Cleveland Cavaliers - Detroit Pistons 94-115 (3-3)
Detroit si salva spalle al muro, stravince a Cleveland
e forza Gara 7. I Pistons hanno già saputo completare la rimonta al primo turno
contro Orlando, ci riprovano. La “bella” la giocheranno in casa dalle 2 di
lunedì ora italiana, partiranno favoriti dopo questa prova di personalità e
nervi saldi.
I Pistons lo fanno un’altra volta. Spalle al muro, a
una sconfitta dall’eliminazione dai playoff, tirano fuori il meglio e restano
in corsa. Vincono, anzi stravincono alla Rocket Arena di Cleveland, trascinati nel
primo tempo da Cade Cunningham e nel secondo dalla panchina, che porta 48 punti
in dote. I 17 di Paul Reed e i 14 di Duncan Robinson fanno la differenza. Come
successo per tre volte contro Orlando, rimontata da 1-3 nella serie di 1°
turno, Detroit mostra forza fisica e mentale con la stagione in bilico. Difende
forte e non s’arrende mai. Cleveland era imbattuta in casa ai playoff: 6
vittorie su 6 partite. Crolla sul più bello, a un successo dalla finale di
conference dell’Est contro New York. Donovan Mitchell nel secondo tempo segna
solo 5 punti, James Harden commette 8 palle perse, il 38% al tiro dal campo
dice tutto. Rimandati. A Gara 7, in programma a Detroit 48 ore dopo.
Robinson, recuperato, parte dalla panchina. Detroit
avanti 27-25 a fine 1° quarto, poi 39-27 dopo una tripla di Cunningham. Però
Ausar Thompson si becca un fallo flagrant per uno spintone a Sam Merrill e
Cleveland chiude il primo tempo con un 7-0 di parziale che la riporta sotto:
51-54 a metà gara. Cunningham 16 punti, Mitchell 13. Harris 0. Diventa 68-55
Detroit dopo una schiacciata di Thompson, a metà 3° quarto Duren si storce la
caviglia sinistra – rientrerà - lo sostituisce Reed che incanta. Il salvagente
Cavs diventa la lunetta – avevano tirato 40 liberi in più di Detroit nelle
ultime due gare -, così erodono lo svantaggio. Ma è 84-70 Pistons a fine 3°
quarto col canestro sulla sirena di Marcus Sasser. Daniss Jenkins segna i
canestri che chiudono i conti. I Pistons non mollano, forzano il ritorno a
Detroit.

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