GIULIO
GAZZOTTI/FRANCESCO CANDUSSI voto 10: in quel che resta di
Pesaro, tra epurati, mancati arrivi e gente che rifiuta le offerte, loro emergono
quando la montagna da scalare sembra altissima. Ripagano al massimo la fiducia
concessa da coach Paolini sfoderando una prestazione solida e di carattere: 10
punti (2/2 da 2, 1/1 da 3, 3/5 ai liberi), 6 rimbalzi e 3 recuperi il primo, 10
punti (4/4 da 2, 2/3 ai liberi), 10 rimbalzi (5 offensivi), 1 stoppata, 1
recupero e 1 assist il secondo.
Ok che Daye ha fatto il resto giocando alla grande, ma la prestazione di questi due ragazzi (con il supporto di Marco Ceron a completare il cerchio) va sottolineata a gran voce, sempre per quella famosa favola che gli italiani non giocano e portano le borse. CI SIAMO ANCHE NOI.
Ok che Daye ha fatto il resto giocando alla grande, ma la prestazione di questi due ragazzi (con il supporto di Marco Ceron a completare il cerchio) va sottolineata a gran voce, sempre per quella famosa favola che gli italiani non giocano e portano le borse. CI SIAMO ANCHE NOI.
GRISSIN
BON REGGIO EMILIA voto 9: più che la schiacciante vittoria di
Brindisi, campo mai facile, impressiona il modo. Menetti ha schierato, in
rotazione primaria, Federico Bonacini (1999), Arturs Strautins (1998) e Adam
Pechacek (1995), e non quando i buoi erano ormai scappati dalla stalla, ma li
ha fatti entrare quando occorreva, quando serviva, e leggere “53-79” sul
tabellone, alla sirena finale, fa capire quanto di buono c’è nel progetto
reggiano, che il prodotto c’è e viene valorizzato.
Ah, due cose: 1) quelli tra parentesi sono gli anni di nascita dei tre ragazzi, che a confronto Della Valle (1993) e Silins (1993) sono dei veterani; 2) mancavano Stefano Gentile e Rimantas Kaukenas, non proprio due a caso in quello scacchiere.
Così, tanto per gradire. OASI FELICE.
Ah, due cose: 1) quelli tra parentesi sono gli anni di nascita dei tre ragazzi, che a confronto Della Valle (1993) e Silins (1993) sono dei veterani; 2) mancavano Stefano Gentile e Rimantas Kaukenas, non proprio due a caso in quello scacchiere.
Così, tanto per gradire. OASI FELICE.
GIORGIO
TESI GROUP PISTOIA voto 8: perché la vittoria contro Varese,
nelle condizioni nella quale è arrivata, è un vero e proprio miracolo. Senza
Knowles e Antonutti, con Czyz che ha stretto i denti ma non doveva esserci,
trovano la forza per rimontare dal -10 con un parziale tutto cuore e attributi
nell’ultimo periodo, trovando l’8° vittoria stagionale e conservando il primato
in classifica anche se in coabitazione con Reggio, Milano e Trento.
I ragazzi di Esposito stanno facendo qualcosa di incredibile, stanno dimostrando che per fare buoni campionati ci vogliono, indubbiamente, i valori tecnici, che i toscani hanno, ma senza cuore, senza grinta, senza carattere e senza attributi puoi anche essere un fenomeno, ma non vai lontano. CAPITANI CORAGGIOSI.
I ragazzi di Esposito stanno facendo qualcosa di incredibile, stanno dimostrando che per fare buoni campionati ci vogliono, indubbiamente, i valori tecnici, che i toscani hanno, ma senza cuore, senza grinta, senza carattere e senza attributi puoi anche essere un fenomeno, ma non vai lontano. CAPITANI CORAGGIOSI.
JAMES NUNNALLY voto 7: arrivato in terra irpina tra lo
scetticismo generale, e con una “nomea” di personaggio poco raccomandabile
sotto l’aspetto caratteriale, sta rispondendo come si addice ad un giocatore di
pallacanestro di ottimo livello, cioè a suon di prestazioni. 23 punti (3/5 da
2, 4/8 da 3, 5/5 ai liberi), 8 rimbalzi, 4 assist e 31 di valutazione, trascina
Avellino alla seconda vittoria consecutiva e, con 18.5 punti di media (48% da
2, 46% da 3), diventa il nuovo capocannoniere della serie A. E ha un brutto
carattere, pensate se fosse un tipo mansueto. SO EXCITING.
MARCO
CUSIN voto 6: ma diciamo che sarebbe molto molto più
alto, quindi immaginiamolo più su. Il ragazzone friulano domina anche al
Pianella, nelle ultime 5 partite, su 27 tiri presi, ne ha realizzati 23 (85%),
e solo 3 sono schiacciate, sinonimo che la sua crescita continua ad essere
costante, così come la presenza sotto i tabelloni (7.6 rimbalzi di media) e
dentro la partita.
E’ il volto assoluto del magic moment cremonese, fatto di 7 vittorie consecutive (8 nelle ultime 9 partite) e culminato con l’aggancio al primo (affollato) posto in classifica. CIRCOLETTO ROSSO.
E’ il volto assoluto del magic moment cremonese, fatto di 7 vittorie consecutive (8 nelle ultime 9 partite) e culminato con l’aggancio al primo (affollato) posto in classifica. CIRCOLETTO ROSSO.
PASTA
REGGIA CASERTA voto 5: dopo 3 mesi in cui è già successo
di tutto il campo era stato comunque un buon indicatore, con una squadra che,
nonostante problemi e assenze, ha sempre lottato, sia quando ha vinto che
quando ha perso.
Non è successo domenica, quando Sassari ha passeggiato in un Palamaggiò triste e semivuoto, dove la curva contesta e il resto del palazzo contesta la curva che contesta. L’atteggiamento dei ragazzi di Dell’Agnello è sembrato remissivo e molle fin dalla palla a due, sembrava quasi di essere certi di assistere ad una disfatta dei bianconeri, che hanno permesso, alla Dinamo, di giocare a piacimento e di prendersi 2 punti comodi. Ci fermiamo al 5 concedendoci il beneficio del dubbio di quella che può essere la classica serata storta, con il mezzo alibi delle assenze a fare da corollario. VUOTI DENTRO (E FUORI).
Non è successo domenica, quando Sassari ha passeggiato in un Palamaggiò triste e semivuoto, dove la curva contesta e il resto del palazzo contesta la curva che contesta. L’atteggiamento dei ragazzi di Dell’Agnello è sembrato remissivo e molle fin dalla palla a due, sembrava quasi di essere certi di assistere ad una disfatta dei bianconeri, che hanno permesso, alla Dinamo, di giocare a piacimento e di prendersi 2 punti comodi. Ci fermiamo al 5 concedendoci il beneficio del dubbio di quella che può essere la classica serata storta, con il mezzo alibi delle assenze a fare da corollario. VUOTI DENTRO (E FUORI).
BETALAND
CAPO D’ORLANDO voto 4: non sono certo Mediolanum Forum e
Olimpia Milano il campo e l’avversario contro i quali rialzarsi da questo
momento nero, ma andare li e fare da vittima sacrificale, durando 10 minuti,
neanche è bellissimo, perché c’è modo e modo di perdere, e tornare a casa con
un -27 sul groppone (contro un avversario neanche al completo pur essendo
superiore) è comunque un colpo alla propria autostima.
Terza sconfitta consecutiva, 6° nelle ultime 7 partite, Griccioli parla di “fiducia da ritrovare”, secondo me anche la retta via è andata smarrita, come avrebbe detto il buon Dante Alighieri, e sarebbe il caso ci si rimettesse in carreggiata. WRONG TURN.
Terza sconfitta consecutiva, 6° nelle ultime 7 partite, Griccioli parla di “fiducia da ritrovare”, secondo me anche la retta via è andata smarrita, come avrebbe detto il buon Dante Alighieri, e sarebbe il caso ci si rimettesse in carreggiata. WRONG TURN.
ANDRE
DAWKINS voto 3: giuro che non faccio copia e incolla.
L’ormai ex “killer” da Duke, di tale, ha solo la fama, e forse sta perdendo
anche quella.
Anche ad Avellino ci si deve sorbire lui che girovaga per il campo in 25 minuti che non solo i tifosi di Torino, ma tutti gli appassionati di pallacanestro si sarebbero risparmiati. Non sono tanto i numeri (3 punti, 1/5 al tiro, 3 palle perse e 5 falli commessi, perché non ci si stanca mai del peggio) e quello che (non) sta facendo in questa stagione (10.4 punti col 40% al tiro), quanto all’atteggiamento, un corpo estraneo, fisicamente c’è ma mentalmente sembra essere altrove. E intanto, dopo Dawan Robinson, salta anche Luca Bechi, di sicuro qualche vittima l’ha mietuta, ma non quello che speravano dalle parti di Corso Siracusa. TAFAZZI.
Anche ad Avellino ci si deve sorbire lui che girovaga per il campo in 25 minuti che non solo i tifosi di Torino, ma tutti gli appassionati di pallacanestro si sarebbero risparmiati. Non sono tanto i numeri (3 punti, 1/5 al tiro, 3 palle perse e 5 falli commessi, perché non ci si stanca mai del peggio) e quello che (non) sta facendo in questa stagione (10.4 punti col 40% al tiro), quanto all’atteggiamento, un corpo estraneo, fisicamente c’è ma mentalmente sembra essere altrove. E intanto, dopo Dawan Robinson, salta anche Luca Bechi, di sicuro qualche vittima l’ha mietuta, ma non quello che speravano dalle parti di Corso Siracusa. TAFAZZI.
COURTNEY
FELLS voto 2: arrivato con tante speranze, ottimo
esordio e a Bologna speravano di aver pizzicato bene, poi l’oblìo.
I 24 minuti di Trento, purtroppo per i felsinei, sono quasi peggio dei 27 di Cremona: 6 punti (2/9 al tiro, che diventa 3/20 totale sommandolo all’1/11 di Cremona), altre 6 palle perse (che con le 6 del Pala Radi fanno 12 nelle ultime due gare), doveva cambiare il volto dell’attacco delle “V Nere”, diciamo che non si è molto calato nella parte. GO TO SLEEP.
I 24 minuti di Trento, purtroppo per i felsinei, sono quasi peggio dei 27 di Cremona: 6 punti (2/9 al tiro, che diventa 3/20 totale sommandolo all’1/11 di Cremona), altre 6 palle perse (che con le 6 del Pala Radi fanno 12 nelle ultime due gare), doveva cambiare il volto dell’attacco delle “V Nere”, diciamo che non si è molto calato nella parte. GO TO SLEEP.
ENEL
BRINDISI voto 1: ok che Reggio Emilia è vice campione
d’Italia in carica e ha vinto la Supercoppa Italiana, ma non era al top della
condizione e per tanti minuti ha schierato, in sostanza, dei bambini. E i
pugliesi, di tutta risposta, pensano bene di prenderne 26, in casa, senza colpo
ferire, in quello che, come chiedevano in tanti, doveva essere un mezzogiorno
di fuoco, ma lo è stato solo per gli avversari. Dopo un’Eurocup che definire
deludente è un eufemismo resta solo il campionato, dove l’altalena di risultati
e rendimento continua ad essere una costante (6 vittorie e 5 sconfitte). Con
questa discontinuità è quasi impossibile programmare il futuro, anche quello
più immediato. STOP LIGHT.
REYER
VENEZIA voto 0: se Sparta piange Atene certo non ride.
Non va meglio alla Reyer, che a Pesaro incappa, anch’essa, nella 5° sconfitta
in campionato, che sommate alle 5 in Eurocup fanno 10 sconfitte su 20 partite
stagionali, il 50% esatto.
Troppo per chi ha disputato una semifinale scudetto non più tardi di 7 mesi fa, troppo per chi ha conservato saldissima la base di quella squadra semifinalista, migliorandola e potenziandola con innesti di valore e d’esperienza, il che vuol dire allungare la panchina per poter avere resa sicura sulle due competizioni. Venezia gioca male, difende peggio e quello che fa più specie è la totale mancanza di personalità di un gruppo di giocatori non di primo pelo, che alla prima difficoltà si scioglie, come un gelato all’Equatore, parafrasando un grande cantante partenopeo andato via troppo presto. AFFONDATI PART TWO.
Troppo per chi ha disputato una semifinale scudetto non più tardi di 7 mesi fa, troppo per chi ha conservato saldissima la base di quella squadra semifinalista, migliorandola e potenziandola con innesti di valore e d’esperienza, il che vuol dire allungare la panchina per poter avere resa sicura sulle due competizioni. Venezia gioca male, difende peggio e quello che fa più specie è la totale mancanza di personalità di un gruppo di giocatori non di primo pelo, che alla prima difficoltà si scioglie, come un gelato all’Equatore, parafrasando un grande cantante partenopeo andato via troppo presto. AFFONDATI PART TWO.

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