lunedì 18 aprile 2016
NBA, quarti di finale: ciclone Spurs! Bene i Clippers
Senza storia. San Antonio è troppo per i resti di Memphis, spazzata via in una serie segnata già in partenza. Perché gli Spurs hanno chiuso la stagione con 67 vittorie mentre i Grizzlies hanno perso per infortunio i pezzi più importanti, Mike Conley e Marc Gasol. Perché Popovich ha una difesa impenetrabile e l’arma più efficace di Joerger in attacco è il 39enne Vince Carter (16 punti). Perché Kawhi Leonard (20 punti) e LaMarcus Aldridge (17) sono le colonne su cui è costruita questa versione di San Antonio, mentre Zach Randolph (6 punti con 3/13 al tiro) è l’unico titolare superstite di Memphis. Perché quando gli Spurs cambiano passo e attaccano di squadra, come fatto in un terzo quarto da 31 punti con 13/18 al tiro, resistere è quasi impossibile per chiunque.
Difesa Spurs, prima di tutto. Memphis tira col 39,2% e trova solo 32 punti in area (dove ha tirato 16/36), messa in difficoltà dall’onnipresente Kawhi Leonard, che nei 3 periodi in cui ha giocato (quarto a riposo, come Parker, Green, Duncan, Aldridge e Ginobili) ha collezionato 4 recuperi e 3 stoppate. Ma anche in attacco le cose per San Antonio sono andate bene, specialmente in una ripresa con 56 punti e il 62,2% al tiro. In una gara dominata, una delle migliori notizie per Pop è Parker: si è acceso sul finale del secondo quarto, quando ha cominciato a penetrare come la pure attenta difesa di Memphis con le accelerazioni irresistibili che lo hanno reso famoso. E non ha più smesso fino a quando Pop non l’ha tolto. Nonostante la batosta, Memphis merita comunque qualche elogio. Con un roster imbottito di veterani a fine carriera e fuoriusciti dalla D-League, i Grizzlies, per quasi un tempo, sono riusciti a limitare i danni, mostrando perché il "&grind" è il dna di questa franchigia. Carter ha dato spettacolo come quando era una delle stelle della NBA, Stephenson dalla panchina ha provato a dare una mano. Ma Randolph non è mai riuscito a mordere, e anche Barnes ha chiuso 1/7 al tiro.
San Antonio sempre avanti, ma Memphis non molla nemmeno quando un 10-2 porta gli Spurs sul 22-13 alla prima sirena. Carter è subito caldo (11 punti al riposo), Stephenson dalla panchina è quello che serve per tenere i Grizzlies incollati alla banda Pop, che dopo il 7/20 del primo quarto ritrova la mira e controlla l’area. Il primo, decisivo, cambio di marcia è l’11-2 negli ultimi 3’ minuti del primo tempo su cui San Antonio costruisce il 48-37 dell’intervallo. Il secondo arriva nel 3° periodo: Aldridge e Green danno la prima mazzata (53-37), poi ci pensa Parker, diventato il quinto miglior assistman della storia playoff con un doppio sorpasso a Larry Bird e Steve Nash, a stravolgere la difesa di Memphis. Leonard da tre a 4’35” dalla terza sirena sfonda il muro dei 20 punti di vantaggio (71-49); quando l’ottimo Mills (15 punti) dalla lunetta porta San Antonio a +30 (81-51), Popovich ha già richiamato accanto a sé tutti i titolari. In fondo questa è solo una vittoria. E martedì c’è gara 2.
I Clippers iniziano la gara mettendo subito in mostra le loro armi offensive principali. Il dominio nel pitturato, con Griffin e Jordan, e il mortifero jumper dalla media in uscita dai blocchi di Redick. Le mani, però, per entrambe le squadre rimangono fredde. Lo si capisce soprattutto quando Chris Paul trova solo il tabellone in un lay up in contropiede. Dall'altra parte Lillard non perdona l'errore e, dai 7 metri e 25, infila la tripla del 12 pari. Ma, abbandonate le basse temperature dei primi minuti, i Clippers tentano la prima fuga della gara. Griffin posterizza di potenza Plumlee e Lillard, Redick è metodico e mortifero: i losangelini trovano, a 2'17” dalla fine del 1° quarto, il +8. Il vantaggio, però, non dura moltissimo. Le seconde linee dei padroni di casa non funzionano benissimo e l'assenza dal parquet di Paul si fa sentire. Plumlee e Aminu si mettono in proprio per un mini break di 5-0 che riporta le cose in perfetta parità a quota 35, Lillard poco dopo, infila l'ennesima tripla che permette a Portland di mettere il naso avanti (38-37). Paul, intanto, torna in campo e i benefici per i suoi sono evidenti. Arriva il primo, vero, strappo dei Clippers alla gara sulle ali di un parziale di 11-2 che li porta sul +8 mentre, soprattutto grazie alla coppia Paul-Griffin che, alla sirena di fine 1° tempo, ha già combinato 27 punti. Nel 3° quarto Los Angeles riprende il lavoro da dove lo aveva lasciato. Il tentativo di fuga di fine 2° periodo si trasforma nello strappo decisivo che consegna gara 1 nelle mani dei Clippers. Le danze le apre il lay up di Redick, per la doppia cifra di vantaggio. I 5 punti in fila di Paul, che trova la prima tripla della partita per LA, portano i suoi sul +15 con 8'40” ancora sul cronometro della frazione. Il break di 12-2 in chiusura, impreziosito da una magia in crossover di Crawford, vale il +21 Clippers. Definitivamente troppo per i Blazers che, nell'ultimo quarto, provano a recuperare qualche punto ricorrendo al più classico degli Hack-a-Jordan, strategia che, però, non salva Portland dal -20 finale.
San Antonio Spurs - Memphis Grizzlies 106-74 (1-0)
Los Angeles Clippers - Portland Trail Blazers 115-95 (1-0)
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