martedì 21 aprile 2015

NBA, quarti di finale: Warriors e Bulls nella norma

blacherreport.com
Chicago batte i Bucks e si porta sul 2-0 nella serie, che ora si trasferirà nella vicina Milwaukee per il 3° e 4° atto.
Dopo tre quarti in equilibrio, a spingere i Bulls è stato un grande inizio di quarta frazione, ispirata dai canestri di Jimmy Butler. Con 31 punti, l’ex Marquette ha ritoccato il record in carriera nei playoff, per la seconda partita di fila. Dominante, senza aggiungere altro, soprattutto quando prende il volo per schiacciare in testa a Pachulia, dando il la al 13-0 che ha definitivamente spezzato la resistenza dei Bucks.
E’ stata una partita come tante nei playoff. Fisica, tesa, spezzettata, con percentuali ben al di sotto del 40%. Pur senza esplosioni di follia, si è giocato perennemente al confine con la rissa. Ne ha pagato le spese Zaza Pachulia, espulso per doppio tecnico all’ennesima scaramuccia con Mirotic. Allo United Center, però, nessuno si è lamentato del risultato finale. Chicago, pur senza brillare, comanda la serie. E Rose e Noah, a lungo pedine mancanti durante la Regular Season, hanno lottato fino alla fine. 19 rimbalzi per il francese, 7 rimbalzi e 9 assist per l’ex MVP. Che ha tirato male, ma ha attaccato con decisione, mostrando di esserci con la testa. 15 punti, tutti nel secondo tempo. Non è tornato per fare la comparsa.
Il doppio vantaggio e le magie di Butler non sono state però l’unico segnale confortante per Thibodeau. Il coach ha anche ritrovato, seppur a sprazzi, la difesa che per tutta la regular season sembrava perduta. I Bulls sono stati discontinui, a volte approssimativi. Ma nel momento cruciale hanno sbarrato la strada, condannando Milwaukee a orridi tiri e dominando la situazione a rimbalzo. 64-48 il conto finale sotto i tabelloni, un dato atteso da molto tempo. Dall’altra, Milwaukee non ha avuto risposte. I Bucks sono rimasti aggrappati alla partita, sciogliendosi però appena l’avversario ha scalato le marce. Per Jason Kidd bene Khris Middleton, discontinui gli altri. La serie si sposta ora al Bradley Center, e sprazzi di talento non basteranno ai Bucks per rimanere attaccati.

2-0 anche dei Warriors sui Pelicans, con i leader della Western Conference che inanellano la 20° vittoria consecutiva in casa, con la Oracle Arena che continua ad essere un fattore, visto che, nel complesso, si parla di 41 vittorie su 43 partite casalinghe tra Regular e Post Season.
Klay Thompson apre con una schiacciata quasi simbolica un 4° periodo che chiuderà da uomo-partita, con 12 degli ultimi 16 punti dei Warriors, che serviranno, a Golden State, per domare la fiera resistenza di New Orleans.
Con quell'affondata, Thompson inaugura un quarto dove i Warriors riusciranno ad aprire un'area sin lì custodita perfettamente dai Pelicans, segnando 14 punti dopo i soli 20 dei primi tre quarti. Al tempo stesso, la squadra di Kerr chiude la propria a Davis e compagni, concedendone appena 12 in una ripresa in cui i Pelicans si fermano a 35 punti con il 25% dal campo.
I Pelicans chiudono l'area alle penetrazioni di Curry, costringendo la squadra di Kerr a vivere di transizione, ma in realtà abbassando il ritmo della partita attorno al talento di Anthony Davis, che oltre a 10 punti nel 1° quarto frutta anche lo spazio di cui gode Eric Gordon, 11 con 3/3 da tre. Un break di 14-0 vale il +13 New Orleans, che Golden State recupera con la grossa mano data dalla second unit. “Hanno cambiato la partita” dirà nel post gara Curry parlando di Speights e Barbosa, primi protagonisti in un 2° quarto dove i Warriors segnano 38 punti con 13/17 al tiro, chiudendo con le prime due triple di Thompson a dare il 47 pari e la terza di Curry a dare il +3 dell'intervallo (55-52). La partita è però tutt'altro che in discesa per la squadra di Kerr: a girarla sottotraccia ci pensa Draymond Green, lavorando forte su Davis con l'appoggio di Bogut in area. Una sua tripla e un alley oop in contropiede per Iguodala valgono un +8 solo illusorio, ma intanto, mentre New Orleans perde ritmo e fiducia (6/20 nella ripresa tra Gordon, Evans e Cole), Golden State lo trova in un paio d'azioni in velocità. E quando c'è da chiuderla, ha un Thompson in più. Davis chiuderà con 0/5 dal campo nel 4° periodo e l'amaro in bocca. “Sappiamo di poterli battere” rilancia pensando già a gara-3, giovedì nella Big Easy.

Chicago Bulls - Milwaukee Bucks 91-82 (2-0)

Golden State Warriors - New Orleans Pelicans 97-87 (2-0)

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