La Coppa Italia è il primo trofeo dell’era di Peppe Poeta da capo allenatore di Milano a meno di tre mesi dall’insediamento. Per l’Olimpia è il secondo trofeo su due in stagione dopo la Supercoppa di fine settembre, quando in panchina c’era ancora Ettore Messina, ora al primo successo solo da dirigente. Dopo due finali a vuoto negli ultimi due anni, alla terza è arrivato il nono successo in questa competizione che dà a Milano il sorpasso su Virtus e Pallacanestro Treviso ferme a otto, riportando in bacheca un trofeo che le mancava dal 2022.
Anche quattro anni fa la rivale fu Tortona: stesso esito (stavolta 85-77 il risultato), al termine di una partita fiera in cui, pur partendo dalla testa di serie numero cinque dopo aver vinto quarti e semifinali contro pronostico, aveva fatto tremare Milano tenendo la testa avanti nel cuore della partita e fino a inizio quarto periodo. Poi ci hanno pensato Marko Guduric, rinato a partita in corso dopo tanti errori iniziali, e Armoni Brooks, premiato come miglior giocatore di fronte ai 12.597 di Torino, record assoluto di pubblico per una finale di Coppa Italia che nei quattro giorni ha fatto segnare 40.014 presenze. Per l’Olimpia è il trofeo numero 55, il 46° italiano. E il numero 17 dell’era Armani, il secondo dopo la perdita di Re Giorgio: ad alzare il trofeo ancora il patron del gruppo, Leo Dell’Orco.
L’Olimpia inizia la partita sbagliando poco da subito e quei pochi palloni che sbaglia poi li riprende a rimbalzo: 6 d’attacco per Milano nel primo quarto contro l’unico rimbalzo difensivo di Tortona nel primo quarto. Nasce qui, e dalle perse di Vital, il vantaggio di possessi che l’Olimpia capitalizza con tanti viaggi in lunetta (10/10 nel primo periodo) e con percentuali alte, una giostra su cui salgono Shields e LeDay, Nebo e Brooks: quando la guardia esce dalla panchina con tre triple in tre minuti suggella il 14-2 in 4’ addirittura sul 31-14 al 9’.
Quando sembra senza storia, tutto si ribalta. Tutto quello che faceva bene, l’Olimpia inizia a farlo al contrario in un secondo quarto da 8 palle perse, 6 rimbalzi d’attacco concessi e nessun viaggio in lunetta. Ancora a +12 a metà terzo quarto, in una sequenza da sei errori al tiro e due perse di fila tra Ellis, Shields e Brooks Tortona rientra sul 42-40 al 18’ banchettando con il 12-0 firmato da Gorham e da un Hubb da 8 punti in 4’, 13 al riposo con tre triple e quattro assist. Non è finita, perché l’Olimpia torna dal riposo senza testa e ancora senza mani: un canestro nei primi dieci possessi della ripresa offre il fianco alla fuga tortonese sul 50-56 di Gorham a metà terzo quarto, e se non scappa oltre è solo perché nel periodo fa 2/10 da due.
Milano si rimette in carreggiata col miglior momento di un Guduric fin lì dannoso (8 punti in 3’ a cavallo degli ultimi due quarti), con una stretta in difesa tenendo Tortona a 9 punti in 8’, con due rubate chiuse in schiacciata da Bolmaro. E infine col solito salvatore Brooks: nel frangente infila 11 punti con tre triple, chiuse col 10-2 per il 77-70 al 34’ da cui Milano non si volta più indietro. Guduric completa la rinascita con la tripla dell’81-72 al 38’ prima di uscire per falli. L’Olimpia finisce a braccia levate, al primo trofeo l’era Poeta inizia con una vittoria. Finisce per aria, issato al cielo dai suoi giocatori nei festeggiamenti di fine partita.
Olimpia Milano - Bertram Tortona 85-77

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