Detroit Pistons - Cleveland Cavaliers 113-117 d.o.t. (2-3)
Cleveland fa l’impresa. Recupera da -9 a 2’37” dalla
fine dei tempi regolamentari e vince poi ai supplementari a Detroit
conquistando il suo primo successo in trasferta di questi playoff, quello che
vale il 3-2 nella serie di secondo turno contro i Pistons. I Cavaliers
espugnano la Little Caesars Arena 117-113, vincono per la terza volta di fila,
avranno l’occasione di chiudere i conti e conquistare la finale di Conference dell’Est
contro New York in gara 6, in programma dall’una di sabato, ora italiana. A Detroit
non bastano i 39 punti di Cade Cunningham. I Pistons recriminano per aver
dilapidato un +15 nel primo tempo e non aver più fatto canestro nel finale del
4° quarto, ma pure per l’arbitraggio. I Cavs, testa di serie n. 4 della Eastern
Conference, hanno tirato 38 tiri liberi contro i 20 della squadra col primo
record dell’Est. Il solo James Harden ne ha tirati 14. E un errore arbitrale,
il mancato fischio all’ultimo secondo dei primi 48’, un fallo non sanzionato di
Jarrett Allen su Ausar Thompson, che sarebbe dovuto andare in lunetta con la
gara in parità, pesa come un macigno sul risultato. Coach Bickrstaff a fine
gara se ne lamenta, sconsolato.
I Cavs ci hanno creduto quando sembrava profilarsi
l’ennesima sconfitta esterna di post season. Max Strus è stato eccezionale,
segnando sei triple che li hanno tenuti in partita, Harden ha campeggiato in
lunetta arrivando così a toccare 30 punti pur in una serata così così sia di
tiro che da facilitatore, Donovan Mitchell ed Evan Mobley dopo i primi tre quarti
di gara deludenti hanno fatto la differenza alla distanza, quando contava di
più. Per i Pistons Jalen Duren è stato disastroso una volta di più in questa
serie, lo status di All Star stona con le sue prestazioni ai playoff. Quando
nel finale Cunningham è stato raddoppiato sistematicamente Detroit non ha
trovato un secondo realizzatore capace di approfittarne. Tobias Harris ha
tremato sul più bello una volta di più in carriera, Paul Reed e Daniss Jenkins,
giocatori di ruolo, hanno cercato di andare oltre i loro ovvi limiti, ma non è
bastato.
Duncan Robinson è fermato dal mal di schiena, in
quintetto parte Jenkins. 29-27 Detroit a fine 1° quarto. Cunningham con 10
punti. Una sfilza da cinque canestri di fila di Harris vale il 47-32 Pistons,
massimo vantaggio. La difesa di Detroit produce punti in transizione: 60-52 a
metà gara. 29 per Cunningham, 4 triple a bersaglio di Strus tengono Cleveland a
contatto nonostante le 10 palle perse che generano 20 punti avversari. La
tripla di Sam Merrill vale il sorpasso Cavs del 79-78, Cleveland avanti 84-80
dopo 36’. I Pistons segnano solo 20 punti nel 3° periodo. Le palle perse
tornano a perseguitare gli ospiti e Detroit accelera: 103-94 a 2’37” dalla
fine, Jenkins e Reed, preferito a Duren, brillano per energia e intensità. Un
9-0 di parziale riporta però Cleveland sul 103 pari con Mobley che segna
canestri pesanti. Sull’ultimo possesso offensivo dei tempi regolamentari
Thompson ruba palla a Mitchell, poi Allen lo travolge, lo sgambetta sullo
slancio, ma il contatto viene ignorato dagli arbitri. Supplementari. Mitchell
segna quando conta di più, Harden si accomoda spesso e volentieri in lunetta, i
Cavs hanno l’ultima parola. Detroit a una sconfitta dall’eliminazione, c’è già
passata contro Orlando ed è riuscita a superare il turno, ma Cleveland ai
playoff in casa ha sempre vinto, sinora. La stagione dei Pistons è appesa a un
filo.

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