I Miami Heat volano in semifinale di conference chiudendo 4-1 la serie con Atlanta, prendendosi Gara 5 con le stelle Jimmy Butler e Kyle Lowry a guardare infortunate in panchina: da lunedì affronteranno Philadelphia o Toronto. Gli Hawks invece vanno in vacanza, con tanti rimpianti.
Miami manda da subito fuori giri Young e l’attacco di Atlanta (32,6% al riposo, si è sentita l’assenza di Bogdan Bogdanovic, infortunato dell’ultima ora) ma prende in mano la partita con un parziale di 17-0 che le vale il 54-42 all’intervallo. Gli Hawks non riescono a reagire, chiudono il terzo periodo sotto 75-64, ma nel quarto con le spalle al muro trovano la classe di Hunter, che inventa una meraviglia dietro l’altra e riporta Atlanta a contatto. A 41” dalla fine deve però uscire per falli, con coach McMillan che preferisce tenersi l’ultimo timeout anziché chiedere agli arbitri di rivedere al replay una chiamata contestata. Perso il suo uomo migliore, Atlanta non riesce più a sfondare. E Miami con la difesa vince la serie.
Miami
Heat
– Atlanta Hawks 97-95 (4-1)
Forse i Suns pensavano di chiuderla prima questa
serie, ma l’infortunio di Devin Booker
e, soprattutto, la qualità e la tenacia degli avversari hanno impedito che
questo accadesse. Phoenix ora è a un passo dal 2° turno, dopo la vittoria in Gara
5 contro i Pelicans che porta la serie sul 3-2. Una partita splendida per
intensità agonistica, dominata dal talento di Mikal Bridges, che oltre ai 31 punti segnati è riuscito a
condizionare ogni aspetto della prestazione della squadra. È stato lui il vero
trascinatore questa volta.
È Phoenix a controllare ritmo e intensità della partita nel 1° tempo con Paul e
Ayton a scrivere lo spartito offensivo e Bridges a dare il tono difensivo alla
squadra. I Suns chiudono con un parziale di 11-2 il 1° quarto (32-20) e ritoccano
verso l’alto il distacco all’intervallo (59-46). New Orleans, comunque, è
dentro la partita. Compete, tenendo botta soprattutto in difesa, e fa sudare
ogni canestro agli avversari. I Suns sono davanti anche alla fine del 3° quarto
(89-78) e in stagione hanno un record i 49-0 quando si presentano in vantaggio
agli ultimi 12’. Alvarado entra sottopelle con la sua energia e New Orleans lo
segue, restando sempre col fiato sul collo agli avversari. La squadra di coach
Green arriva a -7 quando mancano 2’ alla sirena (104-97). Phoenix poi la chiude
con una super schiacciata di Cam Johnson in transizione e un 2/2 dalla lunetta
di Bridges, preceduto da uno stop difensivo sulla tripla tentata da Herb Jones.
È lo stesso Bridges, poi, con due schiacciate di fila a mettere il punto
esclamativo sul 3-2 Suns. Gara-6 venerdì notte a New Orleans.
Phoenix Suns – New Orleans Pelicans 112-97 (3-2)
Memphis-Minnesota è una serie divertente, pazza,
imprevedibile. I Grizzlies vincono Gara 5 rimontando da -13 nell’ultimo quarto,
si portano sul 3-2 in modo rocambolesco. Grazie a Morant, soprattutto. Il giocatore più migliorato della stagione
segna 18 dei suoi 30 punti complessivi nell’ultimo periodo, incluso l’appoggio
a canestro della vittoria con un secondo da giocare. Memphis si conferma
squadra giovane, ma di carattere, sempre capace di frugare con profitto in
quella panchina lunghissima, una specie di borsa di Mary Poppins. Stavolta
Coach Taylor ci trova Clarke,
determinante con i suoi 15 rimbalzi, 9 offensivi, e Tyus Jones, che nella rimonta fiancheggia Morant per uno
schieramento certo piccolo, ma anche più lucido in attacco.
55-53 Minnesota all’intervallo. Poi sono gli ospiti ad allungare, e i Grizzlies
perdono Williams per infortunio. Massimo vantaggio della partita per i Lupi sul
+13, per l’83-70. Una schiacciatona di Morant riporta il pubblico in partita,
ma dopo 36’ il tabellone dice comunque 85-74 per gli ospiti. Nonostante già 20
palle perse. Ma nel terzo parziale da 30 punti hanno fatto sempre canestro.
Edwards e Jackson finiscono nei guai coi falli, il lungo figlio d’arte arriverà
a 6 troppo presto. Towns segna una tripla e zittisce la folla in modo
provocatorio. Conta di non tornare più a giocare in Tennessee in stagione. Bane
tiene in partita i suoi con le triple, poi si mette in consolle Morant: grazie
a un 10-0 di parziale i Grizzlies tornano a -1, con Clarke che domina sotto
canestro di testosterone e atletismo.
Intensa, fisica, confusa. Beverley commette il sesto fallo. Morant e Edwards si
prendono responsabilità: due giovani talenti senza paura. Una tripla di Towns
vale il +4, e fa ancora il gesto di zittire il pubblico. Prematuro: un 5-0
personale di parziale di Morant, tiri liberi più tripla, vale il
contro-sorpasso: 107-106 con 1’ da giocare. Primo vantaggio Grizzlies della
partita dal 28-27. Morant, che chiuderà corto di appena un assist dalla tripla
doppia, poi torna in lunetta: altri due liberi a segno per il +3 con 8” da
giocare. Una tripla senza coscienza di Edwards pareggia i conti con 3” sul
cronometro. Ultimo possesso Memphis. L’appoggio a canestro di mano sinistra
decisivo è ancora di super Morant. Game over.
Memphis Grizzlies – Minnesota Timberwolves 111-109 (3-2)
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