Philadelphia 76ers - Orlando Magic 109-97
Settima contro ottava di stagione regolare della
Eastern Conference contro alla Xfinity Mobile Arena. Vince la squadra di casa,
trascinata dalla coppia di giovani guardie, Tyrese Maxey, 25 anni e 31 punti, e
VJ Edgecombe, la matricola, 20 anni e 19 punti. Pur senza Joel Embiid, reduce
dall’operazione di appendicite e sostituito da un positivo Andre Drummond, i
76ers tengono sotto canestro, mortificando uno sciagurato Paolo Banchero che
non ne azzecca una e chiude 7/22 al tiro con 6 palle perse. I Magic si
aggrappano a Desmond Bane, l’unico all’altezza dell’occasione, con 34 punti, ma
che è solo come un eremita nell’attacco di Orlando che proprio non carbura e
chiude sotto i 100 punti nonostante i 31 tiri liberi a disposizione. Philly si
guadagna l’incrocio di playoff con Boston, la seconda testa di serie a Est,
forse la prima favorita di conference, ma a dovrebbe recuperare Embiid,
quantomeno.
59-55 Philly a fine primo tempo, nessuna delle due squadre avanti più di sei
punti nei primi 24’. Tyrese Maxey già con 16 punti, Desmond Bane addirittura
con 19. Edgecombe segna il canestro del 73-62, quello dell’allungo in doppia
cifra di vantaggio, ma Bane riporta sotto i suoi, 79-74 a fine 3° quarto.
Orlando torna -1, ma Maxey preme di nuovo sull’acceleratore attaccando il
canestro in penetrazione. Nel finale in volata Banchero ne combina di tutti i
colori, Edgecombe senza paura alla sua prima post season, segna i canestri decisivi.
Philadelphia conquista i playoff, Orlando ospiterà Charlotte venerdì 17 aprile
per salvare la propria deludente stagione.
Los Angeles Clippers - Golden State Warriors 121-126
Nona contro decima di stagione regolare della Western Conference
contrapposte all’Intuit Dome di Los Angeles. Dove Steph Curry e i Warriors
dimostrano una volta di più cosa significhi la mentalità vincente, quella che
ha regalato loro 4 titoli dal 2015 in poi. Il numero 30 segna 35 punti,
Draymond Green “ammanetta” Kawhi Leonard, il 39enne Al Horford segna quattro
triple di fila e così i Dubs piazzano la rimonta a sorpresa e restano in corsa
per i playoff. I Clippers sembrano a lungo in controllo, avanti alla fine di
primo, secondo e terzo quarto, poi sopra 98-85, addirittura. Ma Coach Lue va in
tilt, con Brook Lopez che diventa un boomerang in difesa e senza uno straccio
di schema offensivo da proporre con la stagione in bilico. Risultato: i
Clippers vanno in vacanza già a metà aprile.
Clippers avanti 31-22 dopo il 1° quarto, ma un 13-0 di parziale dei Dubs per
iniziare il 2° periodo li riporta sopra. Però appena torna sul parquet Leonard
rimette subito le cose a posto per i suoi, che conducono 61-53 a metà partita.
Kawhi con 14 punti e 6 rimbalzi, Curry con 8 punti, ma tirando 2/9 dal campo.
Un arbitro, Ben Taylor, viene sostituito dopo pochi minuti nel 3° quarto,
infortunato. Curry si inventa un terzo periodo da 16 punti. Fa canestro come e
da dove vuole. Immarcabile. Eppure è 89-83 Clippers dopo 36’ grazie agli
sprazzi offensivi di Ben Mathurin e John Collins. La palle perse, 20, sembrano
deragliare i Warriors. Persino 98-85 Los Angeles, ma un eccellente Porzingis
annichilisce Lopez e quattro triple di fila di Al Horford cambiano l’inerzia
della gara, segnano il primo sorpasso ospite dal 2° quarto sul 117-115. Dray
Green neutralizza Leonard, che segna appena 2 punti nel 4° periodo, una tripla
di Curry a 50” dalla fine vale il +3 Dubs. Game over. I Warriors vanno a
Phoenix, i Clippers s’interrogano sui perché di un’altra stagione fallimentare.

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