Detroit Pistons - Orlando Magic 98-83 (1-1)
I Pistons rispondono da squadra vera alla batosta
patita di gara 1. Vincono, anzi stravincono il secondo atto della serie con
Orlando. A modo loro: sfoderando una prestazione fisica, intensa, a tratti
persino cattiva, ed esibendo la grande difesa, il marchio di fabbrica. Limitano
i Magic a soli 83 punti, il loro minimo stagionale. Per chiudere i conti in
anticipo senza rischiare nulla, senza tirarsi addosso la pressione, alla testa
di serie n. 1 della Eastern Conference, opposta alla 8, basta la mareggiata di
punti del 3° periodo. Occasionale, ma dirompente. L’uomo partita una volta di
più è Cade Cunningham, da 27 punti e 11 assist. Lui c’è sempre, è la sponda
offensiva dei compagni che resta un punto interrogativo in prospettiva. Orlando
fa scena muta in attacco: tira col 33% dal campo, accumula 17 palle perse. In
gara-3 in Florida, sabato alle 19 ora italiana, servirà molto di più per
provare a riscattare questa figuraccia. Siamo 46 pari a metà partita. Punteggio
basso, sembra una sfida degli anni 90, con 15 punti di Cunningham per Detroit e
di Jalen Suggs per Orlando. I Pistons hanno 12 palle perse, i Magic tirano
14/21 dalla lunetta. Detroit comincia il secondo tempo con un 11-0 ispirato da
Cunningham. Diventa addirittura 76-49 grazie a un 30-3 di parziale per iniziare
la ripresa. La difesa dei Pistons stritola l’attacco ospite, arrivano punti in
transizione, comodi. E si fa tardi presto per i Magic. 84-62 Detroit a fine 3°
quarto. Gara già chiusa e il pubblico della Little Caesars Arena grida forte "Detroit
basketball". Non sarà quello più spettacolare in circolazione, ma è
maledettamente efficace. E a Motown non fanno gli schizzinosi.

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