giovedì 11 aprile 2019

NBA: l'ultima notte di Wade e Nowitzki

Miami e Dallas, città opposte e separate da migliaia di km, ma unite, per una volta, da un destino che solo il basket sa creare.
Perché entrambe le città sono state teatro di un ultimo ballo, di un'ultima notte, quella di due giocatori che hanno segnato un'epoca nella NBA e che hanno deciso di dire basta.
Nella notte appena trascorsa i fari erano indubbiamente puntati su di loro: Dwyane Wade e Dirk Nowitzki. I due fuoriclasse, protagonisti assoluti del primo decennio (e non solo) degli anni 2000, hanno calcato il parquet per l'ultima volta, in una serata speciale ricca di lacrime e ricordi, con le due arene che hanno tributato il doveroso "goodbye" ai loro campioni.
Con l'addio delle due bandiere di Miami Heat e Dallas Mavericks si può dire chiusa un'epoca che li ha visti consacrarsi, spesso anche l'uno a discapito dell'altro: come dimenticare le (indimenticabili) Finals del 2006, con i texani, guidati da Wunder Dirk, in vantaggio nella serie per 2 a 0 dopo le prime due gare all'American Airlines Arena contro gli Heat del duo Wade-O'Neal. Da quel momento in poi Flash prese la propria squadra sulle spalle, portandola alla vittoria del titolo e diventando la terza formazione della storia (dopo i Celtics del '69 e i Blazers del '77) a vincere un titolo dopo essere andati in svantaggio per 2-0. MVP di quelle Finals, neanche a dirlo, Dwyane Wade che chiuse le sei partite con 34,7 punti di media, conditi da 7,8 rimbalzi, 3,8 assist e 2.7 recuperi.
Il tedesco dirà di non aver dormito per svariate notti, proverà a prendersi la rivincita più e più volte, senza però avere l'occasione giusta.
Ma, come dice qualcuno, gli Dei del basket sono i più bizzosi del Pantheon: l'anno era il 2011, nell'estate precedente, a Miami, erano approdati LeBron James e Chris Bosh per far compagnia a Wade e per rendere nuovamente grandi gli Heat.
Sulla strada dei Big Three per arrivare al titolo ci sono nuovamente i Dallas Mavericks, che, nonostante il fattore campo avverso, hanno concesso solo due vittorie ai floridiani, alzando al cielo il Larry O'Brien Throphy e prendendosi quella rivincita attesa 5 anni.
Quello resterà l'unico successo di squadra per Nowitzki (sarà anche MVP di quelle Finals), che però di soddisfazioni se ne toglierà altre, almeno a livello personale.
Quella che sta per concludersi, infatti, sarà la 21° stagione da professionista del tedesco. E la notizia dove sarebbe? Semplice, nessuno è riuscito a fare meglio. Queste 21 stagioni consecutive, tutte con la stessa maglia addosso, sono record assoluto per la NBA, supportate dai numeri (1.667 partite disputate tra Regular Season e Play Off).
E parlando di numeri non possiamo certo dimenticare un altro dato importante che riguarda Klasse Dirk, ovvero i 31.560 punti segnati in carriera, che lo rendono il 6° miglior realizzatore di sempre della NBA, il primo "non americano", che insieme al titolo di MVP della stagione nel 2007, alle 14 convocazioni all'All Star Game e a 16 anni in Nazionale, con al collo un bronzo Mondiale nel 2002 (da MVP della manifestazione) e un argento Europeo nel 2005 (da MVP della manifestazione), ci riassumono la carriera di un giocatore semplicemente leggendario.
Wade di titoli ne vincerà altri due, nel 2012 e nel 2013, grazie all'aiuto del suo grande amico LBJ, lascerà Miami nell'estate del 2016 per tornare nella sua amata Chicago e per provare a scrivere qualcosa di importante nella Windy City, senza riuscirci.
Quindi, rinsaldando il tema dell'amicizia, prova a rendere il favore a James trasferendosi a Cleveland nella scorsa stagione, ma il richiamo di South Beach è troppo forte.
L'8 Febbraio 2018 si materializza il ritorno di Flash a Miami, dove sarà protagonista della seconda parte di stagione portando i suoi Heat ai Playoff come testa di serie numero 6, prima di uscire al primo turno contro Philadelphia (la serie finirà 4-1). E' stata l'ultima post-season della sua carriera: infatti nonostante la buona stagione appena trascorsa, Wade e compagni non sono riusciti a strappare il pass per i Playoff, dovendo chiudere così la sua carriera.
Un anno speciale per il ragazzo di Chicago che, dopo aver annunciato il suo ritiro ad inizio anno, ha raccolto le meritate ovazioni di tutte le arene NBA, scambiando la maglietta con tutti i giocatori più rappresentativi delle varie franchigie.
Una carriera ricca di riconoscimenti sia personali che di squadra, con i già citati tre titoli NBA, le tredici convocazioni per l'All Star Game e un posto speciale nella storia dei Miami Heat, dei quali è leader per partite giocate (1.118 tra Regular Season e Play Off), punti realizzati (22.890 sui 23.165 complessivi, che lo rendono il 29° miglior marcatore ogni epoca della NBA), assist (4.489) e palle recuperate (1.262).
Con la maglia della Nazionale statunitense colleziona un bronzo ai Mondiali in Giappone del 2006 e due medaglie olimpiche: un bronzo nel 2004 ad Atene e un oro nel 2008 a Pechino.
Il basket d'oltreoceano con il loro addio perde due pezzi da 90, simboli di un'epoca irripetibile. A Dwyane Wade e Dirk Nowitzki il più sentito grazie da tutti gli appassionati del mondo della palla a spicchi.




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