chet Holmgren e Cason Wallace riportano i Thunder a -6, in questa serie ogni volta che entra Luke Kornet gli Spurs vanno a picco e Coach Johnson si ostina a riproporlo. Harper invece incanta, in uscita da quella panchina. La schiacciata col tuono di Carter Bryant vale il 55-43, ma è solo 60-53 a metà gara. 22 punti per Wemby, 12 per Harper, 10 per Gilgeous-Alexander, ma tirando 4/11 e con -14 di plus/minus, Alex Caruso è +7, invece. De’Aaron Fox con zero punti. Poi gli Spurs esondano. 92-64 a 1’ dalla fine del 3° quarto con Castle e Harper che imperversano e Shai che pasticcia parecchio, troppo per lo status da Mvp. Sono addirittura 14 gli errori di fila dei Thunder che generano un 20-0 di parziale per i texani. 92-66 dopo 36’, solo 13 punti nel periodo per i campioni uscenti. Già finita, serie pareggiata sul 3-3. Il 4° quarto lo giocano le riserve, nessuno vuole rischiare acciacchi, tra 48 ore ci vogliono essere tutti, nessuno può perdersi la “bella”. Ci aspetta una Gara 7 incerta e imperdibile, chi la vince giocherà le Finals 2026 da favorita contro i New York Knicks.


mercoledì 27 maggio 2026

NBA Play Off, Western Final Conference: OKC non sbaglia! Spurs spalle al muro!

Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 127-114 (3-2)

Oklahoma City vince Gara 5, è a un successo dal ritorno alle Finals, 12 mesi dopo. I Thunder si impongono 127-114 su San Antonio trascinati dai gregari, da Alex Caruso, ancora superlativo, il migliore dei suoi contro gli Spurs sinora, e da Isaiah Hartenstein che sovrasta fisicamente Victor Wembanyama a rimbalzo, stavolta. Il francese incappa nella peggior prestazione della serie di finale della Western Conference e i texani crollano in difesa concedendo il 44% da 3 punti agli avversari. Non basta loro neppure ritrovare un buon Keldon Johnson, oltre al solito affidabile Stephon Castle. Shai Gilgeous Alexander inciampa in un’altra serata di tiro complicata, ma campeggia in lunetta: tira 17 tiri liberi e chiude con 32 punti. L’arbitraggio manda su tutte le furie gli ospiti, nel finale del 3° periodo una serie di fischi ostili fa perdere la testa a Coach Johnson che becca il fallo tecnico per proteste, ma deve soprattutto pensare alla strategia, a come trovare un’alternativa a Luke Kornet che non può stare in campo da cambio di Wemby. 3-2 per i campioni in carica, per Gara 6 la serie torna a San Antonio: palla a due dalle 2.30 di venerdì ora italiana. Se vincerà OKC sarà la sfidante dei New York Knicks alle Finals, se gli Spurs prolungheranno la serie dopo ulteriori 48 ore Gara 7 andrà in scena in Oklahoma, al Paycom Center. 

Jared McCain in quintetto per OKC. Subito 16-8 Spurs grazie a tre triple di Julian Champagnie, però 29-27 Thunder a fine 1° tempo forzando 5 palle perse agli avversari. Shai 1/5 dal campo, Wembanyama 2 tiri e 2 punti. Pochino. Le triple di Cason Wallace e Jaylin Williams valgono l’allungo del 39-30 di OKC, poi Caruso, da 14 punti nei primi 24’, griffa il +10 sul 45-35. Arriva immediato il 9-0 di parziale degli ospiti che li riporta sotto. Però Coach Johnson commette un peccato mortale tenendo dentro il disastroso Kornet (Kelly Olynyk può essere il Piano B, oltre al quintetto piccolo) per Wemby, i Thunder ne approfittano per allungare 69-58 all’intervallo grazie a un buon Chet Holmgren. Shai 10/10 ai liberi, trova in ritmo dalla lunetta dopo aver bisticciato coi ferri dell’arena. Difesa Spurs sverniciata dal 53% al tiro avversario. Wembanyama con appena 6 tiri. Mah. Il 9-0 Thunder di inizio 3° quarto chiude già la partita: 78-58, massimo vantaggio nella serie per OKC. Comunque un controparziale riporta gli Spurs sul 79-87 grazie al primo canestro di Darius Vassell. Sarà il capolinea: i neroargento non riusciranno ad avvicinarsi oltre. La replica è puntale, del solito impagabile Caruso. Il finale di 3° quarto è controverso: un’interferenza a canestro di Wallace nega due punti agli Spurs, poi una rimessa dei texani viene invece consegnata ai Thunder e a Coach Johnson è negato il challenge, quindi Shai finisce per terra per i conseguenti tiri liberi e arriva il tecnico per proteste all’allenatore degli Spurs. 101-91 dopo 36’. Nel 4° periodo i canestri di Jared McCain e la doppia doppia di Hartenstein tengono lontani i texani. I Thunder “tengono il servizio” in Oklahoma e mettono sotto pressione gli Spurs che ora non possono più sbagliare nulla. 

 

martedì 26 maggio 2026

NBA Play Off, Eastern Final Conference: I Knicks dominano e tornano alle Finals!

Cleveland Cavaliers - New York Knicks 93-130 (0-4)

Estasi Knicks. La compagine newyorchese distrugge i Cavaliers anche in gara 4 dei playoff della Eastern Conference, produce il suo secondo cappotto consecutivo e con l’undicesima vittoria di fila, che certifica un momento magico, strappa il biglietto per le sue prime Nba Finals dal lontano 1999. Un’altra prestazione di carattere per una squadra che sembra aver trovato un ritmo incredibile. Cleveland fa troppo poco per mettere in difficoltà questi incandescenti Knicks che così vincono in scioltezza 130-93. Sono davvero tanti i tifosi newyorchesi alla Rocket Arena, il coro “Let’s go Knicks” così accompagna tutto il prepartita. La squadra newyorchese mostra subito gli occhi della tigre, quasi a non voler deludere i fan arrivati in massa a Cleveland.

I Cavs dal canto loro partono forte, con Mitchell e Mobley a tirare la caretta, ma alla prima difficoltà si sciolgono. Bridges continua a fare cose eccellenti in questa postseason, Towns trova subito il canestro dalla lunga distanza e la squadra ospite a metà primo quarto inizia a prendere in mano le redini del match. La difesa in transizione dei Cavs è desolante, arrivano troppi canestri comodi quindi per i Knicks che di certo non hanno bisogno di un aiuto dagli avversari, considerato il loro straordinario momento di forma. Il finale della prima frazione è un monologo newyorchese con i Knicks che fanno quello che vogliono e arrivano al termine del quarto di apertura avanti 38-26. Si mette male per i Cavs che vanno completamente nel pallone all’inizio della seconda frazione. L’ottimo impatto di Robinson e McBride permette a New York di scappare via. La squadra di casa commette turnover in serie, porgendo il fianco al parziale di 12-0 con il quale New York inizia la frazione. Il +20 Knicks esalta i tifosi newyorchesi sulle tribune che si fanno sentire al punto che lo speaker di casa alza il volume della musica nell’arena a livelli impressionanti. Gli ospiti continuano a difendere con un’aggressività incredibile, facendo capire ai Cavs che per mettere a segno la rimonta ci vorrà una vera impresa. Shamet decide di unirsi alla festa e con le sua conclusioni dalla lunga distanza regala ai Knicks l’incredibile +29.  

Nel momento più complicato perlomeno i Cavs provano a tirare fuori l’orgoglio. Un Harden fino a quel momento assolutamente impalpabile si mette ad attaccare il canestro e va in lunetta spingendo Cleveland all’inaspettato parziale di 15-3 che la riporta al -17 che diventerà -19 al riposo. La montagna da scalare resta complicatissima per la squadra di casa che però perlomeno non alza bandiera bianca e prova a giocarsela. Con le spalle al muro e la stagione che sta per finire i Cavs producono il loro massimo sforzo in apertura di ripresa. Mitchell prova a scuotere la sua truppa e Cleveland, complice anche qualche distrazione della difesa newyorchese, arriva al -16. Nessun problema però per i Knicks che appena sentono il fiato dei Cavs sul collo si rimettono a giocare la loro pallacanestro. Ne viene fuori un parziale di 12-0, griffato dai canestri di Bridges e Anunoby, che riporta New York al +28 mandando in vacanza i Cavaliers. I tifosi di Cleveland iniziano ad andarsene all’inizio del quarto periodo, lasciando la Rocket Arena quindi tutta ai fan dei Knicks che possono così festeggiare dopo tanti, troppi, anni di delusioni.  

lunedì 25 maggio 2026

NBA Play Off, Western Final Conference: Wemby + difesa ricetta perfetta! Pareggio Spurs!

San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder 103-82 (2-2) 

Gli Spurs si rialzano. Dopo due sconfitte consecutive stravincono Gara 4 della finale della Western Conference maltrattando Oklahoma City 103-82, pareggiando così la serie playoff sul 2-2. Victor Wembanyama straripa una volta di più, segna 33 punti, ma è la difesa a cambiare e invertire la marea. San Antonio mette il coperchio al proprio canestro. E non deve pensarci solo il francesone, stavolta. In Texas, al Frost Bank Center: i neroargento fanno valere l’atletismo e l’intensità dei giovani esterni, Stephon Castle e Devin Vassell fanno un figurone.

I texani limitano i Thunder a un pessimo 33% al tiro dal campo, addirittura ad un misero 6/33 da 3 punti. E gli Spurs riducono a 12 le palle perse di squadra non concedendo punti comodi in transizione. I campioni in carica pagano le assenze degli infortunati Jalen Williams (flessore sinistro) e Ajay Mitchell (polpaccio destro) da valutare giorno per giorno in prospettiva. E la panchina che sinora aveva imperversato, stavolta fa cilecca: Alex Caruso resta a secco, 0 punti, Jared McCain ne segna 4 tirando 1/10, attaccato sistematicamente nell’altra metà campo, Jaylin Williams chiude con 3 punti, 1/7 nelle triple. Insomma, Shai Gilgeous-Alexander, l’Mvp, si trova solo come un eremita quando c’è da fare canestro. Chiude tirando maluccio, 6/15, non gioca il 4° periodo, quando la sfida è già compromessa. Gara 5 è in programma in Oklahoma dalle 2.30 di mercoledì, orario italiano.

Williams e Mitchell sono indisponibili, Cason Wallace in quintetto per i Thunder. Gli Spurs partono forte come in Gara 3, avanti 23-8, i punti degli ospiti sono tutti di Isiah Hartenstein. Poi 28-19 a fine 1° quarto. Già 11 punti per Wembanyama. Esce il francese e i Thunder rientrano, in scia sul 24-28. Quando torna sul parquet gli Spurs allungano sul 40-30 e la tripla da metà campo sulla sirena del primo tempo di Wemby vale il 50-38 all’intervallo. Lui con 22 punti, 10 per Shai. I texani sono 11/18 dalla lunetta, dove hanno perso l’occasione di chiudere a doppia mandata la gara. 36% dal campo per i Thunder, 37% per gli Spurs. Un paio di improvvisate al ferro di Castle valgono il 57-41, poi la sua schiacciata il 65-43: il pugno del k.o.. Addirittura +25 Spurs, Chet Holmgren si taglia la mano destra sbattuta contro il tabellone - poi rientrerà -, il punteggio dice 78-60 dopo 36’. La schiacciata col tuono di Dylan Harper è la ciliegina sulla torta Spurs. Giovani, ma che crescono in fretta perché sanno imparare dagli errori. I Thunder in Gara 5 avranno addosso tanta pressione, la serie è ancora da decifrare e la finalista dell’Ovest tutta da scoprire.


domenica 24 maggio 2026

NBA Play Off, Eastern Final Conference: Colpo Knicks e Finals ad un passo!

Cleveland Cavaliers - New York Knicks 108-121 (0-3)

I Knicks dominano anche a Cleveland in gara 3 e si portano sul 3-0 di una serie che appare segnata e non soltanto perché nella storia dei playoff Nba nessuna squadra è mai riuscita a ribaltare uno 0-3. Le prime Nba Finals dal lontano 1999 sono a un passo per la Grande Mela, costretta ad assistere a troppi anni di mediocrità cestistica. I Knicks, guidati da un super Bridges e dal solito devastante Brunson, vincono 121-108. Gara 4, in programma lunedì a Cleveland, è già il primo match point per New York. 

Se la Celebrity Row del Madison Square Garden è iconica, Cleveland tira fuori una asso dalla manica con Taylor Swift seduta in prima fila accanto al suo fidanzato Travis Kelce, nato e cresciuto nei sobborghi di Cleveland. La rumorosa Rocket Arena viene però subito zittita dall’ottimo inizio dei Knicks che in attacco sembrano non sbagliare nulla. Towns parte molto bene, Bridges lo segue a ruota e gli ospiti così prendono il controllo delle operazioni. Allan prova a mostrare i muscoli nella zona pitturata e riesce a dare un discreto contributo, l’attacco di Cleveland però è troppo altalenante, i Cavs in più sono imprecisi dalla lunetta, una ricetta che di certo non aiuta. I Knicks ringraziano, accelerano nel finale della prima frazione e la chiudono avanti 39-27 dopo aver tirato con un surreale 72% dal campo. 

Towns va in panchina prendere fiato e Cleveland ne approfitta per tornare in scia. Il miglior momento offensivo di Harden coincide con il parziale di 21-11 in apertura di secondo periodo che permette ai padroni di casa di riprendere i Knicks. Con il rientro di Brunson e Towns però New York torna a fare male alla difesa di Cleveland. Strus, X-Factor di Cleveland nei primi due turni di postseason, fa una fatica incredibile sui due lati del campo, la squadra ospite trova i canestri di Anunoby, riprende in mano le redini del match e va negli spogliatoi all’intervallo avanti 60-54. Il linguaggio del corpo da parte dei giocatori di Cleveland non lascia spazio a grandi speranze, i Knicks capiscono di avere in pugno gli avversari e accelerano nel terzo quarto. Mobley e Mitchell provano a tenere i Cavs aggrappati al match, ma Bridges non sbaglia nulla. Towns confeziona assist al bacio, Brunson fa il Brunson e gli ospiti tornano al vantaggio in doppia cifra, arrivando al +14 un minuto dopo l’inizio della frazione finale. Diventa quindi un “ora o mai più” per la truppa di coach Atkinson che ha una reazione d’orgoglio con i canestri d Strus, ma ci pensa Shamet a togliere dalla testa dei tifosi di Cleveland l’idea di una clamorosa rimonta. L’ex Wichita State piazza tre triple pesantissime che fanno barcollare i Cavs, messi definitivamente al tappeto dal canestro dalla lunga distanza di Anunoby, che regala ai Knicks il confortevole +17, a 5’30’’ dalla sirena. Il pubblico di Cleveland inizia a lasciare la Rocket Arena, il resto è accademia.  

sabato 23 maggio 2026

NBA Play Off, Western Final Conference: OKC di riserva vola sul 2-1!

San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder 108-123 (1-2)

Le riserve dei Thunder fanno un capolavoro, a San Antonio. Segnano 76 punti in uscita dalla panchina e regalano a Oklahoma City il successo in Gara 3 della serie di finale di Conference dell’Ovest. In Texas, al Frost Bank Center, finisce 123-108, i campioni in carica salgono 2-1 nella serie. Jared McCain, 24 punti, e Jaylin Williams, 18, esibiscono il primato personale ai playoff, Alex Caruso fa il bello e il cattivo tempo sui due lati del campo. E Shai Gilgeous-Alexander tira 6/17 litigando col canestro, ma ha il paracadute dei tiri liberi: campeggia in lunetta, fa 12/12 da lì. Basta e avanza, nonostante l’assenza di Jalen Williams, fermato dal malanno muscolare. San Antonio parte 15-0, poi frena, anzi inchioda. Quando esce Victor Wembanyama non ha antidoti per gli avversari e il rientrante De’Aaron Fox e Dylan Harper non sono al meglio. Gli Spurs recriminano per un arbitraggio certo non casalingo che ha cambiato l’inerzia iniziale, ma devono guardarsi allo specchio e fare di più in difesa se vogliono conquistare le Finals: hanno concesso il 45% da 3 punti. Tanto, troppo. Gara 4 è in programma ancora a San Antonio alle 2 di lunedì orario italiano. 

I Thunder fanno la differenza in attacco, con la profondità della rotazione che sopperisce persino a un ulteriore acciacco, quello di Ajay Mitchell, che gioca solo 17’. Tutto nasce da Shai: se viene marcato da vicino va in lunetta sistematicamente, se viene raddoppiato, in alternativa Oklahoma City ha sempre l’uomo libero piazzato dietro la linea da 3 punti. Quando le triple entrano il risultato diventa scontato. E sono entrate 17 volte, stavolta. McCain è stato acquisizione a stagione in corso da Philadelphia per “due spicci”: realizzatore puro, con metri di spazio diventa determinante in quel sistema di gioco. San Antonio ha bisogno di giocare in transizione, non far piazzare la difesa avversaria contro Wembanyama. E Luke Kornet è stato disastroso sinora, gli Spurs devono trovare il modo di non andare troppo sotto quando esce il francese, ma con il quintetto basso faticano a rimbalzo. 

Fox rientra e parte in quintetto, come Mitchell dall’altra parte. San Antonio scatta da velocista, sale 15-0 sulla tripla dell’ottimo Darius Vassell. Poi entra Caruso e segna subito 5 punti che ridanno coraggio ai Thunder. 31-26 Spurs a fine 1° quarto. Wembanyama con due falli, dubbi, uno comminatogli dopo un challenge, negli ultimi 30” del periodo. Due quanti quelli di squadra dei Thunder nei primi 12’ e il pubblico di casa perde la pazienza. 9 punti per Fox, 0 per Gilgeous-Alexander al termine del primo periodo. La tripla di Shai vale il sorpasso del 32-31, Williams fa sempre canestro da 3, a metà gara Oklahoma City è già sopra 58-51. Inerzia ribaltata grazie ai 39 punti della panchina. Una tripla di Caruso, di chi sennò, vale il primo vantaggio in doppia cifra di OKC, 63-53. Un paio di falli duri di Caruso e Mitchell, il secondo punito con un flagrant, su Castle, a pochi secondi di distanza, scatenano una baruffa. Gli Spurs tornano a -5, ma i Thunder con un gioco da 4 punti, il tiro libero per fallo lontano dalla palla ricavato da un challenge, riallungano subito sul +9. Dopo 36’ è 95-84. La tripla del 100-85 di McCain chiude la gara, zittisce l’arena. Oklahoma City si riprende il vantaggio campo, torna la favorita della serie. 

 

venerdì 22 maggio 2026

UFFICIALE: Taylor Jenkins è il nuovo allenatore dei Milwaukee Bucks

Sarà Taylor Jenkins a raccogliere il testimone di Doc Rivers sulla panchina dei Milwaukee Bucks.
Nato a Dallas (Texas) il 12 Settembre 1984, Jenkins inizia ad allenare in D-League, agli Austin Toros, prima come assistente (dal 2008 al 2012), poi come head coach, nel 2012/2013, con la squadra che arriva fino in semifinale Play Off.
Nel 2013 entra nel coaching staff degli Atlanta Hawks, restando fino al 2018 come assistente di Mike Budenholzer, che lo vuole al suo fianco anche (e proprio) ai Milwaukee Bucks, nel 2018/2019.
Dal 2019 al 2025 vive la sua prima esperienza da capo allenatore in NBA, ai Memphis Grizzlies: il miglior risultato lo ottiene nel 2021/2022, quando arriva fino in semifinale di Conference, mentre nelle altre due volte che raggiunge i Play Off (2020/2021 e 2022/2023) viene eliminato sempre al primo turno.
Chiude la sua esperienza ai Grizzlies con un record complessivo di 259 vittorie e 228 sconfitte tra Regular Season e Play Off.

NBA Play Off, Eastern Final Conference: Hart implacabile e New York va 2-0!

New York Knicks - Cleveland Cavaliers 109-93 (2-0) 

Continua spedita la marcia dei Knicks verso le Finali Nba. Dopo l’incredibile rimonta nell’ultimo quarto di gara 1, New York vince 109-93 il secondo match della serie di finale a Est grazie a un’accelerata decisa nella terza frazione. È il nono successo consecutivo di questa postseason. Una serie per ora complicata per il tecnico dei Cavs Kenny Atkinson: dopo le cervellotiche scelte della frazione finale di gara 1, l’insistenza nell’accettare l’uno contro uno di Brunson su Harden e la reticenza nel chiamare timeout durante il parziale dei Knicks, nella seconda sfida concede volutamente tiri comodi in serie dal perimetro a Hart. Una strategia che paga all’inizio, con l’ex Blazers che parte con il freno a mano tirato, ma diventa deleteria con l’andare dei minuti. Hart alla fine fa la differenza con la miglior prestazione offensiva della sua carriera: 26 punti.

I Cavs partono con il piede giusto e nel primo quarto mettono in difficoltà la difesa newyorchese con la produzione di Mobley e con i tanti rimbalzi offensivi catturati che si trasformano in seconde opportunità. Brunson fatica (1/6 dal campo nel primo quarto) e il solo Bridges trova il canestro con continuità. Nella seconda frazione l’attacco dei Knicks inizia a prendere fiducia, ma Cleveland tiene botta anche grazie a Harden, con la tripla allo scadere di Mitchell poi la squadra ospite va negli spogliatoi avanti 53-49 all’intervallo. 
Le sensazioni positive per i Cavs dei primi due quarti vengono spazzate via da un approccio sbagliato a inizio ripresa. I Knicks schiacciano sull’acceleratore e Cleveland va in confusione. Hart diventa implacabile e guida la squadra di casa all’incredibile parziale di 18-0 che cambia il match. Brunson torna a fare il Brunson, il Garden fa sentire il suo appoggio a una squadra che sta attraversando un momento magico e i Cavs non riescono più a trovare risposte. Diventa tutto facile per i Knicks che chiude la terza frazione avanti di 15 lunghezze, permettendosi anche il lusso di un passaggio a vuoto in apertura di quarto periodo. Cleveland produce il suo massimo sforzo e arriva al -7 a nove minuti dalla fine, Anunoby e Bridges però ricacciano indietro la squadra ospite e riportano New York a distanza di sicurezza. I Knicks così vanno a vincere in scioltezza e si portano a due vittorie dalle Nba Finals che non frequentano dal 1999. La serie ora si sposta a Cleveland con gara 3 in programma sabato. 


giovedì 21 maggio 2026

NBA Play Off, Western Final Conference: Shai & Caruso Show! Pareggio OKC!

Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 122-113 (1-1)

I Thunder rispondono da campioni in carica. Vincono 122-113 Gara 2 e pareggiano la serie playoff con San Antonio. La finale della Western Conference è ora sull’1-1. Si impongono grazie alla difesa, alle 21 palle perse forzate agli Spurs, grazie ai 57 punti portati in dote dalla panchina, con Alex Caruso ancora gigantesco, e ai 30 punti di Shai Gilgeous-Alexander, l’Mvp stagionale. Victor Wembanyama gioca bene, lo raccontano i 21 punti e 17 rimbalzi, ma stavolta non domina. Agli Spurs, che erano già senza De’Aaron Fox, è fatale l’infortunio di Dylan Harper, che lo aveva sostituito in quintetto da guardia titolare, ma che lascia il parquet anzitempo per un acciacco al bicipite femorale destro. Infortunio simile (flessore sinistro) quello sofferto da Jalen Williams, forse il riacutizzarsi di quello che gli aveva fatto saltare la serie di 2° turno con i Los Angeles Lakers. Andranno monitorati, in prospettiva. Il metro arbitrale ha permesso alla difesa di Oklahoma City, soprattutto a Isaiah Hartenstein, che ha persino tirato le trecce a Stephon Castle senza fischio contro, di usare le maniere forti contro Wemby, i Thunder hanno chiuso con 7 tiri liberi in più rispetto agli avversari. Gara 3 è in programma a San Antonio dalle 2.30 di sabato, orario italiano. 

Fox salta anche Gara 2 per la distorsione alla caviglia destra, Harper in quintetto. 31-31 a fine 1° quarto. Castle 8 punti, chiuderà con 25, ma con 9 palle perse. Caruso cambia la gara in uscita dalla panchina: forza il 2° fallo di Wemby, segna da 3 punti, OKC sale 43-35. Castle schiaccia in testa a Hartenstein, Caruso risponde ancora e il 58-47 diventa il primo vantaggio Thunder in doppia cifra della serie. 62-51 a metà gara. 13 palle perse degli Spurs, la differenza. Ospiti inferociti con gli arbitri: Coach Johnson deve ricorrere a due challenge per far togliere dopo la verifica altrettanti falli a Wembanyama. Solo 7 punti per il francese dopo 24’. Castle 16 punti, Gilgeous-Alexander 15. Cason Wallace inizia la ripresa in quintetto al posto di Jalen Williams, che chiude la sua gara con 7’ di utilizzo e 4 punti. Gli Spurs dal -13 pareggiano sul 66-66 iniziando il 2° tempo con 15-4 di parziale. Poi rientra Caruso. Segna una tripla, quindi un’altra. Con 5’ da giocare nel 3° quarto Harper esce tenendosi il flessore sinistro. Non rientrerà. Cambia tutto. Chet Holmgren si sveglia e schiaccia in testa a Luke Kornet, che pare un intruso. 96-88 Thunder a fine 3° quarto. Shai 24 punti, Caruso uomo assist attaccando la difesa a zona avversaria. Una tripla di Harrison Barnes riporta gli Spurs sul 97-99, ma arriva un 11-0 di parziale Thunder. Finisce in volata. Gli Spurs sotto di 5 a 1’ dalla fine perdono la 21ma palla. La goccia che fa traboccare il vaso. Oklahoma City pareggia la serie, Gara 3 in Texas tra 48 ore.  

mercoledì 20 maggio 2026

NBA Play Off, Eastern Final Conference: Knicks rimonta folle e Gara 1 in tasca!

New York Knicks - Cleveland Cavaliers 115-104 d.o.t. (1-0) 

Se la finale della Western Conference parte con il botto, a Est di sicuro non ci si annoia. I Knicks, infatti, trovano il modo più incredibile per portare a casa gara 1, recuperando con un finale surreale un passivo di ben 22 lunghezze a 7’40’’ dal termine. Un match che il Madison Square Garden ricorderà a lungo e che i tifosi di Cleveland faranno fatica a dimenticare. New York produce l’impresa, recupera una gara che era oramai appannaggio dei Cavs e alla fine la vince 115-104 al supplementare. 

Un match stranissimo che fatica a decollare con le due squadre incapaci di trovare ritmo dal perimetro. I Knicks però danno una prima scossa alla sfida chiudendo il primo quarto con una parziale di 15-3 e arrivando al vantaggio in doppia cifra. Mitchell si sveglia nel secondo periodo e Cleveland risponde presente. Gli ospiti così piano piano tornano nel match per arrivare al riposo avanti di due lunghezze con New York che nel primo tempo tira con un disastroso 2/19 dalla lunga distanza. Il Garden però ammutolisce nel terzo periodo con i Knicks incapaci di rallentare Mitchell e troppo confusionari in attacco. Arrivano anche i canestri di Mobley, Cleveland vola e diventa padrona del match, toccando il +14 alla fine della terza frazione. Ci si aspetta una reazione della squadra di casa che però non arriva, i Cavs così senza nemmeno faticare più di tanto arrivano al +22 a 7’40’’ che in linea teoria dovrebbe metterli al sicuro. Inizia però un’altra partita. Brunson di colpo torna a essere devastante in attacco e umilia Harden nell’uno contro uno. I Knicks si rimettono a difendere con aggressività e disciplina, Cleveland va in tilt. Coach Atkinson ci mette del suo lasciando sul parquet un Harden totalmente in balia di Brunson e non chiamando timeout. Succede così l’impensabile, New York piazza l’incredibile parziale di 18-1 e torna in scia in un Garden che diventa una polveriera. Il timeout tardivo di Kenny Atkinson serve a poco, l’inerzia oramai è tutta nelle mani dei Knicks che trovano il pareggio a 45’’ dalla fine con la tripla di un ottimo Shamet. Lo spunto di James Harden riporta davanti Cleveland ma ci pensa il solito Brunson, con una penetrazione delle sue, a rimettere le cose a posto trascinando il match al supplementare. Stati d’animo ben diversi nell’overtime con Cleveland a chiedersi come si sia potuto sprecare un vantaggio del genere e New York in totale fiducia. Come un po’ tutti si aspettato a questo punto il crollo dei Cavs viene certificato. La squadra di casa domina il supplementare con la leadership di Brunson e le giocate di Anunoby. I Knicks così vincono nel modo più inaspettato la loro ottava partita consecutiva di questa postseason con i Cavs che adesso, col morale sotto i tacchi, dovranno trovare le risposte giuste in gara 2 in programma al Garden giovedì.


martedì 19 maggio 2026

UFFICIALE: Jamahl Mosley è il nuovo allenatore dei New Orleans Pelicans

Riparte immediatamente da New Orleans la carriera di Jamahl Mosley, che si accomoda sulla panchina dei Pelicans con un contratto fino al 30 Giugno 2031.
Nato a Milwaukee (Wisconsin) il 6 Ottobre 1978, inizia ad allenare ai Denver Nuggets dove, dal 2007 al 2010, è assistente di George Karl.
Dal 2010 al 2014 si sposta a Cleveland, dove è assistente di Byron Scott e Mike Brown, quindi il trasferimento ai Dallas Mavericks dove, dal 2014 al 2021, lavora accanto a Rick Carlisle.
Nell'estate del 2021 gli Orlando Magic gli offrono l'opportunità di avere la prima esperienza da head coach: ci resterà fino alla stagione scorsa, raggiungerà i Play Off nelle ultime tre stagioni, ma verrà sempre eliminato al primo turno.

NBA Play Off, Western Final Conference: Marziano Wemby atterra ad Oklahoma! 1-0 Spurs!

Oklahoma City Thunder - San Antonio Spurs 115-122 d.2.o.t. (0-1)

Signori e signore, benvenuti nel futuro. Victor Wembanyama, 22 anni, esibisce una prestazione epocale, già virale sui social media, che vale a San Antonio la vittoria dopo un doppio tempo supplementare a Oklahoma City in Gara 1 della finale di Conference dell’Ovest. Il gigante francese segna 41 punti e tira giù 24 rimbalzi, numeri da Bill Russell, da Wilt Chamberlain, e servono tutti per stendere 122-115 i campioni in carica, sinora imbattuti ai playoff 2026. In questa storia - in questa serie playoff incentrata su una sfida tra titani - per un vincitore di giornata che festeggia c’è anche uno sconfitto che dovrà metabolizzare in fretta la serata no. 
Shai Gilgeous-Alexander appena nominato Mvp, miglior giocatore della stagione, tira 7/23 dal campo, -15 di plus/minus, quello peggiore della sua squadra. Dovrà rifarsi presto, perché questi giovani Spurs vanno di fretta, non aspettano nessuno a prescindere dal rango. Che poi la differenza la può fare chiunque sappia cogliere l’opportunità, ci sono infatti due protagonisti inattesi da applaudire. Uno, la matricola Dylan Harper, esce dal Paycom Center con la vittoria più 24 punti, 11 rimbalzi, 7 palle rubate e 6 assist, ha giocato sotto pressione come un veterano da rimpiazzo del titolare acciaccato De’Aaron Fox. L’altro, Alex Caruso, abituale gregario di lusso, stavolta ha sconfinato ben oltre il copione: 31 punti, primato personale ai playoff, otto triple a segno, più la solita feroce difesa. Non è bastato. 

Jalen Williams rientra dall’infortunio muscolare e gioca titolare. Harper in quintetto al posto di Fox (distorsione alla caviglia destra), forfeit dell’ultim’ora. Gli Spurs partono 7-0, Alex Caruso segna i primi 7 punti dei suoi, diventa 27 pari a fine 1° quarto. Castle con 11 punti, Shai appena 2. I Thunder cominciano 3/16 da 3 punti, il punteggio dice 51-41 Spurs sulla tripla di Darius Vassell e poi 51-44 a metà gara. Wembanyama 14 punti e 10 rimbalzi, Gilgeous-Alexander con soli 4 punti tirando 1/5 dal campo. I 16 di Caruso e le 8 palle perse forzate tengono a galla OKC. Cason Wallace parte titolare al posto di Isaiah Hartenstein nel 2° tempo, i Thunder abbassano il quintetto. La tripla di Lue Dort vale il sorpasso del 58-57, ma è 80-73 Spurs a fine 3° quarto con Wemby che domina su entrambi i lati del campo. Poi 87-77, ma i padroni di casa forzano il finale punto a punto. Caruso, che ora marca persino Wemby, forza il fallo in attacco del francese frustrato dalle sue cure, e poi segna la tripla del sorpasso, del 95-94. Quindi 101-99 Spurs dopo un canestro di Wemby a 11” alla fine, ma Shai pareggia a 3” dal termine dei tempi regolamentari. Ultimo possesso per i texani e Holmgren stoppa Wembanyama all’ultimo secondo. Supplementare. Spurs avanti 105-101. Risponde ancora Caruso, poi 108 pari dopo una tripla da lontanissimo di Wemby. Jalen Williams manca il tiro da 3 per vincere a 1” dalla fine dell’overtime e con 7 decimi rimasti da giocare a Castle non riesce il miracolo. Secondo tempo supplementare. Due schiacciate di Wemby valgono il 120-114 Spurs. Stavolta è finita. Vince San Antonio, l’alieno Wemby ha fatto la differenza.  

lunedì 18 maggio 2026

NBA Play Off, Second Round Est: Dominio Cavs e finale a Est! Notte fonda Pistons!

Detroit Pistons - Cleveland Cavaliers 94-125 (3-4) 

Incredibili Cavaliers. Dopo aver sprecato il match point davanti al proprio pubblico in gara 6, Cleveland va a dominare la sfida decisiva della serie sul parquet dei Pistons e strappa il biglietto per le finali della Eastern Conference contro i Knicks. I Cavs scappano via nel terzo quarto e vanno a vincere in scioltezza, distruggendo Detroit 125-94. Una debacle inaspettata per la squadra di coach Bickerstaff, soprattutto dopo la prova diligente e disciplinata fornita in gara 6.

I Pistons si mettono subito a litigare col canestro e, con un Duren deludente, non riescono a limitare i lunghi di Cleveland e a rallentare un Mitchell che trova ritmo con il passare dei minuti. I Cavs non hanno nemmeno bisogno della produzione di Harden, che si accontenta di nove punti (con un brutto 2/10 dal campo) perché trova le triple di Merrill (23 punti) dalla panchina e la solidità di un eccellente Mobley sui due lati del campo. Va tutto storto invece per Detroit, che perde contatto con la squadra ospite a metà del primo quarto. Le triple non entrano e perfino Cunningham va in confusione. Cleveland detta legge nella zona pitturata e con il canestro da metà campo sulla sirena di Mitchell, chiude la frazione avanti di nove lunghezze. 

Ci si aspetta la reazione della squadra di casa, invece Duren boccheggia e la coppia Allen-Mobley diventa devastante. Cleveland schiaccia sull’acceleratore arrivando al +20 nel finale di primo tempo, per chiudere 64-47 all’intervallo. Il pubblico della Little Caesars Arena è sotto shock e il terzo quarto di certo non aiuta a far ritrovare il sorriso ai tifosi dei Pistons. Cunningham ci prova ma è in serata no (5/16 dal campo), nessun altro dà una vera mano al leader dei Detroit, la squadra di casa così affonda sotto i colpi di Mitchell il quale firma 15 dei suoi 26 punti nella terza frazione. Oramai non c’è più storia, con i Cavaliers avanti di 26 lunghezze al termine della terza frazione. Il resto è accademia, con Detroit che dovrà fare un esame di coscienza per capire che cosa non ha funzionato in una serie davvero strana e i Cavaliers, invece, che adesso si preparano all’intrigante sfida con i Knicks che prenderà il via dal Madison Square Garden martedì. 


sabato 16 maggio 2026

NBA Play Off, Second Round West: Dominio Spurs e Final Conference raggiunte!

Minnesota Timberwolves - San Antonio Spurs 109-139 (2-4) 

San Antonio sbanca il Target Center di Minneapolis e conquista la finale di Conference dell’Ovest. Si guadagna l’incrocio con Oklahoma City, forse la finale anticipata, Gara 1 è in programma dalle 2.30 di martedì, ora italiana. Gli Spurs chiudono 4-2 la serie coi Wolves trascinati da Stephon Castle di cui si parla troppo poco: appena 21enne, già fenomenale.

Gli Spurs sono diventati grandi presto. Fanno un figurone a Minneapolis. Sbarazzini, con le facce giovani, ma maturi ben oltre i loro anni. Pericolosi. Stravincono al Target Center senza per una volta dover chiedere a Victor Wembanyama di fare gli straordinari. Stavolta a prendersi la vetrina sono gli esterni, soprattutto Stephon Castle dall’alto dei 32 punti. Gli entrano pure le triple, diventa uno spauracchio. Lui, la matricola Dylan Harper, l’elettrico De’Aaron Fox e il solido Darius Vassell: l’attacco spazza via la difesa Wolves e porta San Antonio in finale dell’Ovest per la prima volta dal 2017. L’incrocio è con Oklahoma City, i campioni in carica, lo squadrone col miglior record Nba. Occhio a dare per spacciati gli Spurs però, come ricordano i precedenti stagionali, a loro favorevoli. I Lupi dopo due finali di conference di fila stavolta si fermano un turno prima. Manca un regista cerebrale che possa raccogliere l’eredità del logoro Mike Conley e Rudy Gobert ha limiti offensivi esagerati. Stesso discorso per Julius Randle, per inefficienza e pessime letture di gioco. Ma con Anthony Edwards non partono mai battuti, in prospettiva. 

36-27 Spurs dopo i primi 12’, Stephon Castle già con 14 punti. Poi i texani esondano. Wemby, Castle, Harper, persino il baby Carter Bryant: segnano tutti. Gli Spurs cominciano il 2° quarto 20-0, allungando 56-27. Un pugno da k.o.. Feroce, definitivo. Minny parte 0/10 nel 2° periodo, concede la transizione agli Spurs che la trasformano in punti facili. I Wolves potrebbero arrendersi, invece reagiscono trascinati da Naz Reid e dal solito Edwards, che riporta i suoi sul -13, sul 61-74 a metà gara. Fox zoppica in spogliatoio prima dell’intervallo, dolorante alla caviglia sinistra. Dopo 24’ San Antonio tira 8/16 da 3 punti, chiuderà 18/38. Fox è sul parquet alla ripartenza, Terrence Shannon in quintetto per i Lupi. Gli Spurs finiscono il lavoro. Le guardie sono favolose e intercambiabili, la difesa di Minny non trova antidoti, va sotto 84-110 dopo 36’. Game over. Spurs avanti, Wolves in vacanza.