AMEDEO
DELLA VALLE voto 10: leggendo il tabellino risalta subito
agli occhi la sua prestazione in quel di Trento, ovvero 31 punti (in 31 minuti)
con 3/5 da 2 e 8/11 da 3 (e 4 assist per un 28 di valutazione pieno).
La cosa impressionante è che, dopo 3 periodi (quindi dopo 30 minuti), il figlio di Carlo aveva realizzato 13 punti con percentuali normali, poi lo show: 18 punti in 10 minuti con 6/6 da 3, una sparatoria, senza pietà, che ha disintegrato Trento e ha esaltato, ulteriormente, la Grissin Bon, che trova una vittoria importante che la piazza al secondo posto solitario in classifica, tanta roba considerando gli innumerevoli guai fisici che gli emiliani hanno dovuto sopportare.
E il ragazzo di Alba, coi suoi 8 tartufi consegnati, entra nella storia del nostro basket: erano 10 anni che un italiano non segnava 8 canestri da 3 punti in una singola partita. L’ultimo che c’è riuscito si chiama Marco, viene da San Giovanni in Persiceto e, adesso, gioca in NBA. INCANDESCENTE.
La cosa impressionante è che, dopo 3 periodi (quindi dopo 30 minuti), il figlio di Carlo aveva realizzato 13 punti con percentuali normali, poi lo show: 18 punti in 10 minuti con 6/6 da 3, una sparatoria, senza pietà, che ha disintegrato Trento e ha esaltato, ulteriormente, la Grissin Bon, che trova una vittoria importante che la piazza al secondo posto solitario in classifica, tanta roba considerando gli innumerevoli guai fisici che gli emiliani hanno dovuto sopportare.
E il ragazzo di Alba, coi suoi 8 tartufi consegnati, entra nella storia del nostro basket: erano 10 anni che un italiano non segnava 8 canestri da 3 punti in una singola partita. L’ultimo che c’è riuscito si chiama Marco, viene da San Giovanni in Persiceto e, adesso, gioca in NBA. INCANDESCENTE.
KYRYLO
FESENKO voto 9: permettetemi di estremizzare ed
esagerare, ma lo vedo giocare e godo, cestisticamente godo.
Un centro così, in Italia, erano secoli che non lo vedevamo, forse dai tempi di Daniel Santiago, scudettato (con stella) a Varese nel 1999.
L’ucraino domina, semplicemente domina, porta a spasso i suoi 130 kg con coordinazione da ballerino, se prende posizione ci vuole una gru per spostarlo, ha movimenti in post basso, gioca bene il pick & roll, tira giù vagonate di rimbalzi (15 contro Caserta, 10 di media da quando è arrivato), intimorisce in difesa e, a completare, è una vera e propria opzione offensiva (14.3 punti di media col 68% al tiro, tre doppie doppie griffate).
Caro Gerassimenko, una cosa buona l’hai fatta, portando in Italia questo mastodonte, merce sempre più rara nel basket di oggi. DEVASTANTE.
Un centro così, in Italia, erano secoli che non lo vedevamo, forse dai tempi di Daniel Santiago, scudettato (con stella) a Varese nel 1999.
L’ucraino domina, semplicemente domina, porta a spasso i suoi 130 kg con coordinazione da ballerino, se prende posizione ci vuole una gru per spostarlo, ha movimenti in post basso, gioca bene il pick & roll, tira giù vagonate di rimbalzi (15 contro Caserta, 10 di media da quando è arrivato), intimorisce in difesa e, a completare, è una vera e propria opzione offensiva (14.3 punti di media col 68% al tiro, tre doppie doppie griffate).
Caro Gerassimenko, una cosa buona l’hai fatta, portando in Italia questo mastodonte, merce sempre più rara nel basket di oggi. DEVASTANTE.
CONSULTINVEST
PESARO voto 8: dati per spacciati, come ogni estate,
dagli addetti ai lavori, con tre accorgimenti hanno rivoltato la loro stagione
come un calzino e, con la terza vittoria nelle ultime 4 partite, respirano a
pieni polmoni allontanandosi, considerevolmente, dalla zona rossa della
classifica.
I soldi sono pochi, ma se con pochi soldi riesci a prendere, ogni anno, americani di livello e centri l’obiettivo che ti prefissi allora sei capace, perché a mettere su squadre coi budget milionari siamo capaci tutti, prendere Lacey, Christon e Daye (più McKissic aggiungo), con un piatto di lenticchie, significa scouting, ricerca, occhio lungo e capacità, non da tutti, e gli vanno fatti i complimenti. NO MONEY? YES GAME.
I soldi sono pochi, ma se con pochi soldi riesci a prendere, ogni anno, americani di livello e centri l’obiettivo che ti prefissi allora sei capace, perché a mettere su squadre coi budget milionari siamo capaci tutti, prendere Lacey, Christon e Daye (più McKissic aggiungo), con un piatto di lenticchie, significa scouting, ricerca, occhio lungo e capacità, non da tutti, e gli vanno fatti i complimenti. NO MONEY? YES GAME.
SIMAS
JASAITIS voto 7: Francesco Padula chiama, Simas Jasaitis
risponde, e alla grande! Finalmente amico mio, era ora che rispondessi, perché
sei un fuoriclasse ma ti eri appannato.
“The Lithuanian Sniper” torna letale nella vittoria di Capo d’Orlando (la 5° nelle ultime 8 partite, cioè nel girone di ritorno) contro Torino, fondamentale nella corsa dei paladini alla salvezza.
21 punti con 8/9 al tiro (5/5 da 3, mai nessuno, nella storia del club, aveva chiuso col 100% da 3 in serie A) in 27 minuti che riconciliano questo ragazzo con la pallacanestro, confortante dopo avergli visto fare 1/8 complessivo nelle precedenti due gare. SCUSA SIMAS…E GRAZIE.
“The Lithuanian Sniper” torna letale nella vittoria di Capo d’Orlando (la 5° nelle ultime 8 partite, cioè nel girone di ritorno) contro Torino, fondamentale nella corsa dei paladini alla salvezza.
21 punti con 8/9 al tiro (5/5 da 3, mai nessuno, nella storia del club, aveva chiuso col 100% da 3 in serie A) in 27 minuti che riconciliano questo ragazzo con la pallacanestro, confortante dopo avergli visto fare 1/8 complessivo nelle precedenti due gare. SCUSA SIMAS…E GRAZIE.
VANOLI
CREMONA voto 6: manca Luca Vitali (ormai non fa quasi
più notizia, considerando che sono ben 9 le partite che il play maker ha
saltato fin qui), amen, la Vanoli è davvero diventata grande, e continua a
dimostrarlo.
A Pistoia i ragazzi di Cesare Pancotto (che merita sempre un 10+ a parte) scendono in campo con la solita determinazione, fanno di necessità virtù, annullano lo spauracchio Kirk e le bocche da fuoco toscane e si prendono la 16° vittoria stagionale (la 7° in trasferta, siamo a livelli di record italiano, non solo di squadra, ampiamente battuto) e si confermano terza forza solitaria di questo campionato.
Squadra che gioca insieme, dove tutti sono importanti e nessuno indispensabile, dove gli italiani hanno un ruolo rilevante e non vanno a referto solo perché da regolamento ne servono almeno 5, un modello che andrebbe imitato ovunque, non solo in Italia. BRAVI.
A Pistoia i ragazzi di Cesare Pancotto (che merita sempre un 10+ a parte) scendono in campo con la solita determinazione, fanno di necessità virtù, annullano lo spauracchio Kirk e le bocche da fuoco toscane e si prendono la 16° vittoria stagionale (la 7° in trasferta, siamo a livelli di record italiano, non solo di squadra, ampiamente battuto) e si confermano terza forza solitaria di questo campionato.
Squadra che gioca insieme, dove tutti sono importanti e nessuno indispensabile, dove gli italiani hanno un ruolo rilevante e non vanno a referto solo perché da regolamento ne servono almeno 5, un modello che andrebbe imitato ovunque, non solo in Italia. BRAVI.
DOLOMITI
ENERGIA TRENTO voto 5: l’uragano Della Valle acuisce,
ulteriormente, il momento non proprio idilliaco che stanno vivendo i trentini,
alla 5° sconfitta consecutiva in campionato (la 7° nelle ultime 8 partite), che
significa crollo all’8° posto in classifica e Play Off non più certi.
E’ probabile (molto) che il doppio impegno, come avvenuto in passato a squadre con rotazione non eccessivamente lunga, abbia tolto energie non solo fisiche, ma anche e soprattutto mentali, ai ragazzi di Maurizio Buscaglia, che stanno alternando un cammino non proprio convincente, in serie A, a quello sfavillante in Eurocup, dove sono attesi dall’Euroderby con Milano nei quarti di finale.
Non è un alibi comunque, e se non si vuole perdere il treno Post Season la rotta, in campionato, va decisamente invertita. PERICOLANTI.
E’ probabile (molto) che il doppio impegno, come avvenuto in passato a squadre con rotazione non eccessivamente lunga, abbia tolto energie non solo fisiche, ma anche e soprattutto mentali, ai ragazzi di Maurizio Buscaglia, che stanno alternando un cammino non proprio convincente, in serie A, a quello sfavillante in Eurocup, dove sono attesi dall’Euroderby con Milano nei quarti di finale.
Non è un alibi comunque, e se non si vuole perdere il treno Post Season la rotta, in campionato, va decisamente invertita. PERICOLANTI.
MAALIK
WAYNS/DANIELE CAVALIERO voto 4: Varese volava troppo,
quindi ci pensano loro a riportarla coi piedi per terra. 8 punti (2/14 al
tiro), 4 palle perse, 8 falli commessi e -2 di valutazione, un disastro in
piena regola che impedisce, alla Openjobmetis, di tentare il colpo a Bologna e
di restare agganciata al gruppone costretto a lottare per la sopravvivenza.
E’ stata, sicuramente e indubbiamente, una giornata storta, ma a sto giro ripropongo il premio che tanto piace al nostro Mario della Peruta, e che alla 23° giornata spetta di diritto a loro. SDENG
E’ stata, sicuramente e indubbiamente, una giornata storta, ma a sto giro ripropongo il premio che tanto piace al nostro Mario della Peruta, e che alla 23° giornata spetta di diritto a loro. SDENG
WAYNE
BLACKSHEAR voto 3: volete conoscere il significato della
parola “danno”? I 20 minuti dell’ex Louisville contro Cremona. 4 punti (2/8 al
tiro), 2 stoppate subìte, 2 palle perse, 3 falli commessi, -2 di plus/minus e
-8 di valutazione.
Che altro aggiungere? Ah, che peggio di così davvero è difficile fare, quindi Esposito può consolarsi. TREMENDO.
Che altro aggiungere? Ah, che peggio di così davvero è difficile fare, quindi Esposito può consolarsi. TREMENDO.
MANITAL
TORINO voto 2: anche a Capo d’Orlando una domenica
totalmente da dimenticare per i piemontesi, alla 4° sconfitta consecutiva (la
7° nelle ultime 8 partite), un ultimo posto sempre più confermato e,
soprattutto, la distanza dalle dirette concorrenti che si allarga sempre di
più, visto che anche Pesaro, Bologna e proprio Capo d’Orlando si portano a 6
punti di vantaggio, a 7 giornate dalla fine.
Tempo ce ne sarebbe (d’obbligo usare il condizionale a questo punto), il problema è che non ci sono loro, coi nuovi arrivi (troppo tardivi e l’abbiamo già detto) che stentano ad amalgamarsi con chi già c’era, un allenatore (bravo per l’amor di Dio) che ci sta provando, ma senza risultato, un gioco approssimativo e una regressione mentale che non ci aspettavamo da giocatori così esperti e navigati. Sommando tutte queste cose si può ampiamente parlare di miracolo. GOD SAVE US ALL.
Tempo ce ne sarebbe (d’obbligo usare il condizionale a questo punto), il problema è che non ci sono loro, coi nuovi arrivi (troppo tardivi e l’abbiamo già detto) che stentano ad amalgamarsi con chi già c’era, un allenatore (bravo per l’amor di Dio) che ci sta provando, ma senza risultato, un gioco approssimativo e una regressione mentale che non ci aspettavamo da giocatori così esperti e navigati. Sommando tutte queste cose si può ampiamente parlare di miracolo. GOD SAVE US ALL.
PASTA
REGGIA CASERTA voto 1: altro giro, altro tiro, altro
regalo direbbe l’ottimo Flavio Tranquillo. A Cantù i bianconeri incappano nella
quarta sconfitta consecutiva, completando un mese totalmente fallimentare, e
non solo a livello di risultati.
Da quello che si evince vedendo “giocare” i ragazzi di Dell’Agnello (virgolette per rispetto del gioco), sembra che le vacanze siano già iniziate, come se 7 partite, da qui alla fine della stagione regolare, siano poche.
Zero voglia, zero intensità, zero grinta, zero cuore, zero gioco, zero difesa, vero punto di forza di questa squadra, totalmente venuta meno nelle ultime 3 partite, dove sono arrivati ben 277 incassati (92.3 di media), che hanno minato anche quelle poche certezze che c’erano.
Si aspettano lumi e chiarimenti su quelle che sono le intenzioni della squadra in questi ultimi (circa) 2 mesi di campionato: se i tifosi devono assistere a “spettacoli” del genere e sperare che Torino non vinca 4 partite, o se possono sperare di (ri) vedere la squadra combattiva e grintosa che hanno ammirato fino ad un mese fa.
Ai posteri l’ardua sentenza. PASTA…SCOTTA.
Da quello che si evince vedendo “giocare” i ragazzi di Dell’Agnello (virgolette per rispetto del gioco), sembra che le vacanze siano già iniziate, come se 7 partite, da qui alla fine della stagione regolare, siano poche.
Zero voglia, zero intensità, zero grinta, zero cuore, zero gioco, zero difesa, vero punto di forza di questa squadra, totalmente venuta meno nelle ultime 3 partite, dove sono arrivati ben 277 incassati (92.3 di media), che hanno minato anche quelle poche certezze che c’erano.
Si aspettano lumi e chiarimenti su quelle che sono le intenzioni della squadra in questi ultimi (circa) 2 mesi di campionato: se i tifosi devono assistere a “spettacoli” del genere e sperare che Torino non vinca 4 partite, o se possono sperare di (ri) vedere la squadra combattiva e grintosa che hanno ammirato fino ad un mese fa.
Ai posteri l’ardua sentenza. PASTA…SCOTTA.
TONY MITCHELL voto 0: e non poteva essere altrimenti. Anzi, aggiungo che lui è lo specchio della scellerata stagione di Sassari (che condivide lo zero settimanale, assieme alla terza sconfitta consecutiva, la 12° in campionato, la 27° in 41 partite stagionali), un giocatore preso per cambiare volto alla squadra, ma completamente inadatto, caratteristiche alla mano, ad inserirsi in una squadra dove sono in tanti a volere la palla in mano.
In più mettiamoci un carattere non semplice, una voglia di sacrificio pari all’intensità che abbiamo la sera di Natale nello spostarci dalla tavola al divano e viceversa, ed ecco completata l’opera. Il giocatore è sospeso (anticamera del taglio), non mi meraviglia se consideriamo che questa è la terza squadra nella quale Mitchell “gioca” (anche qui virgolette per non offendere il gioco) in appena 5 mesi, non mi meraviglia se Trento se n’è liberata nella velocità della luce dopo una stagione da MVP.
Sotto a chi tocca, se ci sarà qualcuno disposto ad abbracciarsi questa croce. Ah, forse in Porto Rico o in Messico, chi lo sa. FLOP.
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