Boston Celtics - New York Knicks 127-102 (2-3)
I campioni in carica rispondono con orgoglio dopo il
devastante finale di gara 4 che rischia di compromettere non solo il presente
ma anche il futuro prossimo della franchigia del Massachusetts. Con Tatum
reduce dall’operazione al tendine d’Achille, Boston si fa trascinare
dall’entusiasmo del TD Garden e con un secondo tempo di grande personalità
allungano la serie annullando il primo match point ai Knicks. Brown (26 punti)
e un White devastate dalla lunga distanza (34 punti con 7/13 da tre) permettono
ai Celtics di scappare via nel terzo quarto e di mettere così pressione alla
compagine newyorchese che venerdì al Madison Square Garden non potrà sbagliare
per non essere costretta a tornare a Boston per una pericolosissima gara-7.
Dopo un primo tempo equilibrato, che si chiude sul 59-59, coach Mazzulla decide
di giocarsi la carta Kornet, lasciando fuori un deludente Porzingis. Mossa
azzeccata visto che la difesa (ben sette stoppate) e la disciplina del lungo di
Boston ho un impatto fondamentale nel terzo quarto. Con un parziale di 23-9 la
squadra di casa prende possesso del match nella prima parte della ripresa,
sfruttando il passaggio a vuoto in attacco di Brunson e compagni. Le triple per
Boston continuano a piovere, alla fine saranno ben 22, con White, Brown e
Pritchard a punire le brutte letture della difesa newyorchese. Gli ospiti dopo
aver giocato a tratti veramente bene nel primo tempo, toccando anche il +9,
scompaiono nella ripresa e vengono così travolti dai Celtics che mostrano di
credere ancora in quella che diventerebbe una vera e propria impresa dopo il
devastante infortunio subito da Tatum nelle battute finali di gara 4.
Minnesota Timberwolves - Golden State Warriors 121-110 (4-1)
Per il secondo anno consecutivo i Timberwolves
approdano alle finali della Western Conference. Come da copione Minnesota si
sbarazza senza troppi problemi dei Warriors, sempre privi di Curry, in gara 5,
prendendo subito il controllo delle operazioni per poi gestire con maturità il
vantaggio in un match mai veramente in discussione. Ancora una volta timbra il
suo cartellino di questa positivissima postseason un Randle in grande spolvero
che diventa il giocatore più affidabile dei T-Wolves in attacco e chiude un
match molto efficiente con 29 punti. Arriva al capolinea con parecchi rimpianti
invece la stagione dei Warriors che una volta perso Curry in gara-1 non sono
più riusciti a opporre resistenza allo strapotere di Minnesota. Troppo poche
opzioni offensive per coach Kerr che anche in gara-5 le ha provate tutte,
schiarando alla fine ben 12 giocatori. Una serata così così di Butler (17 punti
con 4/11 dal campo) non poteva bastare per trovare un insperato successo sul
parquet di Minneapolis. Nemmeno l'ottima produzione di Kuminga dalla panchina
alla fine è servita un gran che. Di certo Golden State, che ha chiuso con
l’eccellente record di 23-7 nelle gare con Butler e Curry nel lineup, avrebbe
voluto giocarsi le sue carte nella sfida con Minnesota con il roster al completo
e senza la sua stella non è più riuscita davvero a mettere in difficoltà la
difesa dei Timberwolves. Ora Edwards e compagni aspettano la vincente della
bellissima serie Oklahoma City-Denver per una finale della Western Conference
che si annuncia, qualunque sia l’avversario di Minny, decisamente affascinante.

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