martedì 15 maggio 2018

Western Final Conference, gara 1: Durant è inarrestabile! Warriors corsari a Houston


"You can't stop me!" ringhia Kevin Durant a Trevor Ariza durante il secondo quarto. Ha dimostrato sul campo di aver ragione. Con 37 punti, e la costante capacità di punire qualsiasi avversario i Rockets mettano sulla sua strada, KD mette il punto esclamativo con cui Golden State si prende, a Houston, il primo atto della finale di Western Conference. Quella dei Warriors è stata una vera dimostrazione di forza: perché oltre a Durant i campioni in carica hanno fatto male ai loro sfidanti più agguerriti con Klay Thompson, 28 punti con 6/15 da tre, con la grinta anche eccessiva di Draymond Green (solo 5 punti, ma 9 rimbalzi, 9 assist e +19 con lui in campo), col gioco di squadra che ha piano piano distrutto la speranza di Houston che i ripetuti uno contro uno bastassero per mettere in crisi i campioni in carica. Mike D’Antoni ha probabilmente già capito che così non può funzionare: perché James Harden ha messo 41 punti ma ha faticato da morire per infilare tiri spesso impossibili, perché Chris Paul gli ha dato una mano con 23 punti senza però mai riuscire a far girare la palla, rendendo l’attacco di Houston troppo prevedibile. Gara 2, mercoledì sempre al Toyota Center, per i Rockets è già una missione da non fallire.
Gioco di squadra batte individualismo. Golden State ha scelto la via della collettività, del passaggio per trovare l’uomo libero. E ha vinto: 24 assist, 17 dei quali della coppia Green-Steph Curry (8, oltre a 18 punti in una gara al servizio dei compagni), direttori di un’orchestra capace di far male col 52,5% dal campo. I Warriors hanno fatto la differenza anche in difesa, aggredendo Harden prima con Durant, poi con la fisicità di Kevon Looney (molto più importante dei 2 punti e 4 rimbalzi a referto), poi col controllo di squadra. Houston si è schiantata perché si è intestardita nell’uno contro uno anche dopo aver capito che non avrebbe funzionato. Harden ha straripato, Paul è stato il più costante nel dargli una mano, ma i Rockets non sono andati molto oltre le invenzioni dei loro fenomeni. Clint Capela (12 punti e 6 rimbalzi con 6/7 al tiro) è stato cercato troppo poco perché ha dimostrato di poter dare una grossa mano sotto canestro. Male la panchina (15 dei 21 punti sono di Eric Gordon), problemi seri anche in difesa, perché Trevor Ariza aveva 5 falli dopo meno di 3’ della ripresa e PJ Tucker non è riuscito nel suo lavoro di stopper che gli permette di giustificare il solo punto a referto. E quando Durant gioca come in questa gara 1 c'è ben poco da fare.
Green che mette le mani addosso ad Harden poco più di un minuto dentro la partita è il simbolo della tensione in questa attesissima serie. Il "Barba" la sfoga in un primo quarto da 12 punti, ma se i Rockets alla sirena sono avanti solo 30-29 è perché Durant (13 punti nel periodo) inizia il suo show. Houston risponde bene al primo ribaltone Warriors, ma nel finale servono 12 punti di Harden per tornare negli spogliatoi sul 56 pari. Golden State rimanda la fuga al 3° quarto, quello che in questi playoff ha sempre fatto la differenza: lo strappo riesce con un parziale di 12-2 che Durant chiude sull’85-72 con 2’21” da giocare, ma Houston non molla e ad inizio 4° periodo torna sotto 89-85. Golden State accelera ancora, prima col cecchino Thompson (11 punti nel quarto conclusivo), poi con Durant, che chiude il suo capolavoro con i liberi del 114-100 a 1’24” da giocare. 1-0 Warriors, Houston ha già perso quel vantaggio del campo che ha lavorato in tutta la regular season per guadagnars, ed è ora già spalle al muro.

Houston Rockets - Golden State Warriors 106-119 (0-1)

Rockets: Harden 41 punti, Paul 23 punti
Warriors: Durant 37 punti, Thompson 28 punti

Nessun commento:

Posta un commento