Fatica, lotta ma alla fine l’Italia riesce a domare la
resistenza delle Filippine. Il successo permette agli azzurri di chiudere il
girone A con 4 punti (2 vittorie e 1 sconfitta) alle spalle della Repubblica
Dominicana e di accedere alla seconda fase: partite l’1 e il 3 settembre con le
due squadre che usciranno dal girone B (sicuramente la Serbia più una tra Sud
Sudan e Porto Rico).
Prima parte di primo quarto con le due squadre che fanno ampio ricorso al tiro
da tre punti: Filippine con il 4/7, Italia con il 3/6 sporcato dopo le prime
due messe a segno da Spissu e Melli. Alla fine dei primi 10’, con il canestro
di Fajardo le Filippine sono avanti 23-20 e l’Italia sembra avere ancora
qualche scoria mentale dopo il ko di domenica con la Repubblica Dominicana. Il
pubblico dell’Araneta Coliseum si fa sentire, ha voglia di festeggiare la prima
vittoria in questo mondiale. Questo è l’unico momento in cui il treno azzurro
rischia di deragliare. Le due triple di Datome e Ricci sistemano le cose per
gli azzurri (28-26). L’Italia si fa sentire in difesa e Clarkson – 10 punti nel
primo tempo con il 43% da 2 e il 25% da 3 - forza qualche situazione in attacco
che lo portano al fallo: gli azzurri ringraziano e spinti da Tonut (generoso
nell’accoppiamento sulla stella di casa) vanno alla pausa lunga avanti di 9
(39-48).
Nella partita che decide le sorti di questa prima
parte di Mondiale Pozzecco riduce le rotazioni lasciando seduti per tutta la
gara Spagnolo, Procida e Diouf, e regalando solo sprazzi a Severini. Con questa
scelta trovano più minuti giocatori di sostanza come Pajola che, oltre al solito lavoro di mastino difensivo, trova una
serata positiva al tiro mettendo tre triple nel 3° quarto che danno nuovo gas
al match degli azzurri 60-73. Continua il Mondiale di difficoltà al tiro da tre
per due specialisti come Fontecchio e Datome (3/11 il primo e 1/5 il secondo)
ma nell’ultimo quarto gli azzurri restano in gestione fino alla sirena finale e
infilano comunque 17 triple. Venerdì si comincia la seconda fase contro la
prima classificata del girone B, presumibilmente quella Serbia che richiama dolci
ricordi preolimpici ed europei.

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