sabato 16 maggio 2015
NBA: Hawks e Warriors alle Final Conference
Ci pensa Steph Curry a trascinare i Warriors alla loro prima finale di Conference dal 1976. L'ex Davidson firma 32 punti e realizza un assurdo canestro, dalla propria area, allo scadere del terzo quarto, i Warriors, per buona parte del match, giocano la loro pallacanestro e Memphis deve inchinarsi.
Tony Allen non vuole mancare all’appuntamento decisivo ma è chiaramente in condizioni precarie e alla fine resterà sul parquet per soli cinque minuti. Golden State ci mette pochissimo a far capire ai tifosi di Memphis di non avere nessuna intenzione di riportare la serie in California, e nei primi minuti gioca un basket sublime. Gli “Splash Brothers” trovano subito ritmo dalla lunga distanza, il pallone si muove che è un piacere sul perimetro e i Grizzlies non sanno come rallentare la squadra di Steve Kerr. I Warriors a metà primo quarto hanno già 22 punti a referto, i padroni di casa faticano anche in attacco e nel finale della frazione la squadra californiana scappa al +15. Randolph non lascia il segno, Gasol sbaglia parecchio e dal perimetro i punti scarseggiano.
Con le riserve sul parquet all’inizio del secondo quarto le cose migliorano per i padroni di casa. Il veterano Vince Carter prova a mettere la sua firma sul match, dall’altra parte Golden State inizia a sporcare le sue percentuali al tiro ma trova canestri importanti con Shaun Livingston e resta a distanza di sicurezza. Con il rientro di Curry e Green, Golden State riprende a correre. Draymond Green si fa sentire e firma nove punti nel giro di quattro minuti. Gasol e Lee rispondono nelle battute finali del secondo periodo, i Grizzlies riescono a restare in scia e vanno negli spogliatoi all’intervallo in ritardo di nove lunghezze.
L’inizio di ripresa è decisamente incoraggiante per i tifosi del FedExForum. Gasol e Randolph fanno male alla frontline dei Warriors, Memphis, con un parziale di 13-5, torna al -1 e mette pressione alla squadra di Steve Kerr. Barnes e Iguodala provano a far ripartire l’attacco di Golden State, poi allo scadere arriva la prodezza dell'Mvp. Iguodala stoppa la conclusione di Green, il pallone arriva a Curry il quale appena fuori dalla propria area sulla sirena trova l’incredibile canestro che riporta l’inerzia del match nelle mani degli ospiti. I Warriors poi mettono alle corde Memphis segnando i primi nove punti del quarto periodo e tornano al +15, una vera mazzata per i Grizzlies che in un modo o nell’altro erano riusciti a tornare in partita nella ripresa. Mike Conley e Vince Carter tentano di riportare sotto i padroni di casa ma Steph Curry ha altri programmi e con le sue triple allontana Golden State. I titoli di coda sulla serie li fa partire ancora una volta Curry con il canestro dal perimetro che riporta la squadra di Steve Kerr al +13 a 2’34’’ dalla sirena. I Warriors volano in finale di Conferenc, aspettando l'esito di gara 7 tra Rockets e Clippers.
45 anni dopo l'ultima volta è tempo di Final Conference anche per gli Atlanta Hawks, che vincono a Washington e chiudono la serie sul 4-2, con la terza vittoria consecutiva in carniere.
La differenza, nel finale in volata di gara 6, dopo un partitone di Millsap, la fanno due canestri di Carroll su altrettanti assist di Teague. Mentre il tiro, e il conseguente canestro, di Pierce, per il pari, un classico ormai, arriva appena dopo la sirena finale. Troppo tardi: il verdetto del replay, dopo che la prodezza della Verità era stata inizialmente convalidata, manda in vacanza i Wizards. Colpa dei loro lunghi, ancora non pervenuti, la costante della serie. Wall, non solo ancora sul parquet pur con la mano sinistra fratturata , ma il migliore dei suoi, non è bastato ai Wizards. Che hanno bisogno di tiratori come del pane, in chiave Draft. E magari di uno scambio che porti nella capitale un big man con un minimo d’intensità. Il futuro degli uomini di Coach Bud è invece LeBron James. Gara 1, contro Cleveland, è in programma mercoledì in Georgia. 3-1 Hawks nei confronti diretti di stagione regolare.
Inizio disastroso. Fare canestro sembra vincere alla lotteria. Si spadella da tutte le posizioni, da entrambe le parti. Atlanta fa meno peggio e “vola” 15-7. Ma gli ingressi di Porter e Seraphin regalano energia alla squadra della capitale, che rimonta e chiude il 1° quarto avanti 20-19. Gli Hawks tirano col 32%, i Wizards col 36%. Beal con 7 punti. Il 2° quarto inizia con 6 palle perse in meno di 3’: 4-2 “per” Atlanta. I Wizards ora dominano a rimbalzo d’attacco. Ma Millsap sfrutta il vantaggio della marcatura di Pierce, cortesia di coach Wittman, e diventa il primo giocatore in doppia cifra di punti. Wall esibisce la solita partita completa, oltre a un coraggio che gli fa onore, giocando infortunato. Assist, rimbalzi, difesa e qualche canestro, meglio se in penetrazione. All’intervallo Hawks sopra 45-39 grazie al 6-0 di chiusura di tempo, col canestro allo scadere di Millsap. Washington è riuscita a scendere come percentuale al tiro: 35%. Di contorno 7 palle perse per parte. Diciamo che a Est si gioca una pallacanestro difensiva, volendo girarla così. Pierce con zero punti: il trucco più sfizioso dei Maghi è fuori causa.
Atlanta sale sul +14 dopo l’intervallo sfruttando un blackout della difesa Wizards. Manca solo il cartello “prego si accomodi” alle entrate di Teague e compagnia. Coach Bud allarga il campo con lo spauracchio dei suoi tiratori, e pazienza se non la mettono mai. Washington non se ne accorge. 12-4 di parziale Hawks, dunque. I Wizards sfruttano le accelerazioni di Wall per rispondere con un controparziale di 8-0 grazie alla schiacciata col punto esclamativo di Porter, super in situazioni dinamiche, molto meno a difesa schierata. Ma è 72-64 Hawks a fine 3° quarto grazie ai 21 punti di Carroll e al 3/13 da 3 punti in 36’ di Washington. Atlanta non ha i solisti per chiudere le partite, come dimostrato mille volte da questi playoff, inclusa la serie coi Nets. E allora Beal riporta Washington a -1 col jumper morbido e la schiacciata potente. L’attacco Hawks si è inceppato, Korver è 0/7 da 3. E cosi Beal firma il sorpasso. Ma Nene fa più danni della grandine, e Millsap firma il controsorpasso. Finale vibrante. Col Verizon Center che trattiene il fiato. Wall pareggia dalla lunetta con 1’ da giocare, poi Carroll riporta avanti i suoi, trovato da Teague. Nene sbaglia ancora: nelle ultime due uscite (il mancato tagliafuori su Horford in gara 5 è roba sua) ha condannato i suoi compagni. Ancora assist di Teague e ancora canestro di Carroll. Ma Atlanta pasticcia come al solito nei finali in volata. Sul +3 non arriva il fallo, chissà perché. E Pierce segna da 3, come da copione. Fenomeno. Pandemonio a Washington e abbraccio collettivo. Ma il replay è impietoso. Il tiro della Verità è scoccato un decimo di secondo in ritardo. Non vale. Atlanta si guadagna il diritto di sfidare LeBron. In palio un posto alle Finals.
Memphis Grizzlies - Golden State Warriors 95-108 (2-4)
Grizzlies: M. Gasol 21 punti, Carter 16 punti
Warriors: Curry 32 punti, Thompson 20 punti
Washington Wizards - Atlanta Hawks 91-94 (2-4)
Wizards: Beal 29 punti, Wall 20 punti
Hawks: Carroll 25 punti, Millsap 20 punti
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