Houston Rockets - Los Angeles Lakers 108-112 d.o.t. (0-3)
Ci sono almeno quattro partite diverse dentro la
vittoria dei Lakers sui Rockets. E un unico, immenso LeBron James. I
gialloviola vincono anche in trasferta, ancora senza Doncic e Reaves, dopo un
ottimo primo tempo e una brutta ripresa, riscattata nel finale con lo zampino
del solito LeBron e complice l'autosabotaggio di Houston. I Rockets perdono
senza Kevin Durant, assente per una distorsione alla caviglia e che non si è
fatto vedere nemmeno in panchina. Houston si è affidata a Sengun, che ha
risposto presente: 33 punti, 12 nel 4° quarto. Non sono bastati. LeBron chiude
con 29 punti e la tripla decisiva, ma brillano anche Hachimura e soprattutto
Marcus Smart, fondamentale nei momenti chiave della partita. Per Houston, probabilmente,
è già il tempo dei rimpianti: nessuno, nella storia dell'Nba, ha rimontato una
serie sotto 3-0.
Nel 1° quarto volano i Lakers, con un Hachimura da 16 punti e 6/6 dal campo. Il
2° quarto è scosso dai primi punti ai playoff in carriera per Bronny James,
prima con la tripla e poi su alzata di papà LeBron. Houston sbanda e fatica in
attacco, all'intervallo i gialloviola sono in vantaggio 63-52. Nel 2° tempo si
abbassano le percentuali dei Lakers e aumentano le palle perse: i Rockets ne
approfittano, ricuciono piano piano e a 6' dalla fine il tabellone segna
parità, 87-87. Los Angeles si è fermata, Houston no, e Sengun si prende il
palcoscenico: segna di destro, di sinistro, ruba, schiaccia, 8 punti
consecutivi per il +6 a 41'' dalla fine. Sembra finita, ma Smart fa -3 dalla
lunetta dopo un intercetto. Poi, tocca a LeBron James, che ruba a Sheppard e
pochi secondi dopo segna la tripla dell'incredibile pareggio, 101-101. Houston
ha ancora un attacco, ma Sengun stavolta sbaglia, mentre la tripla allo scadere
di LeBron entra ed esce: è overtime. I Rockets si sono fatti sfilare la
vittoria dalle mani e accusano il contraccolpo: Los Angeles va sopra, Sengun
tiene i suoi a contatto, ma non basta. I Lakers vincono, si portano sul 3-0 e
hanno già il match point sulla racchetta.
Portland Trail Blazers - San Antonio Spurs 108-120 (1-2)
Cuore, difesa e... gioventù. Non c'è Victor
Wembanyama, ancora ai box dopo la commozione cerebrale rimediata in gara 2, ma
San Antonio vince una partita in cui ha toccato anche il -15 nel 3° quarto. Lo
fa trovando 27 punti da Harper in uscita dalla panchina, decisivo per la
rimonta, e grazie anche ai 33 di Castle, ormai già una certezza: 60 punti e 41
anni in due. Nulla da fare per Portland, a cui non bastano i 29 di un grande
Jrue Holiday. Gli Spurs si portano sul 2-1 e continuano a impressionare anche
senza Wemby.
Inizio all'insegna dell'equilibrio, sulle marce alte imposte da Henderson e
Castle. Nel 2° quarto il vento inizia a soffiare dal lato dei Blazers: si
sblocca anche Avdija, che però lascia mezzo dente sul parquet dopo una gomitata
accidentale di Fox. Il primo tempo è di Portland, 65-59. La partita riprende
con San Antonio che non riesce a segnare e i Blazers che scappano via: Holiday
segna e domina sui due lati del campo, Portland tocca il +15. Poi, il cuore di
San Antonio, che ricuce con la difesa e un Harper particolarmente ispirato,
fino al vantaggio Spurs 88-87 che chiude il 3° quarto. L'inerzia è cambiata:
Harper e Castle spingono, San Antonio non si ferma più e sfora la doppia cifra
di vantaggio. Portland prova a reagire, ma non c'è nulla da fare: gli Spurs
vanno sopra 2-1 nella serie, aspettando il rientro di Wemby.

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