giovedì 23 aprile 2015

NBA, quarti di finale: Colpaccio Spurs! Ancora bene Memphis

nbaevolution.com
Gli Spurs hanno mille vite. Una l’hanno fatta perdere ai loro tifosi nella notte italiana vincendo 111-107 dopo un supplementare a Los Angeles, pareggiando così la serie contro i Clippers sull’1-1. Una partita pazzesca per intensità ed emozioni. E per le prestazioni monumentali di Duncan e Griffin, con Leonard e Paul stavolta vassalli di lusso. Duncan ha messo su uno show. Sabato compie 39 anni: ma l’età non gli ha impedito di segnare 28 punti, conditi da 11 rimbalzi e 4 assist. Con 4 punti nei supplementari, dove lui e un superlativo Mills hanno fatto la differenza. Bene anche Belinelli, 9 punti e un canestro cruciale nel finale dei regolamentari. Cambia tutto. E ora San Antonio si è ripresa il fattore campo.
Subito Duncan. Fortissimamente Duncan. 8 punti con i primi 4 tiri: diventa il 5° giocatore della storia Nba con 5.000 punti nei playoff. Appena esce Splitter, coi minuti contati, reduce dall’infortunio al polpaccio, Diaw fa subito ole’ in difesa per la schiacciata di Griffin. Perfetto come torero. L’ultima volta che ha difeso pare non fosse maggiorenne e fosse alto meno di un metro e ottanta. Al primo time out Clips avanti 13-11, Paul che fa sembrare Parker piccino piccino. Duncan riesce a far segnare persino Green, che di questi tempi non centrerebbe neppure il buco della lavatrice dal lavandino. Gli Spurs tirano meglio e si muovono di più senza palla in attacco rispetto a gara 1. Belinelli entra con 1’15” da giocare e segna il tiro libero che fissa il 1° quarto: 28-24 Spurs. Ginobili gioca bene, allora Barnes prova a staccargli la testa dal collo, per fortuna invano. Quando Crawford insacca due tiri di fila i Clippers mettono il naso avanti. Ricacciati indietro da Ginobili e un grande Beli: tripla e palla rubata chiusa da lay up nel 14-3 di parziale Speroni.
Un ottimo Griffin, super potente ma più in controllo del recente passato, replica sempre. Ma il finale di tempo è ancora di Duncan. Che trascina gli Spurs avanti all’intervallo 52-47 dietro i suoi 16 punti, 8/9 dal campo. Griffin a quota 19. Subito +10 Spurs a inizio ripresa con Duncan incontenibile, coadiuvato da Leonard. Ma Griffin e Paul rispondono sempre. Sembra un meraviglioso 2 contro 2. La differenza con i compagni è abissale. Due triple di Mills conservano il vantaggio Spurs: +3 a fine 3° quarto. Una battaglia. Mills insiste, Manu orchestra, e Duncan, nonostante i francesi siano in giornata da lasciarli in California, spinge di nuovo i suoi sul +10 con gli angelini che pagano la panchina modesta. Ma l’hack a Jordan funziona tecnicamente (6/17 dalla lunetta per il centrone), ma ha i suoi effetti collaterali: i rimbalzi lunghi sono dei Clips e l’attacco Spurs perde ogni sembianza di ritmo. Manu finisce fuori per falli. Il parziale Clippers è spietato: 12-2. Sul 90 pari Beli segna da 2. Griffin replica, Paul non tradisce dalla lunetta. Griffin perde palla, Mills pareggia coi liberi. Ultima palla ai Clips. Paul allo scadere trova il ferro.
 Ai supplementari Duncan e Mills firmano il +6 Spurs con 50” da giocare. Paul risponde da campione da 3. Redick sfiora il pareggio: dentro-fuori. Ma non è ancora finita. Ancora Mills, ma Redick stavolta segna da 3. +2 Spurs con 5” da giocare. Mills chiude i conti ai liberi. Spurs con la vittoria d’orgoglio. Sono i campioni per un motivo. Venerdì gara 3 a San Antonio. Parker non ha finito la partita (0 punti in 30’) per un problema al tendine d’Achille destro. Vedremo se ce la farà a recuperare. Il perché Duncan è Duncan lo riassume una frase post partita di Timmy: “Mi sono scusato con i compagni per il mio 4° quarto. Orribile”. Capite perché è la più forte ala grande della storia della pallacanestro?

Mike Conley e Courtney Lee segnano 18 punti a testa, Beno Udrih è ancora protagonista dalla panchina, e Memphis per la prima volta nella propria breve storia playoff si porta 2-0 in una serie playoff, battendo nuovamente Portland per k.o. tecnico, 97-82. Troppo corti e deboli, i rimaneggiati Blazers, ridotti in due partite al 36% dal campo e dominati in gara 2 dalle percentuali degli esterni dei Grizzlies, 8/16 da tre a confermare il trend stagionale nella serie (51% dall'arco nelle 4 vittorie di Memphis su Portland), che in gara 1 non s'era visto.
Portland non impressiona nessuno quando parte 18-12, con 9 punti di Aldridge in 6': lo fa invece Memphis, quando cambia marcia in difesa in un 2° quarto da 5 recuperi e due stoppate. Le letture di Beno Udrih fanno la fortuna dei Grizzlies: 6 punti consecutivi dello sloveno alimentano un break che verrà ingigantito fino a 22-6 dalle triple di Green e Carter e dai punti da seconde opportunità di Memphis, 21-6 all'intervallo ribaltando un problema di gara 1 (23-8 per Portland). Già a +13 prima di metà gara con 14 punti dell'acciaccato Conley, nel 3° quarto i Grizzlies, accompagnati dalla carica di un FedExForum al suo 22° “sold-out” consecutivo durante i playoff (praticamente ogni gara dal ritorno di Memphis in post season, nel 2011) arrivano fino a +18 con Randolph (che entra in partita dopo lo 0/6 del 1° tempo) e la tripla di Lee.
“Dobbiamo fare assolutamente qualcosa” ha detto Damian Lillard, primo imputato perché stretto nella morsa di Conley e Allen e dalla presenza di Gasol in area: in due gare ha messo insieme un misero 10/37 dal campo in due gare, con la sua prima tripla della serie a 4:23 dalla fine di gara 2, a giochi già fatti. Poi anche McCollum (3/13) e Blake, zero tiri in 9', da una panchina ai minimi storici, dove non può certo bastare il volonteroso Leonard, autore del momentaneo -9, picco d'orgoglio Blazers in avvio di 4° periodo.

Los Angeles Clippers - San Antonio Spurs 107-111 (1-1)

Memphis Grizzlies - Portland Trail Blazers 97-82 (2-0)

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