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Steve Nash ha deciso di appendere le scarpette al fatidico chiodo, terminando una carriera lunga 18 anni, che ne ha fatto, forse, il miglior play maker, assieme a Jason Kidd, dell'epoca moderna del gioco, o comunque del nuovo millennio.
Nato a Johannesburg (Sud Africa) il 7 Febbraio 1974, la famiglia si trasferisce in Canada quando lui ha un anno e mezzo.
Prodotto di Santa Clara University (113 partite dal 1992 al 1996, 15 punti, 4.5 assist, 3.1 rimbalzi e 1.3 recuperi di media), è 15° scelta assoluta al Draft del 1996 (quello di Iverson, Bryant, Ray Allen, Stojakovic e Jermaine O'Neal), lo selezionano i Phoenix Suns.
Dopo le prime due stagioni in Arizona viene ceduto ai Dallas Mavericks: in Texas resta fino al 2004 ed inizia ad affermarsi come una formidabile point guard, con la squadra che centra 4 volte i Play Off arrivando, nel 2003, fino alla Final Conference ad Ovest, persa contro gli Spurs futuri campioni.
Nell'estate del 2004 si concretizza il suo ritorno a Phoenix: saranno 8 stagioni sfavillanti, soprattutto a livello di rendimento personale, visto che per 5 volte vince la classifica degli assist.
Quei Suns, sotto la guida di Mike D'Antoni, arrivano 5 volte ai Play Off, il meglio lo danno nel 2006, quando arrivano fino alla Final Conference, arrendendosi ai Dallas Mavericks, che poi lasceranno il Larry O'Brien Throphy ai Miami Heat.
Nel Luglio del 2012 firma per i Los Angeles Lakers, è un triennale da 27 milioni complessivi, che non riuscirà ad onorare visti gli ormai cronici problemi alla schiena.
Nash ha giocato 1.337 partite in NBA, 120 delle quali nei Play Off, producendo 15.8 punti, 7.7 assist e 2.7 rimbalzi di media.
E' stato convocato 7 volte all'All Star Game, è stato MVP della stagione nel 2005 e nel 2006 e, tutt'ora, è il miglior tiratore di liberi nella storia dell'NBA, con una percentuale del 90.4%.
Dal 1994 al 2003 ha anche vestito la casacca della Nazionale Canadese, mettendo in bacheca un argento alle Universiadi di Buffalo del 1993, oltre ad un argento (Porto Rico 1999) e un bronzo (Argentina 2001) ai Panamericani.

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